Microsoft cura la megapatch di IE

Il big di Redmond corregge un errore contenuto all'interno di una patch. Questa volta il buco interessa l'ultima megapatch di IE che, in taluni casi, può impedire il log-in sul Web


Redmond (USA) – Microsoft ha dovuto rimettere mano alla patch cumulativa rilasciata per Internet Explorer la scorsa settimana e correggere alcuni problemi che, come descritto nel bollettino aggiornato MS03-004 , “sotto certe condizioni possono colpire alcuni utenti, primariamente quelli consumer”.

Si tratta, secondo il colosso di Redmond, di una vulnerabilità che non pone rischi per la sicurezza ma che, in certi casi, può impedire ad alcuni utenti di autenticarsi sui siti Web: potrebbe ad esempio risultare impossibile accedere alla propria web-mail o ad altri servizi che richiedano il log-in.

Microsoft sostiene di aver risolto il problema con il rilascio dell’hot-fix 813951 che, nel momento in cui si scrive, è però disponibile in 10 differenti lingue esclusa quella italiana.

“E’ importante notare – sottolinea Microsoft – come questo fix corregga un problema davvero specifico e non legato alla sicurezza, e che la patch discussa in questo bollettino di sicurezza era, ed è tuttora, efficace nel rimuovere le vulnerabilità discusse di recente in questo stesso bollettino”.

Di recente Microsoft ha dovuto correggere una patch di sicurezza rilasciata per Windows NT 4.0 e contenente un bug che, in certe circostanze, poteva mandare in crash il sistema.

