Microsoft prepara la fuga da MySQL

BigM ha rilasciato la versione di test di un nuovo tool progettato per semplificare la migrazione delle aziende da MySQL a SQL Server

Roma – Nella guerra dei database Microsoft ha scoccato un nuovo dardo verso il nemico open source numero uno, MySQL. Lo ha fatto rilasciando una prima versione di test del SQL Server Migration Assistant (SSMA) for MySQL, uno strumento che, come suggerisce il nome, è stato concepito per aiutare le aziende a migrare da MySQL a MS SQL Server (inclusa la versione integrata nella piattaforma di cloud computing Azure).

Come spiegato sul blog di Microsoft, il tool “può drasticamente tagliare gli sforzi, i costi e i rischi legati alla migrazione verso SQL Server” automatizzando vari aspetti del processo, quali l’importazione da MySQL della struttura e dei dati di un database.

C’è chi sostiene che con questa mossa Microsoft voglia sfruttare a proprio vantaggio il clima di incertezza che oggi circonda MySQL, soprattutto in vista dell’imminente e ormai quasi certa acquisizione di Sun da parte di Oracle.

Attualmente la Community Technology Preview (CTP) di SSMA for MySQL 1.0 può essere scaricata gratuitamente in due varianti: quella compatibile con SQL Server 2008 e quella compatibile con SQL Server 2005. Entrambe le versioni, il cui debutto ufficiale è previsto per la prossima estate, supportano MySQL 4.1, 5.0 e 5.1.

Nel recente passato Microsoft ha sviluppato anche versioni di SSMA che supportano i database Oracle, Sybase e MS Access.

Alessandro Del Rosso

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • GianGian scrive:
    Multimediale è bello!
    Il libro non è, e non deve essere l'unico strumento per imparare, come è oggi, gli strumenti multimediali (video, immagini, tabelle, schemi) sono molto più efficaci per trasmettere competenze non troppo complesse, essendo più immediati, es. una foto del terremoto è molto più significativa di una descrizione testuale di 1 pagina, rimane più impressa!Quindi ben vengano le sperimentazioni.Consiglio a proposito i brevi video del CES 2010 presenti nel canale Youtube di MediaWord ( http://www.youtube.com/user/MediaWorldChannel ), sono più efficaci di tutte le riviste di informatica che ogni mese compro.
  • alex scrive:
    domanda e commento
    mi domandavo cosa volesse dire esattamente la frase sottostante, non per rompere le scatole ma perchè laquestione non è banale e capire meglio mi sembranecessario vista la delicatezza dell'argomento."...del ripristino delle quotidiane attività del corpoumano."per quanto riguarda il resto dell'articolo, a partegli "aspetti fuffa" by redmond e il fatto che si trattaprima di tutto di PR corporative, mi limito a dire, dapedagogista e ricercatore impegnato da due decenni sullapartita tecnologie educative, che la direzione é giusta,indipendentemente dai risultati immediati e dai dubbi dichi non ha ancora capito che ludico e ludiforme non vuoldire "giocare" e basta, e che giocare è molto più importante(per l'apprendimento in generale, e non solo per gli esseriumani...) di quanto generalmente si pensi...non solo la direzione è giusta nonostante l'ovvio bias aziendalee le sciocchezze virtuali che non possono ovviamente mancare,ma è anche urgente e necessario fare altri tentativi, ulterioriesperimenti, e sondare nuovi approcci, perché la scuola attuale,come giustamente sottolineato, é un morto che cammina, un residuodella macchina a vapore, l'anacronismo fatto sistema.l'evoluzione si basa sugli errori, moltissimi errori, quindi benvenga l'iniziativa anche se si dimostrasse un bidone, chi é già sicuro del fallimento rischia la fine del gamberetto, quello che non sievolve dalla preistoria e che riesce solo a farsi mangiare... intutte le salse e a tutte le latitudinisbagliando s'impara,ma letteralmente.
  • Prof Daniele Pauletto scrive:
    Tecnolgie digitali e apprendimento
    "Aumenta l'impatto delle attuali tecnologie sui processi di apprendimento e insegnamento scolastico ..."Allarme lanciato da The Washington Post "...the sorry state of public education..." ( in The keys to successful a education system and Pisa ) in Italia invece(Censis)Circa l'80% dei giovani tra 15 e 18 anni si chiede che senso abbia stare a scuola.Il 92,6% dei giovani ritiene sottopagato il lavoro anche per coloro che hanno un titolo di studio, le conoscenze vengono percepite come semplice agevolazione.Il 63,9% degli occupati giudica inutili le cose studiate a scuola.Il 75% dei laureati e l'85% dei non laureati ritengono che la propria preparazione non sia discriminante per trovare lavoro.( dal Gazzettino )"Una scuola modellata su un impianto che risale al primo Novecento - aula, cattedra, banchi - è oggi totalmente estranea ai bisogni culturali dei giovani. Non sviluppa le capacità di apprendimento una scuola incapace di sfruttare le nuove tecnologie, non compete con il boom dellaudio-visual, con gli sms, con tutti quegli stimoli che bombardano i giovani ... una scuola che continuerà ad arrancare e, temo, continuerà a perdere e a disperdere un patrimonio enorme di intelligenze ... occorre che la scuola italiana abbandoni definitivamente la trasmissività del sapere dalla cattedra ai banchi». Luigi Berlinguer, ex ministro dellIstruzione, ora uno degli esperti di Bruxelles, che nel Parlamento europeo discute con i colleghi delle future strategie di education."bisogna passare dallinsegnamento strutturato cattedra-alunno-compiti a forme nuove, utilizzando pratiche di student oriented con lavoro in piccoli gruppi, autovalutazione degli studenti e loro partecipazione alla pianificazione... oggi il web è il nuovo Gutenberg""quello che si apprende nel 70% dei casi non arriva dagli edifici scolastici. ..Se non si cambia la sfida è persa."Prof Daniele Paulettohttp://relazioninelweb.blogspot.com/
    • shevathas scrive:
      Re: Tecnolgie digitali e apprendimento

