Microsoft SIR, virus in calo in Italia

L'ultima edizione del Security Intelligence Report di Microsoft evidenzia come le infezioni da malware stiano diminuendo in vari paesi, Italia inclusa. Il crimine informatico, avverte però Microsoft, ha i connotati di una vera industria

Roma – Per l’ottava volta dall’ottobre del 2006, ieri Microsoft ha pubblicato il Security Intelligence Report (SIR), un rapporto semestrale sulla sicurezza e le minacce informatiche stilato sulla base dei dati raccolti in oltre 26 paesi e provenienti da circa mezzo miliardo di PC Windows . In Italia il SIR volume 8 è stato presentato da Feliciano Intini , responsabile dei programmi di sicurezza e privacy di Microsoft Italia, che nel corso di un webcast ne ha sintetizzato e commentato i punti salienti.

dati La nuova edizione del SIR si focalizza sul periodo compreso fra luglio e dicembre 2009, ed è composta da 244 pagine contenenti – novità di quest’anno – anche dettagliate linee guida che possono aiutare aziende, governi e pubbliche amministrazioni a migliorare le proprie strategie per la sicurezza, a prevenire infezioni e attacchi e, in generale, a contrastare più efficacemente le minacce esterne. In questo compito le organizzazioni sono aiutate anche dagli approfondimenti che SIRv8 dedica a ciascuno dei 26 paesi presi in esame, Italia inclusa.

Sebbene non sia affatto facile sintetizzare un report così voluminoso, Intini sostiene che i risultati del SIRv8 possono essere condensati in tre punti chiave :
– il crimine informatico continua a crescere e diventare sempre più sofisticato, adottando modelli di business tradizionali;
– osservando i principi di sicurezza basilari, e adottando “le innovazioni tecnologiche presenti nei prodotti realizzati con la sicurezza presente sin dalla fase di ideazione e progetto”, è possibile mitigare in modo più efficace il rischio legato al proliferare delle nuove minacce;
– la sicurezza è oggi una questione che va affrontata a livello globale dall’intera industria, e che necessita della collaborazione di tutti. “Nessun individuo, azienda o tecnologia possono risolvere da soli le minacce che dobbiamo fronteggiare online, e c’è quindi bisogno di lavorare insieme per contribuire a creare un’Internet più sicura e più affidabile” ha commentato Intini.

Il secondo punto lancia un messaggio che Microsoft non manca mai di enfatizzare: il software più recente fornisce una migliore protezione . L’azienda fornisce come esempio un dato: in Windows XP il 55,3% delle vulnerabilità più sfruttate via web browser sono relative a software di terze parti; in Windows Vista/7 questa percentuale sale al 75,4%, vale a dire che solo il 24,6% di tali falle sono imputabili al software di Microsoft.

Come emerge dal SIRv8, le attività dei cybercriminali sono favorite dal grande numero di vulnerabilità che ogni anno vengono scoperte nel codice dei più diffusi software: nella seconda parte del 2009 i bug di sicurezza riportati dall’industria del software sono stati circa 2500 , la stragrande maggioranza dei quali relativi alle applicazioni (Adobe Reader, Office Word ecc.).

“Lo scenario del cybercrimine sta cambiando rapidamente e le sfide per i produttori di tecnologia sono oggi sempre più impegnative” ha commentato Pietro Scott Jovane , amministratore delegato di Microsoft Italia. “In Microsoft investiamo ogni anno grandi risorse e impegno per rendere tutti i nostri prodotti più sicuri e ci conforta in questo senso la drastica diminuzione dei tassi d’infezione nel mondo su sistemi dotati delle nostre ultime piattaforme come Windows 7. La sfida per noi e per tutto il comparto però non è solo tecnologica ma di conoscenza. Il nostro compito preciso deve essere quello di proteggere ma anche informare e sensibilizzare sui rischi in Rete, e il SIR ci permette di perseguire proprio questo scopo e di offrire a tutti un quadro completo e puntuale della situazione dei malware sia a livello globale sia locale”.

La situazione italiana
Nel secondo semestre del 2009, il numero di infezioni in Italia è diminuito del 20%. Nonostante ciò, l’Italia si riconferma al decimo posto nella classifica mondiale dei paesi più colpiti dai malware, subito dietro a Francia, Germania e Spagna.

A ridursi è anche il tasso medio di infezione, passato da 6,9 PC su mille del primo semestre 2009 a 5,3 su mille del secondo semestre. “Un dato particolarmente positivo se confrontato con la media internazionale, pari a 7 (era a 8,7 nel primo semestre 2009), e ben inferiore rispetto a paesi più esposti come ad esempio la Turchia o il Brasile, che mostrano tassi attorno al 20” si legge in un comunicato di Microsoft.

Come in molti altri paesi, la più diffusa categoria di malware che si annida in molti PC italiani è quella dei cavalli di Troia, la quale rappresenta il 43% delle infezioni totali. Nella famiglia dei trojan, Microsoft fa distinzione tra quelli generici, i più numerosi, e quelli di tipo downloader e dropper , che occupano la terza posizione in classifica.

Nella classifica dei malware più diffusi nel Belpaese al primo posto c’è l’arcinoto worm Conficker , che dal 2008 flagella i sistemi Windows di tutto il mondo, seguito a poca distanza dai trojan Alureon e Renos. Quarto un altro worm, Taterf , seguito dal primo adware in classifica: Hotbar .

Taterf è un virus che sfrutta le vulnerabilità dei giochi online, e sebbene in Italia sia soltanto quarto, a livello globale è attualmente il worm più diffuso in assoluto. Al secondo posto della classifica mondiale si trova Alureon , uno dei cavalli di Troia più sofisticati in circolazione che per celarsi agli antivirus utilizza tecniche proprie dei rootkit. Questo malware viene spesso descritto come il “virus della schermata blu” perché è alla base di alcuni errori irreversibili di sistema innescati dall’aggiornamento di sicurezza MS10-015 .

