Nexus 9, NVIDIA conferma l'arrivo del tablet HTC

La corporation delle GeForce conferma involontariamente la commercializzazione del nuovo tablet HTC, un dispositivo equipaggiato con Tegra K1 e disponibile in diverse versioni. HTC, dal canto suo, riunisce la stampa a ottobre

Roma – Il Nexus 9 di HTC farà capolino entro settembre, e la conferma arriva dalla corporation incaricata di rifornire il produttore taiwanese dei chip SoC alla base del nuovo tablet: il chip di cui si parla è il potente Tegra K1 , e la corporation che fatto la “soffiata” è naturalmente la californiana NVIDIA.

Le nuove informazioni su Nexus 9 emergono dalla documentazione legale presentata da NVIDIA nell’ambito della denuncia recentemente avviata contro Qualcomm e Samsung per infrazione di brevetti, documenti in cui si parla del tablet basato su Tegra K1 e del terzo trimestre del 2014 come periodo di commercializzazione del gadget.

Nexus Volantis

I documenti di NVIDIA confermano in realtà un fatto già noto da tempo, visto che di “Volantis” (nome in codice del Nexus 9) si è parlato più volte a proposito dello schermo da 8,9″ (2048×1440 pixel), del sistema operativo Android L, della fotocamera da 8 megapixel, della memoria da 2GB (o addirittura da 5GB) e della disponibilità di due versioni con o senza il supporto integrato alla connettività 4G/LTE.

Le speculazioni su Nexus 9 saranno presto messe a confronto con la realtà grazie all’intervento diretto della stessa HTC, che proprio in queste ore ha invitato la stampa all’evento “Double Exposure” che si terrà il prossimo 8 ottobre a New York.

Alfonso Maruccia

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  • ... scrive:
    Rimettete il messaggio che ho scritto
    SUBITO. SUBITO.
  • AxAx scrive:
    Ciò che mi ripugna
    è che negli usa fosse possibile inserire clausole del genere nei contratti e che addirittura si è resa necessaria una legge per evitarlo.
    • Leguleio scrive:
      Re: Ciò che mi ripugna

      è che negli usa fosse possibile inserire clausole
      del genere nei contratti e che addirittura si è
      resa necessaria una legge per
      evitarlo.E sempre in uno Stato federato Usa, anche se in ambito del tutto diverso, è passata la legge che proibisce ai datori di lavoro di richiedere ai dipendenti l'acXXXXX al profilo Facebook:http://punto-informatico.it/3498607/PI/News/maryland-vietato-chiedere-password-ai-dipendenti.aspxNon bastava il buon senso e il senso della misura, ci voleva una legge. Gaber lo cantava per l'Italia "i limiti che abbiamo ce li dobbiamo dire", ma su certe cose loro stanno messi peggio.
      • Funz scrive:
        Re: Ciò che mi ripugna
        - Scritto da: Leguleio
        E sempre in uno Stato federato Usa, anche se in
        ambito del tutto diverso, è passata la legge che
        proibisce ai datori di lavoro di richiedere ai
        dipendenti l'acXXXXX al profilo
        Facebook:

        http://punto-informatico.it/3498607/PI/News/maryla

        Non bastava il buon senso e il senso della
        misura, ci voleva una legge. Gaber lo cantava per
        l'Italia "i limiti che abbiamo ce li dobbiamo
        dire", ma su certe cose loro stanno messi
        peggio.Se me lo chiedessero ad un colloquio di lavoro, mi alzerei e saluterei immediatamente.In un posto dove pretendono cose del genere non vorrei mai entrarci.
        • Izio01 scrive:
          Re: Ciò che mi ripugna
          - Scritto da: Funz
          - Scritto da: Leguleio


          E sempre in uno Stato federato Usa, anche se
          in

          ambito del tutto diverso, è passata la legge
          che

          proibisce ai datori di lavoro di richiedere
          ai

          dipendenti l'acXXXXX al profilo

          Facebook:




          http://punto-informatico.it/3498607/PI/News/maryla



          Non bastava il buon senso e il senso della

          misura, ci voleva una legge. Gaber lo
          cantava
          per

          l'Italia "i limiti che abbiamo ce li dobbiamo

          dire", ma su certe cose loro stanno messi

          peggio.

          Se me lo chiedessero ad un colloquio di lavoro,
          mi alzerei e saluterei immediatamente.
          In un posto dove pretendono cose del genere non
          vorrei mai entrarci.In certe condizioni sì, ma se non trovi niente di meglio, alla fine chini la testa e accetti. Se è lecito fare questo e iniziano a farlo tutti, chi rifiuta di consegnare i propri rimane tagliato fuori dal mercato del lavoro.
          • ... scrive:
            Re: Ciò che mi ripugna
            - Scritto da: Izio01
            - Scritto da: Funz
            In certe condizioni sì, ma se non trovi niente di
            meglio, alla fine chini la testa e accetti. Se è
            lecito fare questo e iniziano a farlo tutti, chi
            rifiuta di consegnare i propri rimane tagliato
            fuori dal mercato del lavoro.Benissimo, faccialibro sara' per meta' curriculum vitae e per l'altra meta' deep con gente che usa nickname e si guarda bene dal far scoprire chi sia, puo' non essere male un ritorno al nickname.
          • ... scrive:
            Re: Ciò che mi ripugna
            - Scritto da: Izio01
            In certe condizioni sì, ma se non trovi niente di
            meglio, alla fine chini la testa e accettiQueste sono pu**anate. Allora perché non dire anche "se non trovi niente di meglio che andare a spacciare davanti alle scuole medie, alla fine chini la testa e accetti". Ma un minimo di scrupoli morale e amor proprio ce l'avete? O siete solo degli zerbini del primo che vuole approfittarsene? Ma con che coraggio andate a lavorare in un'azienda che vi dice fin da subito che siete degli zerbini e che non vi rispettano?
          • Leguleio scrive:
            Re: Ciò che mi ripugna


            Se me lo chiedessero ad un colloquio di
            lavoro,

            mi alzerei e saluterei immediatamente.

            In un posto dove pretendono cose del genere
            non

            vorrei mai entrarci.

            In certe condizioni sì, ma se non trovi niente di
            meglio, alla fine chini la testa e accetti. Se è
            lecito fare questo e iniziano a farlo tutti, chi
            rifiuta di consegnare i propri rimane tagliato
            fuori dal mercato del
            lavoro.Per inciso questa pratica non era riservata ai candidati all'assunzione, veniva praticata anche sui dipendenti già assunti, credo in occasione di assenze per malattia. E l'idea di perdere il lavoro per un rifiuto è altrettanto preoccupante di non trovarlo.
    • Uno di Genova ovviamente scrive:
      Re: Ciò che mi ripugna
      - Scritto da: AxAx
      è che negli usa fosse possibile inserire clausole
      del genere nei contratti e che addirittura si è
      resa necessaria una legge per
      evitarlo.Insomma il contratto era solo "senza diritto di mugugno" e non c'era quello "con diritto di mugugno"!
  • panda rossa scrive:
    Altri passi verso la liberta'
    Accogliamo con soddisfazione quest'altra sentenza che sottrae altro potere intimidatorio alle caste parassitarie restituendolo al cittadino libero e consapevole.D'ora in avanti ci sara' solo una alternativa al fare le cose bene, per chi teme i giudizi negativi, ed e' il fare le cose MEGLIO.E' ora di finirla coi ricatti.
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