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  • vb scrive:
    Dipendenti pubblici e innovazione
    A me l'articolo sembra solo la solita serie di lamentele contro le innovazioni da parte di chi (specie se dipendente di un ente pubblico) vede qualsiasi nuovo servizio solo come "lavoro extra" (vedi "last but not least" dell'articolo) e in sostanza non ha voglia di fare una mazza...
  • Anonimo scrive:
    ISTRUZIONE: Come ti scippo l'e-mail mini
    ISTRUZIONE, 10 gennaio 2003 (Caserta24ore). Il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ha riservato un servizio di posta elettronica a tutti i docenti in servizio nella scuola italiana, siano essi di ruolo che supplentiL'indirizzo di posta elettronica è del tipo nome.cognome@istruzione.it ma la procedura di attribuzione dell'indirizzo lascia alquanto a desiderare in quanto chiunque può "scippare" l'e-mail riservata al docente.Per far ciò basta veramente poco: basta conoscere la data e il luogo di nascita del docente e l'istituto dove insegna. Siete uno studente e il vostro professore di latino vi è antipatico e vi ha messo un bel tre alla versione e volete vendicarvi mandando a suo nome e-mail irriverenti al Ministro Moratti?Sul sito www.istruzione.it è possibile! Chiedete al vostro insegnante di latino quale giorno festeggia il proprio compleanno, magari con la scusa che in quella giornata sia clemente e non interroghi.Andate sul sito ufficiale del ministero e cliccate su "Progetto Posta Elettronica", provate a registrarlo: la procedura vi chiederà di inserire il codice fiscale e il codice del vostro istituto. Il codice fiscale potrete calcolarlo facilmente anche attraverso siti internet, il secondo codice potrete ricavarlo direttamente dalla pagina di registrazione. Bisognerà poi compilare qualche altra schermata e alla fine avrete bella e disponibile l'indirizzo e-mail del vostro professore "per mandare e-mail irriverenti alla ministra Moratti".Ma chiunque puà "scippare" un'e-mail ad un ignaro docente: dal sito ministeriale, cliccando sul link della regione Lombardia, è possibile ad esempio scaricare la graduatoria dei vincitori dell'ultimo concorso della scuola pubblica dove è possibile prelevare il codice fiscale di ogni concorrente. E' così possibile registrare il neo docente tentando i vari codici degli istituti della provincia di nascita - reperibili sempre sul sito www.istruzione.it . Basta soltanto avere un po' di pazienza e fare qualche tentativo...Il progetto "posta elettronica" segue i corsi di formazione docente per la conoscenza delle tecnologie informatiche nell'ambito delle (TIC) Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione.Il progetto di formazione e "posta elettronica" fa parte del Programma operativo nazionale per le regioni dell'Obiettivo "Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, alta formazione" 2000-2006 (Pon Ricerca) cofinanziato dai fondi comunitari quali Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e Fondo sociale europeo (Fse).La "vulnerabilità" del servizio di posta elettronica non è un caso isolato ed è sintomo dello scadimento in cui versa ormai il sito della Pubblica Istruzione. Negli ultimi tempi, pur essendo migliorato l'aspetto grafico del sito, sono diventati sempre di più difficile accessibilità i contenuti. Come per dire: "l'importante è apparire!"Basta pensare che il motore di ricerca interno del sito consegna i risultati ordinati per data più vecchia: l'utente per visionare le pagine più recenti del sito è costretto a visionare anche le eventuali che non interessano.Si tratta di una tattica utilizzata dai portali privati internet per far aumentare il volume di pagine visitate e poi rivenderle alla pubblicità.Qualche mese fa un comunicato stampa del Ministero della P.I. parlava di aver "?sventato un attacco di hackers al sito www.istruzione.it" riferendosi ad un Netstrike non riuscito in occasione delle proteste studentesche per la riforma del sistema scolastico della Moratti.Il netstrike è una sorta di corteo telematico che consiste nel collegarsi contemporaneamente, quanti più utenti possibili verso uno specifico sito ad una precisa ora e ripetutamente in maniera tale da "occuparlo". Non tentate di registrare un'email ad un'ignaro docente altrimenti tra qualche giorno potremmo leggere in un comunicato stampa del Ministero di hackers che hanno attentato alla posta elettronica dei docenti! www.caserta24ore.it
    • Anonimo scrive:
      U_d_S: i dati sono on-line.
      I dati personali dei prof sono on-line. I Provveditorati (ora hanno una altro nome) che hanno siti minimamente decenti forniscono le graduatorie o altri materiali dove prelevare tutti i dati necessari. Spulciando nei siti è facile reperirli. Date di nascita, codici fiscali, numeri di identificazione vari... Non bisogna neppure chiederli al prof.ll problema semmai è l'attivazione della casellla e il suo uso.Non so se la procedura sia effettivamente laboriosa come ho letto, trattandosi di roba ministeriale direi certamente di sì... Piuttosto è sintomo di come sia gestita tutta la faccenda la serie di domande tra cui dover scegliere per ricordarsi la password sul modulo consegnato a mia moglie in un istituto superiore della Lombardia:-qual è il cognome da nubile di tua madre?-quale film non ti stancheresti di vedere?-qual è il tuo piatto preferito?-chi è il tuo attore/attrice preferito/a?-qual è il nome del tuo animale? [!!!]-la data di nascita del tuo ragazzo/a? [!!!]Beh, è ovvio che nessun insegnante dovrebbe riferire alcunché via e-mail alle famiglie... e' ovvio che la posta elettronica non può essere utilizzata per una seria collaborazione con i genitori...Comunque sia la questione è irrilevante. Ho letto tante belle parole nei post precedenti, ma quasi nessuno affronta seriamente la questione del tempo e dei mezzi da dedicare a questo progetto unicamente propagandistico:Il Ministero: Ti diamo la casella e-mail così puoi comunicare con gli studenti, i genitori e gli altri insegnanti! Evviva!L'insegnante medio chiede: Come e quando?Il Ministero: Come vuoi e quando vuoi!!! Col pc della scuola, col tuo a casa e, comunque, quando hai tempo.L'insegnante medio: Il pc della scuola è pieno di virus e lo smanettano in troppi, il mio pc a casa lo uso per i fatti miei e nel mio tempo vado a fare la spesa.A me appare così ovvio che si tratta solo di una buona idea realizzata male come tante altre.Utonto_da_sempre
