Microsoft, un 2010 positivo

Si chiude l'anno fiscale di Redmond, e si chiude bene nel settore consumer. Windows 7 è un best seller. Unico neo, la divisione online e quella dell'intrattenimento
Si chiude l'anno fiscale di Redmond, e si chiude bene nel settore consumer. Windows 7 è un best seller. Unico neo, la divisione online e quella dell'intrattenimento

In molti si attendevano un sorpasso: quello di Apple ai danni di Microsoft, almeno nel fatturato. Sorpasso che, un po’ a sorpresa , non c’è stato: a Redmond hanno tirato fuori dei numeri davvero niente male per l’ultimo trimestre del loro anno fiscale, chiudendo i conti del 2010 con un risultato positivo e in netta controtendenza rispetto a quanto era accaduto nel 2009. Merito soprattutto di Windows 7 e Office 2010, con le divisioni a cui fanno riferimento che staccano un ottimo più 43 per cento e più 15 per cento rispetto all’anno passato.

La Windows e Windows Live Division cresce in fatturato fino a 4,55 miliardi di dollari nel trimestre: le cifre finali, già anticipate al WPC, parlano di 175 milioni di licenze Seven vendute . Secondo Microsoft, la crescita del mercato dei PC è stata attorno al 22 per cento: la differenza in positivo per BigM sarebbe legata agli acquisti fatti dalle aziende che si preparerebbero alla transizione al nuovo sistema operativo, analisi per altro condivisa dagli analisti. Altrettanto positiva la performance della Business Division , quella di Office , che supera i 5,25 miliardi di fatturato grazie soprattutto a un più 51 per cento di vendite nel settore consumer .

Cresce anche il settore enterprise: Server e Tools procurano 4,01 miliardi di dollari alle casse dell’azienda di Steve Ballmer, con Windows Server e SQL Server sugli scudi. Quello che proprio non decolla è il settore intrattenimento : la Entertainment e Device Division vede crescere il fatturato del 27 per cento fino a quota 1,6 miliardi di dollari, ma il risultato operativo resta in rosso. Le perdite ammontano a 172 milioni, peggio persino dello scorso anno, nonostante siano state vendute 1,5 milioni di Xbox: la colpa, in questo caso, pare sia tutta di Kin , che sarebbe costato circa 250 milioni con la sua prematura uscita dal mercato .

Anche la Online Services Division non se la passa benissimo: 565 milioni di introiti sono un risultato migliore di circa il 10 per cento rispetto all’anno scorso, ma pur avendo visto crescere le entrate dell’advertising e le quote di mercato di Bing durante tutto l’anno fiscale, il Q4 si chiude con una perdita operativa di 696 milioni di dollari (dato purtroppo in crescita del 19 per cento).

Ricapitolando: Windows , Business , Service e Tools , Entertainment e Device , tutte queste divisioni fanno registrare un risultato operativo positivo. Tutte e quattro vedono crescere i margini rispetto al 2009, tutte e quattro (ad eccezione di Business , per ovvie ragioni congiunturali vista l’uscita del nuovo Office) hanno visto crescere il fatturato: stellare la prestazione di Windows, interessante quella di Entertainment che a fronte di meno Xbox vendute e di Kin cancellato va meglio dello scorso anno. Discorso a parte merita Online Services , che nell’intero anno fa registrare un bilancio negativo di 2,35 miliardi di dollari: le perdite superano il fatturato, va peggio che nel 2009 , ma Microsoft spiega che una grossa fetta di queste spese sono legate alla partnership stipulata con Yahoo!.

Nel complesso, Microsoft sembra aver fatto un ottimo lavoro soprattutto nella ristrutturazione avviata lo scorso anno, quando i suoi conti erano stati pesantemente influenzati dalla recessione economica mondiale. Tutte le divisioni sono riuscite a tagliare i costi di gestione in maniera considerevole , garantendo margini più consistenti. Essere riusciti inoltre a battere le previsioni degli analisti sia per quanto riguarda il fatturato, sia per quanto riguarda l’utile per azione, è una buona iniezione di fiducia per la gestione Ballmer, da lungo tempo sotto il fuoco incrociato degli analisti e degli osservatori per le scelte fin qui poco fortunate in materia di mobile.

Proprio da Windows Phone 7 , dopo la negativa esperienza di Kin, dipenderanno molte delle ambizioni di Microsoft in un settore d’importanza crescente come il computing in mobilità. La lunga tradizione di BigM nel campo dei tablet e dei cellulari ha subito dei duri colpi in questi anni, e non basterà una riduzione dei costi per tenere in piedi il business in questi settori a meno di successi significativi. Sebbene entro la fine dell’anno ci si attenda un’altro bel risultato economico dal rinnovo delle licenze cumulative di Office, l’idea di travasare gli introiti di una divisione vincente in una in difficoltà a lungo andare non soddisferà le aspettative degli addetti ai lavori e soprattutto degli investitori.

Per quanto riguarda Bing e il business del search e dell’advertising, fin qui si è rivelato un vero e proprio rebus: la strada intrapresa sembrerebbe quella giusta, e lo dimostrerebbe la crescita degli introiti fin qui registrata, ma l’investimento per lo sviluppo di questi servizi sta pesando davvero molto sui conti di Redmond .

Il sostanziale scarso entusiasmo per il titolo Microsoft registrato a Wall Street, nonostante i buoni risultati presentati, può essere letto proprio come un segno della perplessità degli analisti: sebbene Windows e Office si rivelino dei pilastri del business di BigM, sono visti come un mercato maturo e difficilmente foriero di crescite sensibili nel futuro. Da Ballmer e dai suoi ci si attende un passo in avanti deciso in settori che fino a oggi non hanno visto Microsoft primeggiare o brillare con la stessa luce a cui l’azienda ha abituato nel mondo dei PC: se questo sia davvero possibile, se queste aspettative si concretizzeranno in una svolta, è materia probabilmente più da indovini che da osservatori imparziali. Occorrerà soprattutto attendere l’uscita di Windows Phone 7 e Kinect , entro la fine del 2010, nonché la maturazione della fusione Microhoo! sul search, per tornare sull’argomento.

Luca Annunziata

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23 07 2010
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