NebuAd adesso è in tribunale

All'azienda rea di behavioral advertising ora tocca una minaccia di class action. Negli USA potrebbe segnare la fine del Deep Packet Inspection, che invece in UK sopravvive

Roma – Almeno non ci è finita da sola. NebuAd, l’azienda californiana che – secondo quanto sostenuto da alcuni clienti scontenti – spiava senza autorizzazione le abitudini e i gusti dei netizen, sarebbe responsabile assieme agli ISP di una serie di reati che vanno dalla appropriazione indebita alla violazione della privacy. Abbastanza, in ogni caso, per farle chiudere per sempre i battenti o quantomeno mettere una pietra tombale sulla discussa pratica del behavioral advertising . Almeno negli USA, visto che in UK le cose vanno benone per Phorm .

Sono quindici i cittadini statunitensi che hanno presentato istanza di class action in un tribunale californiano, accusando NebuAd e alcuni suoi partner di media grandezza (tra cui spicca Cable One , ISP di proprietà del Washington Post ) di aver violato gli accordi firmati all’atto della stipula del contratto di fornitura della connessione. Il DPI ( deep packet inspection ) non rientrerebbe nel novero delle attività concesse al provider sul traffico in uscita e in entrata dai computer dei suoi clienti, e dunque l’intero concetto di sostituire la pubblicità generica con una perfettamente calibrata sui siti visitati dal navigatore sarebbe illegale.

Violazione della legge sulle frodi informatiche, violazione della legge sulla privacy, violazione dell’omologa norma californiana in materia di riservatezza e di crimini informatici: questi i reati ipotizzati a carico di NebuAd, assieme all’accusa di associazione a delinquere e – come detto – appropriazione indebita. Si tratta tuttavia per il momento, come ovvio, di semplici accuse , sulle quali dovrà pronunciarsi un giudice, anche per dichiararne l’eventuale ammissibilità.

Secondo gli attori, la condotta di NebuAd e dei suoi partner contravverrebbe ai compiti tradizionali di un provider: a quest’ultimo è senz’altro concesso di tenere d’occhio il flusso dei dati in transito da e per i propri clienti, ma solo per salvaguardarli rispetto alla posta spazzatura, ai virus e agli abusi . In nessun caso il DPI può configurarsi, secondo l’accusa, in uno dei servizi abituali di un ISP: che, anzi, scegliendo di adottare questa tecnologia punta direttamente ad acquisire dati di cui non dovrebbe entrare in possesso.

Sotto accusa sia il meccanismo di opt-out , vale a dire di silenzio assenso, rispetto al programma di behavioral advertising (sperimentale e conclusosi ormai da mesi), sia il processo di anonimizzazione dei dati, ritenuto insufficiente a garantire reale privacy ai navigatori. Secondo quanto sostenuto nel documento presentato, la legge dovrebbe prescrivere l’adesione volontaria al programma, e dunque l’ opt-in , e la necessità di indirizzare pubblicità specifiche rispetto alla cronologia del singolo utente renderebbe di fatto vana qualsiasi pretesa di anonimato finendo per sconfinare piuttosto nella più comune profilazione .

A NebuAd, e alle altre aziende coinvolte, spetterà ora naturalmente la prossima mossa: difficile prospettare quale sarà la strategia difensiva, se faranno quadrato o tenteranno dei distinguo. Di certo questa notizia potrebbe segnare la fine definitiva dei propositi di advertising mirato di NebuAd, che già da qualche mese aveva comunque preannunciato un cambio di direzione nello sviluppo della propria offerta, perdendosi anche per strada un CEO e alcuni dipendenti.