      • Anonimo scrive:
        Re: U_d_S: i dati sono on-line.
        [cut]
        Piuttosto è sintomo di come sia gestita
        tutta la faccenda la serie di domande tra
        cui dover scegliere per ricordarsi la
        password sul modulo consegnato a mia moglie
        in un istituto superiore della Lombardia:
        -qual è il cognome da nubile di tua madre?
        -quale film non ti stancheresti di vedere?
        -qual è il tuo piatto preferito?
        -chi è il tuo attore/attrice preferito/a?
        -qual è il nome del tuo animale? [!!!]
        -la data di nascita del tuo ragazzo/a? [!!!]Sono molto similari alle domande che ti chiedono per ricordati la password i vari portali nazionali....
  • blanca scrive:
    Re: Capacità di argomentazione scarsa
    - Scritto da: Anonimo
    Italiana, residente all?estero, mi
    intristisce questa vocazione polemica tipica
    italiana che paralizza ogni iniziativa. mi hai strappato le parole di bocca!che lamentosa pignoleria quest'Anonimo.
  • Anonimo scrive:
    Entropia, solo Entropia
    Non ho ben capito se chi parla ha effettuato una registrazione e utilizzato un browser di posta per la propria casella, dico questo perchè mi pare che faccia delle considerazioni prive di fondamento: sono un docente, ho inserito il mio codice fiscale, la scuola in cui sono titolare, mi sono stati prospettati i miei dati di dipendente del Ministero, ho ottenenuto una casella postale istruzione immediatamente accettando le condizioni di servizio, pertanto non capisco dove risiede la complessità di registrazione. Ho cambiato la password più volte per la mia sicurezza, senza problemi, ho configurato il mio outlook e ho avuto problemi perchè inizialmente lo avevo configurato come il mio account s libero e non funzionava, poi leggendo i documenti di configurazione disponibili sul sito, ho scoperto che bisognava impostare l'autenticazione sul'SMTP e POP3 altrimenti il server non accettava il login: questo si si ha un minimo di conoscenze tecniche significa sicurezza e certificazione dell'utente, e per quanto mi riguarda sono soddisfatto, più di quanto lo sono nell'utlizzare una casella su libero piuttosto che tin facendomi inondare di posta indesiderata. Come al solito siamo qui a discutere se anche un servizio che non abbiamo mai avuto "nasconda insidie" di privacy e sicurezza. Mi sento più privato della mia privacy con la mia cassetta postale di casa o dal mio cellulare di cui qualcuno detiene i tabulati. Ci stiamo a preccupare se qualcuno "legga la nostra corrispondenza" con i genitori dei nostri ragazzi: avete mai fatto gli incontri con i genitori nelle vostre scuole? avete mai avuto delle sale riservate in cui parlare con i genitori lontano dal caos e dalle orecchie degli altri genitori? Siete docenti della scuola italiana o che altro? Non approvo la politica generale di questo governo, ma santo iddio hanno fatto una cosa per noi, senza che l'abbiamo chiesta, liberi di aderire o meno (mi immagino se eravamo obbligati ad averla: oggi discutevamo dell'imposizione dall'alto). E poi se non volete ricevere comunicazioni su istruzione.it potete sempre farvela mandare su altri account assieme a mille comunicazioni pubblicitarie e spendere sempre più denaro per scaricare la posta e pagare la bolletta telefonica salata per leggere l'unico messaggio che vi interessa. Concludo con una considerazione: anch'io ho sperimentato la webmail istruzione ed è effettivamente un pò lenta (non più di libero) ma poi leggendo la guida ho scoperta che configurando outlook (che è la modalità che il Ministero ha consigliato nella guida stessa) la velocità di scarico ed invio posta è soddisfacente.
  • Anonimo scrive:
    Re: Capacità di argomentazione scarsa
    - Scritto da: Anonimo
    - E? chiaro che si useranno i computer a
    disposizione nelle scuole, cosa vuole
    suggerire l?autore con questa affermazione?
    Che ogni docente doveva essere dotato anche
    di computer portatile insieme a indirizzo
    e-mail e password???Penso che l'autore voglia forse suggerire che in questo modo si viene a perdere quella che e' l'utilita' del servizio. A cosa mi serve un servizio a distanza se per accedervi devo comunque recarmi presso la struttura scolastica? Non le sembra un controsenso?
    - Il problema della privacy così posto è
    puramente strumentale. Ogni utente quando
    usa Internet sa quali sono i vantaggi e
    quali i rischi per la sua privacy. Se deve
    comunicare dati o informazioni che considera
    privati sceglierà altri mezzi di
    comunicazione. Dalla sua ultima affermazione appare evidente che tutte le problematiche di ordine pratico comunque legate al mondo della scuola dovranno essere trattate mediante altri canali.
    - Caselle civetta e spamming sono problemi
    di Internet, non del Ministero
    dell?Istruzione che avrà invece il dovere,
    ascoltando il suggerimento degli utenti e
    dando seguito alle critiche serie e
    costruttive di migliorare il suo servizio e
    di mantenerlo in linea con i miglioramenti
    nel settore. Piu' che mantenerlo forse bisognava fornirlo in linea con quelle che sono le tecnologie esistenti gia' da diversi anni (SSL ecc. ecc.)
    - Last but not least il docente, come ogni
    lavoratore, saprà gestire il suo tempo
    secondo le priorità che ha. E se la
    possibilità di iscriversi ad un corso di
    aggiornamento via internet gli farà
    risparmiare code e tempo per andare ad
    iscriversi al provveditorato, dedicherà quel
    tempo a gestire la sua posta elettronica, né
    più né meno di cosa fanno tutti i
    lavoratori.Concordo perfettamente anche se rimane sempre il problema dei docenti che, a volte anche per loro scelta, non hanno e non avranno un computer.
    • exsinistro scrive:
      Re: Capacità di argomentazione scarsa
      - Scritto da: Anonimo

