Microsoft ha annunciato significati progressi per Project Silica, una tecnologia che permette di conservare i dati nel vetro per oltre 10.000 anni. Il progetto era stato presentato nel 2017 durante la conferenza Ignite. Nel corso degli anni sono stati introdotti miglioramenti in termini di produzione, prestazioni e capacità.
Scrivere dati nel vetro con un laser
La conservazione dei dati a lungo termine è una sfida iniziata molti anni fa. Attualmente non esiste un sistema di archiviazione che garantisce capacità e durata nel tempo. I tradizionali supporti, tra cui hard disk, SSD e nastri magnetici, diventano illeggibili dopo pochi anni. La soluzione inventata da Microsoft si chiama Project Silica.
È la prima tecnologia di storage che consente di conservare i dati per migliaia di anni. Viene utilizzato un materiale molto conosciuto, ovvero il vetro. Tutti conoscono la sua fragilità, ma il vetro usato da Microsoft non è quello comune. Si tratta di vetro borosilicato che è termicamente e chimicamente stabile, oltre ad essere resistente a umidità, fluttuazioni di temperatura e interferenze elettromagnetiche.
La tecnica sviluppata da Microsoft permette di scrivere dati nel vetro con laser a femtosecondi e di conservare centinaia di strati di dati in soli 2 millimetri di spessore. Per la lettura dei dati viene invece usato un microscopio sensibile alla polarizzazione (usata per ottenere la birifrangenza).
All’interno di un vetro che misura 12x12x0,2 centimetri è possibile scrivere fino a 4,8 TB di dati. Come scritto su Nature, Microsoft ha ridotto i costi e incrementato le prestazioni in scrittura. I dati conservati nel vetro possono durare oltre 10.000 anni.
Ovviamente non è ancora una tecnologia commerciale, ma è sicuramente una delle più promettenti. Nel 2019 è stato scritto nel vetro il film Superman del 1978, occupando circa 75,6 GB.