Mining, i margini si assottigliano: alti costi e meno introiti

Mining, i margini si assottigliano: alti costi e meno introiti

Il mining sta vivendo un momento di difficoltà e margini ridotti per vari motivi, il che porta i miner a posizioni più caute e a dismissioni.
Il mining sta vivendo un momento di difficoltà e margini ridotti per vari motivi, il che porta i miner a posizioni più caute e a dismissioni.

Chi investe oggi in criptovaluteColoro i quali hanno costruito una vera e propria attività (spesso estremamente proficua) sul mining di criptovalute, in questo momento stanno subendo le conseguenze della tempesta perfetta che si è abbattuta sulle loro attività. Chi pensava di aver trovato la gallina dalle uova d’oro si ritrova ora invece con un ammasso di tecnologie da liquidare, con valute dal valore in caduta libera e con la necessità di trovare la miglior exit way dopo investimenti spesso di altissimo tenore.

Secondo una disamina firmata da Reuters, il primo segnale del crypto-meltdown arriva dai numeri che indicano l’abbandono da parte dei miner della tradizionale posizione HODL (conservazione e attesa): le valute guadagnate con la propria attività venivano in precedenza tendenzialmente conservate, nella convinzione per cui il valore sarebbe cresciuto ulteriormente e si sarebbero potuti moltiplicare ulteriormente i proventi.

HODL o non HODL, questo è il problema

Al netto di quanto successo con Terra Luna, le cui ripercussioni si sono semplicemente aggiunte ad un contesto già probabilmente fragile, quel che più pesa in questa vicenda sono i costi dell’elettricità a pesare: l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia hanno portato l’attività del mining a soffrire in modo particolare e la caduta del valore delle criptovalute non ha fatto altro che esacerbare le difficoltà delle mining-farm. C’è chi ha messo in vendita le proprie schede grafiche, c’è chi ha abbandonato il campo e c’è soprattutto chi ha iniziato a liquidare le proprie criptovalute in fretta alimentando ulteriormente la caduta di valore.

Oggi il Bitcoin si è arrestato attorno a quota 20 mila dollari, ma le ambizioni (e molte previsioni) lo davano a ben altri livelli. La caduta è terminata? A prescindere dalla direzione che potrà intraprendere, quel che più si nota è come il contesto sia mutato: se chi “HODL” non “HODL” più, e se dunque la fiducia vien meno attorno al comparto (almeno per quanto riguarda il breve periodo), allora ecco che vengono meno le basi sulle quali si sarebbe potuto costruire un rimbalzo.

Chi investe oggi in criptovalute lo fa per fiducia, credo, convinzione e auspicio di inanellare quello che sarebbe l’ennesimo “squeeze” della storia recente. Sono in molti, però, a vedere il ciclo attuale come un momento di rottura, una inversione di tendenza che difficilmente riporterà le criptovalute dov’erano fino a pochi mesi or sono. Nel mezzo ci sono una pandemia e una guerra, economie traballanti e forti ripercussioni sulle politiche (e sui costi) dell’energia: impossibile pensare che il mondo sia lo stesso di quello che ha visto il Bitcoin volare ai suoi massimi.

C’è dunque spazio per nuovi wallet e nuovi miner? Non oggi, non ora.

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Fonte: Reuters
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Pubblicato il 28 giu 2022
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