SIRv8 può essere scaricato da qui in varie lingue, tra cui quella italiana.

Alessandro Del Rosso

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  • Robyv scrive:
    tutto lecito per uno scoop?
    Allora con la scusa dello scoop è lecito commissionare qualunque reato dal furto delle banane all'omicidio!Acquistare merce rubata è un reato. Se lo hanno fatto è giusto che vengano inquisiti e puniti, non perché si tratta di un prototipo costato probabilmente qualche milione in R&S ma perché è un principio di convivenza civile che non si debba acquistare merce rubata.Non parliamo poi del disgustoso gesto di pubblicare il nome del poveraccio che aveva inizialmente smarrito il telefono.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: tutto lecito per uno scoop?
      ti faccio presente che esiste una differenza tra ricettazione e incauto acquistociò detto, e seguendo il tuo ragionamento, allo stesso modo per fare un indagine non dovrebbe essere tutto permesso...
      • lordream scrive:
        Re: tutto lecito per uno scoop?
        NON è furto fino a che un giudice non lo dice.. la perquisizione è illegale.. il fermo delle macchine (server e pc) dovra essere rimborsata e sopratutto non possono neanche guardarci dentro le macchine fino a che la posizione del giornalista non verrà dichiarata da un giudice.. apple ha calcato la mano sporgendo denuncia per furto dopo che lo stesso ingegnere ha dichiarato di aver perduto il prototipo
  • marcocavicchioli scrive:
    sbagliato
    è decisamente sbagliato sostenere "tutto quello che l'ICT avrebbe potuto essere e non sarà più: speranza, innanzi tutto". sarebbe molto più corretto dire: "tutto quello che l'ICT avrebbe dovuto essere secondo alcuni e che invece, ovviamente, non è: speranza che il mondo potesse semplicemente cambiare con un click". rimane il fatto che l'ICT, se visto in modo non ingenuo (ad esempio dal punto di vista del mercato globale), è ancora in grado di dare moltissime speranze. ma non quelle che credete voi!
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: sbagliato
      senza ironia: quali? :)
      • marcocavicchioli scrive:
        Re: sbagliato
        l'acXXXXX globale, facile ed immediato, al mercato, ad esempio. una volta risolto il problema del digital divide (che sarà risolto nel giro di qualche anno o, forse, un decennio) chiunque potrà utilizzare il web per vendere i propri prodotti in tutto il mondo. ora questa non è ancora un'abitudine diffusa, ma solo perchè ci vorranno ancora almeno 5 anni perchè il cittadino mondiale comune capisca quali sono i veri vantaggi del web. l'abbattimento dei costi di promozione/pubblicità/comunicazione delle aziende, che produrrà un calo dei costi e quindi di alcuni prezzi. il rapporto diretto tra consumatore e produttore, in cui il consumatore torna ad essere protagonista. ad esempio la possibilità di contattare direttamente i venditori e parlare facilmente con loro (io lo faccio oramai molto spesso, e funziona alla grande).per non parlare del controllo democratico delle attività politiche dei paesi liberi. anche per questo siamo solo all'inizio. ci sono ancora molte altre cose, ma quello che mi preme sottolineare è che la visione tecno-ingenua degli ex "guru" di Internet si sta semplicemente sgonfiando perchè era poco più che un sogno. invece Internet è uno straordinario mezzo tecnologico per fare business. e dato che il business è la base della società moderna questo continuerà, lentamente, a rivoluzionare tutto. solo che non lo farà nella direzione (ripeto: ingenua) che molti hanno previsto (come lo stesso XXXXXponte, che continuo a ritenere cmq un genio), ma nell'unica direzione possibile: quella del dominio totale del mercato, esattamente così come era prima di Internet! chi pensava che Internet ci poteva liberare dal mercato si è inutilmente illuso, perchè società e mercato sono INSCINDIBILI. pertanto Internet non ci libererà dal mercato, ma semplicemente lo rivoluzionerà. chiunque accetti senza problemi questa prospettiva potrà sfruttare al meglio (e al massimo) questa rivoluzione, ma chi ne rimarrà fuori non creda di poter continuare a vivere di sogni. secondo me Internet è come un ragazzo che sta finendo le superiori: appena avrà dato l'esame di maturità potrà finalmente diventare adulto, ed entrare nel mondo del mercato. quello vero.
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: sbagliato
          uhmda quello che leggo, non sei in disaccordo con quello che ho scritto: anzila questione è un'altra, ed è meno banale: se anche il mercato si riproponesse in altre forme su Internet, il rischio è che lo faccia in forme peggiori, a danno della maggioranzaecco, questa cosa - assieme ad altre - era quella che mi premeva sottolineareps: mi pare un po' strano, cmq, dire che XXXXXponte sia un genio anche se non c'ha capito niente (semplifico): o è un genio o non lo è, tutto assieme mi pare difficile ;)
          • marcocavicchioli scrive:
            Re: sbagliato
            XXXXXponte è un genio e, come tutti i geni, a volte sbaglia. ha capito moltissimo, solo che poi si è lasciato andare ad un po' di (sano) "visionismo". in altre parole ha analizzato benissimo la situazione attuale, ma a mio modo di vedere ha cannato le previsioni. ciò non gli toglie nulla (fossi stato capace io di analizzare la situazione in quel modo... che invidia!). in realtà cmq il problema che rilevi tu non è legato ad Internet, ma alla regolamentazione del mercato. ovvero ad un'attività assolutamente tradizionale. è ovvio che la velocità con cui evolve il web è enormemente superiore a quella con cui la politica è in grado di legiferare, ma non dobbiamo credere che la regolamentazione del mercato spetti in qualche modo ad Internet (che è solo un mezzo). quindi la differenza tra il sucXXXXX di questa evoluzione, ed il fallimento, è più nelle mani della politica che in quelle degli informatici!
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: sbagliato
            è nelle mani degli esseri umaniil problema è proprio quello: considerare tutto un universo distinto da un altro, è invece un unicumpassando al faceto: una volta scherzando dicemmo che quando XXXXXponte afferma che qualcosa avrà sucXXXXX è arrivato il momento di ritirare gli investimenti e guardare altrove...
          • marcocavicchioli scrive:
            Re: sbagliato
            concordo al 100% sulla definizione di "unicum", ed ho paura che siamo moltissime le persona a non aver capito bene fino in fondo cosa significhi. PS: splendida l'interpretazione "finanziaria" delle visioni di XXXXXponte!!!!!
          • Nicholas scrive:
            Re: sbagliato
            Grrrrr! Avete torto entrambi! Siete due ammazzasogni! Non mi lascerò abbattere dalla vostra cinica visione![img]http://www.tvguida.com/wp-content/uploads/2009/08/Nicholas-XXXXXponte.jpg[/img]
          • marcocavicchioli scrive:
            Re: sbagliato
            non credevo che al MIT vi insegnassero anche a parlare italiano!
        • CCC scrive:
          Re: sbagliato
          - Scritto da: marcocavicchioli
          l'acXXXXX globale, facile ed immediato, al
          mercato, ad esempio. una volta risolto il
          problema del digital divide (che sarà risolto nel
          giro di qualche anno o, forse, un decennio)
          chiunque potrà utilizzare il web per vendere i
          propri prodotti in tutto il mondo.