Luca Annunziata

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  • Jean Valjean scrive:
    io conosco una persona...
    io conosco una persona, una giovane donna, una ragazza semplice e in gambacanta bene, ha una bella vocedopo aver fatto un po' di serate nei locali, ha messo da parte qualche soldo, diciamo qualche migliaio di eurocon questi soldi è andata in una sala di registrazione, e si è realizzato il suo primo disco (mille copie), tutto compreso, dall'accompagnamento alla registrazione alla stampapoi ha venduto i suoi dischipuntostoria analoga, ho comprato dischi da musicanti di strada (adesso questi dischi non li ho più, ma questa è un storia diversa)ci vivono comunque, non peggio di tanti altri, e vedo qualcosa di sereno in tutto questo, certo con le mille difficoltà personali che ognuno di noi haquindi tutta questa storia, oggi, sinceramente, io lo trovo fuori luogo
  • H5N1 scrive:
    Da domani...
    ...le attività non previste dal mio contratto lavorativo verranno fatturate a parte per 6.423,48 giornalieri extracontrattuali.
  • Ricky scrive:
    WOW, e' un illuminato questo...
    Bravo...adesso pero' spiegami perche' tutte le class action.Forse perche' al gente si e' stufata di farsi mungere?Forse perche' i prezzi sono allineati senza un contratto scritto ma solo verbale?Stiamo alti cosi' mangiamo tutti!?E bene?!Ma che ficata...Non comperate piu'...fateli morire di fame, magari cosi' otterrete qualche cosa.
  • XYZ scrive:
    Mi pare ovvio!
    Esattamente, il cartello non esiste, ma non è detto che non esista un accordo tacito!In un mercato dove non ci sono fette da spartire, ma solo da aggiungere, dove le entrate (pirateria a parte) sono sempre piu o meno le stesse rispetto alle uscite (e cioè enormi), dove il mercato è formato da centinaia di migliaia di etichette, che aprono e chiudono a causa dell'oppressiva presenza di mercato delle major..Ditemi, che bisogno c'è di definire degli accordi espliciti (o cartelli), dove, in un mercato altamente oligarchizzato, tutto (o quasi) è già previsto e pianificato?Che bisogno ho, immedesimandomi nel punto di vista di una major, di dire a un altra major di comportarsi in una determinata maniera, quando so perfettamente come essa si muoverà, e anch io non avrò problemi nel comportarmi di conseguenza?E poi scusate, L'esercito di avvocati che fà capo a RIAA o MPAA non sono forse gia di per sè un "Braccio Armato" di un Cartello Inesistente?Per non parlare della Musica Digitalizzata di per se, che ora come ora ha come standard quella gran cazzata dell' MP3.. e tutte quelle cagate di mediaplayer... Ne facessero uno che legge i flac o gli ape almeno.... allora si che cominceremmo a ragionare, tutto VynilRip, s'intende! Alle Major non verso un soldo, solo label indipendenti, che tra l'altro, sono le uniche che meritano.
    • gohan scrive:
      Re: Mi pare ovvio!
      si chiama Teoria dei Giochi -
      http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochiCerte mosse sul mercato si fanno anche senza accordi tra i concorrenti perchè ci si aspetta che anche loro alla fine faranno lo stesso prezzo.In aggiunta sono solo in 4 grosse case discografiche, non ci mettono molto a farsi una telefonata senza bisogno di mettere le cose per iscritto.
  • vday scrive:
    Assioma!
    L'uomo si fa comprare e i giudici sono uomini......(newbie)
    • 5Lire scrive:
      Re: Assioma!
      il tuo ragionamento si chiama SILLOGISMO e non ASSIOMA :Dhttp://it.wikipedia.org/wiki/SillogismoL'assioma in sè non è un ragionamento concatenato che tu hai evidenziato ma una verità assoluta come ad esempio A=A oppure 2+1=3.cmq concordo a pieno il tuo ragionamento...le lobby/major della musica tutto possono..- Scritto da: vday
      L'uomo si fa comprare e i giudici sono
      uomini......
      (newbie)
  • Jean Valjean scrive:
    il pane fatto in casa
