Nokia e Sony Ericsson, destini incrociati

La finlandese sta consumando la pazienza di investitori e analisti. La concorrenza che unisce Giappone e Svezia sembra aver invece scovato la chiave di volta per la sua rinascita

Roma – Per un’azienda che è indicata in calo, un’altra che sembra confermarsi in ascesa. È presto per sentenziare vittorie o sconfitte, ma l’opinione degli analisti sull’andamento di due pezzi grossi del mercato della telefonia mobile come Nokia e Sony Ericsson è tutto sommato concorde: per la prima si attende , ormai da tempo, un deciso cambio di rotta in grado di riportarla sulla breccia dopo anni di sconquassi causati da RIM e Apple. Per la seconda, invece, il piano di ristrutturazione dell’offerta sembra stia funzionando, con buone prospettive anche per il futuro.

Al centro di tutto c’è la ormai storica scesa in campo di Apple con iPhone, unita alla decisione di Google di fare qualcosa di simile con Android: entrambe le piattaforme hanno sparigliato le carte di un mercato che, fino a quel punto, vedeva sostanzialmente Nokia sbaragliare tutti in tutte le fasce di mercato (dai telefonini entry level agli smartphone) con la propria offerta, fatta eccezione forse per gli USA. E se sui telefoni meno complessi, quelli per intenderci che costituiscono la fetta grossa della torta delle vendite, Espoo continua a dettar legge (pur con qualche pensiero in più che viene dalle coreane Samsung ed LG), è nella fascia alta che ci si gioca l’immagine e buona parte del profitto : qui Nokia stenta, mentre SE pare aver trovato una prima via d’uscita puntando tutto su Android.

E così, dopo diversi trimestri di rosso, per la seconda volta consecutiva la joint venture nippo-svedese ha presentato un bilancio in positivo (seppur non di molto) per i tre mesi appena trascorsi: 12 milioni di euro sono stati guadagnati nel Q2 di Sony Ericsson, una cifra non particolarmente significativa in un mercato che ha abituato a ben altri volumi, ma che invece costituisce un balzo notevole rispetto ai 213 milioni di euro di perdite dichiarate nello stesso periodo dello scorso anno . Nel Q1, SE aveva invece messo in cassa 21 milioni: in controtendenza la vendita di terminali, cresciuta di 500mila esemplari circa, ma in calo invece rispetto a un anno fa (quasi 14 milioni di pezzi nel secondo trimestre 2009).

La chiave della rinascita di SE è tutta qua: meno pezzi venduti, aumento in percentuale della quantità di apparecchi appartenenti alla fascia alta del mercato . Sono prodotti che montano spesso Android, smartphone a tutti gli effetti, e che hanno fatto balzare il valore medio dei prodotti venduti da 134 a 160 euro cadauno: significa, in pratica, che per ogni cellulare venduto a Sony Ericsson finiscono più soldi in cassa, minimizzando anche il calo della sua quota di mercato (-2,3 per cento all’inizio del 2010). Tutto ciò, unito a una profonda ristrutturazione che ha tagliato oltre 4mila teste a partire dal 2008, dovrebbe condurre l’azienda a una prospettiva più rosea per il 2010.

Di tutt’altro tenore le questioni che tengono banco in casa Nokia: è proprio la penetrazione nella fascia di mercato degli smartphone a impensierire analisti e investitori, con questi ultimi che arrivano a chiedere a chiare lettere un avvicendamento ai vertici dell’azienda finlandese per rilanciarne l’azione. La presenza in casa di Symbian, Symbian^3 e Symbian^4, oltre alla collaborazione in corso con Intel su MeeGo, non semplifica la scelta per i consumatori , che non hanno chiara la prospettiva sul futuro dei telefonini di fascia alta di Espoo.

A risentirne, oltre allo smalto del marchio, anche il titolo in borsa: e con un assetto azionario complicato come quello di Nokia, dove manca un personaggio di spicco in grado di far pesare le proprie opinioni ( come fu Carl Icahn nella vicenda Motorola, che ora invece si avvia a conclusione dopo essersi rilanciata lei stessa grazie ad Android), la situazione potrebbe andare per le lunghe. Proprio il contrario di quello di cui avrebbe bisogno Nokia: ovvero un cambio di mentalità, volto ad accogliere con maggiore attenzione le indicazioni che vengono da un mercato che negli ultimi anni ha visto trionfare BlackBerry, iPhone e gli smartphone Android. Tutti prodotti con caratteristiche differenti, ma con in comune un approccio spiccato alla gestione dei servizi online .

Luca Annunziata

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  • panda bianca scrive:
    e Bing???
    riccordo che bing (almeno negli stati uniti) fa da tempo quello che google vuole ma non fa ancora. E lo fa piuttosto bene...
  • collione scrive:
    in pratica
    google con un balzo si proietta in avanti di altri 10 anniproprio ora che bingo/bongo insieme a ayayayahooo sembravano avanzare un pochino
    • Paper-bat scrive:
      Re: in pratica
      cioè.. in praticagoogle ora come ora cerca di dare un senso hai risultati??del tipo.. se io cerco un termine, mi da la possibilità di scegliere fra i vari significati?corregetemi se sbaglio
      • collione scrive:
        Re: in pratica
        no no, vogliono proprio implementare un motore euristico capace di capire le domande che gli faiin pratica vuole rispondere a domande tipo: "Quali sono stati i presidenti della repubblica dal 1948 al 1982?"
      • Corretto scrive:
        Re: in pratica
        - Scritto da: Paper-bat
        corregetemi se sbaglioCome richiesto.Correggetemi e non Corregetemi
        • mirko scrive:
          Re: in pratica
          e perché ti sei perso il più simpatico"dare un senso hai risultati" ?=)(se al terzo post siamo a questi livellici sarà da divertirsi)
      • La redazione si riserva di cancellare scrive:
        Re: in pratica
        - Scritto da: Paper-bat
        cioè.. in pratica
        google ora come ora cerca di dare un senso hai
        risultati??
        corregetemi se sbaglioCome richiesto."ai risultati" e non "hai risultati".
    • Ci sei o ci fai scrive:
      Re: in pratica
      - Scritto da: collione
      google con un balzo si proietta in avanti di
      altri 10
      anni
      Evitare in futuro di parlare a vanvera pensi sia possibile?E' vero, proprio un balzo in avanti, ma per raggiungere Bing che è stato precursore in questo campo (grazie all'acquisizione di PowerSet). E siccome in Google non sono certo cretini, hanno capito l'importanza della semantica per i motori di ricerca e sono subito corsi ai ripari per prevenire i danni. D'altra parte chi non lo avrebbe capito visto che persino negli scadentissimi corsi di laurea italiani, negli ultimi anni, non si fa altro che parlare di semantica?
      • collione scrive:
        Re: in pratica
        peccato che bing continui a dare risultati molto scadenti rispetto a googlel'acquisizione di powerset non si è fatta minimamente notarepoi powerset implementare un motore semantica tipo quello che fu implementato anni fa dall'azienda italiana cogitometaweb invece ha implementato un metodo come quello di wolframc'è una differenza abissale tra queste due cosenon è che siccome in entrambi i casi c'è la parolina magica semantica, significa che fanno la stessa cosa
    • primo scrive:
      Re: in pratica
      Google cerca di fare quella che bing fa già nella versione per gli stati uniti
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