NoLogo/ Il passaparola

di Mafe de Baggis - Utilissime ricerche rivelano strabilianti verità, come quelle secondo cui il 92 per cento delle persone crede più ai propri amici che alla pubblicità. Ma la vera notizia è che l'8 per cento crede di più agli spot

Roma – I fatti sono un supporto irrinunciabile alle decisioni: l’istinto alla lunga fa la differenza, ma i fatti, soprattutto se concretizzati in numeri credibili, sono la base su cui costruire qualunque strategia. Il problema nasce quando i numeri che usiamo per supportare le nostre scelte sono più una convenzione che la rappresentazione di un fatto: un accordo tra le parti che decidono di credere che un certo fenomeno può essere rappresentato in un certo modo e che da quel momento in poi ci credono fermamente, senza metterlo più in discussione.

Un buon esempio è l’Auditel, la stima degli spettatori televisivi: senza entrare nel dettaglio del suo funzionamento (che certo ha basi metodologiche serie) i decisori del mercato pubblicitario (chi compra e chi vende) hanno deciso di credere che le persone che guardano un determinato programma guarderanno anche la pubblicità che lo interrompe. Sappiamo tutti che non è così: anche chi fa parte del sistema probabilmente cambia canale o va a bere quando arriva la pubblicità, eppure si è deciso che questo è un sistema serio su cui basare gli scambi di un mercato ricchissimo. Non solo il costo di uno spot televisivo viene basato su una stima, ma anche il risultato di una campagna pubblicitaria televisiva viene calcolato sulla base dei risultati che possono essere ricondotti a quella campagna, quindi un’altra stima.

Quando succede qualcosa di inaspettato e di non prevedibile, per esempio il successo di un prodotto che non è stato minimamente pubblicizzato, nell’ambiente ci si ricorda del passaparola e si “scopre” che funziona meglio della pubblicità.

Per esserne sicuri, però, le stesse persone che hanno deciso di credere che solo loro cambiano canale quando c’è la pubblicità preferiscono supportare questa scoperta con dei numeri: ecco quindi delle utilissime ricerche che ci rivelano strabilianti verità, tipo che “il 92% delle persone crede di più ai loro amici che alla pubblicità”, laddove la vera notizia è “l’8% delle persone credono di più alla pubblicità che ai loro amici”.

Lo stesso sistema che ha deciso di credere che chi sta guardando Lost si sciroppa anche i 35 spot di cui è infarcito, quando si arriva ai fenomeni sociali non pianificabili e controllabili ha improvvisamente bisogno di certezze, non di stime. E quando le certezze rivelano numeri se non piccoli, piccolissimi, quali sono quelli tipici del passaparola in rete, non è più interessato alle stime dei risultati, ma vuole delle certezze: vuole poter misurare, prima e dopo. Non importa se dalle chiacchiere di 3 persone si vendono 300.000 copie di un libro, non importa se è meglio parlare con 10 opinion leader appassionati di quel prodotto piuttosto che mostrare immagini in movimento a 100.000 persone interessate ad altro, difficilissimo avere il buon senso di Joshua Porter , tradotto da Gaspar Torriero che sintetizza così il funzionamento del “viral marketing”:

se il tuo prodotto è cattivo, ne risulterà una conversazione su quanto è cattivo;
se è buono, una conversazione su quanto è buono.

I signori della pubblicità vogliono sapere come si fa, quanto costa, quante persone raggiungi e come reagiranno e come dovranno gestire le loro reazioni. Non si preoccupano – mai – di quanto è buono il loro prodotto.

Mafe de Baggis
Maestrini per Caso

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  • Giuliano Caruso scrive:
    Risposta
    Abbagliante.
  • Paolo McMail scrive:
    Ahimé è vero
    Tristemente confermo la veridicità dell'articolo e ancora più tristemente affermo che non è possibile fuggire dal tuo angolo, le aziende cercano solo neolaureati o disoccupati per pagarli meno del meno e farli lavorare, oppure cercano Capi amici degli amici per essere sicuri che facciano BENE da isolante. Sono 3 anni che cerco di evadere da questa realtà ed ogni 2 mesi prendo la tazza in mano per cercare di rassegnarmi a diventare così, ma il terzo giorno mi ribello a me stesso e cerco di nuovo di evadere.Ma ahimé sono seduto sempre allo stesso posto ...Paolo
  • Alberto LEIS scrive:
    L'IT e la sindrome di Dilbert
    Mi ritrovo molto in quello che è scritto e dopo 20 anni di lavoro nella stessa azienda, avendo passato alcune delle situazioni descritte, posso dire che esiste una terza soluzione:3) per amor proprio e del lavoro che produco, senza aspettarsi niente, e per facilitare il lavoro ai miei colleghi che sono nella mia stessa condizione o peggiore, continuare a fare il meglio (una volta facevo il massimo) nelle 8 ore lavorative, "aspettando" la pensione, cercando di non farsi coinvolgere con straordinari se non per aiutare i colleghi che lo meritanoAlberto LEIS
    • max59 scrive:
      Re: L'IT e la sindrome di Dilbert
      - Scritto da: Alberto LEIS
      Mi ritrovo molto in quello che è scritto e dopo
      20 anni di lavoro nella stessa azienda, avendo
      passato alcune delle situazioni descritte, posso
      dire che esiste una terza
      soluzione:

