Milano capitale della pirateria informatica

Milano capitale della pirateria informatica

Questo emerge dall'indagine condotta da Microsoft, secondo cui il 35 per cento dei rivenditori controllati ha venduto software in modo illegale. Ma la percentuale sale in altri comuni lombardi
Questo emerge dall'indagine condotta da Microsoft, secondo cui il 35 per cento dei rivenditori controllati ha venduto software in modo illegale. Ma la percentuale sale in altri comuni lombardi


Milano – Nel capoluogo lombardo si spaccia software illegale in grande quantità. Questo è quanto emerge dai risultati dell’ultima indagine Microsoft sul fenomeno della pirateria, un’indagine che questa volta ha preso di mira Milano e altri comuni della regione.

Secondo Microsoft, che ha sguinzagliato nei negozi di Milano, Como, Bergamo, Lecco e altre città i suoi agenti, denominati “Mistery Shopper”, il 35 per cento dei rivenditori campionati ha effettuato vendite illegali. Una percentuale che a Como sale al 37 per cento e balza al 47 per cento a Bergamo.

A Milano, i Mystery Shopper – che si muovono a seguito delle segnalazioni degli acquirenti verificando la correttezza delle pratiche commerciali dei rivenditori di prodotti informatici – hanno rilevato che, su 81 punti vendita, 28 hanno offerto ai propri clienti software illegale.

A Bergamo, gli agenti Microsoft, che già in passato hanno fatto parlare di sé , hanno rilevato che 9 punti vendita su 19 praticano il cosiddetto “hard disk loading”, ovvero sui PC destinati alla vendita viene preinstallato software pirata che viene poi spacciato sotto forma di “sconto” sul prezzo complessivo del computer.

“È preoccupante scoprire un tasso così elevato di comportamenti illegali tra i rivenditori di Milano e di altre città della Lombardia – ha dichiarato Norberto Didier, direttore antipirateria di Microsoft Italia – Come sosteniamo da anni, violare la normativa a tutela del copyright danneggia mercato, utenza e fisco. E se in altre aree geografiche i comportamenti illegali riscontrati si possono inquadrare in un clima diffuso, in cui il valore del software originale non viene ancora adeguatamente compreso, ci sorprende negativamente scoprire che il fenomeno abbia dimensioni ancora così elevate nell’area in cui il settore informatico è più presente e sviluppato”.

Come già hanno fatto in altre occasioni , anche in Lombardia i Mystery Shopper si sono recati presso i negozi di informatica e, simulando l’acquisto di un prodotto Microsoft, hanno osservato le proposte commerciali del rivenditore. Segnalando poi alle autorità i casi in cui l’offerta non fosse legale.

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11 12 2002
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