Niente WiFi? C'è YouTube Go

Google ha introdotto una nuova app che consente di salvare i video e rivederli quando lo smartphone è offline, condividendoli con altri via Bluetooth. Obiettivo: il prossimo miliardo di utenti

Roma – Google guarda ai mercati emergenti della telefonia mobile, dove le connessioni dati sono ancora a bassa velocità e non consentono la visione fluida dei video. La nuova app si chiama YouTube Go e sarà inizialmente disponibile solo in India per dispositivi Android. Permette di scaricare un video sul cellulare (o su una SD card) quando si dispone solo di una connessione 2G e non si è coperti dal Wi-Fi, con una preview che fornisce un’idea di quello che si sta per vedere, prima di perdere tempo a scaricarlo, e consente di tenere sotto controllo il consumo di dati.

YouTube Go è una app messa a punto per dare il servizio “a una nuova generazione di utenti” ha dichiarato Johanna Wright, vicepresidente product management di YouTube, quelli dei mercati emergenti della telefonia mobile. È studiata, infatti, per ottimizzare la visione nel caso di connessioni lente . Si può scegliere fra diverse risoluzioni del video da scaricare, accorgimento che consente di ottenere una riproduzione fluida anche quando si è connessi a reti Wi-Fi poco veloci. Si tratta dell’evoluzione naturale dei precedenti modelli Smart Offline ed è stata testata da centinaia di utenti in quindici città dell’India. Inizierà a essere disponibile nei prossimi mesi, per una più larga diffusione ai primi del 2017.

YouTube Go

YouTube è sicuramente uno dei più popolari servizi Internet in molti mercati emergenti, ma non è l’unico focus di Google. In occasione di un evento dedicato al potenziamento della connettività in India tenutosi di recente a Nuova Delhi, dal titolo “Google for India”, la società ha annunciato anche l’aggiornamento di Google Chrome per Android e di Google Play che contribuirà a far risparmiare dati, mentre ha espanso il suo schema pubblico di reti WiFi dando inizio a un test sulle reti ferroviarie indiane che comprende altri partner con interessi al di fuori dell’India. L’iniziativa, chiamata Google Station , è fatta in accordo con RailTel e Indian Railways e mira a rendere disponibile la connessione WiFi a basso costo . Lanciata alla stazione centrale di Mumbai nello scorso gennaio, è stata estesa a 52 stazioni ferroviarie, dando accesso al servizio a 3,5 milioni di utenti. In totale, attraverso le stazioni connesse sono andate online per la prima volta 15mila persone. Il progetto verrà ulteriormente esteso ad altre città dell’India. Secondo Caesar Sengupta, vicepresidente di Google Next Billion Plan, l’iniziativa contribuirà a “portare WiFi veloce e abbordabile a milioni di persone”. Chi vuole essere fra i primi a usufruire della nuova app di Google può iscriversi a questo sito .

Google ci tiene molto a dare servizi a buon mercato in paesi come l’India, considerando che la spesa media giornaliera nel 2014 è stata di 272,19 rupie (3,65 euro); il ragionamento è semplice: se la connessione Internet diventa più abbordabile e accessibile, allora più persone useranno i servizi Google e la società crescerà ancora allargando la propria base di utenti. A questo proposito si veda anche il progetto Google Skybender .

Pierluigi Sandonnini

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  • utonto scrive:
    bitonto
    Certo che Florian Haspinger, a guardarlo bene, sembra nato a bitonto...
  • ho longar scrive:
    rivoluzione incredibile
    L'articolo non è male, un po' sintetico per via dello spazio.La tecnologia della realtà aumentata, insieme a quella della realtà virtuale produrrà senz'altro dei cambiamenti epocali nel modo di vivere di tutti: dal lavoro, al divertimento, alla vita di relazione, all'orientamento stradale (a piedi, o su qualche mezzo), all'interazione con e fra aziende e PA.L'affermazione "l'elevata densità di 40 pixel per pollice, identica a quella di un televisore HD da 55 pollici, fa sì che non siano visibili retinature o singoli pixel" è invece strana, in quanto questa densità è buona su un televisore lontano alcuni metri, non certo per un visore a un centimetro dall'occhio (e neanche per un monitor a 50-60 centimetri); si tratta quindi di una densità in pixel estremamente scadente.
    • Jack scrive:
      Re: rivoluzione incredibile
      - Scritto da: ho longar
      L'affermazione "l'elevata densità di 40 pixel per
      pollice, identica a quella di un televisore HD da
      55 pollici, fa sì che non siano visibili
      retinature o singoli pixel" è invece strana, in
      quanto questa densità è buona su un televisore
      lontano alcuni metri, non certo per un visore a
      un centimetro dall'occhio (e neanche per un
      monitor a 50-60 centimetri); si tratta quindi di
      una densità in pixel estremamente scadente.Non sono assolutamente informato sull'argomento, ma se il display è "full-hd", ed è largo al massimo un paio di pollici per poter essere ospitato all'interno degli occhiali, dovrebbe avere una risoluzione di 80 pixel, non 1920: non sarebbe quindi Full HD.Suppongo quindi che 40 pixel per pollice sia la densità apparente di pixel "proiettati" a 2 metri di distanza, e sia quindi la base di partenza per il calcolo "come un 55 pollici a 2 metri...."(tutto questo a deduzione: ripeto non sono assolutamente informato sugli hololens)
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