          ora questa non è ancora un'abitudine diffusa, ma
          solo perchè ci vorranno ancora almeno 5 anni
          perchè il cittadino mondiale comune capisca quali
          sono i veri vantaggi del web.


          l'abbattimento dei costi di
          promozione/pubblicità/comunicazione delle
          aziende, che produrrà un calo dei costi e quindi
          di alcuni prezzi.


          il rapporto diretto tra consumatore e produttore,
          in cui il consumatore torna ad essere
          protagonista. ad esempio la possibilità di
          contattare direttamente i venditori e parlare
          facilmente con loro (io lo faccio oramai molto
          spesso, e funziona alla
          grande).

          per non parlare del controllo democratico delle
          attività politiche dei paesi liberi. anche per
          questo siamo solo all'inizio.


          ci sono ancora molte altre cose, ma quello che mi
          preme sottolineare è che la visione tecno-ingenua
          degli ex "guru" di Internet si sta semplicemente
          sgonfiando perchè era poco più che un sogno.
          invece Internet è uno straordinario mezzo
          tecnologico per fare business. e dato che il
          business è la base della società moderna questo
          continuerà, lentamente, a rivoluzionare tutto.
          solo che non lo farà nella direzione (ripeto:
          ingenua) che molti hanno previsto (come lo stesso
          XXXXXponte, che continuo a ritenere cmq un
          genio), ma nell'unica direzione possibile: quella
          del dominio totale del mercato, esattamente così
          come era prima di Internet!


          chi pensava che Internet ci poteva liberare dal
          mercato si è inutilmente illuso, perchè società e
          mercato sono INSCINDIBILI. pertanto Internet non
          ci libererà dal mercato, ma semplicemente lo
          rivoluzionerà. chiunque accetti senza problemi
          questa prospettiva potrà sfruttare al meglio (e
          al massimo) questa rivoluzione, ma chi ne rimarrà
          fuori non creda di poter continuare a vivere di
          sogni.


          secondo me Internet è come un ragazzo che sta
          finendo le superiori: appena avrà dato l'esame
          di maturità potrà finalmente diventare adulto, ed
          entrare nel mondo del mercato. quello
          vero.a parte che, più o meno, riprendi le stesse considerazioni che ci sono nell'articolo, non hai colto il punto:ciò che tu (molto ma molto ingenuamente, permettimi) esalti come futuri (diciamo anche ormai presenti) luccicanti "vantaggi" della rete sono proprio, invece, il PROBLEMA...
        • soulista scrive:
          Re: sbagliato
          - Scritto da: marcocavicchioli
          l'acXXXXX globale, facile ed immediato, al
          mercato, ad esempio. una volta risolto il
          problema del digital divide (che sarà risolto nel
          giro di qualche anno o, forse, un decennio)
          chiunque potrà utilizzare il web per vendere i
          propri prodotti in tutto il mondo.(cut)"cuoto" più o meno tutto.L'articolo di Annunziata mi pare uno sguardo un po' troppo, ampio, un po' troppo idealista e un po' troppo "ingenuo" :-)Questo mondo è grande e tutti siamo vuoti e soli e cerchiamo, in diversi modi, di colmare questo vuoto. Nessuno fa niente se non per se stesso. Sarò anche troppo smaliziato e disilluso, ma non credo che i pionieri dell'IT fossero "uniti dall'obiettivo comune di allargare la conoscenza", penso che alla base ci sia sempre dell'interesse personale e non sto parlando necessariamente di soldi.Ma perché lasciarsi andare in discorsi idealistici? A me sembra che il mercato dell'IT funzioni alla grande e se funziona per semplice corsa "all'ingrasso" di microsoft®, apple®, eccetera®... chi se ne frega? Mi pare un mercato florido di creatività e penso che, proprio per questo, ci sarà sempre forte, sana (non sempre) e reale concorrenza tra tutti gli attori: tutti vogliono tirare fuori qualcosa di geniale per stupirci ed invitarci a comprare e finché il ricco sarà talmente avido da venderti la corda che lo impiccherà, noi consumatori saremo sempre "liberi" :-)
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: sbagliato
            non ho ancora capito perché non dovremmo (dovrei) fare discorsi idealisticipoi sono il primo, lo dico nel pezzo, a ribadire che oggi IT==business
  • N&C scrive:
    Inutile
    Posso?Articolo inutile.Le conclusioni, quanto le argomentazioni e lo sviluppo, sono di una banalità che rasenta a dir poco la superficialità.Senza contare che, fatto salvo il diritto di cronaca, il segreto industriale è comunque un reato, e Gizmodo lo sa.Quindi la peruisizione è del tutto legittima.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Inutile
      che la perquisizione sia legittima è la tua opinione, non una decisione di un giudice ;)è un commento, libero di dissentire: però mi piacerebbe leggere le tue argomentazioni... :)
    • puttezzo scrive:
      Re: Inutile
      - Scritto da: N&C
      Posso?
      Articolo inutile.
      Le conclusioni, quanto le argomentazioni e lo
      sviluppo, sono di una banalità che rasenta a dir
      poco la
      superficialità.
      Senza contare che, fatto salvo il diritto di
      cronaca, il segreto industriale è comunque un
      reato, e Gizmodo lo
      sa.

