Nexus 7, il tablet Google

Foto e specifiche, ovviamente tutto indiscretamente ufficioso. Ma la tavoletta che BigG starebbe per lanciare ha pochi segreti ancora da svelare

Roma – Lo scoop l’avrebbe fatto Gizmodo Australia : foto, specifiche e prezzi del tablet che BigG sarebbe pronta a presentare al prossimo Google I/O , la tanto attesa conferenza per gli sviluppatori che si svolgerà questa settimana a San Francisco. La prima tavoletta Nexus sarà da 7 pollici, costerà meno di 200 dollari e monterà una CPU quad-core.

Le foto di Gizmodo del possibile Nexus 7 di Google

Stando alle informazioni della “fonte affidabile” di Gizmodo , che ha estrapolato i dati da un paper assieme a una foto del prodotto, il Nexus 7 monterà un SoC Tegra 3 quad-core da 1,3GHz , con 1GB di RAM, GPU GeForce 12-core e spazio di archiviazione nei tagli da 8 e 16GB. A bordo c’è spazio anche per una fotocamera frontale da 1,2 megapixel, una batteria capace di garantire 9 ore di autonomia, uno schermo IPS da 1280×800 (niente altissime risoluzioni quindi) con un angolo di visione non inferiore a 178 gradi. I dettagli forniti parlano di WiFi e NFC, ma non viene menzionato un modulo 3G.

L’unità sarebbe prodotta da Asus per Google (diretta discendente di un Eee Pad Memo mostrato al CES e poi sparito dalla circolazione), e monterebbe la prossima iterazione del sistema operativo Android: Jelly Bean . Le fonti di Gizmodo non chiariscono se il release number dell’OS sarà 5.0 o 4.1. Il fronte prezzi è invece particolarmente interessante, visto che le due unità da 8 e 16GB sarebbero vendute rispettivamente a 199 e 249 dollari : quanto basta per fare una concorrenza feroce ad iPad e infilarsi nel segmento del Kindle Fire, a cui il Nexus 7 assomiglia moltissimo. Sempre che tutto questo venga confermato da Google nei prossimi giorni. ( L.A. )

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  • Milanesotto scrive:
    costi e personale?
    L'idea del cloud è proprio quella di far risparmiare sia soldi a livello di investimento di acquisto server, ma più che altro evitare costi di gestione, e tu mi rispondi che quasi tutte le PA hanno problemi di soldi e personale...???Per quanto riguarda le normative hai ragione.
  • Milanesotto scrive:
    Sicurezza di acXXXXX???
    l'idea secondo cui il cloud potrebbe essere la risposta "indolore" al rispetto dell'obbligo normativo, benché il ricorso a questa tipologia di servizio aprirebbe ben più ampi scenari rilevanti in merito alla sicurezza di acXXXXX e riservatezza dei dati pubblici. Ma da qualche parte bisogna pur rifarsi sempre lo stesso discoro, molto più sicuro un server in uno sgabuzzino con password di amministratore password chi ha scritto l'articolo non ha ben chiara l'idea di cloud mi sa...
    • ma boh scrive:
      Re: Sicurezza di acXXXXX???
      - Scritto da: Milanesotto
      <i
      l'idea secondo cui il cloud potrebbe essere la
      risposta "indolore" al rispetto dell'obbligo
      normativo, benché il ricorso a questa tipologia
      di servizio aprirebbe ben più ampi scenari
      rilevanti in merito alla sicurezza di acXXXXX e
      riservatezza dei dati pubblici. Ma da qualche
      parte bisogna pur
      rifarsi </i


      sempre lo stesso discoro, molto più sicuro un
      server in uno sgabuzzino con password di
      amministratore
      <b
      password </b

