Nokia: la microtv è il futuro

Pronte le specifiche per una tecnologia che consentirà ai cellulari di ricevere il segnale televisivo in standard DVB-H. Ad Oxford la microtv finisce sotto il microscopio
Pronte le specifiche per una tecnologia che consentirà ai cellulari di ricevere il segnale televisivo in standard DVB-H. Ad Oxford la microtv finisce sotto il microscopio


Salo (Finlandia) – Il mercato legato allo sviluppo della tv mobile comincia a far gola un po’ a tutti: operatori, fornitori di contenuti e soprattutto produttori. A conferma, è appena arrivato l’annuncio ufficiale di Nokia che ha dichiarato di essere pronta a rendere disponibile le specifiche di una piattaforma che consente l’invio e la ricezione del segnale televisivo tramite telefonini. Si rivolge agli operatori e a chi ne volesse far richiesta per lo sviluppo della tv sul cellulare.

La soluzione progettata dall’azienda finlandese si basa sulla tecnologia DVB-H e consente ai cellulari dotati di apposito ricevitore di agganciare la rete di telefonia mobile per ricevere il segnale televisivo e radiofonico.

Nelle stesse ore è arrivata dal Regno Unito la notizia che la joint venture tra l’operatore telefonico O2 e la società televisiva NTL da luglio comincerà a sperimentare la televisione sui cellulari per 350 selezionati utenti di Oxford; tra i 16 canali a disposizione durante la sperimentazione figurano Cartoon Network, CNN, Discovery Channel e Sky Sport News. Tutti gli utenti test avranno a disposizione un Nokia 7710 equipaggiato proprio con un ricevitore DVB-H che consentirà di guardare i canali selezionati.

L’approccio di Nokia e degli altri operatori conferma dunque che sulla microtv si intende investire senza por tempo in mezzo: non è un caso che l’osservatorio di <a href="http://www.idc.com] abbia stimato che nell'arco dei prossimi quattro anni la quantità di utilizzatori di questa tecnologia supererà i 30 milioni solo negli Stati Uniti, con un giro d'affari di circa 3 miliardi di dollari.

Nonostante l’interesse sempre maggiore nei confronti delle possibilità offerte dalla tv mobile, i problemi da risolvere sono comunque molti e in qualche modo possono rallentare l’adozione di questa tecnologia; il primo grande problema riguarda la mancanza di regole europee chiare. Produttori e operatori sembrano seguire strade diverse, in parte inconciliabili. Se da una parte sempre più operatori puntano sulla [forza dell’UMTS[/microsoft-su-windows-xp-gibson-sbaglia/” target=”ontop”>IDC per lo sviluppo della tv mobile, d’altro canto sempre più aziende sperimentano con successo proprio il DVB-H.

Non solo. Il successo di questa tecnologia, e dunque il ritorno su investimenti che si stanno facendo di giorno in giorno più impegnativi per i player del settore, dipende anche dai contenuti: la grandezza e la qualità degli schermi potrebbero diminuirne il fascino. In più, resta aperto il problema dei costi: non è detto che chi è abituato a guardare la televisione senza pagare (canone Rai a parte) sia disposto a farlo per averla su cellulare.

Le incognite sono molte, insomma; ci sono però, proprio riguardo ai prezzi del servizio, buone speranze: in Corea del Sud il DVB-H e il DMB (entrambe tecnologie di tv mobile basate sul broadcast) permettono, in molti casi, di ricevere gratis la tv, un po’ come avviene adesso anche qui con la radio Fm via cellulare. Sarà così anche in Europa?

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12 05 2005
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