La NASA ha consegnato il NavCube3-mini a Intuitive Machines per l’integrazione del satellite Altus-1. Si tratta di un piccolo ricevitore che permetterà di testare i servizi di comunicazione e navigazione satellitare terrestri a distanze lunari. L’obiettivo è dimostrare che i segnali GPS e Galileo possono essere utilizzati durante le future missioni Artemis e per la base lunare.
Come funziona il NavCube3-mini
Il NavCube3-mini (NC3m), sviluppato dal Goddard Space Flight Center della NASA, ha una dimensione pari a circa il 50% di una scatola di scarpe e pesa circa 1,6 Kg. Richiede circa 20 Watt di potenza (più o meno come un notebook). Può utilizzare i sistemi GPS e Galileo, consentendo di determinare la posizione di un veicolo spaziale oltre l’orbita terrestre.
Il piccolo ricevitore volerà a bordo del satellite Altus-1 di Intuitive Machines, il primo di una rete di satelliti relay lunari che forniranno supporto di comunicazione e navigazione durante le missioni che opereranno sulla Luna, inclusa Artemis IV. Gli astronauti atterreranno al polo sud della Luna nel 2028, una regione dove le comunicazioni dirette con la Terra possono risultare problematiche. La rete di relay permetterà di raggiungere l’obiettivo della NASA, ovvero una presenza umana stabile sulla superficie lunare.
L’uso di una tecnologia GNSS (Global Navigation Satellite System) offre diversi vantaggi, tra cui navigazione autonoma in tempo reale, supporto per servizi PNT (Positioning, Navigation e Timing) e bassi costi operativi.
Il NavCube3-mini rappresenta un altro passo verso la realizzazione di un’infrastruttura di comunicazione e navigazione per l’esplorazione lunare a lungo termine, come previsto dal programma SCaN (Space Communications and Navigation).