      (Censis)
      Circa l'80% dei giovani tra 15 e 18 anni si
      chiede che senso abbia stare a
      scuola.fatto che denuncia grandemente come l'abbassare il livello di difficoltà della scuola ha annacquato enormemente le competenze che la scuola avrebbe dovuto fornirti
      Il 92,6% dei giovani ritiene sottopagato il
      lavoro anche per coloro che hanno un titolo di
      studio, le conoscenze vengono percepite come
      semplice
      agevolazione.dipende dal lavoro e dalle competenze. L'aver reso le scuole molto facili ha causato anche una sopravvalutazione delle poche competenze che oramai vengono trasmesse agli studenti. Emblematico è il caso dell'informatica dove moltissimi sono convinti che grazie a due cavolate scaricate da internet si possa diventare tecnici dall'oggi al domani, e dove gli argomenti poco o per niente conosciuti vengono spesso bollati come "inutili".
      Il 63,9% degli occupati giudica inutili le cose
      studiate a
      scuola.per rispondere ad un telefono cesare non serve. Dipende però da cosa stanno facendo e cosa vogliono fare.
      Il 75% dei laureati e l'85% dei non laureati
      ritengono che la propria preparazione non sia
      discriminante per trovare
      lavoro.
      sarebbe interessante conoscere il dato disaggregato per tipologia di laurea e/o diploma.
      ( dal Gazzettino )
      "Una scuola modellata su un impianto che risale
      al primo Novecento - aula, cattedra, banchi - è(...)
      sapere dalla cattedra ai banchi». Luigi
      Berlinguer, ex ministro dellIstruzione, ora uno
      degli esperti di Bruxelles, che nel Parlamento
      europeo discute con i colleghi delle future
      strategie di
      education.berlinguer ha devastato la scuola, la scuola è stata scardinata per inseguire le mode di un pseudomodernismo riducendola ad un guscio vuoto in cui la forma oramai è preminente rispetto alla sostanza.

      "bisogna passare dallinsegnamento strutturato
      cattedra-alunno-compiti a forme nuove,
      utilizzando pratiche di student oriented con
      lavoro in piccoli gruppi, autovalutazione degli
      studenti e loro partecipazione alla
      pianificazione... oggi il web è il nuovo
      Gutenberg"
      Razzate demenziali. Il web facilita l'acXXXXX alle fonti ma di contro richiede un maggiore senso critico per il discrimine di queste ultime, l'alternativa sarebbe quella di considerare parimenti autorevoli dal punto di vista scientifico sia seri siti che siti demenziali.

      "quello che si apprende nel 70% dei casi non
      arriva dagli edifici scolastici.
      ..
      Se non si cambia la sfida è persa."la scuola non può e non deve insegnarti tutto, la scuola deve insegnarti ad imparare, ad avere senso critico e ad applicarlo.
  • Damage92 scrive:
    Una cosa inutile.
    A scuola si studia, non si gioca.Dovrebbero essere i professori a fare appassionare noi studenti alle loro materie, allora sì che sarebbe "scuola".Ma quasi tutti i prof fanno solo il minimo, anche perché lo stesso fanno gli studenti... e che dire dei genitori -.-Bene alla tecnologia, aiuta a studiare a volte (volete mettere la comodità di wikipedia contro un tomo di carta?), ma non è questo il modo giusto di fare scuola.
    • OldDog scrive:
      Re: Una cosa inutile.
      Se si prende un gioco, lo si mette al posto di un libro e stop, chiaro che non ci siamo.Se si prende un software e lo si usa come "estensione di un laboratorio" per dar vita a concetti che sui libri sembrano astratti, è una diversa opportunità.Se usi Wikipedia come sostituto delle vecchie ricerche sulle enciclopedie di carta, i vantaggi sono search veloce e copia&incolla banale. Non hai modificato il modo di insegnare e di apprendere.Non serve a una cippa dare un notebook ad ogni studente, se usato solo con openoffice nello scrivere appunti al posto di usare carta e penna. Giustamente bisogna pensare un diverso modello per istruire e per apprendere, altrimenti docenti e discenti tornano ad occupare i vecchi solchi scolastici e la riforma diventa solo un esercizio di amministrazione dei fondi (accorpare, tagliare insegnanti di sostegno, sopprimere istituti e classi, frullare studenti di diversa etnia, ecc.).Non si tratta di sostenere un politico o un altro, ma di capire che le "teste" istruite in Italia saranno la risorsa del paese nei prossimi decenni, e dovranno poter offrire quanto e più di altre nazioni per restituire valore a tutti noi.
  • gianni scrive:
    senegal
    ????
Chiudi i commenti