      chi ha scritto l'articolo non ha ben chiara
      l'idea di cloud mi
      sa...e chi ha scritto questo commento non ha minimamente chiara l'idea di come siano messe a soldi e a personale quasi tutte le PA (soprattutto le medio-piccole) né tantomeno ha idea delle normative in materia di ict...
      • Milanesotto scrive:
        Re: Sicurezza di acXXXXX???
        L'idea del cloud è proprio quella di far risparmiare sia soldi a livello di investimento di acquisto server, ma più che altro evitare costi di gestione, e tu mi rispondi che quasi tutte le PA hanno problemi di soldi e personale...???Per quanto riguarda le normative hai ragione.
        • pinco pallino scrive:
          Re: Sicurezza di acXXXXX???
          - Scritto da: Milanesotto
          L'idea del cloud è proprio quella di far
          risparmiare sia soldi a livello di investimento
          di acquisto server, ma più che altro evitare
          costi di gestione, e tu mi rispondi che quasi
          tutte le PA hanno problemi di soldi e
          personale...???Ridurre i costi di gestione? Ma li hai visti i costi di ancitel per il solo backup online?? 12 000 euro per 250GB di spazio (per fortuna che non è l'unico fornitore ed è però probabilmente uno dei pochi con quei prezzi assurdi). Per quanto riguarda i servizi in cloud (per esempio il server applicativo su una macchina virtuale online) i costi non sono da meno (e maggiori della soluzione del singolo piccolo server in loco + backup online di quelli più comuni) dato che devono essere appositamente personalizzati.
  • tucumcari scrive:
    disaster recovery??
    nella pa?Ma per favoreeeeeee!Mi par di vederlo il comune di vattelapesca con un bilancio di 2 euro in croce e il patto di stabilità sul groppone che pensa al "disaster recovery"...Ceeeeerrrtttoooo come no!Ma pensassero piuttosto a pagare i soldi che devono a praticamente tutta italia (oltre 100 miliardi di euro) invece di scavare altre voragini nel debito... a carico nostro... naturalmente!
  • bye scrive:
    Paradossi
    Il caso di un ente regionale del ricco Nord-Est.succedono 2 cose opposte:1°)appalti per programmi da un MILIONE di euro che non funzionano e fatti malissimo. Chi decide cosa dovono fare non conosce ne il lavoro di chi li deve usare ne ha nessuna base di informatica.2°)server con dischi oramai già pieni (che con qualche migliaio di euro si potrebbero aumentare a volontà) e non ci sono soldi per comprare le cassette di backup!!!Quando si fa notare come il documento digitale stia diventando sempre più importante (noi stiamo usando sempre più sia la PEC che documenti con firma digitale) la gente non capisce...
    • PiccoloCED scrive:
      Re: Paradossi
      Da una piccola amministrazione, che diligentemente ha compilato il documento per DigitPA, posso dirvi che buona parte di quello che ci viene richiesto è purtroppo al di là delle nostre immediate possibilità. Gestire i backup in sedi remote comporta costi inaccessibili e banda che non abbiamo... Al momento siamo alle prese con la crisi di caldo che ha mandato in tilt il sistema di condizionamento della sala server (aka lo sgabuzzino, unico stanzino disponibile). Ci siamo impegnati a fare il possibile, e lo faremo, ma i fondi a disposizione sono 0, quindi tutto è demandato alla buona volontà, che per fortuna qui è ancora tanta.
      • tucumcari scrive:
        Re: Paradossi
        - Scritto da: PiccoloCED
        Da una piccola amministrazione, che
        diligentemente ha compilato il documento per
        DigitPA, posso dirvi che buona parte di quello
        che ci viene richiesto è purtroppo al di là delle
        nostre immediate possibilità. Gestire i backup in
        sedi remote comporta costi inaccessibili e banda
        che non abbiamo... Al momento siamo alle prese
        con la crisi di caldo che ha mandato in tilt il
        sistema di condizionamento della sala server (aka
        lo sgabuzzino, unico stanzino disponibile). Ci
        siamo impegnati a fare il possibile, e lo faremo,
        ma i fondi a disposizione sono 0, quindi tutto è
        demandato alla buona volontà, che per fortuna qui
        è ancora
        tanta.Ti capisco perfettamente e ti do ragione nelle piccole amministrazioni (ad esempio i piccoli comuni) è impensabile trovare le risorse. Piuttosto che imporre nuove spese (e quindi in sostanza nuovi debiti) sarebbe meglio cominciare a pagare qualcuno degli oltre 100 miliardi che tra patto di stabilità e carenza cronica di risorse continuano a mancare nelle casse di mezza italia.... a meno di non avere "amici" potenti.... come ci hanno insegnato le vicende aquilane e non solo...
        • trollolol scrive:
          Re: Paradossi

