Il caso New Financial Technology: cosa è successo

Il caso New Financial Technology: cosa è successo

La promessa di ottenere interessi altissimi, poi l'inevitabile brusco risveglio e il ritorno alla realtà: il caso New Financial Technology.
La promessa di ottenere interessi altissimi, poi l'inevitabile brusco risveglio e il ritorno alla realtà: il caso New Financial Technology.

Si parla di migliaia di investitori pronti a denunciare. Il caso riguarda investimenti in criptovalute finiti nel peggiore dei modi, ma non per ragioni legate alla volatilità degli asset. Come riportato sulle pagine del Gazzettino, la vicenda è quella che vede al centro delle cronache New Financial Technology, società nata a Silea, in provincia di Treviso, ma con sede a Londra.

La ricostruzione della vicenda New Financial Technology

Chi ha scelto di mettere mano al portafogli, lo ha fatto di fronte alla promessi di ottenere interessi mensili fino al 10%. I primi coinvolti hanno ottenuto quanto promesso, poi il flusso di denaro si è interrotto. Per quale motivo? Forse a causa della mancanza di nuove adesioni, dalle quali sarebbe stata tratta la liquidità necessaria a proseguire. A formulare l’ipotesi è l’avvocato Matteo Moschini, nel filmato qui sotto. Già nei prossimi giorni, il I del Movimento Difesa del Cittadino dovrebbe presentare un esposto utile all’avvio delle indagini da parte delle procure.

C’è chi ha perso alcune migliaia di euro, ma a qualcuno è andata decisamente peggio: fino a 300.000 euro. Ora si trovano a dover fare i conti con l’impossibilità di recuperare il proprio capitale. Una vicenda di cui si tornerà a discutere, ma che di fatto ha poco a che vedere direttamente con le dinamiche che interessano asset come Bitcoin ed Ethereum: gli exchange e le piattaforme delegate alla compravendita delle monete virtuali permettono in ogni caso di prelevare i propri fondi, seppur talvolta intaccati da un calo dei prezzi.

Al momento non sono disponibili dichiarazioni rilasciate da New Financial Tecnology né dai suoi rappresentanti. Un primo campanello d’allarme era però suonato già mesi fa, come scritto da MoneyController.it a metà maggio: Ad oggi il sito non risulta più raggiungibile perché in fase di migrazione, da quanto comunicato dalla società agli aderenti, ma anche prima di questo oscuramento, le informazioni fornite erano molto vaghe e lacunose.

Come sempre, per chi desidera investire in criptovalute (ma non solo), il consiglio è quello di affidarsi esclusivamente a piattaforme o intermediari conosciuti e autorizzati. Tra gli exchange attivi su questo fronte ci sono, ad esempio, Binance, Coinbase e Crypto.com, tutti presenti nel Registro per gli Operatori in Valuta Virtuale gestito da OAM (Organismo Agenti e Mediatori).

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Fonte: Il Gazzettino
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Pubblicato il 8 ago 2022
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