Mozilla ha un piano per la net neutrality

La Foundation invita FCC a valutare un suo uovo di Colombo. Separare il mercato consumer da quello tra fornitori di servizi e provider. Sanando l'attuale rompicapo che sta mettendo alcune aziende in difficoltà
La Foundation invita FCC a valutare un suo uovo di Colombo. Separare il mercato consumer da quello tra fornitori di servizi e provider. Sanando l'attuale rompicapo che sta mettendo alcune aziende in difficoltà

Mozilla è intervenuta nel dibattito statunitense sulla net neutrality , invocando ufficialmente regole chiare a tutela della parità dei dati da parte dei fornitori di servizi. Lo sviluppatore di Firefox ha chiesto alla Federal Communications Commission (FCC) di modernizzare la sua comprensione di Internet e del mercato dei servizi di fornitura nel settore, e di proibire qualsiasi forma di discriminazione del traffico online.

L’intervento di Chris Riley di Mozilla parte dalla preoccupazione generata dalla decisione di gennaio della Corte d’Appello statunitense, che ha messo in discussione la decisione con la quale FCC aveva condannato i blocchi e le discriminazioni di traffico adottate da alcuni Internet Service Provider ai danni di alcuni operatori web, sviluppatori di app e fornitori di servizi cloud .

Così, in particolare, Mozilla chiede che il mercato delle connessioni sia suddiviso in rapporto ISP/utenti e ISP/altri fornitori di servizi, e di considerare quest’ultima relazione come un servizio di telecomunicazione regolamentato dal Titolo II del Communications Act . In quanto tale, soggetto ai principi della neutralità delle diverse forme di comunicazione.

In questo modo si supererebbero gli ostacoli posti dall’ultima decisione della Corte di Appello che non faceva rientrare la fornitura degli ISP in questa normativa e si interverrebbe velocemente sulla questione – letteralmente – congestionata: se la proposta avanzata da FCC di riforma ha incontrato già diverse critiche e accuse di essere anti-neutralità (tanto da costringere il direttore della Commissione ad intervenire direttamente chiedendo un dialogo alle parti), l’attualità su cui bisogna intervenire sembra essere quella dell’emergenza.

Da ultima Level 3 ha chiesto a FCC di proteggerli “dalle arbitrarie tariffe di accesso” richieste da cinque ISP statunitensi per accettare nuovo traffico Internet: in seguito a tale forma di ricatto, lo stato attuale è quello della “congestione permanente delle connessioni” fin quando gli ISP non acceeteranno di rivedere la quota di banda assegnata a Level 3.

Claudio Tamburrino

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