          Ti capisco perfettamente e ti do ragione nelle
          piccole amministrazioni (ad esempio i piccoli
          comuni) è impensabile trovare le risorse.cominciamo a smetterer di comprare tutte quelle belle licenze Win7, win2003, office, arcgis, gestione biblioteca, carta d'identità, adobe writer ecc... e a sostituirli con alternative open e a tagliare gli sprechila mia piccola economia personale mi insegna che se faccio 20 mutui probabilmente a fine mese sono senza soldi.probabilmente con quei soldi ci potremmo comprare un blade e un paio di lame, e pagare qualcuno che sappia cosa farci (un sistemista non un commerciale)
          • shevathas scrive:
            Re: Paradossi
            - Scritto da: trollolol

            Ti capisco perfettamente e ti do ragione
            nelle

            piccole amministrazioni (ad esempio i piccoli

            comuni) è impensabile trovare le risorse.

            cominciamo a smetterer di comprare tutte quelle
            belle licenze Win7, win2003, office, arcgis,
            gestione biblioteca, carta d'identità, adobe
            writer ecc... e a sostituirli con alternative
            open e a tagliare gli
            sprechiil che vuol dire evitare di prendersi universal biblioteca e capuccino os della miocuggginosoft.
            la mia piccola economia personale mi insegna che
            se faccio 20 mutui probabilmente a fine mese sono
            senza
            soldi.
            probabilmente con quei soldi ci potremmo comprare
            un blade e un paio di lame, e pagare qualcuno che
            sappia cosa farci (un sistemista non un
            commerciale)l'ideale sarebbe creare un centro di servizi a livello sovracomunale o direttamente provinciale e cercare di portare la maggior parte dei servizi informatici in quel centro.
    • KfFqujJCkWG yh scrive:
      Re: Paradossi
      0, http://acquire-pills.com/#4806 abilify lawyers,
  • dozern123 scrive:
    molto bello!
    Penso che questa sia davvero una buona idea. [img]http://www.demama.info/g.gif[/img]
  • ehi jo scrive:
    motivo
    oltre al fatto che ultimamente, in effetti, di soldi ne girano meno, il <b
    motivo principale </b
    è un altro: agli amministratori e ai dirigenti la "parte" ICT non interessa!nelle PA più piccole (comuni e province) quasi sempre non capiscono bene di cosa si tratta, anche se qualche soldo in gioco potrebbe esserci è sempre poco rispetto ai piatti più ricchi come le opere pubbliche, la sanità ecc. ma, soprattutto, non sanno bene come "pilotare" le cose per i loro interessi (intrallazzi politici, favori, mazzette) (e se anche saprebbero come fare il gioco non vale la candela: ci sono piatti ben più succulenti dell'ICT...)un po' diverso il discorso a livello di ministeri e di regioni: i soldi ci sono, e tanti, e infatti le porcherie si sprecano... basta dare uno sguardo agli appalti (spesso mega-appalti) "informatici" di questi enti...
  • Esprit scrive:
    Perchè farsi del male?
    La PA non ha soldi per pagare i fornitori. Per cui o non prende i servizi di continuità operativa e disaster recovery o li prende, come al solito, dal fornitore peggiore che fa prezzi bassi e non garantisce nulla.Tra le due non so quale sia la scelta peggiore.
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