      Quindi la peruisizione è del tutto legittima.Io invece sono completamente in accordo con quanto ha scritto Luca Annunziata, aggiungerei che non è un problema relativo alla sola ICT quanto piuttosto all'intera società. Anche se non sembra avere una connessione diretta mi sembra appropriata l'affermazione di R.Vaneigem, l'obbligo di produrre aliena la necessità( o passione a seconda delle traduzioni/interpretazioni ) di creare.
  • Certo certo scrive:
    E bravo Annunziata.
    Bell'articolo, complimenti. Non pensavo potessero uscire simili concetti dalla tua tastiera macaca.
  • Mirella Castigli scrive:
    Grazie!
    Grazie di cuore! Un pezzo bellissimo, da incorniciare e da mandare a memoria.Mirella Catigli di ITespresso.it
  • 01234 scrive:
    e il buon get real?
    questo articolo pare scritto da lui (anche se probabilmente avrebbe omesso la parte in cui l'A. scrive quello che pensavamo l'ICT poesse essere :-D )
  • Funz scrive:
    Il peccato originale
    Non è tanto la gravità del presunto reato (ricettazione di un cellulare? Quanti anni di galera ti possono dare?), è il Peccato Originale.Aver toccato la Mela Proibita dell'Albero del Bene (Jobs) e del Male (il Serpente- Microsoft) ha dannato Adamo (il giornalista di Gizmodo), Eva (l'anonimo rinvenitore-di-prototipi), e tutti noi utenti. Essi furono cacciati dal Paradiso dell'Informatica, e da allora tutti noi siamo condannati a partorire nel dolore, a morire e a usare Windows :p
  • felixts scrive:
    conquest
    con questi ragionamenti allora in italia nessun giornale/giornalista potrebbe mostrarci le intercettazioni che tanto piacciono agli antiberlusconiani, nessuna notizia potrebbe essere divulgata senza autorizzazione etc etc. gizmondo ha comprato un cell offerto come nostri giornalisti comprano informazioni...allora decidiamoci, è giusto che un giornalista quando ha uno scoop faccia di tutto per informarci oppure no? per me i giornalisti hanno il DOVERE di informarci...fosse anche su un stupidissimo cell come su cose più serie
  • Palmipedone scrive:
    Ipocrisia
    Il gigante cattivo dell'IT "Lo spazio per la filosofia e gli ideali di chi propugna software e cultura libera sarà progressivamente schiacciato dal peso del denaro, questi concetti verranno messi da parte e prima o poi dimenticati. È in corso una gara a raggiungere il massimo profitto, non c'è spazio per fermarsi a riflettere su quello che si sta facendo" detto da una testata costantemente prostrata a MS...
  • ruppolo scrive:
    Non concordo
    Mi spiace Luca, ma c'è un limite al diritto di cronaca e certamente il reato penale è al di là di tale limite.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Non concordo
      una perquisizione a casa di un reporter è una cosa gravemi verrebbe da chiedere se sia più grave un cell o la violazione al diritto di cronacafrancamente, il giustizialismo di Gruber e compagni mi lascia piuttosto tiepido: è un cellulare, non un cuore umano...
      • DarkOne scrive:
        Re: Non concordo
        - Scritto da: Luca Annunziata
        una perquisizione a casa di un reporter è una
        cosa
        grave

        mi verrebbe da chiedere se sia più grave un cell
        o la violazione al diritto di
        cronaca

