Nokia, Linux e tagli

Starebbe pensando alla realizzazione di un nuovo OS mobile basato su Linux per i suoi cellulari a basso costo. Nel mentre, gli annunci ufficiali parlano di nuovi allineamenti tra forza lavoro e impianti produttivi

Roma – Nokia ha evidentemente dato un calcio alle ambizioni di realizzare un OS a codice aperto per i suoi smartphone di punta, ma a quanto pare la cosa non impedisce al produttore finlandese di pensare a un futuro sistema operativo per cellulari “a basso costo”.

Liquidato sbrigativamente MeeGo con il terminale N9, Nokia starebbe pensando a fare posto per un OS chiamato “Meltemi”: le indiscrezioni del Wall Street Journal parlano di un progetto open source basato su kernel Linux a cui starebbe lavorando Mary McDowell, vicepresidente esecutivo responsabile della divisione cellulari.

Sistemato il segmento di fascia alta grazie all’accordo esclusivo con Microsoft per l’utilizzo di Windows Phone, dunque, Nokia potrebbe voler usare Meltemi per riguadagnare il terreno perduto (e regalato ad Android) in questi mesi e anni nel segmento dei terminali economici, nei mercati maturi ma soprattutto in quelli emergenti.

Ma se il futuro della multinazionale finlandese potrebbe riservare ancora qualche sorpresa inaspettata, il presente appare più che mai grigio: Nokia ha appena annunciato, questa volta ufficialmente, l’ ennesima sforbiciata alla forza lavoro e agli impianti produttivi, un taglio di 3.500 posti di lavoro e una ristrutturazione dei centri di Romania (in via di chiusura), Salo in Finlandia, Komarom in Ungheria e Reynosa in Messico.

Alfonso Maruccia

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