Microsoft: Google ci ha dato una svegliata

Parla il numero uno del settore tecnico della Windows company, e pone l'accento sulle nuove opportunità di business del web. Per non rimanere indietro rispetto ai sempre più agguerriti concorrenti

Redmond – Lo strepitoso successo di Google Inc. ha aperto gli occhi alla società dei sistemi operativi, mostrandole un panorama di opportunità di affari nuovi e soprattutto molto ricchi : lo sostiene Ray Ozzie , responsabile della progettazione del software Microsoft. Ozzie, guru dei software collaborativi e creatore di Lotus Notes , è entrato in Microsoft da tempo, e dal giugno 2006 occupa il prestigioso ruolo di Chief Software Architect , posto “soffiato” al co-fondatore e ora presidente della società William H. Gates III.

Ozzie, che è impegnato nella sfida di estendere gli interessi dell’azienda oltre il tradizionale software desktop che ha fatto la sua fortuna, parla ad una conferenza organizzata dal gruppo di investimenti Goldman Sachs a Las Vegas. L’irresistibile ascesa di Google come major player della net economy, sostiene il dirigente, ha permesso a Microsoft di “comprendere l’advertising come un motore economico” dei profitti dell’azienda.

Profitti che la pubblicità contestuale e discreta di Google Inc. e del suo AdSense fruttano molti dei 10,6 miliardi di dollari di entrate annue della società, contro i 2,3 dei 44 miliardi totali che Microsoft incassa nello stesso arco temporale.

La funzione principale di Ozzie è quella di “ripensare” l’approccio della società, da sempre focalizzata sullo sviluppo di soluzioni software che fanno completo affidamento sulle risorse infrastrutturali dei sistemi locali di utenti e aziende, alle sfide del web collaborativo , un ambito totalmente diverso in cui Microsoft ha la necessità di divenire protagonista per non rimanere indietro rispetto ai concorrenti.

Abbracciare il web, senza per questo cannibalizzare i core business di Redmond : il tradizionale “software in scatola” rimane competitivo, dice l’executive, se è in grado di affiancarsi a soluzioni e servizi disponibili online. Alcune piccole aziende potrebbero ad esempio preferire l’approccio offerto dalla suite su web Office Live , piuttosto che doversi affidare a server centrali gestiti direttamente dalla società.

La visione di Microsoft rimane ad ogni modo legata al PC client come perno dell’infrastruttura IT , con il Web 2.0 a fare da corollario importante ma non esclusivo delle sue funzioni base: un’idea molto diversa da quella di “software come servizio” espressa ad esempio da Google Apps Premier Edition , le applicazioni di rete con cui Google Inc. vorrebbe soppiantare in toto la gran parte dei servizi di produttività e data center che ora risiedono sulle macchine locali.

In questo, Ozzie non fa altro che confermare la prospettiva già espressa da Steve Ballmer qualche mese addietro sulla perdurante centralità di Windows e Office nel mondo digitale . Un mondo certo sempre più interconnesso, ma che nelle intenzioni degli uomini chiave Microsoft proprio non può fare a meno del gigante dei sistemi operativi e dei suoi storici cavalli di battaglia.

Alfonso Maruccia

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  • Anonimo scrive:
    150 mila dollari...
    Si meritano peggio della galera. A Murdoch si può estorcere molto di più, dovevano chiedere 150 MILIONI di dollari.Ma cosa ci si può aspettare da due geek che probabilmente volevano usare quei soldi per comprarsi qualche edizione limitata del pupazzetto di Boba Fett.Spero che li mandino in qualche prigione federale tipo Prison Break dove diventeranno i giocattoli di Bubba.Nerd sfigati del cavolo.
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