      3) per amor proprio e del lavoro che produco,
      senza aspettarsi niente, e per facilitare il
      lavoro ai miei colleghi che sono nella mia stessa
      condizione o peggiore, continuare a fare il
      meglio (una volta facevo il massimo) nelle 8 ore
      lavorative, "aspettando" la pensione, cercando di
      non farsi coinvolgere con straordinari se non per
      aiutare i colleghi che lo
      meritano

      Alberto LEISrassegnazione proprio no e la solidarietà è molto più costruttiva uscendo dall'ambito personalecreare un sindacato online, magari appoggiandosi ai linuxgroup come elemento territoriale potrebbe essere una soluzione.......sempre che i linuxgroup oltre che di codice aperto vogliano interessarsi a chi il codice lo usa...
  • Nome e cognome scrive:
    Articolo inutile
    un titolo promettente pieno solo di lagnanze aziendali....Paura della jungla eh?
  • Il Detrattore scrive:
    ATT : CUBASIA
    Senza offesa ma alla sua veneranda eta' dovrebbeaver capito che il fine primo (e spesso ultimo)di OGNI azienda e' l'arricchimento personale dei suoisoci fondatori e/o degli eventuali shareholders.La sua visione dell'azienda direi che richiama ovviamentela "HP way", e in parte anche Henry Ford, ma e' una filosofia che in ambedue i casi si e' dovuto o prima o dopo rassegnare alla dure regole del mercato.Funziona benissimo in prodotti costosi e di nicchia, ma e' semplicemente improponibile dove la concorrenza e' agguerrita come in gran parte dell'odierno mondo IT.Andrebbe quindi scritto sulla pietra che l'unico vero e immutabile valore aziendale e' il profitto creato dall'azienda stessa, e che i dipendenti esclusi quelli chiave, sono al 100% intercambiabili e quindi giustamente malpagati e schiavizzati.Troppi lettori mi sembra concepiscano l'azienda come una gallina dalle uova d'oro o un albero su cui crescono gli euri da soli.Cubasia a sua volta mi ricorda molto i discorsi di vari HR manager, visionari, e altri personaggi che NON hanno mai inventato un prodotto o creato una azienda o provato a vendere una idea : facile parlare di come gli ALTRI debbano gestire una azienda sperperando i loro soldi in cosiddetta innovazione e formazione.La dura realta' e' che innovazione e formazione NON portano alcun profitto se non in alcuni casi e comunque nel lungo termine.Per fare un esempio pratico, a chi vuol dare a bere che aziende come DELL o HP siano innovatrici ?Quando sappiamo ambedue che sono aziende oramai che vendono scatole rimarchiate fabbricate a taiwan e che il loro R&D e' ridotto all'osso ?Nel caso di DELL poi l'R&D e' ridotto al QA testing in Irlanda e poco altro.Le poche aziende che creano prodotti innovativi hanno alle spalle enormi capitali per poterlo fare visti i rischi del mercato attuali.E' alquanto arduo che l'aziendina del nord-est italiota possa investire in R&D cifre considerevoli.Sulla formazione IT in italia poi stendiamo un velo pietoso ma non creda che all'estero siano messi tanto meglio.Solo nel consulting si investe a dovere nella formazione, ma proprio perche' questo porta introiti notevoli essendo i loro consulenti pagati proprio per saperne piu' di programmatori in-house, cantinari, e smanettoni assunti con contratti precari.In conclusione, interessante articolo ma un po' troppo utopistico. Il Detrattore,Pechino.
    • Consulente scrive:
      Re: ATT : CUBASIA