    una notizia che magari non farà molto discutere, ma ha un senso: viene detto che se un cd costa 25 euro, non è colpa di chi lo vende, ma di chi lo compraio la musica su internet la compro, compro quello che posso e quello che voglio, se il prezzo mi sembra adatto a meper chi è troppo occupato, si chiama legge della domanda e dell'offerta, ma non è questo il punto, il punto è che io non mi faccio trattare come una merdaio mi faccio il pane in casa, in pratica lo masterizzo e poi lo condivido con i miei amici quando mi vengono a trovare, e compro anche il pane dal panettiere, che mi costa circa 3 volte tanto, però ogni tanto lo comprosapete che cosa farei se il mio panettiere mi minacciasse tutto incazzato di denunciarmi perché non compro tutto il pane da lui? non lo comprerei più del tutto, perché anche se il suo pane mi fa comodo, siccome non mi faccio trattare come una merda da un infame, rinuncio a quello che mi fa comodo per conservare un po' della mia spina dorsaleora, il punto è che questa gente che ci vende la roba ci scrive anche "guarda che se la prossima volta questa roba non la compri da me o se anche ti fai venire in mente di usarla in modo diverso da come dico io, io ti denuncio e ti rovino", e ci trattano sempre a muso duro, e "noi" (virgolette d'obbligo) sempre giù a farci mettere la supposta al ricino"noi" evidentemente non abbiamo dignità, perché evidentemente ci facciamo mettere le mani addosso dal nostro panettiere invece di mandarlo a casa suama evidentemente è il vostro ennesimo giorno da beoni, e non sapete che potete votare, solo e sempre, con il portafoglioma se pensate che quel pane vi serva davvero, allora buon giorno e avanti il prossimo
    • MeX scrive:
      Re: il pane fatto in casa
      beh, la musica non é come il pane, nel senso che non ci sono i diritti sulla ricetta del pane.Ma se sotto casa hai un pizzaiolo che fa una pizza ottima con ricetta segreta, e tu gli rubi la ricetta e ti fai la pizza a casa con i tuoi amici... beh il pizzaiolo si incazzerá molto con te perché gli hai rubato la ricetta e gli hai sottratto potenziali clienti
      • Jean Valjean scrive:
        Re: il pane fatto in casa
        ci sono "i diritti" dove è socialmente accettabile metterlima questa accettabilità oggi si sta espandendo, certo non si arriverà al pane o al tortellino, ma molto di quello che ci apparteneva oggi non ci appartiene piùquesto non vuol dire che in futuro, quando ci sveglieremo tutti da questa narcosi collettiva, le cose non possano cambiare
    • XYZ scrive:
      Re: il pane fatto in casa
      - Scritto da: Jean Valjean
      sapete che cosa farei se il mio panettiere mi
      minacciasse tutto incazzato di denunciarmi perché
      non compro tutto il pane da lui? non lo comprerei
      più del tutto, perché anche se il suo pane mi fa
      comodo, siccome non mi faccio trattare come una
      merda da un infame, rinuncio a quello che mi fa
      comodo per conservare un po' della mia spina
      dorsale"rinuncio a quello che mi fà comodo" ????Ma dico siamo impazziti?Questa "gang" scatenata di panettieri giganti che tra l'altro non fanno altro che saturare ogni canale di distribuzione che hanno con prodotti di bassa qualità e di facile rinnovamento (per massimizzare i profitti), non devono causare il tuo allontanamento dalla tua voglia di cultura, NON NE HANNO IL DIRITTO.Quello che penso, è che dovresti iniziare a comprare il pane solo da chi in realtà davvero merita, parlo del mondo Indie naturalmente, e soprattutto, e questo lo consiglio a tutti, iniziare a comprare nel mondo dell'usato, soprattutto vinili. La Buona Musica và difesa, come chi ha interesse in essa, il problema come al solito sono quelli che di essa ne vogliono fare un interesse... Loro si che vanno combattuti!E La Pirateria, Volente o Nolente, è l'unico mezzo "concreto" per farlo... Si, Insomma, Non venite a dirmi che boicottando cd-vuoti, dvd-vuoti, e