        francamente, il giustizialismo di Gruber e
        compagni mi lascia piuttosto tiepido: è un
        cellulare, non un cuore
        umano...E' un fatto un pò difficile da giudicare, secondo me si atterrano rigorosamente alla legge per non fare la figura degli idioti.La violazione di segreto industriale è pure un fatto piuttosto grave e certamente la condotta di gizmodo è stata volta in tal senso.Diritto di cronaca si, però c'è un limite a tutto...è vero che non è sucXXXXX niente di grave, ma lasciando correre la faccenda si può creare un precedente per altri fatti simili a cui non potrai semplicemente dire: "vabbè, lì si trattava di un cellulare qui è una casa...". E' la stessa cosa, di principio.
        • Wolf01 scrive:
          Re: Non concordo
          Ma a che punto della storia spunta Steven Seagal a mettere tutto a posto?Sinceramente penso che neanche al più pericoloso technoladro di segreti industriali a-la-spykids avrebbero perquisito la casa in questo modo.E a Gizmodo non penso interessi vendere segreti industriali ma semplicemente fare scoop.Se questo fosse capitato con un prodotto HTC o ad una ditta californiana che produce la vernice per gli aerei stealth non sarebbe successa una cosa così grossa.Per me dietro Apple c'è qualcosa di molto grosso, che si tratti anche semplicemente di hype.
          • FDG scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Wolf01
            Se questo fosse capitato con un prodotto HTC o ad
            una ditta californiana che produce la vernice per
            gli aerei stealth...Si sarebbe trovato non la polizia ma gli agenti della CIA (sbaglio o non opera nel territorio nazionale?) o dell'FBI in casa.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Non concordo
            Nah, al massimo non si sarebbe saputo niente e dopo vari anni sarebbe comparso in una puntata di qualche serie di gialli polizieschi americani :P
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Non concordo
          non esattamente: i giornalisti hanno il diritto di riportare tutto quello che gli pare e di cui vengono a conoscenzase io e te stiamo chiacchierando del più e del meno, a meno che tu non mi dica espressamente che NON vuoi che lo riporti sul mio giornale io ho il diritto di farloe non mi puoi fare causa o altro: problema tuo che non hai considerato con chi parlavigizmodo aveva un cellulare, pensava valesse la pena parlarne, l'ha fattoamen, è così che funzionaapple ha perso una battaglia per la segretezza? succede...qualcuno ha rubato un cellulare? quello è un crimine tutto da dimostrare, al momento non si sa neppure chi ne sarebbe venuto in possessocercare informazioni nei computer di gizmodo è come cercare gola profonda nei fascicoli di Woodward e Bernstein
          • loguh scrive:
            Re: Non concordo
            C'è da chiarire però se Chen ha comprato a 5k il telefono rubato: quello è un reato anche per i giornalisti, e per questo s'è trovato la polizia a casa. Su tutto il resto sono d'accordo con te, però aggiungerei anche un punto di riflessione: li' sono negli Stati Uniti, e noi tendiamo a giudicare con i nostri parametri "italiani". Non scordiamoci della Lewinsky e dell'impeachment di Clinton: cosa avrebbero fatto ad Obama per una storia come quella di Papi e Naomi?
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            nose l'ha comprato per farci lo scoop, non è reato (secondo EFF)
          • DarkOne scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            no

            se l'ha comprato per farci lo scoop, non è reato
            (secondo
            EFF)Eh beh, infatti qui è da capire...Secondo me dovrebbe essere reato lo stesso, la libertà di stampa non concede di essere sopra la legge. Se per me è reato, deve essere reato anche per un giornalista.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Non concordo
            Hanno comprato lo scoop, non l'oggetto, che poi hanno pure restituito.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            non sono d'accordole intenzioni sono differenti, gli scopi pure
          • N&C scrive:
            Re: Non concordo
            A casa mia si chiama ricettazione..
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            casa tua non è un tribunale ;)
          • DarkOne scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            gizmodo aveva un cellulare, pensava valesse la
            pena parlarne, l'ha
            fatto
            amen, è così che funzionagizmodo ha comprato il cellulare in modo equivoco da un tizio...non se lo è ritrovato tra le mani.E' questo, credo, il reato che gli viene contestato.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            se avessero chiesto a me, probabilmente c'avrei pensato - ma avrei rinunciato per via del fatto che volevano soldima mi pare assolutamente accettabile sul piano deontologico: un giornalista non è un poliziotto
          • Eretico scrive:
            Re: Non concordo
            Ma non dovrebbe essere ricettazione ?E' vero che qui siamo in Italia e i fatti si sono svolti negli U.S.A, però la legge dovrebbe essere molto simile o no ?Comunque se si è trovato la polizia in casa, un reato deve averlo commesso per forza. Sarà anche una cosa brutta, anzi lo è di sicuro, ma non penso che la polizia prenda ordini da Apple. Ti pare ?
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            non ci siamonessuno sta dicendo che la polizia prenda ordini da apple, ci mancherebbe altro!solo che chi ha chiesto e spiccato il mandato secondo me non si è reso conto di cosa stava facendo: quello era l'ufficio e il materiale di lavoro di un reporter, non si può metterci le mani (impedendogli tra l'altro di lavorare)ad ogni modo, per ragioni ovvie, la legge tratta diversamente i giornalisti rispetto ai cittadini quando si tratta di acquisizione del materiale: un giornalista che lavora a un articolo, mettiamo su un'azienda che commette dei reati, non dovrebbe comprare da qualcuno informazioni che lo provino per pubblicarle?il problema è riuscire a giudicare gli eventi con distacco: non deve contare chi sia Apple, cosa sia iPhone, come sia arrivato, conta la meccanica dei fatti - ovvero che c'era qualcuno che ne è venuto in possesso (e dice di aver provato a restituirlo ad Apple, che stando a quella ricostruzione evidentemente non ha una policy altrettanto efficace per filtrare le telefonate rispetto a quella per la segretezza dei prototipi), ha ricevuto un diniego, ha contattato un reporter, si sono accordati, si è fatto uno scooptornando all'esempio di prima: scopro che azienda X sversa barili di petrolio in mare, ho le prove, la contatto, mi dice picche, mi rivolgo a un giornalista, trattiamo, gli do l'esclusiva in cambio di qualche soldo, lui fa lo scoop
          • Eretico scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            non ci siamo

            nessuno sta dicendo che la polizia prenda ordini
            da apple, ci mancherebbe
            altro!

