Motorola taglia. Anche in Italia

Alla posizione in ribasso sul mercato della telefonia mobile si accompagnano i tagli dovuti alla ristrutturazione dell'azienda. In Italia coinvolgeranno 400 persone

Roma – In questo periodo di crisi anche chi opera nel mondo della telefonia mobile accusa colpi inevitabili. Tra i grandi nomi di questo business si evidenzia quello di Motorola , in difficoltà come e più di altri produttori, che a livello ha varato a livello globale un piano che prevede un ridimensionamento della forza lavoro. Ridimensionamento significa tagli: 3mila posti di lavoro in tutto il mondo. Di cui 400 in Italia.

La ristrutturazione annunciata dall’azienda ha come obiettivo dichiarato una semplificazione dei prodotti e una riduzione dei costi. Il piano che coinvolgerà le business unit del Belpaese è stato comunicato ieri ad organizzazioni sindacali e lavoratori: si tradurrà nella dismissione delle attività del Centro Ricerche di Torino, che conta oggi 370 dipendenti, e in una riduzione delle figure presenti nella sede di Milano, il cui numero scenderà di trenta unità. L’iter che verrà seguito dall’azienda comporta una procedura che durerà due mesi e mezzo.

La situazione del mercato non è affatto rosea, l’azienda da tempo perde posizioni e i dati che inquadrano il periodo luglio-settembre 2008 parlano chiaro: Motorola nel trimestre ha dichiarato di aver venduto 25,4 milioni di cellulari (lo scorso anno ne aveva dichiarati 37,2 milioni). In crescita invece Nokia, con 117,8 milioni di unità vendute (nel 2007 erano 111,7 milioni), Samsung (51,8 milioni, in crescita ruspetto ai 42,6 milioni del periodo estivo dello scorso anno).

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  • MeX scrive:
    divertente...
    leggere questi commenti e poi l'articolo che sostiene che i micropagamenti sono ostacolati dai costi di gestione e transazione di danaro... non é che gli utenti mi sembrino davvero cosí ben disposti ai micro pagamenti (utenti italiani ovviamente)
  • Dedrisproject scrive:
    Migliaia di euro sprecati
    incredibile dopo tanti anni che si usano i cellulari come sistemi di micropagamenti COMODISSIMI sia potuto accadere una cosa del generefossi io al responsabile tecnico starei già in rotta per l'altra parte del mondo
  • Enjoy with Us scrive:
    Benissimo così !
    E' ora di piantarla di utilizzare i telefoni per i cosiddetti servizi a valore aggiunto!Il telefono non è stato studiato per essere un sistema di pagamento e quindi non ha la sicurezza dei sistemi invece pensati esplicitamente per i versamenti!Dispiace che possa esserne colpita anche la beneficienza, ma se uno vuole donare esistono molti altri modi per farlo e che tra l'altro lasciano una traccia (esempio carte di credito, bonifici bollettini postali ecc...) utile per evidenziare eventuali truffe e per poterli scalare dalle tasse! Cosa non possibile con i pagamenti via SMS!Tra l'altro non si sa mai bene quanto dell'Euro versato arrivi a destinazione, una quota la trattengono spesso le Telco, poi c'è l'Iva poi chissà cos'altro....
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