      Solo nel consulting si investe a dovere nella
      formazione, ma proprio perche' questo porta introiti
      notevoli essendo i loro consulenti pagati proprio per
      saperne piu' di programmatori in-house, cantinari, e
      smanettoni assunti con contratti precari.ma quando mai !!é tutto lasciato alla buona volontà dei singoli e alle esperienze pregresse.Ovviamente chi sa fa, impara e quindi sa di più ed il ciclo si ripete !!D'altra parte se il cliente é un asino, e capita spesso, basta anche un brocco per impressionarlo. Anzi, risolvere i problemi nell' ottica del consulente é negativo in quanto porta a chiudere la commessa. Si cerca, e questa é una vera arte, di "gestire" il problema altrui.
    • pippo scrive:
      Re: ATT : CUBASIA

      Andrebbe quindi scritto sulla pietra che l'unico
      vero e immutabile valore aziendale e' il profitto
      creato dall'azienda stessa, e che i dipendenti
      esclusi quelli chiave, sono al 100%
      intercambiabili e quindi giustamente malpagati e
      schiavizzati.

      La dura realta' e' che innovazione e formazione
      NON portano alcun profitto se non in alcuni casi
      e comunque nel lungo
      termine.

      Per fare un esempio pratico, a chi vuol dare a
      bere che aziende come DELL o HP siano innovatrici
      ?

      Quando sappiamo ambedue che sono aziende oramai
      che vendono scatole rimarchiate fabbricate a
      taiwan e che il loro R&D e' ridotto all'osso
      ?

      Nel caso di DELL poi l'R&D e' ridotto al QA
      testing in Irlanda e poco
      altro.
      P.S. un piccolo controesempio a caso: google ti dice niente? :D
      • Il Detlattole scrive:
        Re: ATT : CUBASIA

        P.S. un piccolo controesempio a caso: google ti
        dice niente?
        :DGoogle qui a Pechino funziona malissimo: inserisci la parola "democrazia" e ti restituisce zero risultati...
        • pippo scrive:
          Re: ATT : CUBASIA


          P.S. un piccolo controesempio a caso: google ti

          dice niente?

          :D

          Google qui a Pechino funziona malissimo:
          inserisci la parola "democrazia" e ti restituisce
          zero
          risultati...Prova in itaGlia :D
    • max59 scrive:
      Re: ATT : CUBASIA
      - Scritto da: Il Detrattore
      Andrebbe quindi scritto sulla pietra che l'unico
      vero e immutabile valore aziendale e' il profitto
      creato dall'azienda stessa, e che i dipendenti
      esclusi quelli chiave, sono al 100%
      intercambiabili e quindi giustamente malpagati e
      schiavizzati.forse va bene per l'immediato, ma alla lunga chi non semina, cioè non investe in aggiornamenti, non coglie, quindi fallisce.e cmq un sindacato informatici eviterebbe proprio questo
    • anonymous scrive:
      Re: ATT : CUBASIA

      Solo nel consulting si investe a dovere nella
      formazione, ma proprio perche' questo porta
      introiti notevoli essendo i loro consulenti
      pagati proprio per saperne piu' di programmatori
      in-house, cantinari, e smanettoni assunti con
      contratti
      precari.ah ah ah bellissima questa! :-) :-)Se non era una battuta, direi che ci sono 2 possibilità:1) non hai mai avuto a che fare con un consulente2) sei un consulente:-P
  • chi? scrive:
    innovazione...

    quando per la ditta
    in cui stiamo lavorando
    l'innovazione è
    l'ultima delle sue priorità?uhm! forse non l'innovazione dell'azienda,ma l'innovazione / formazione del dipendente (ramo IT)e' sicuramente l'ultima per certe aziende. tanto... "i computer son tutti uguali / i programmi son tutti uguali / tu sei bravo lo stesso / ce la farai / non importa basta che vada / vai gia' a casa?"
  • Max scrive:
    aziende canaglia
    Che mi dici di quando l'azienda, oltre a non pagarti per quanto vali, per di più assorbe sistematicamente gli aumenti contrattuali dal superminimo ??
    • the beyonder scrive:
      Re: aziende canaglia
      - Scritto da: Max
      Che mi dici di quando l'azienda, oltre a non
      pagarti per quanto vali, per di più assorbe
      sistematicamente gli aumenti contrattuali dal
      superminimo
      ??Ovviamente senza che l'azienda o il superiore te ne faccia minimamente voce prima, e se azzardi a dire "perchè???", inizia il riassunto di tutti i nostri errori e cazzate varie fatte al lavoro, come ad esempio esser andato al bagno più di 3 volte in un'intera giornata (pausa pranzo compresa)
  • pacionet scrive:
    Il problema sono anche gli stipendi...
    Il clima della maggior parte delle nostre aziende e' quello tipico "statale" dell'impiegatino che fa il minimo per sopravvivere, va via appena puo' , insomma "vivacchia".Secondo me e' dovuto molto anche alla mancanza di incentivi: per quale motivo mi dovrei ammazzare di lavoro, quando l'azienda ti aumenta lo stipendio con il contagocce, ti fa lavorare con hardware obsoleto, ecc.L'azienda dove lavoro mi sembra un posto di "zombie": mai un'iniziativa extra-lavoro, mai un'uscita insieme, mai un evento. La gente si zombifica perche' l'azienda non da' stimoli per fare altrimenti.
    • Max scrive:
      Re: Il problema sono anche gli stipendi...
      Loro fanno finta di pagarti ...... tu fai finta di lavorare !Il conto torna
    • max59 scrive:
      Re: Il problema sono anche gli stipendi...
      - Scritto da: pacionet
      Il clima della maggior parte delle nostre aziende
      e' quello tipico "statale" dell'impiegatino che
      fa il minimo per sopravvivere, va via appena puo'
      , insomma
      "vivacchia".