      Concordo perfettamente anche se rimane
      sempre il problema dei docenti che, a volte
      anche per loro scelta, non hanno e non
      avranno un computer.
      Docenti che non hanno e non avranno mai un computer per scelta sarebbero da licenziare e a calci nel culo anche.Sarebbe come dire che vogliono usare ancora la penna d'oca e perchè no le tavolette di pietra.
      • Anonimo scrive:
        Re: Capacità di argomentazione scarsa
        - Scritto da: exsinistro
        Docenti che non hanno e non avranno mai un
        computer per scelta sarebbero da licenziare
        e a calci nel culo anche.
        Sarebbe come dire che vogliono usare ancora
        la penna d'oca e perchè no le tavolette di
        pietra.E se anche fosse?Scelte loro!Se il Ministero vuole che i docenti abbiano un computer che glielo regali. Viceversa ogni docente può decidere in piena autonomia se avere un computer o no.
        • Anonimo scrive:
          Re: Capacità di argomentazione scarsa
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: exsinistro


          Docenti che non hanno e non avranno mai un

          computer per scelta sarebbero da
          licenziare

          e a calci nel culo anche.

          Sarebbe come dire che vogliono usare
          ancora

          la penna d'oca e perchè no le tavolette di

          pietra.

          E se anche fosse?
          Scelte loro!Infatti, se la casella non la vuoi non te la fare, se non la vuoi utilizzare, non la utilizzare, non mi pare che la capacità discrezionale e l'autodetrminazione sia messa in discussione da un servizio nuovo, innovativo e per la prima volta non richiesto. Probabilmente è un problema di comune senso del gregge e diamio addosso...
          Se il Ministero vuole che i docenti abbiano
          un computer che glielo regali. Viceversa
          ogni docente può decidere in piena autonomia
          se avere un computer o no.
    • Anonimo scrive:
      Re: Capacità di argomentazione scarsa
      La sua risposta non mi convince. Il problema degli insegnanti che non hanno un computer personale con cui accedere alla casella di posta elettronica non si risolve rifiutando il servizio stesso. E continuo a non vedere soluzione alternativa a quella di utilizzare i computer a disposizione della scuola. Ribadisco che solo utilizzando un servizio e dimostrandone l?efficacia ed utilità si possono avanzare richieste di miglioramento (più computer a disposizione nella scuola, computer più moderni, veloci e performanti, sito del ministero ?supersicurizzato? etc.)
      • Anonimo scrive:
        Re: Capacità di argomentazione scarsa
        - Scritto da: Anonimo
        La sua risposta non mi convince. Il problema
        degli insegnanti che non hanno un computer
        personale con cui accedere alla casella di
        posta elettronica non si risolve rifiutando
        il servizio stesso.Certo che no, ma neanche obbligando chi non ha la possibilita' di utilizzarlo a farlo. Ma mi spiega perche' nell'ottica del "lavori quando vuoi ed organizzi il tuo tempo come vuoi" un docente senza computer debba recarsi presso la sede scolastica per accedere ad una casella di posta elettronica istituzionale? Tradotto sarebbe: se io non posso accedere da casa, perche' la stessa comunicazione non mi puo' essere data dalla segreteria?
        • Anonimo scrive:
          Re: Capacità di argomentazione scarsa
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          La sua risposta non mi convince. Il
          problema

          degli insegnanti che non hanno un computer

          personale con cui accedere alla casella di

          posta elettronica non si risolve
          rifiutando

          il servizio stesso.

          Certo che no, ma neanche obbligando chi non
          ha la possibilita' di utilizzarlo a farlo.
          Ma mi spiega perche' nell'ottica del "lavori
          quando vuoi ed organizzi il tuo tempo come
          vuoi" un docente senza computer debba
          recarsi presso la sede scolastica per
          accedere ad una casella di posta elettronica
          istituzionale? Tradotto sarebbe: se io non
          posso accedere da casa, perche' la stessa
          comunicazione non mi puo' essere data dalla
          segreteria?Mi sembra che navighi nel buio: ma dove avete trovato scritto che la casella debba essere usata per forza da scuola? e dove avete trovato scritto (ho scandagliato tutto il sito istruzione per trovare queste affermazioni e il risultato è che è una pura bufala dello scrivente dell'articolo provocatorio) che questa benedetta casella di posta elimini altri canali comunicativi tra scuola, docenti e genitori? Ma non vi pare che state facendo demagogia pura per il semplice fatto che qualcuno per la prima volta vi abbia dato la possibilità di accedere ad un servizio, FACOLTATIVO, senza che sia stato richiesto?
  • Anonimo scrive:
    Sicurezza e privacy
    Senza entrare nel merito di quello che potrebbe essere l'utilizzo pratico o meno, da parte del corpo docente, quello che forse non si evince dall'articolo e' che avendo a disposizione il nome e cognome dell'insegnante, il suo codice fiscale e l'identificativo della scuola nella quale insegna, chiunque puo' aprirsi una casella sul sito istruzione.itPensate, ci sono casi in cui il dirigente scolastico ha "gentilmente" aperto di sua iniziativa la famosa casella di posta elettronica ad ignari insegnati che si sono visti recapitare il plico contenente la password, la domanda per recuperare la password ecc. ecc.Inseriti da chi? Da qualche anima pia che in barba a qualsiasi legge dello stato si e' presa la briga di "attivare il servizio".Si parla tanto di privacy e sicurezza. Che ve ne pare di questo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Sicurezza e privacy
      Mi sembra un falso problema...quando entro in un'azienda a lavorare a qualcuno mi attiva la casella, poi mi arriva la password e io posso cambiarla? Qual è il problema se il preside attiva le caselle ai suoi insegnanti?E poi sono scandalizzato dalle considerazioni sulla retribuzione e i GRAVI PERICOLI dell'iniziativa, se continuamo con queste posizioni non cambieremo mai niente!Vabbè
      • Anonimo scrive:
        Re: Sicurezza e privacy
        - Scritto da: Anonimo
        Mi sembra un falso problema...
        quando entro in un'azienda a lavorare a
        qualcuno mi attiva la casella, poi mi arriva
        la password e io posso cambiarla?Non firma nessuna informativa riguardante i termini per l'utilizzo del servizio oppure l'uso della posta elettronica nella sua azienda non e' regolato da nessuna norma? Cioe', chiunque puo' fare quello che vuole con il suo account di posta elettronica e nessuno ne e' responsabile in caso di problemi?
        Qual è il
        problema se il preside attiva le caselle ai
        suoi insegnanti?
        Il problema risiede nel fatto che, come riportato nell'articolo, attenendosi a quelle che sono le norme per la fruizione del servizio disponibili sul sito, la scelta o meno di avere la casella e' data esclusivamente al docente che ne e' di fronte alla legge l'unico responsabile. Io non metto in dubbio quella che potrebbe essere l'utilita' del servizio ma come questo viene gestito, visto che ci sono dei decreti e delle leggi che regolano la materia sia dal punto di vista della sicurezza informatica che della privacy.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sicurezza e privacy
      Non ho ben capito se chi parla ha effettuato una registrazione e utilizzato un browser di posta per la propria casella, dico questo perchè mi pare che faccia delle considerazioni prive di fondamento:sono un docente, ho inserito il mio codice fiscale, la scuola in cui sono titolare, mi sono stati prospettati i miei dati di dipendente del Ministero, ho ottenenuto una casella postale istruzione immediatamente accettando le condizioni di servizio, pertanto non capisco dove risiede la complessità di registrazione. Ho cambiato la password più volte per la mia sicurezza, senza problemi, ho configurato il mio outlook e ho avuto problemi perchè inizialmente lo avevo configurato come il mio account s libero e non funzionava, poi leggendo i documenti di configurazione disponibili sul sito, ho scoperto che bisognava impostare l'autenticazione sul'SMTP e POP3 altrimenti il server non accettava il login: questo si si ha un minimo di conoscenze tecniche significa sicurezza e certificazione dell'utente, e per quanto mi riguarda sono soddisfatto, più di quanto lo sono nell'utlizzare una casella su libero piuttosto che tin facendomi inondare di posta indesiderata. Come al solito siamo qui a discutere se anche un servizio che non abbiamo mai avuto "nasconda insidie" di privacy e sicurezza. Mi sento più privato della mia privacy con la mia cassetta postale di casa o dal mio cellulare di cui qualcuno detiene i tabulati. Ci stiamo a preccupare se qualcuno "legga la nostra corrispondenza" con i genitori dei nostri ragazzi: avete mai fatto gli incontri con i genitori nelle vostre scuole? avete mai avuto delle sale riservate in cui parlare con i genitori lontano dal caos e dalle orecchie degli altri genitori? Siete docenti della scuola italiana o che altro? Non approvo la politica generale di questo governo, ma santo iddio hanno fatto una cosa per noi, senza che l'abbiamo chiesta, liberi di aderire o meno (mi immagino se eravamo obbligati ad averla: oggi discutevamo dell'imposizione dall'alto). E poi se non volete ricevere comunicazioni su istruzione.it potete sempre farvela mandare su altri account assieme a mille comunicazioni pubblicitarie e spendere sempre più denaro per scaricare la posta e pagare la bolletta telefonica salata per leggere l'unico messaggio che vi interessa.Concludo con una considerazione: anch'io ho sperimentato la webmail istruzione ed è effettivamente un pò lenta (non più di libero) ma poi leggendo la guida ho scoperta che configurando outlook (che è la modalità che il Ministero ha consigliato nella guida stessa) la velocità di scarico ed invio posta è soddisfacente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Sicurezza e privacy
        - Scritto da: Anonimo
        Non ho ben capito se chi parla ha effettuato
        una registrazione e utilizzato un browser di
        posta per la propria casella, dico questo
        perchè mi pare che faccia delle
        considerazioni prive di fondamento:
        sono un docente, ho inserito il mio codice
        fiscale, la scuola in cui sono titolare, mi
        sono stati prospettati i miei dati di
        dipendente del Ministero, ho ottenenuto una
        casella postale istruzione immediatamente
        accettando le condizioni di servizio ... Due domande:1) Non le sembra, visti i dati che occorrono, che tutta l'operazione possa essere fatta da chiunque?2) Ma se a richiedere il servizio fosse stato il suo dirigente scolastico? Cioe' se avesse inserito i suoi dati, scelto la password al posto suo, inserito la domanda per ottenere la nuova password sempre al posto suo ed accettato le condizioni che regolano il servizio sempre, e ripeto, al posto suo. La penserebbe nello stesso modo?Alcune considerazioni:dal linguaggio che usa posso tranquillamente concludere che lei non ha problemi dal punto di vista informatico, insomma se la sa cavare da solo in presenza di problemi. Ma quanti nella scuola di oggi possono dire lo stesso? Siamo onesti, quanti docenti saranno costretti a "sfruttare" i familiari o i conoscenti per portare avanti questo progetto?
        • Anonimo scrive:
          Re: Sicurezza e privacy
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Non ho ben capito se chi parla ha
          effettuato