            solo che chi ha chiesto e spiccato il mandato
            secondo me non si è reso conto di cosa stava
            facendo: quello era l'ufficio e il materiale di
            lavoro di un reporter, non si può metterci le
            mani (impedendogli tra l'altro di
            lavorare)Be un magistrato/giudice che spicca un mandato senza sapere cosa sta facendo secondo me è un pò tirata per i capelli.
            ad ogni modo, per ragioni ovvie, la legge tratta
            diversamente i giornalisti rispetto ai cittadini
            quando si tratta di acquisizione del materiale:
            un giornalista che lavora a un articolo, mettiamo
            su un'azienda che commette dei reati, non
            dovrebbe comprare da qualcuno informazioni che lo
            provino per pubblicarle?Ma questa è una tuo opinione o in U.S.A ed in Italia esistono veramente delle norme giuridiche di questo tipo ?
            il problema è riuscire a giudicare gli eventi con
            distacco: non deve contare chi sia Apple, cosa
            sia iPhone, come sia arrivato, conta la meccanica
            dei fatti - ovvero che c'era qualcuno che ne è
            venuto in possesso (e dice di aver provato a
            restituirlo ad Apple, che stando a quella
            ricostruzione evidentemente non ha una policy
            altrettanto efficace per filtrare le telefonate
            rispetto a quella per la segretezza dei
            prototipi), ha ricevuto un diniego, ha contattato
            un reporter, si sono accordati, si è fatto uno
            scoop

            tornando all'esempio di prima: scopro che azienda
            X sversa barili di petrolio in mare, ho le prove,
            la contatto, mi dice picche, mi rivolgo a un
            giornalista, trattiamo, gli do l'esclusiva in
            cambio di qualche soldo, lui fa lo
            scoopNon mi sembra la stessa cosa. Nel tuo esempio stai vendendo una dritta ad un giornalista che poi la userà per uno scoop più che lecito. In poche parole sei il suo informatore. Nel caso in questione mr.X ha ceduto un oggetto probabilmente rubato in cambio di soldi ad un giornalista (blogger) in modo che quest'ultimo potesse fare uno scoop. Si potrebbe paventare anche lo spionaggio industriale in questo caso.Sia chiaro è un "pur parlez", poi magari i fatti si sono svolti in modo totalmente diverso.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            esistono garanzie precise per gli USA, declinate diversamente in italiaio credo che il diritto di cronaca vada rispettato, e qui ci sta tuttosul furto, si tratta di un reato diverso: ma ci vuole molto poco a scoprire chi sia stato, basta cercare le tracce nelle celle partendo dall'imei - di certo non si va a sequestrare un computer a un giornalista
          • Eretico scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            esistono garanzie precise per gli USA, declinate
            diversamente in
            italiaInteressante.
            io credo che il diritto di cronaca vada
            rispettato, e qui ci sta
            tuttoGuarda anch'io sono per il diritto di cronaca, solo se questo non travalica il buon senso. Perchè a volte si rovina la vita alla gente in nome di questo diritto.
            sul furto, si tratta di un reato diverso: ma ci
            vuole molto poco a scoprire chi sia stato, basta
            cercare le tracce nelle celle partendo dall'imei
            - di certo non si va a sequestrare un computer a
            un
            giornalistaChe dire ?!! Se lo hanno fatto un motivo ci sarà. Non credo che la polizia, special modo quella di Los Angeles con tutti gli XXXXXX che ha, perda tempo e sopratutto un bel numero di uomini a perquisire l'abitazione di un blogger per un prototipo di un cellulare. Non so per me la faccenda non è cosi semplice a meno che non si è voluto far bella figura di fronte alla Apple. Magari c'è in ballo la possibilità di ottenere un grosso sconto sulla foritura di materiale informatico alla polizia di L.A. :)
          • Daniele Coliva scrive:
            Re: Non concordo
            Secondo la legge italiana, appropriarsi indebitamente di una cosa smarrita è reato (v. art. 647 cod. pen. per i contorni esatti). Chi riceve o acquista una cosa provento di delitto (quindi non solo da furto) a fine di profitto commette il reato di ricettazione.Nel caso della testata giornalistica il fine di profitto è evidente.Ciò detto, trovo sproporzionata l'iniziativa nei confronti del "povero" editor di Gizmodo.
          • N&C scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Daniele Coliva
            Secondo la legge italiana, Vale negli USA?No.Quindi?
          • Gaglia scrive:
            Re: Non concordo
            Sono totalmente d'accordo. Il tutto mi pare un modo squadrista per creare un "deterrente" ad eventi analoghi futuri.Un capro espiatorio insomma, e' molto piu' facile "punire" il reporter piuttosto che il presunto ladro (o la negligenza dell'impiegato).Ma come sempre, esistono due modi per fare le cose: quello semplice e quello giusto.
          • Paull scrive:
            Re: Non concordo
            In questo caso mi pare chiaro che il diritto di cronaca non serva a tutelare il lettore e nessun principio di liberta' o di informazione (e' una notizia che riguarda un settore tutto sommato di nicchia e soprattutto "privato", Apple e' una azienda privata e ha diritto di tenersi i segreti che vuole attirando le ire o l'adorazione dei consumatori, sono fatti suoi). Il giornalista ha pubblicato la notizia per un suo tornaconto personale, per aumentare il numero di contatti alle proprie pagine e per trarne un vantaggio economico diretto (e' come se avesse ri-venduto il prototipo per soldi). Non vedo nulla di strano nel fatto che questo signore venga indagato e spero che venga condannato, perche' e' quello che vorrei per chiunque avesse pubblicato e lucrato su delle informazioni personali perse da me.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            cambi canale quando al TG parlano di gossip? :)a ogni modo, qui la faccenda è sul principio: per PRINCIPIO non dovrebbe essere consentito di sequestrare a un giornalista il suo materiale di lavorolo si avvisa, si blocca tutto, si discute davanti al giudice, nel caso si passa il materiale agli inquirenti
          • N&C scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            esistono garanzie precise per gli USA, declinate
            diversamente in
            italia

            io credo che il diritto di cronaca vada
            rispettato, e qui ci sta
            tuttoInfatti Gizmodo ha avuto modo di fare il suo articolo.Il diritto di cronaca è salvo e tutelato

