Microsoft fuori dal Libano

Per ora

Roma – La crescente minaccia derivante dall’iniziativa militare di Israele nel sud del Libano sta inducendo molte imprese internazionali a lasciare il paese. Tra queste Microsoft, che ha fatto rientrare tutto il personale che lavorava nei propri uffici a Beirut, la capitale libanese.

Finché la situazione non sarà tornata sotto controllo, il personale della divisione Microsoft in Israele potrà continuare ad operare ma seguendo un severo regime di sicurezza. Una scelta, questa, adottata anche da Intel.

“Speriamo in una rapida e pacifica conclusione di questa situazione difficile – ha dichiarato un portavoce Microsoft – per la sicurezza di tutti coloro che ne sono coinvolti”.

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  • Anonimo scrive:
    E' un primo passo
    Non si poteva fare tutto ala prima botta. Date tempo.
  • Anonimo scrive:
    cosa pretendete?
    è grave la dimenticanza ma cosa vogliamo pretendere da gente per la quale il computer è un televisore con uno strano telecomando?Oltre ad avere politici completamente insensibili e ignoranti in materia dobbiamo fare i conti con l' ignoranza della gente e il peso praticamente nullo delle associazioni di settore... Dove sono? sino a che avremo politici di questa pasta e associazioni completamente inutili non cambierà mai niente, ma tanto ormai ci siamo abituati, siamo il paese delle banane e più il mondo va avanti più noi restiamo indietro.
    • Anonimo scrive:
      Re: cosa pretendete?

      è grave la dimenticanza ma cosa vogliamo
      pretendere da gente per la quale il computer è un
      televisore con uno strano
      telecomando?Magari fossero questi i problemi del paese!Io sono più preoccupato del livello culturale di quanti utilizzano il PC con il loro nuovo telecomando da 100 e più tasti.
      Oltre ad avere politici completamente insensibili
      e ignoranti in materia dobbiamo fare i conti con
      l' ignoranza della gente e il peso praticamente
      nullo delle associazioni di settore... Dove sono?Non ti ha mai sfiorato l'idea di essere parte di un grande problema collettivo?La classe politica è lo specchio del paese.
      sino a che avremo politici di questa pasta e
      associazioni completamente inutili non cambierà
      mai niente, ma tanto ormai ci siamo abituati,
      siamo il paese delle banane e più il mondo va
      avanti più noi restiamo
      indietro.Bravo, strano che non ci sia un coro infinito a seguirti: gli altri saranno già in ferie.Io quando occasionalmente leggo i forum di P.I. rimango basito per quanti alieni alla realtà e alla vita sociale esistano.E sono tutti volontari!Possibile che se uno accusa un malore, necessita di una aspirina o di farmaco contro il mal di denti, possa pensare di rivolgersi ad un negozio on-line?Possibile che non si metta nel piatto il costo della transazione e della consegna per un farmaco?E il tempo necessario ad ottenere la merce?Dov'è che viveve oltre al vostro fantastico mondo dove tutti sono più pirla di Voi?Tranquilli! Questa volta le associazioni dei consumatori e la classe politica, nella gara della mediocrità vi hanno perso di vista.E ora di crescere, ma di cervello.
      • Anonimo scrive:
        Re: cosa pretendete?

        Possibile che se uno accusa un malore, necessita
        di una aspirina o di farmaco contro il mal di
        denti, possa pensare di rivolgersi ad un negozio
        on-line?

        Possibile che non si metta nel piatto il costo
        della transazione e della consegna per un
        farmaco?
        Pensa invece ad una persona con handicap che comodamente potrebbe ricevere le sue medicine direttamente a casa senza dover implorare l'aiuto di qualcuno e magari doverlo pure pagare.Di solito le aspirine e quel tipo di farmaco lì non lo si acquista solo qunado ce n'è bisogno, ma lo si prende per fare 'scorta'.Secondo il tuo ragionamento non si capisce perchè articoli come libri o cd si possano vendere online.In fin dei conti anche in quel caso il costo della transazione e della spedizione può arrivare ad essere più alto del costo del prodotto stesso.ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: cosa pretendete?
          IO personalmente non la vedo bene la farmacia on-line, se devo copntrollare chi mi ordina le cose, perdo un sacco di tempo, sarebbe magari piu' opportuno istituire un servizio di spedizione per casi "particolari" che so persone diversamente abili e altre categorie alle quali tramite tesserino sia èpossibile richiedere on-line detti farmaci.
  • Anonimo scrive:
    shhhh
    passiamola sotto silenzio sta notizia.. shhhhhh
  • Anonimo scrive:
    Big incuicio
    Le liberizzazioni (che comunque haimè non riusciranno a fare) tornaranno utili soprattutto ai grandi distributori, che non vogliono altri possibili clienti come appunto i negozi on-line...
    • Anonimo scrive:
      Re: Big incuicio
      - Scritto da:
      Le liberizzazioni (che comunque haimè non
      riusciranno a fare)liberizzazioni ????haimè ???????complimentoni per l'Itagliano, robba d'alta classe.Pensavo che almeno le elementari fossero obbligatorie...
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