Arriva la versione Premium di Firefox a pagamento

Entro l'anno la versione Premium del browser Firefox, proposto da Mozilla a pagamento: la notizia dal CEO della software house, Chris Beard.

Forse al fine di trovare un modello di business maggiormente sostenibile e diversificato rispetto a quello attuale, Mozilla offrirà agli utenti una versione Premium di Firefox. A renderlo noto il CEO Chris Beard, nel corso di un’intervista rilasciata nel fine settimana al portale tedesco T3N.

Firefox Premium, a pagamento

Offrirà ovviamente caratteristiche e funzionalità extra rispetto all’edizione del browser già accessibile da tutti senza mettere mano al portafogli (che rimarrà comunque disponibile). Tra queste troveranno posto una VPN e spazio per lo storage di documenti o contenuti su server cloud, il tutto con un’attenzione particolare alla privacy e alla sicurezza dei dati, aspetti di fondamentale importanza per Mozilla e valori aggiunti sui quali la software house punta per guadagnare la fiducia degli utenti, andando così da arrivare a colmare almeno in parte il gap che separa Firefox dall’attuale leader del mercato, il concorrente Chrome di Google. Queste le parole di Beard, che sottolinea come la release free continuerà ad essere distribuita e supportata.

Vogliamo rendere chiaro che non abbiamo in programma di chiedere un pagamento per ciò che ora è gratuito. Proporremo un servizio in abbonamento e un livello Premium. La prospettiva è quella di introdurre il primo già quest’anno, nel corso dell’autunno. Speriamo in ottobre.

Ricordiamo che già lo scorso anno Mozilla ha siglato una partnership con ProtoVPN offrendo agli utenti Firefox la possibilità di accedere a una VPN integrata in modo nativo nel browser, facendo fronte a una spesa mensile di 9,99 dollari. Il servizio verrà più avanti erogato con tutta probabilità in modo gratuito, ma con alcuni paletti: per rimuovere qualsiasi limite, anche in termini di banda, sarà richiesta la sottoscrizione.

Al momento non è dato a sapere quale sarà il prezzo dell’abbonamento chiesto dalla software house. Si tratterà di un fattore di fondamentale importanza per decretare il successo (o il fallimento) dell’iniziativa.

Considerando come anche gli utenti meno smaliziati comincino finalmente ad acquisire consapevolezza delle conseguenze legate a un tracking smodato della loro attività online, è possibile ipotizzare che sempre più persone in un futuro non troppo lontano inizino a cercare una soluzione affidabile ed efficace per contrastare il problema, anche mettendo mano al portafogli e investendo sulla tutela della propria privacy.

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Fonte: The Next Web
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