      Secondo me e' dovuto molto anche alla mancanza di
      incentivi: per quale motivo mi dovrei ammazzare
      di lavoro, quando l'azienda ti aumenta lo
      stipendio con il contagocce, ti fa lavorare con
      hardware obsoleto,
      ecc.

      L'azienda dove lavoro mi sembra un posto di
      "zombie": mai un'iniziativa extra-lavoro, mai
      un'uscita insieme, mai un evento. La gente si
      zombifica perche' l'azienda non da' stimoli per
      fare
      altrimenti.ma non bisogna aspettare che sia l'azienda ad avere l'iniziativa, si dovrebbe organizzare un sindacato online con altre aziende per un CCNL informaticoaltro che zombie
      • Pippo PIppo scrive:
        Re: Il problema sono anche gli stipendi...
        Si ma il CCNL ad-hoc non e' la soluzione di tutti i mali...riuscirebbero a darti 2 lire lo stesso.
      • Hasta il puebbblo scrive:
        Re: Il problema sono anche gli stipendi...
        Guarda che se non ci sono incentivi per buona parte è dovuto al sindacato. Tutti i lavoratori sono uguali, quindi meglio 10 euro l'anno a tutti che 1000 ai piu bravi. - Scritto da: max59
        - Scritto da: pacionet

        Il clima della maggior parte delle nostre
        aziende

        e' quello tipico "statale" dell'impiegatino che

        fa il minimo per sopravvivere, va via appena
        puo'

        , insomma

        "vivacchia".



        Secondo me e' dovuto molto anche alla mancanza
        di

        incentivi: per quale motivo mi dovrei ammazzare

        di lavoro, quando l'azienda ti aumenta lo

        stipendio con il contagocce, ti fa lavorare con

        hardware obsoleto,

        ecc.



        L'azienda dove lavoro mi sembra un posto di

        "zombie": mai un'iniziativa extra-lavoro, mai

        un'uscita insieme, mai un evento. La gente si

        zombifica perche' l'azienda non da' stimoli per

        fare

        altrimenti.

        ma non bisogna aspettare che sia l'azienda ad
        avere l'iniziativa, si dovrebbe organizzare un
        sindacato online con altre aziende per un CCNL
        informatico

        altro che zombie
        • max59 scrive:
          Re: Il problema sono anche gli stipendi...
          - Scritto da: Hasta il puebbblo
          Guarda che se non ci sono incentivi per buona
          parte è dovuto al sindacato. Tutti i lavoratori
          sono uguali, quindi meglio 10 euro l'anno a tutti
          che 1000 ai piu bravi.infatti non mi riferisco ai sindacati attuali che non conoscono nulla degli informatici, ma di crearne uno on line, magari con l'appoggio dei linux group come struttura territoriale già presente
  • Giuseppe Cubasia scrive:
    Commento di Cubasia
    Questo articolo è stato realizzato confrontando 2 anni di vignette di Dilbert con 25 anni desperienza passati a lavorare in grossissime realtà nazionali ed internazionali.Larticolo si fonda su una premessa: lazienda ignora linnovazione, è incapace di concepire un ROI, in pratica in azienda i soldi arrivano senza che vi sia sforzo alcuno per produrre alcunchè.Immaginate un regime qualunque di monopolio in cui offirate un prodotto misero, ma indispensabile, che la gente è costretta suo malgrado a comprare.Ignorare la premessa e leggere larticolo rapportandolo alla realtà privata in unazienda a caccia di utili porta ovviamente a conclusioni errate.Larticolo è fuori dalla satira, mette solo a confronto due cose, il personaggio di fantasia Dilbert ed alcune realtà aziendali e fa notare lincredibile somiglianza, tra le due nel 3 millennio, ed in pieno occidente, anche in Italia, una nazione del G8. Se poi ci si riconosce nella propria realtà di tutti i giorni significa che la sindrome colpisce lintero sistema Paese e sono dolori!Un ultima nota sullinnovazione. Ma chi ha detto che innovazione significa tecnolgia?Innovazione è fondamentalemente idee nuove, un modo nuovo di utilizzare le stesse cose.Un esempio banalissimo è la ruota o linvenzione del fuoco. Ho due pietre, e realizzo che se le sbatto tra loro ho una scintilla. E vero che ho usato una tecnologia nuova: si chiama cervello!Sono le idee che muovono il mondo.
    • Axel scrive:
      Re: Commento di Cubasia
      Purtroppo è tutto TRISTEMENTE vero: io ho lavorato per 4 anni in una grossa realtà industriale italiana che inizia con (D e finisce con C)... il mio diretto superiore era una pantomima del capo di Dilbert ; e non vi dico cosa succedeva all'interno!!!
    • fghjsfhfsha rthaftha scrive:
      Re: Commento di Cubasia