          una registrazione e utilizzato un browser
          di

          posta per la propria casella, dico questo

          perchè mi pare che faccia delle

          considerazioni prive di fondamento:

          sono un docente, ho inserito il mio codice

          fiscale, la scuola in cui sono titolare,
          mi

          sono stati prospettati i miei dati di

          dipendente del Ministero, ho ottenenuto
          una

          casella postale istruzione immediatamente

          accettando le condizioni di servizio ...

          Due domande:

          1) Non le sembra, visti i dati che
          occorrono, che tutta l'operazione possa
          essere fatta da chiunque?L'osservazione, consentimi, è banale in quanto se qualcuno fa una casella di posta su tin o libero al posto tuo (ed è molto più facile) e poi scrive sui siti pedofili, prima che rivendichi i tuoi diritti ce ne passa. Invece una casella dentro un'istituzione, a parte il fatto che puoi rivolgerti al tuo datore di lavoro per far verificare se c'è un uso fraudolento della casella stessa, quantomeno se cerchi di registrarti e avere la tua casella e scopri che è stata gia fatta ed è utilizzata da qualcuno è il tuo datore di lavoro che tutelerà i tuoi interessi (ampiamente documentato su atti normativi primari)
          2) Ma se a richiedere il servizio fosse
          stato il suo dirigente scolastico? Cioe' se
          avesse inserito i suoi dati, scelto la
          password al posto suo, inserito la domanda
          per ottenere la nuova password sempre al
          posto suo ed accettato le condizioni che
          regolano il servizio sempre, e ripeto, al
          posto suo. La penserebbe nello stesso modo?
          Certamente, e chiederei la cancellazione e rigenerazione della casella. Cerchiamo di essere concreti, siamo in uno stato di diritto e se c'è un diritto leso questo va perseguito, ma se è pura demagogia, beh allora...
          Alcune considerazioni:

          dal linguaggio che usa posso tranquillamente
          concludere che lei non ha problemi dal punto
          di vista informatico, insomma se la sa
          cavare da solo in presenza di problemi. Ma
          quanti nella scuola di oggi possono dire lo
          stesso? Siamo onesti, quanti docenti saranno
          costretti a "sfruttare" i familiari o i
          conoscenti per portare avanti questo
          progetto?
          E' vero, mi muovo bene nell'informatica, e sa perchè? perchè a 46 anni i miei figli ne sapevano più di me, i miei studenti mi davano lezione di new-economy, a scuola ero uno che mi lamentavo dell'assenza di strutture informatiche e poi quando sono arrivate ho perso l'alibi. I miei insegnati sono stati i miei alunni a cui va tutta la mia gratitudine. Ora chi impone a chi di usare i nuovi strumenti tecnologici per i rapporti scuola famiglia? mi dice dov'è scritto? mi dice chi lo afferma oltre a colui che ha scritto l'articolo su cui stiamo tutti discutendo? Le chiedo: lei sà quanti sono gli adulti che non sono in grado di utilizzare un video-registratore e solo grazie ai propri figli ne vengono fuori?
          • Anonimo scrive:
            Re: Sicurezza e privacy
            - Scritto da: Anonimo
            Ora chi impone a chi di
            usare i nuovi strumenti tecnologici per i
            rapporti scuola famiglia? mi dice dov'è
            scritto? mi dice chi lo afferma oltre a
            colui che ha scritto l'articolo su cui
            stiamo tutti discutendo?Nei rapporti scuola famiglia sicuramente no (il suo paragone sul videoregistratore e' quanto meno corretto) ma potrei portarle alcuni esempi di scuole in cui l'attuale sperimentazione consente ed obbliga alla fruizione di corsi di aggiornamento esclusivamente online.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sicurezza e privacy
      Scritto da: Anonimo

      Pensate, ci sono casi in cui il dirigente
      scolastico ha "gentilmente" aperto di sua
      iniziativa la famosa casella di posta
      elettronica ad ignari insegnati che si sono
      visti recapitare il plico contenente la
      password, la domanda per recuperare la
      password ecc. ecc.
      Inseriti da chi? Da qualche anima pia che in
      barba a qualsiasi legge dello stato si e'
      presa la briga di "attivare il servizio".
      Si parla tanto di privacy e sicurezza. Che
      ve ne pare di questo?Che di sentito dire si muore. Ma dimmi hai questo riscontro diretto? allora se lo stato di diritto ti è tanto a cuore denuncialo alle autorità, fornisci argomentazioni valide e non firmarti come anonimo altrimenti sei un semplice denigratore e sei uno di quelli che usa il cellulare a scuola in aula, in treno, in metro, nella strada e fa ascoltare la sua "privacy" a chiunque capita. se sei un docente sai che il cedolino del tuo stipendio ti viene fornito, con tutti i tuoi dati, dalla segreteria dell scuola senza busta e tutti, dico tutti, della segreteria leggono il tuo status di dipendente. Disquisisci delle casella di posta di istruzione e della sua sicurezza quando la tua vita quotidiana e costantemente privata dei privacy o sei uno di quelli che non và più al supermercato perchè ci sono le telecamere che riprendono i clienti, o non cammina più per strada perchè viene ripreso dalle telecamere delle banche?Almeno alla posta docenti ci si iscrive solo se civa, e se qualcuno ci ha iscritto e poi ci ha consegnato i dati, peraltro modificabili nella password, possiamo sempre non utilizzarla e continuare a lamentarci che il docente italiano non ha, non ha , non ha.......... -
      • Anonimo scrive:
        Re: Sicurezza e privacy
        - Scritto da: Anonimo

        Che di sentito dire si muore. Ma dimmi hai
        questo riscontro diretto? allora se lo stato
        di diritto ti è tanto a cuore denuncialo
        alle autorità, fornisci argomentazioni
        valide e non firmarti come anonimo
        altrimenti sei un semplice denigratore ... Ha perfettamente ragione.
        e sei
        uno di quelli che usa il cellulare a scuola
        in aula, in treno, in metro, nella strada e
        fa ascoltare la sua "privacy" a chiunque
        capita. Se mi andasse di farlo, lo farei a seguito di una mia decisione non perche' qualcuno ha deciso per me.
        se sei un docente sai che il
        cedolino del tuo stipendio ti viene fornito,
        con tutti i tuoi dati, dalla segreteria dell
        scuola senza busta e tutti, dico tutti,
        della segreteria leggono il tuo status di
        dipendente.Ecco, un altro errore. Qualcuno lo ha mai fatto presente? Oppure basta constatare che i soldi ci sono tutti e poi il resto e' relativo?
  • Anonimo scrive:
    Mah, da che parte stiamo?
    Dopo aver letto l'articolo non posso fare a meno di chiedermi, come genitore: che cosa voglio dagli insegnanti di mio figlio, oppure che cosa vogliono gli insegnanti di mio figlio da me?Quello che è sicuro è che io vorrei che tutte le persone con le quali ho dei rapporti, di qualunque tipo, avessero e soprattutto usassero una posta elettronica. E' evidente chechi ancora non ce l'ha di suo ben difficilmente sarà in grado/avrà voglia di usarla.Ma la cosa più "grave" è che alcune domande (retoriche) espresse nell'articolo sono, a mio avviso, veramente anacronistiche. Possiamo ancora continuare a preoccuparci "che gli studenti poi riempiono la casella di posta con gli insulti"? Allora è meglio non averla?Per non parlare della retribuzione! Francamente se il maestro di mia figlia mi ponesse questo problema preferirei che non fosse più il maestro di mia figlia...
    • Anonimo scrive:
      Re: Mah, da che parte stiamo?

