Netscape non è mai stata un problema per MS

Lo afferma un docente di economia di Chicago al processo antitrust contro l'azienda di Bill Gates. Che non avrebbe avuto interesse a schiacciare un microbo. L'accusa ribatte: Murphy parla così perché è un consulente Microsoft


Washington (USA) – Sanzioni per la condanna antitrust ma sanzioni lievi, perché reali abusi contro i rivali Microsoft non li ha mai compiuti. Ad affermarlo in una testimonianza scritta al procedimento antitrust contro l’azienda di Bill Gates è Kevin Murphy, docente di economia all’Università di Chicago.

Secondo Murphy, non si può affermare che Microsoft ha schiacciato concorrenti come Netscape né che abbia manovrato per annientare la piattaforma Java sviluppata da Sun Microsystems, due delle tesi emerse nel corso del procedimento. E questo perché nessuno dei due “possedeva la capacità di rappresentare una sfida reale alla piattaforma Windows”.

Una dichiarazione, quella di Murphy, presentata da Microsoft tra quelle della difesa e che in quest’ottica stupisce di meno. Qualcuno ha infatti già ricordato come, quando Microsoft entrò nel mercato dei browser, questo era ampiamente dominato proprio da Netscape.

Murphy insiste spiegando che una sanzione troppo pesante non porterebbe ad una apertura del mercato, anzi, e danneggerebbe i consumatori. E ha invece sostenuto la bontà dell’accordo raggiunto da Microsoft con il ministero della Giustizia e con gli stati federali che hanno deciso di sottoscriverlo, un accordo focalizzato sul fatto che Microsoft consenta a chi produce PC di rimuovere facilmente i prodotti dell’azienda per rimpiazzarli con quelli di altre softwarehouse.

Sulla deposizione di Murphy pesano però le rilevazioni dell’accusa che sta cercando di dimostrare come il docente abbia iniziato a scrivere di software, e dunque ad occuparsi in modo specifico di problemi come quello del processo, solo dopo essere stato assunto come consulente da Microsoft.

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