Microsoft spinge la certificazione MCSA

L'azienda annuncia i primi risultati della nuova certificazione a due mesi dall'introduzione. Coinvolti i sistemisti sotto Windows 2000 Server


Roma – Si chiama Microsoft Certified System Administrator (MCSA) la nuova certificazione su cui Microsoft sta puntando sempre più e rivolta in particolare al personale delle aziende che si occupa della gestione delle reti e dei sistemi basati su Windows 2000 Server.

Secondo l’azienda di Redmond, il raggiungimento della MCSA rappresenta un tassello importante per le singole professionalità coinvolte. Annamaria Venezia, responsabile della Formazione in Microsoft Italia, ha dichiarato che “il consenso ottenuto presso i professionisti IT dalla certificazione MCSA, a soli due mesi dal rilascio, dimostra l’effettiva necessità da parte delle imprese di figure tecniche specializzate sulla tecnologia Microsoft Windows 2000 Server”.

Il percorso di certificazione MCSA non è focalizzato sul singolo prodotto ma su una serie di tecnologie collegate che, secondo Microsoft, producono “significativi benefici in termini di riqualificazione professionale”.

Per ottenere la certificazione occorre superare gli esami presso i Testing Center autorizzati Microsoft che si trovano in tutta Italia. Si tratta di tre esami su Windows più uno a scelta tra più prodotti Microsoft, come SQL Server 2000 Enterprise Edition o Microsoft Exchange 2000 Server.

I corsi autorizzati Microsoft vengono tenuti da strutture partner ( qui l’elenco). Il 28 marzo sul sito di Global Knowledge si terrà un seminario sulla certificazione MCSA. Altre info in materia sono disponibili sul sito Microsoft dedicato .

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  • Anonimo scrive:
    E in Italia?
    ... ah, gia', in Italia non abbiamo piu' geniacci da premiare.
    • Anonimo scrive:
      Re: E in Italia?
      - Scritto da: Americano
      ... ah, gia', in Italia non abbiamo piu'
      geniacci da premiare.No, se ne vanno tutti negli States.Però se vuoi ci sono altri concorsi a premi. Tipo Sanremo...
      :DSaluti
    • Anonimo scrive:
      Re: E in Italia?

      ... ah, gia', in Italia non abbiamo piu'
      geniacci da premiare.In Italia che tu sia un geniaccio o menoti pagano da impiegato e ti sfruttano inproporzione alle tue capacita'.Per questo i migliori, sempre che possano,vogliano e abbiano l'occasione, se ne vanno all'estero.E' triste ma e' cosi', soprattutto per quelle specializzazioni che richiedono l'appoggio di grandi capitali e di attrezzature che i singolo non si puo' permettere. (Leggi "nei casi in cui non ti puoi mettere in proprio").
      • Anonimo scrive:
        Re: E in Italia?

        E' triste ma e' cosi', soprattutto per
        quelle specializzazioni che richiedono
        l'appoggio di grandi capitali e di
        attrezzature che i singolo non si puo'
        permettere.E che triste vedere i liceali e universitari di oggi che manifestano contro l'ingresso dei capitali privati nelle università. Veramente penoso...Meglio così secondo loro, a fare la fame e ad avere laboratori da terzo mondo; però almeno così dicono di essere indipendenti dalle multinazionali. Peccato solo che poi li si veda in giro a bere la CocaCola...
        • Anonimo scrive:
          Re: E in Italia?

          E che triste vedere i liceali e universitari
          di oggi che manifestano contro l'ingresso
          dei capitali privati nelle università.
          Veramente penoso...
          Meglio così secondo loro, a fare la fame e
          ad avere laboratori da terzo mondo; però
          almeno così dicono di essere indipendenti
          dalle multinazionali. Peccato solo che poi
          li si veda in giro a bere la CocaCola...Non mi sembra che questo discorso sia pertinente all'argomento, quello e' un problema diverso infatti le multinazionali e le aziende in generale cacciano soldi solo se ci guadagnano per cui la formazione culturale universitaria si troverebbe piu' vincolata a soddisfare le loro esigenze. Se da un lato potrebbe rappresentare un ammodernamento dal punto di vista della maturazione professionale pre-lavorativa dall'altro ci si troverebbe a finanziare con i soldi delle tasse universitarie una formazione che l'azienda avrebbe dovuto comunque darti dopo l'assunzione e dunque in un periodo retribuito.L'esempio della coca cola non e' calzante pero' se cominciassero a spuntare materie tipo " Il mercato della Cocacola ed i suoi derivati" alla facolta' di Economia perche' si e' accettato un finanziamento allora lo sarebbe... :-PComunque si stava parlando di dare valore a chi dimostra capacita' e impegno, pregi che secondo me non vengono premiati molto qui in Italia. Quel concorso se non altro e' un gesto simbolico.Insomma, detta alla carlona, qui chi fa poco vivacchia e chi si sbatte e vale (professionalmente dico) 10 volte di piu' magari lavora e rende 10 volte di piu' ma guadagna il 20% in piu'. Insomma alla fine, per vivere bene, conviene quasi lavorare meno.Ciao
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