negandoci cio che dovrebbe essere nostro di diritto(a nostro scapito quindi), riusciremmo veramente a cambiare qualcosa... IMHO, non basterebbe.A mio avviso è necessario muoversi su più fronti:1.Boicottare Cd Originali che escono su label Major, e sopperire alla mancanza con la Pirateria.2.Comprare sempre solo Musica che esce su etichette "Indie", in maniera da favorire il mercato della "VERA" musica, e spingendola così verso la grande distribuzione..3.Comprare se possibile, su supporto Vinile, che oggi come oggi sta vivendo un periodo di grave crisi a causa del "Digital Download".Pur rimanendo il mezzo più "pulito" e "fedele" per ascoltare musica, e soprattutto l'UNICO per fruire di determinati contenuti...4.Comprare Usato, per mantenere il piu possibile nel mercato molte cose che altrimenti con il tempo andrebbero perse... E che causerebbero, o meglio, hanno gia causato (poiche parliamo di un fenomeno in atto) una regressione della "Conoscenza Musicale Ad Personam" (come mi piace definirla.. O meglio, piu passa il tempo piu la gente ci capisce meno di musica..)5.La Musica, soprattutto quella consumistica degli anni '70-'80 e '90 rimane un grande mezzo per capire e conoscere fenomeni sociali e culturali che oggi sono profondamente radicati nella nostra società, e spesso, riconoscerli in essa è molto difficile, talmente difficile, che alcuni "furboni" li sfruttano per cavalcare determinati concetti a proprio "pro"... La Musica aiuta anche nel metterla in in cu** a questi signorotti! ;)
      • Jean Valjean scrive:
        Re: il pane fatto in casa
        ciao, ti ringrazio davvero della risposta, che merita attenzioneposso chiederti quanti anni hai? o avete, perché in certi punti mi sembri profondo, e hai delle intuizioni notevoli, in altri non mi sembri tuti rispondo non perché io creda che questo sia di per sé un tema fondamentale, ma perché mi da l'occasione di parlare d'altro, di come il nostro cervello abbia ormai fatto corto circuito (parlo per voi, comunque, ma riconosco che finché c'è vita c'è speranza)preciso subito che io sto davvero parlando di pane, cioè non era una metafora, solo un paragone, nel senso che qualcuno mi attaccasse perché mi procuro qualcosa legalmente ma in modo scomodo per qualche rendita di posizione, bene, saprei come comportarmie in effetti il pane per me non lo compro più, o me lo faccio o resto senza, ci sono le patatetalvolta lo compro come segno di cortesia verso chi preferisce qualcosa di più saporito perché pieno di strutto, di olio di sansa eccetera (naturalmente io uso solo l'olio di oliva extravergine, e vi assicuro che il pane acquistato oggi mi sembra un veleno)per quanto riguarda la musica, una volta era importante nelle mia vita, oggi le mie priorità sono cambiate, e siccome tutti i giorni lotto per tollerare questi continui messaggi di sofferenza che provengono da qualunque luogo dove vi sia la minima possibilità di esprimersi, considero con più distacco questi argomentipenso che l'arte e il sollievo che all'animo umano può dare la musica possano essere importanti, ma come altre cose questo è diventato un lusso, per me e per molti altriqualcuno ha detto "solo i poveri possono capire il senso della vita, i ricchi al massimo possono intuirlo", e in questo senso sono grato alla vita per le difficoltà cui mi ha messo innanzi, perché ho scoperto cos'è la vera forza, e il vero coraggio, certo li ho trovati fuori di me, in una persona, ma posso ancora impararepasso quindi a rispondere
        "rinuncio a quello che mi fà comodo" ????sì, vote with your wallet
        Ma dico siamo impazziti?no
        Questa "gang" scatenata di panettieri giganti... non devono causare il
        tuo allontanamento dalla tua voglia di cultura,
        NON NE HANNO IL
        DIRITTO.non è vero, hanno il diritto di fare quello che stanno facendo, potremmo discutere se noi abbiamo diritti simmetrici, ma non possiamo negare questo, altrimenti escludiamo noi stessi