      Per non parlare della retribuzione!
      Francamente se il maestro di mia figlia mi
      ponesse questo problema preferirei che non
      fosse più il maestro di mia figlia...Beh, io non faccio il maestro, ma non disbrigo la posta elettronica lavorativa fuori dall'orario retribuito, così come credo non farai tu.Non vedo perchè dovrebbe farlo un maestro.Sembra che implicitamente tu ritenga che chi fa l'insegnante debba avere una vocazione particolare che gli faccia anteporre la missione di educatore ai dettagli burocratici.E' senz'altro auspicabile che sia così, ma proprio per questo è importante che la dignità del lavoro degli insegnanti sia riconosciuta e valorizzata dalla società; e l'unico modo per riconoscere la dignità di un lavoro, in questo mondo, è quello di garantirgli una buona retribuzione e buone condizioni contrattuali .Di certo non la si riconosce appioppandogli di punto in bianco una casella e-mail su un servizio gestito alla "viva il parroco", e pretendendo che debba essere rintracciabile attraverso di essa, senza valutare attentamente l'impatto che questo può avere sul suo impegno lavorativo.Immagina un prof. d'inglese che ha quattro o cinque classi... al momento di decidere, che so, i programmi di scambio alla pari con una scuola americana, gli arrivano sessanta o settanta mail dai genitori, da sbrigare in fretta sennò i genitori si sentono trascurati, e aggratis sennò si scandalizzano... per non parlare del periodo degli scrutini...PS: in realtà, il rischio che un insegnante perda effettivamente del tempo dietro alla propria casella @istruzione.it è praticamente nullo... data l'analfabetizzazione informatica degli italiani, lo strumento della mail continuerebbe ad essere bellamente ignorato dalla quasi totalità dei genitori e degli insegnanti... e gli studenti non ce li vedo a tempestare di mail i professori, già è tanto che si ricordino di loro mentre ce li hanno di fronte :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Mah, da che parte stiamo?
        Eh gia': in Italia siamo fatto cosi': se una cosa non l'abbiamo ci lamentiamo che non l'abbiamo e elenchiamo tutte le cose che potremmo fare se l'avessimo e quali immensi vantaggi ne ricaverebbe la societa' .... e se invece l'abbiamo, allora c'e' sempre qualcuno che si spreme le meningi per tirare fuori tutti i difetti, tutte le controindicazioni, tutti gli aspetti negativi di avere una tal cosa !!Hanno dato una casella di posta elettronica agli insegnanti di ruolo ? Bene! Non l'hanno data agli altri ? Ci sara' un buon motivo! Intanto l'hanno data a qualcuno, ed intanto si comincia a vedere come e se la usano! Come la usano ? Intanto per ricevere le comunicazioni dal Ministero. Intanto per iscriversi ai corsi senza andare dal Segretario della Scuola o senza dover andare in qualche ufficio ... Domani ? Per "parlare" con i genitori con i quali ci sono delle difficolta' ad incontrarsi in talune circostanze.... perche no ? E se un ragazzino volesse riempire di mail la sua casella di posta? E non siamo gia' riempiti di mail non richieste ? Quante mail vi arrivano che vi propongono di acquistare cose, di scaricare loghi e suonerie, di incontrare belle ragazze etc etc etc ?"Italiani, popolo di incontenti".Qualcuno ha fatto qualcosa? Prendete quello di buono che c'e' e non lanciatevi sempre in filippiche di critica a tutti i costi! Fab
        • Anonimo scrive:
          Re: Mah, da che parte stiamo?
          - Scritto da: Anonimo
          Eh gia': in Italia siamo fatto cosi': se una
          cosa non l'abbiamo ci lamentiamo che non
          l'abbiamoNessuno si è mai lamentato di non avere una casella ministeriale! Anzi...
          Hanno dato una casella di posta elettronica
          agli insegnanti di ruolo ? Bene! Non l'hanno
          data agli altri ? Ci sara' un buon motivo!Pur di difendere questo governo ci si arrampica sugli specchi. Perché non dire semplicemente che l'autore dell'articolo ha ragione?
          Qualcuno ha fatto qualcosa? Prendete quello
          di buono che c'e' e non lanciatevi sempre in
          filippiche di critica a tutti i costi! Poverini, fanno così tanto per noi insegnanti!! Che ingrati che siamo a non voler lavorare gratis!
          • Anonimo scrive:
            Re: Mah, da che parte stiamo?
            - Scritto da: Anonimo
            Pur di difendere questo governo ci si
            arrampica sugli specchi. Perché non dire
            semplicemente che l'autore dell'articolo ha
            ragione?Ma perche' tirare in ballo il governo in questa discussione? Cosa centra il governo nei problemi impliciti dell'email? Perche' non provare qualcosa di nuovo che viene offerto senza lamentarci?Poi qualche problema si risolverà, qualcun'altro no... nessuno fa le cose perfette, che sia di sx o di dx.Nell'articolo sono stati esposti tanti problemi, la maggior parte dei quali impliciti ad internet. Ma allora cosa dobbiamo fare: non usare Internet?Insomma l'autore dell'articolo non ha ragione, se non quando dice che i server dell'istruzione.it sono lenti... (ma sarebbe da verificare, io non posso confermarlo) le rimanenti argomentazioni sembrano più le lagne di chi non si accontenta mai di nulla...
          • Anonimo scrive:
            Re: Mah, da che parte stiamo?
            - Scritto da: Anonimo
            Insomma l'autore dell'articolo non ha
            ragione, se non quando dice che i server
            dell'istruzione.it sono lenti... (ma sarebbe
            da verificare, io non posso confermarlo) le
            rimanenti argomentazioni sembrano più le
            lagne di chi non si accontenta mai di
            nulla...Non conosco l'opinione dell'autore del pezzo che, comunque, mi sembra intelligente, ponderato ben espresso e documentato. Ma se proprio uno si deve accontentare non può farlo della sua e-mail personale? Perchè prendere anche una e-mail ministeriale? Almeno se prende una casella su Hotmail non ci sono i genitori a scrivergli.
          • Anonimo scrive:
            Re: Mah, da che parte stiamo?
            - Scritto da: Anonimo
            Non conosco l'opinione dell'autore del pezzo
            che, comunque, mi sembra intelligente,
            ponderato ben espresso e documentato. Ma se
            proprio uno si deve accontentare non può
            farlo della sua e-mail personale? Perchè
            prendere anche una e-mail ministeriale?
            Almeno se prende una casella su Hotmail non
            ci sono i genitori a scrivergli.L'osservazione mi sembra superficiale: punto primo) non sei obbligato a prenderti un'email ministeriale;punto secondo) pur prendendo un'email su istruzione chi ti obbliga a comunicare al genitore che le comunicazioni con te vanna fatte con l'email (io non mi sento obbligato e comunque lo vedo con un fatto positivo se ben strutturato)punto terzo) se condividi l'articolo sei poco documentato anche tu, visto che è pieno di fandonie e illazioni "non" documentate........
      • Anonimo scrive:
        Re: Mah, da che parte stiamo?
        - Scritto da: Anonimo


