Microsoft: nessun ricatto alla Danimarca

Il big di Redmond costretto a difendersi dalle accuse scagliate da un quotidiano finanziario danese. La questione? Il sostegno alla direttiva sui brevetti del software
Il big di Redmond costretto a difendersi dalle accuse scagliate da un quotidiano finanziario danese. La questione? Il sostegno alla direttiva sui brevetti del software


Redmond (USA) – C’è aria di tempesta nel quartier generale Microsoft dopo che l’azienda si è trovata costretta a smentire quanto pubblicato dal Børsen , un quotidiano finanziario danese. Secondo i reporter, infatti, l’azienda avrebbe effettuato indebite pressioni sul governo danese affinché appoggi la direttiva sui brevetti del software .

L’articolo del quotidiano, pubblicato in inglese da Groklaw , ha suscitato in poche ore un monte di polemiche. Si sostiene che Bill Gates in visita lo scorso novembre in Danimarca avrebbe consigliato al governo di sostenere la proposta di direttiva onde evitare un ritiro di Microsoft dal paese, ossia licenziare le 800 persone impiegate in Navision, società acquisita dal colosso di Redmond nel 2002.

Il racconto del Børsen ha naturalmente alimentato le polemiche politiche , tanto che l’opposizione socialdemocratica è già scesa sul sentiero di guerra annunciando che non consentirà ad un’azienda di tracciare le politiche della Danimarca. Non solo, come accade sempre in questi casi la notizia è saltata da un nodo all’altro della rete e solo su Usenet si possono contare numerosissimi thread sull’argomento .

Ciò ha spinto Microsoft a reagire. Con una secca nota diramata da Klaus Holse Andersen , vicepresidente EMEA di Microsoft Business Solutions, ovvero di quella divisione dell’azienda che controlla Navision, Microsoft ha fatto sapere che “contrariamente a quanto riportato sui media danesi, non ci sono progetti di chiudere il centro di sviluppo Microsoft di Vedbaek. Anzi, puntiamo molto su Vedbaek”. “C’è stata una discussione sui brevetti – ha continuato il manager Microsoft – lì come altrove. Noi appoggiamo quella direttiva. Come sia stato fatto un collegamento tra questo e l’impianto di Vedbaeck proprio non lo so”.

Sebbene sia evidente come la mancata approvazione della direttiva sui brevetti possa indurre le multinazionali del software a riconsiderare i propri investimenti, essendo proprio le corporation dell’hi-tech a premere da anni affinché l’Europa si doti di brevettazione “all’americana”, è altresì vero che sulle pressioni delle multinazionali nel tempo si è costruita una certa… sensibilità. Soltanto poche settimane fa un quotidiano finanziario polacco, Gazeta Wyborcza , aveva riportato una lettera di un gruppo di aziende dell’ICT al governo di Varsavia , lettera in cui si minacciava di riconsiderare gli investimenti in Polonia qualora il governo avesse insistito nella propria netta opposizione alla direttiva.

Oggi intanto, come noto, a Bruxelles si terrà la manifestazione contro i brevetti organizzata dalla FFII .

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16 02 2005
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