        Quello che penso, è che dovresti iniziare a
        comprare il pane solo da chi in realtà davvero
        merita, parlo del mondo Indie naturalmente, e... nel mondo dell'usato,
        soprattutto vinilinon sono un ragazzo, e ho appena tempo di pensare alle persone care, quindi mi accontento di quello che trovo su legalmente e pagato con postepay su internetil mio livello di spesa comunque non supera qualche decina di euro all'anno (però mi costringe a rinunciare a qualcos'altro)però il tuo consiglio è affascinante, da ragazzo compravo l'usato, tanto, ma è una storia lunga e dolorosa
        La Buona Musica và difesa, come chi ha interesse
        in essa, il problema come al solito sono quelli
        che di essa ne vogliono fare un interesse...non c'è mai un solo problema, e comunque l'interesse è legittimonessuno però ha mai avuto il coraggio di minacciarmi di persona per prendermi dei soldi dal portafogli, lo fanno magari prima di conoscermi, questo sìquindi, io non so voi, ma se spreco i soldi do la colpa solo a me, darla a qualcun altro mi priverebbe dell'occasione di essere indipendente
        Loro si che vanno combattuti!
        E La Pirateria, Volente o Nolente, è l'unico
        mezzo "concreto" per farlo...questa è una posizione controproducente, sono d'accordo con la disobbedienza civile per quanto riguarda i diritti umani fondamentali, e sebbene l'arte sia fondamentale, non credo che giustifichi la "Pirateria"
        A mio avviso è necessario muoversi su più fronti:ma guarda che non è una guerra
        1.Boicottare Cd Originali che escono su label
        Major, e sopperire alla mancanza con la
        Pirateria.idem, comunque oggi come mai prima d'ora c'è bisogno di attenuare certi toni, e alzarne altri... e questo appartiene alla prima categoria
        2.Comprare sempre solo Musica che esce su
        etichette "Indie", in maniera da favorire il
        mercato della "VERA" musica, e spingendola così
        verso la grande
        distribuzione..hai una vaga idea di cosa sia la grande distribuzione? ti rendi conto di cosa vuol dire indie+grande distribuzione? lo sai che la grande distribuzione sta devastando l'economia e la vita delle persone? ci hai mai pensato?
        3.Comprare se possibile, su supporto Vinile, che
        oggi come oggi sta vivendo un periodo di grave
        crisi a causa del "Digital
        Download".guarda, per questo ti ammiro, ma a questo punto preferisco uno spartito e un pianoforte, almeno il drive per leggere lo spartito (si chiama cervello) si conserva intatto
        4.Comprare Usato, per mantenere il piu possibile
        nel mercato molte cose che altrimenti con il
        tempo andrebbero perse... E che causerebbero, o
        meglio, hanno gia causato (poiche parliamo di un
        fenomeno in atto) una regressione della
        "Conoscenza Musicale Ad Personam" (come mi piace
        definirla.. O meglio, piu passa il tempo piu la
        gente ci capisce meno di
        musica..)tutto va perso, caro mio, fattene una ragioneil bambino che c'è in noi vorrebbe essere immortale, ma è meglio che ti abitui all'idea il prima possibile
        5.La Musica, soprattutto quella consumistica
        degli anni '70-'80 e '90 rimane un grande mezzo
        per capire e conoscere fenomeni sociali e
        culturali che oggi sono profondamente radicati
        nella nostra società, e spesso, riconoscerli in
        essa è molto difficile, talmente difficile, che
        alcuni "furboni" li sfruttano per cavalcare
        determinati concetti a proprio "pro"...mi piace la prima parte, non capisco il resto
        La Musica aiuta anche nel metterla in in cu** a
        questi signorotti!
        ;)ma è una fissazione! ma pensiamo un po' al nostro di culo!
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