Microsoft sta mandando in soffitta Desktop Remoto e lo rimpiazza con “Windows App“, un nome che, come tutte le scelte di branding Microsoft degli ultimi anni, non aiuta a capire di cosa si tratti. Fa semplicemente l’accesso remoto, come sempre. Allora perché cambiare nome? Mistero.
Il pensionamento dell’app Desktop Remoto per Windows (MSI) e del client web è previsto per il 27 maggio 2026. Il supporto per il client Windows nei cloud Azure Government e Azure 21Vianet termina il 28 settembre 2026.
Addio Desktop Remoto: Microsoft lo sostituisce con Windows App, cosa cambia e quando
Nome a parte, Windows App è migliorata sensibilmente nel corso dell’ultimo anno. Le connessioni sono diventate più affidabili grazie a un livello di trasporto migliorato e a RDP Multipath, che gestisce meglio le fluttuazioni di rete. I flussi risultano più robusti su tutte le piattaforme.
Sul fronte della produttività: punti di accesso familiari (menu Start su Windows, Spotlight su macOS), cambio più pulito tra app remote su macOS, supporto per layout a schermo diviso su Windows e spostamento file migliorato su web. Su iOS, Windows App supporta i monitor esterni e il mouse Surface. I link basati su URI permettono di riprendere le sessioni, e la versione Windows offre il logoff automatico.
Coerenza tra le piattaforme
Microsoft ha lavorato sulla coerenza dell’esperienza tra sistemi operativi diversi. Le funzionalità core sono identiche su tutte le piattaforme supportate. Windows App per Android è diventata disponibile ad aprile 2025. Le connessioni Remote PC sono in anteprima su Windows. Teams VDI 1.0 è disponibile su iOS e Android, e in anteprima su macOS.
Sicurezza
È possibile proteggere i dati anche su dispositivi Android e iOS che accedono a Windows, usando Microsoft Intune. Inoltre, un sistema di sicurezza lato client impedisce agli attacchi di intercettare i tasti digitati.
Windows App fa tutto quello che faceva Desktop Remoto, e lo fa meglio. Ma la transizione forzata, come ogni migrazione imposta da Microsoft, irriterà chi era abituato al vecchio strumento e non capisce perché debba cambiare. Il nome poi non aiuta. Resta il fatto che, se si hanno processi o script che dipendono dal client Desktop Remoto, è il momento di iniziare a migrare, il 27 maggio è dietro l’angolo.