Microsoft, patto di ferro con Sky

L'azienda di Redmond ha siglato un accordo a tutto campo con British Sky Broadcasting Group per il lancio di nuovi servizi di video-on-demand compatibili con Windows Media Center
L'azienda di Redmond ha siglato un accordo a tutto campo con British Sky Broadcasting Group per il lancio di nuovi servizi di video-on-demand compatibili con Windows Media Center


Londra – Microsoft aveva bisogno di un broadcaster digitale di riferimento per sostenere la diffusione di Windows XP Media Center . La partnership con British Sky Broadcasting Group , annunciata da Bill Gates durante il Consumer Electronics Show , dovrebbe aver risolto la questione. E in un certo senso Microsoft sembra aver preso proprio il treno giusto – a detta degli esperti – perché Sky negli ultimi giorni ha svelato tutti i suoi piani per il futuro, dimostrando di avere a disposizione un arsenale impressionante.

Lo scorso ottobre, per la modica cifra di 392 milioni di dollari, aveva acquisito l’ISP EasyNet che in futuro le permetterà di commercializzare pacchetti all-in-one: televisione, Web e VoIP. Al momento, infatti, l’offerta Sky broadband , che permette il video-on-demand gratuito per gli abbonati, si deve appoggiare ai provider esterni. Agli utenti viene richiesta la disponibilità di un accesso a banda larga e la presenza di Windows XP sul PC. Scaricando un’apposita applicazione, si può accedere ad un archivio di eventi sportivi e a circa 200 titoli cinematografici.

Come se questo non bastasse, il gioiello del Gruppo di Murdoch ha siglato, in questi giorni, un accordo con la statunitense Kontiki per disporre della sua piattaforma P2P di distribuzione online. Una tecnologia che permette di integrare i DRM desiderati e controllare attentamente ogni parametro, compresa la “volatilità” dei file scaricati. Sky, infatti abiliterà, inizialmente, il downloading solo ed esclusivamente sul territorio britannico e i suoi file video potranno essere riproducibili per non più di un mese.

Kontiki è il fornitore ufficiale di AOL e BBC , già avanti con i rispettivi programmi di video-on-demand. “Ci sono molti contenuti illegali online che vengono scaricati quotidianamente, l’audience fondamentalmente è lì. Ciò che sta avvenendo adesso è che i provider e i broadcaster hanno scoperto che esiste un modello di business affidabile; ora possono distribuire facilmente e in sicurezza contenuti video alla loro base clienti”, ha dichiarato Scott Sahadi, vice presidente Marketing and Business Development di Kontiki.

I servizi video di Sky, in sinergia con la piattaforma Media Center, potrebbero rilanciare le velleità di Microsoft su questo fronte, velleità decisamente “congelate” dal risicato successo della sua nuova applicazione per “salotti”. “Stiamo lavorando con BSkyB perché negli ultimi tempi ha investito molto sull’innovazione in Gran Bretagna; attraverso questa alleanza potremo offrire servizi completi video-on-demand per i clienti Media Center. Gli otto milioni di abbonati Sky saranno la nostra base di partenza”, ha dichiarato Gates.

Secondo Gates questo sarà l’anno di Windows Media Center, che si affermerà come prodotto mainstream. “I consumatori sono sempre più connessi . L’esperienza digitale è più ricca e questo tipo di software è destinato a diventare l’elemento chiave”, ha aggiunto il fondatore di Microsoft.

“Questo accordo rappresenta un momento importante per l’evoluzione del mercato video. Sebbene non sia il solo a sostenere che gli Stati Uniti siano decisamente pronti per il video-on-demand via PC e dispositivi portatili, credo che il Regno Unito sia ancora indietro”, ha dichiarato Jonathan Doran, analista presso Yankee Group . “Ci vorrà un po’ di tempo in Europa. Il televisore rappresenta ancora il veicolo più comodo per la fruizione video; il PC è considerato ancora un accessorio. Inoltre non bisogna dimenticare che, in questo caso specifico, il Media Center non è ancora considerato un prodotto di riferimento. XP domina incontrastato”. Alcuni professionisti del settore, però, sostengono che il software Microsoft, pensato per i “salotti”, potrebbe avvantaggiarsi decisamente dell’offerta on-demand. “E’ possibile, ma non credo sarà sufficiente per convincere i consumatori ad acquistare un nuovo sistema operativo”, ha rilanciato Doran.

E così dopo CBS/Comcast , NBC Universal/Direct TV e Warner/AOL , Disney/Apple adesso è il momento di Sky/Microsoft. Non manca più nessuno all’appello del video-on-demand, forse solo i telespettatori.

Dario d’Elia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

10 01 2006
Link copiato negli appunti