NDS: sì, quel cracker lavorava per noi

Quei ragazzi sono in gamba, meglio tenerli sotto controllo. Per la serie: se non puoi batterli fatteli amici. Oppure pagali. Ma a quale prezzo?

Roma – Avevano violato il sistema di cifratura video della concorrenza, e per questo erano finiti sul libro paga di NDS Group , azienda madre del celebre protocollo di cifratura adottato da tutti i canali a pagamento di News Corp (l’azienda di Rupert Murdoch). Ad affermarlo è nientepopodimenoché il CEO della stessa azienda, Abraham Peled, in una testimonianza resa in tribunale nell’ambito di una inchiesta su una presunta storia di spionaggio industriale .

Il dirigente, membro anche del consiglio di amministrazione del gigante News Corp, precisa: “Per quanto ne sappiamo sono dei bravi ragazzi, che hanno smesso di fare certe cose”. Secondo le dichiarazioni da lui rese , infatti, la sua azienda – che cura il sistema di cifratura del segnale delle pay TV del gruppo controllato da Rupert Murdoch – era al corrente che tale Christopher Tarnovsky si era in passato reso responsabile della diffusione su Internet di informazioni riguardanti la codifica adottata dal concorrente DISH Network, ma di aver ricevuto rassicurazioni che “stava passando dalla parte dei buoni e intendeva combattere la pirateria invece di sostenerla”.

In ogni caso, dice Peled, NDS aveva chiarito a Tarnovsky che non avrebbe più dovuto tentare di violare i sistemi altrui . Ma, a quanto pare, il manager aveva calcolato male i rischi nel tirare a bordo un cracker: la concorrente DISH Network ora accusa la sua azienda di aver tenuto al soldo l’esperto al solo scopo di violare la sua piattaforma di protezione dei contenuti video, causando danni per 900 milioni di dollari tra mancati introiti e costi di ripristino della rete.

Tra le altre accuse, c’è quella di aver impedito una corretta competizione nell’ambito della gara d’appalto per la fornitura della protezione a DirecTV. Secondo DISH, la vulnerabilità del suo protocollo avrebbe causato un danno di immagine all’azienda impoverendone la competitività. In seguito, News Corp avrebbe acquisito una importante partecipazione azionaria in DirecTV, che aveva già finito comunque per scegliere NDS come fornitore del protocollo cifratura per il suo segnale.

Per Charles Ergan, CEO di EchoStar (l’azienda che controlla DISH,) non si tratterebbe comunque di una mera questione economica: per Ergan l’intera vicenda non sarebbe altro che una vendetta , ordita da Murdoch ai suoi danni in seguito ad un accordo di fusione tra le due aziende andato a monte. Murdoch, dal canto suo, si è finora rifiutato di presentarsi in tribunale per deporre sulla questione: una possibilità peraltro fortemente caldeggiata dal giudice della corte federale di Los Angeles che presiede il processo, David Carter, che ha anzi consigliato al magnate australiano di farsi vivo in aula per fugare ogni dubbio su quanto di vero ci sia in queste accuse.

Solo nel 2000, Tarnovsky avrebbe ricevuto uno stipendio da 128mila dollari , pagatogli da un’altra società del gruppo News Corp: la celebre casa editrice Harper Collins. Ad insospettire è un bonus da 5mila dollari ricevuto a fine anno, secondo Peled “per l’ottimo contributo tecnico fornito”. Ma dalle informazioni passate da DISH alla corte risulta che il bonus era stato pagato lo stesso giorno in cui Tarnovsky aveva messo online le informazioni per violare il loro sistema, circostanza definita dunque sospetta.

Peled ha comunque ammesso di essere stato al corrente già nel 2001 delle presunte attività illegali di Tarnovsky. Il giovane sarebbe rimasto sul libro paga dell’azienda per altri sei anni, prima di essere licenziato nel 2007 alla vigilia della sua deposizione in tribunale. La sentenza è attesa entro la fine della settimana, ma le prime indiscrezioni parlano di un possibile verdetto a sfavore di News Corp , che controlla NDS Group.

Luca Annunziata

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  • antonio scrive:
    Se non cancellano niente....
    ... forse ce la possono fare.TorrentSpy ha perso anche perché ha cancellato i dati.
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