            sul furto, si tratta di un reato diverso: ma ci
            vuole molto poco a scoprire chi sia stato, basta
            cercare le tracce nelle celle partendo dall'imei
            - di certo non si va a sequestrare un computer a
            un
            giornalistaLa perquisizione è legata al furto, non allo scoop.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            ci sono 2 cose di cui discutere1 - il diritto di cronaca nello specifico2 - le garanzie in generale1 - gizmodo ha commesso un illecito? aspettiamo fiduciosi che lo decida un giudice2 - non si possono creare precedenti pericolosi, non è pensabile che si vada a perquisire un giornalista solo perché c'è notizia di reato: non si fa, non si fa e non si fa tanto più che, tornando al caso specifico, c'erano altri modi per risalire all'autore materiale del presunto reato e che non è stato neppure chiarito quale fosse il motivo della perquisizionebisogna mettersi in testa che ci vogliono le garanzie in un paese civile: dico per dire, se accettiamo la presunzione di innocenza per chi è accusato di un reato, dobbiamo pure accettare il suo diritto alla difesa, il diritto alle indagini da parte degli inquirenti con tutti i mezzi leciti (e approvati), stigmatizzare eventuali soprusi o abusi di ambo le partiin questo caso è stato passato un limite: è stata violata una regola (scritta) che a mio avviso verrà pure riconfermata appena un giudice si esprimerà sulla vicenda, ed è una cosa che (tanto più che si parla di un accidentaccio di prototipo quasi inutile) mi fa rabbrividirenon si fa, non si abusa del proprio potere, allo stesso modo in cui abbiamo raccontato dei presunti abusi dei servizi segreti USA delle intercettazioni sfruttando il patriot act, parliamo di questo che sembra a tutti gli effetti un caso in cui si è andati oltre quanto era legittimo e ragionevole fare
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            PS: se anche la perquisizione fosse legata al furto, e dunque slegata dalle responsabilità presunte o addotte di gizmodo, a maggior ragione NON dovevano perquisire il giornalistanon sono esperto di diritto usa, né della procedura californiana, ma a naso direi che per garantire il giornalista andasse informato e i suoi legali sarebbero dovuti essere presenti davanti al giudice per stabilire se spiccare il mandatoil vizio, a naso, è che non si è riutenuto Chen un giornalista: e questi saran dolori ho idea, il classico cavillo che salverà capra e cavoli
          • ruppolo scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            esistono garanzie precise per gli USA, declinate
            diversamente in
            italia

            io credo che il diritto di cronaca vada
            rispettato, e qui ci sta
            tuttoDa una verifica nel dizionario, qui la non cronaca non ci sta per niente:1 Registrazione, esposizione dei fattipiù notevoli del giorno a opera digiornali o di altri mezzi d'informazione. SIN resoconto: c. politica, sportiva;pagina, pagine dei quotidiani dedicatealla cronaca: mettere una notizia in c. ||c. nera, resoconto di delitti2 Resoconto spec. giornalistico di unavvenimento SIN reportage: c. di una partita.3 Forma storiografica, tipica delMedioevo, in cui gli avvenimentivengono descritti in ordine cronologicosenza valutazione critica.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            inutile, se facciamo finta di non capire...http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_cronacac'è una associazione in italia che si chiama articolo 21: secondo te si chiama così perché sono parenti di dj ax?
          • ah ah scrive:
            Re: Non concordo
            Beh sembra che si siano dei problemi curiosi, chiediamo a Bruce cosa ne pensa...http://www.schneier.com/blog/archives/2010/04/punishing_secur.html
          • FDG scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            non esattamente: i giornalisti hanno il diritto
            di riportare tutto quello che gli pare e di cui
            vengono a conoscenzaDillo ai militari :)
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            è per questo che esistono i tribunalie i cappucci neri:P
          • FDG scrive:
            Re: Non concordo
            - Scritto da: Luca Annunziata
            è per questo che esistono i tribunali
            e i cappucci neri

            :PBirbantello! ;)
      • lucas scrive:
        Re: Non concordo
        magari concordi con chi si frega la musica sul p2p ma se uno mette in giro informazioni riservata su un telefono cellulare deve andare in galera
      • echoesp1 scrive:
        Re: Non concordo
        Si è un oggetto, un cellulare, certo, che ad oggi per il mercato che genera vale (purtroppo) 1.000.000 di volte più di un cuore umano.Sul legittimo o meno metodo di "verifica" mi trovi daccordo: quello che vale di più in termini di soldi vince.Ma questa non è affatto una novità.
      • m c scrive:
        Re: Non concordo