        Per non parlare della retribuzione!

        Francamente se il maestro di mia figlia mi

        ponesse questo problema preferirei che non

        fosse più il maestro di mia figlia...

        Beh, io non faccio il maestro, ma non
        disbrigo la posta elettronica lavorativa
        fuori dall'orario retribuito, così come
        credo non farai tu.Si, ma questo non vuol dire che non sia giusto dare la possibilita' a tutti gli insegnanti la possibilita' di avere una casella di posta della ditta per cui lavorano, cioe' il ministero della istruzione, come d'altronde succede in molte aziende.Che poi la scarichino o meno fuori dall'orario di lavoro e' un altro discorso di importanza relativa. Siamo sinceri: mai nessun genitore scrivera' per sapere i voti di suo figlio, e soprattutto mai nessun insegnante, a meno che sia proprio un pollo, gli risponderebbe, vista la possibilita' di fingersi qualcuno che non si e' e curiosare i voti altrui...Piu' realisticamente la casella verra' utilizzata per comunicazioni e scambio di files tra insegnanti che collaborano a progetti comuni e cose di questo tipo. E' giusto che si dia una immagine di serieta' anche in questo campo, fornendo gli insegnanti di una casella di posta "istituzionale". Non possiamo sempre rimanere legati al fatto che in Italia ognuno si deve arragiare come puo'. Basta prende ad esempio le scuole americane, ma non solo, dove ogni insegnante ha la sua casella di posta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Mah, da che parte stiamo?
      - Scritto da: Anonimo
      Per non parlare della retribuzione!
      Francamente se il maestro di mia figlia mi
      ponesse questo problema preferirei che non
      fosse più il maestro di mia figlia...E probabilmente il maestro di tua figlia avrebbe delle serie difficoltà ad accettare che chi pretende che lui lavori gratis sia il genitore dei propri alunni.
      • Anonimo scrive:
        Re: Mah, da che parte stiamo?
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo


        Per non parlare della retribuzione!

        Francamente se il maestro di mia figlia mi

        ponesse questo problema preferirei che non

        fosse più il maestro di mia figlia...

        E probabilmente il maestro di tua figlia
        avrebbe delle serie difficoltà ad accettare
        che chi pretende che lui lavori gratis sia
        il genitore dei propri alunni.Se sei un maestro dovresti vergognarti di confondere un servizio (non obbligatorio, non imposto) con il tuo status retributivo. Se sei un maestro probabilmente sai che molti dei tuoi alunni sono figli di maestranze che guadagnano anche meno di te e che hanno rispetto di chi guida l'educazione dei propri figli anche se si lamentano che il Ministero, senza che sia stato chiesto, mette a disposizione un servizio che se non vuoi utilizzare puoi farlo.Ma probabilmente tu non sei un maestro, ma un dipendente di un ente pubblico che casualmente svolge attività all'interno di una scuola.
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