Niente tassa-cinema sulla banda larga

L'emendamento proposto dal sen. Eufemi è stato dichiarato inammissibile. I provider tirano un sospiro di sollievo, il cinema ansima


Roma – Il cinema italiano non sarà finanziato da banda larga e UMTS. La commissione Bilancio del Senato ha dichiarato non ammissibile l’emendamento 63.0.187 presentato nei giorni scorsi dal senatore Eufemi (UDC), un emendamento che aveva suscitato una valanga di reazioni.

La proposta era finalizzata a promuovere lo sviluppo e la diffusione delle attività cinematografiche e di spettacolo attraverso “prelievi fiscali operati in relazione al fatturato degli Internet Provider derivante dai canoni di abbonamento per le connessioni a banda larga”.

Una “tassa di scopo”, ovviamente non gradita ai provider che, tramite l’ AIIP si erano già decisamente espressi contro questo emendamento, ritenendo totalmente ingiustificato un prelievo fiscale su un settore per favorirne un altro.

Soddisfatto Paolo Nuti, direttore generale dell’associazione: “Pur ritenendo lodevoli gli intenti di non tagliare i finanziamenti allo spettacolo, la misura proposta avrebbe solo spostato il problema su un settore, quello degli accessi ad Internet, talmente cruciale per lo sviluppo del paese, da essere stato oggetto di incentivi statali nelle precedenti finanziarie. Sarebbe stato quindi perlomeno singolare se la politica di sviluppo della banda larga avesse subito, non uno stop, ma addirittura una clamorosa retromarcia. Prendiamo atto con soddisfazione che ciò non sia avvenuto”.

Prevedibili nuove rimostranze da parte del dicastero dei Beni Culturali, che già aveva lamentato scarsa attenzione nei confronti del settore cinematografico, dal cui portafoglio sono stati “rimossi” 200 milioni di euro.

DB

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