        una perquisizione a casa di un reporter è una
        cosa
        grave Ma i blogger sono assimilabili a giornalisti, e quindi i loro blog a giornali, oppure no?Se si, devono godere dei diritti della stampa, ma anche dei doveri e responsabilità che ne derivano, visto che nel momento in cui si deve trovare un responsabile di quel che viene scritto nel blog, spesso ho letto che non può essere il blogger, in quanto il blog NON è un gionale e quindi NON deve avere un direttore responsabile ecc. ecc.Non si può avere tutto, tutele sì e responsabilità no.
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Non concordo
          non funziona così. è per questo che le leggi sono difficili da scrivere e assurde da applicarequi si deve far differenza tra chi RIPORTA e chi PRODUCE una specifica notiziamettiamo che io dica, sul mio blog, che la terra è piatta: lo dico basandomi sulle mie osservazioniarriva il primo scienziato e mi correggemettiamo che io dica, sul mio blog, che la terra è piatta: lo dico riportando le dichiarazioni di misterXecco, questo significa che è mister X responsabilegizmodo nel caso specifico ha creato uno scoop, ha fatto lavoro giornalistico, gizmodo lavora come un giornale(tieni anche conto che negli USA le manfrine di ordine, testate registrate in tribunale ecc ecc, non esistono)diversamente, i blogger italiani che scrivono il proprio diario online non possono essere assoggettati alla stregua dei giornalisti: perché altrimenti ne dovrebbero ottenere anche i diritti, tipo quello di non essere MAI oscurati, cosa che invece è già accadutanon si può semplificare questa materia: ma, il punto è, non si può neppure derogare ai diritti civili di giornalisti e cittadini solo perché c'è di mezzo uno stupido prototipo perduto(e, a oggi, non si è ancora capito se Apple abbia denunciato un furto o meno: prima si diceva di sì, poi di no, poi che la Polizia agiva sua sponte, adesso invece di nuovo pare abbia denunciato - facessero un comunicato in cui dicono tutto, e saremo tutti più contenti: e invece nisba, tutto blowing in the wind...)
      • ken scrive:
        Re: Non concordo
        Con società del genere - quotate in borsa tra l'altro - le reazioni ad una sciocchezza del genere (quella del reporter e di gizmodo) potrebbero costare milioni di dollari agli azionisti.Se ci pensi bene non è che si possa riassumere il discorso con frasi/articoli cosi' semplicistici.My two cents.
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Non concordo
          il "peso" di un fatto del genere è dipendente dall'approccio tenuto (da Apple in questo caso, ma c'entriamo tutti compresi noi giornalisti e reporter) rispetto al "segreto"è un prototiponon è lo schema completo del nuovo cellularee soprattutto, la differenza (a mio avviso, iPhone fa la differenza) è nell'accoppiata sw+hwnon è nulla di graveaggiungo un paio di info (da me non verificabili): pare, dico pare (l'ha detta wired), che apple si sia presentata a casa del presunto ladro (colui che aveva il prototipo) chiedendo di entrareora, magari non è sucXXXXXperòlasciamo perdere: aggiungo per onestà mentale che a mio avviso qualcosa non quadra sui tempi di questa storiala sparizione del prototipo risalirebbe a un mese fa, circala perquisizione arriva a 1 settimana dalla pubblicazione su gizmodoperché non subito?quand'è che Apple ha depositato la denuncia? sempre che l'abbia fatto, che non si è ancora chiaritonon mi pare che apple stia risentendo di nessun tracollo in borsa, è ai massimi storicie poi che ci fosse un iphone in lavorazione per giugno era il segreto di pulcinella...
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Non concordo
          ps: ribadisco, il problema è la perquisizione a un giornalista, fatta per quelli che (personalmente) giudico futili motivi
          • Wolf01 scrive:
            Re: Non concordo
            Smettila di aggiungere post e modifica quelli vecchi visto che puoi farlo!Capisco che vuoi far salire il contatore dei messaggi, ma dopo non si sa più a quale rispondere. :DSenza cattiveria eh :P
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            non è che mi piaccia tanto modificare, pare che ti accorga di aver scritto scemezze e poi cambioppure puoi cambiare per XXXXXXX chi ti ha commentato...
          • Wolf01 scrive:
            Re: Non concordo
            E la fiducia dove la mettiamo?La lasciamo solo ai melamorsicari verso Apple o dobbiamo camminare per strada col fondoschiena rasente il muro perchè non si sa mai che scappi l'XXXXXXXX?
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Non concordo
            è pure un retaggio da usenet, se preferisci :P
    • Max scrive:
      Re: Non concordo
      - Scritto da: ruppolo
      Mi spiace Luca, ma c'è un limite al diritto di
      cronaca e certamente il reato penale è al di là
      di tale
      limite.Sei più giustizialista della stessa Apple che non ha sporto denuncia..."...l'agente deve essere consapevole dell'altruità della cosa mobile e volerne la sottrazione e l'impossesamento... se è necessaria la coscienza che la cosa sia di altri, l'autore che ritenga per un errore di fatto oppure per un errore nell'interpretazione di disposizioni non penali, di vantare un diritto sul bene, non commette furto"questo secondo la giurisprudenza italiana, non so come funziona in california. ma è dura dimostrare il furto, nel momento in cui un oggetto è smarrito e viene trovato per caso, e per quanto sia a conoscenza del "ladro" nessuno ne reclama il possesso. niente furto niente ricettazione, niente reati penali. forse al limite divulgazione di segreto industriale ma anche lì... Gizmodo poteva anche non saperlo, a rigore, e comunque si deve muovere Apple. se Apple non si muove si vede che non ci sono gli estremi.
    • CCC scrive:
      Re: Non concordo
      - Scritto da: ruppolo
      Mi spiace Luca, ma c'è un limite al diritto di
      cronaca e certamente il reato penale è al di là
      di tale
      limite.si si si...e ci dovrebbe essere un limite alla stupidità...
  • Anonimo scrive:
    il denaro...
    funziona bene finché ci sono le risorse e i beni a cui esso attribuisce valore, e, naturalmente finché c'è circolo di denaro stesso, cioè finché c'è gente che ne possiede a sufficienza da spendere.non appena una sola di queste cose viene a mancare, ecco che il meccanismo s'inceppa e il denaro non funziona più così bene, e dimostra solo di essere quello che in realtà è: carta-straccia.le varie crisi economiche lo dimostrano infatti, quanto è fragile tale meccanismo.un giorno, quando le risorse della terra saranno quasi esaurite e non sarà più possibile produrre beni e/o servizi, se non a costi proibitivi per chiunque, bisognerà per forza di cosa trovare un nuovo modo, una nuova via, se vorremo sopravvivere, altrimenti ci estingueremo per semplice "mancanza di denaro", o ci distruggeremo a vicenda in guerre fatte con mezzi tuttora inimmaginabili, sempre a causa del 'denaro' (o meglio, della sua 'mancanza').
  • seeeeeeeeee eee scrive:
    non è un caso
    se Woz è uscito da Apple
    • maxsix scrive:
      Re: non è un caso
      - Scritto da: seeeeeeeeee eee
      se Woz è uscito da AppleWoz ad oggi è ancora sul libro paga di Apple
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