Microsoft: XP Starter Edition funziona

Toni trionfali per gli analisti finanziari del colosso di Redmond: la diffusione del sistema operativo low-cost, pensato per i paesi in via di sviluppo come alternativa a Linux, vola. Oltre 100mila copie vendute
Toni trionfali per gli analisti finanziari del colosso di Redmond: la diffusione del sistema operativo low-cost, pensato per i paesi in via di sviluppo come alternativa a Linux, vola. Oltre 100mila copie vendute


Redmond (USA) – Will Poole, vicepresidente di Microsoft , non nasconde una impareggiabile carica d’ottimismo: Windows XP Starter Edition, la versione ridotta del noto sistema operativo, è sulla strada per conquistare le economie in via di sviluppo . “Siamo molto soddisfatti dell’andamento del nuovo prodotto”, ha dichiarato Poole durante il meeting annuale con gli analisti finanziari.

Le indicazioni ufficiali presentate da Poole parlano di oltre centomila unità vendute: un primo passo considerevole per un “nuovo” SO, ma ancora esiguo rispetto alla vastità dei mercati a cui viene proposto. Windows XP Starter Edition è già disponibile in Thailandia, Malaysia, Indonesia, Brasile, India e da poco anche in Messico – un bacino di utenti potenzialmente gigantesco, che va dall’America latina fino al popoloso sudest asiatico.

“Abbiamo molte opportunità davanti a noi”, dichiara Poole a proposito del futuro di Starter Edition, che alcuni additano come Windows dimezzato . Infatti Microsoft punta alla creazione di forti legami con governi ed istituzioni dei paesi in via di sviluppo – una tecnica collaudata in Indonesia , ma anche nel Regno Unito .

Le priorità di Microsoft sembrano essere tre: mantenere costi contenuti, trovare partner locali per diffondere l’informatica e combattere la pirateria. “Collaboriamo a stretto contatto con i governi e con altri soggetti”, conclude Poole: secondo quanto riportato da cnet , è possibile che l’azienda fondata da Bill Gates possa gettarsi al più presto in joint venture con ISP e produttori hardware locali.

Poole mira alla creazione di abbonamenti che forniscano PC e connettività a banda larga in un unico pacchetto mensile: una specie di “comodato d’uso” che renda accessibile sia l’hardware che il software – con prezzi attorno ai 10 dollari mensili. Basterà questa arma per sconfiggere Linux, il competitore più diffuso e popolare tra le genti -e tra le amministrazioni- meno ricche del pianeta?

Tommaso Lombardi

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02 08 2005
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