      Immaginate un regime qualunque di monopolio in
      cui offirate un prodotto misero, ma
      indispensabile, che la gente è costretta suo
      malgrado a
      comprare.
      Hai lavorato per Microsoft?
    • Zani Chelli scrive:
      Re: Commento di Cubasia
      "...l'unico uso che se né fa..."'né' con l'accento?? O_O"Sarò anche un informatico, ma temo di doverti dire che in questa frase non ci voglia l'accento su 'ne', poiché va inteso con "di questa cosa".=)
  • Il gelato che uccide scrive:
    Una terza soluzione ....
    Fantastico questo articolo.Mi sono riconosciuto perfettamente ma ho trovato una soluzione diversa dalle due proposte.Premetto che non è una soluzione per tutti, possono farlo solo coloro che non hanno nulla da perdere e un lavoro abbastanza specifico.Io ho mandato tutto al diavolo e mi sono messo in proprio, poi sono andato nelle stesse imprese in cui sono stato Dilbert, passando dalla porta principale.Da li mi sono accorto che il problema è anche opposto, cioè il muro di gomma degli ipocriti blocca anche il flusso dall'alto verso il basso.Mi spiego !Una impresa Dilbertiana è un po` come una persona depressa e ha una sua psicologia, in cui un ramo dirigenziale è maniacale e assolutamente incapace di comprendere l'innovazione, quello attivo non può imporre scelte e quello intermedio che isola i due, ha raggiunto quel livello perchè ha proprio le caratteristiche del muro di gomma.È l'involuzione della specie, tutto involve verso quello stato.La cosa divertente è che per lo strato di ipocrisia intermedio, non solo gli impiegati sono demotivati ma i capi si ritrovano con decine/centinaia di persone da pagare e la produttività di un asilo nido.Quindi il buon dirigente cosa fa ?Prima si rivolge al muro di gomma per sapere se si può fare quella cosa, magari ci sono 100 risorse capaci di farla ma nessuno lo sa perché sono tutti fermi a guardare la tastiera.A questo punto il livello intermedio si scatena mostrando tutta la sua inefficienza.Alla fine si fanno due conti e si chiamano un po`di consulenti, si pagano 5 volte un impiegato, rendono un pò di più di un fissatastiera e servono anche come scarico fiscale.Tra i consulenti che arrivano, ... incredibile a dirsi ... ci sono anch'io che quando lavoravo li ero un Dilbert come tutti gli altri.
  • codroipo scrive:
    Sulle poste però ci ha azzeccato
    Di brutto.Poi ci si lamenta che le cose vanno a rotoli, però io ho visto colleghi neoassunti, pieni di entusiasmo, diventare man mano sempre più apatici e interessati solo a fare il proprio, nel modo meno faticoso possibile, e cercando di scansarsi qualsiasi problema o conflitto (anche quando sarebbe giusto che invece ci siano).
  • Cecca scrive:
    Condivido in pieno
    Le faccio davvero i complimenti signor Cubasia.Ho letto d'un fiato sia questo post che il precedente rimando al "Bravo Informatico".Lavorando da anni in realtà medio grandi con responsabilità dei sistemi aziendali trovo l'analisi ben calzante anche se credo vada letta come spunto positivo per cercare di usarla a migliorare le cose.... Dilbert è troppo "tosto" per adagiarsi e non se lo può permettere!Ancora complimenti all'Autore e salutoni a tutta la community:-)
  • Truman Burbank scrive:
    mitologia
    Nel testo c'è sempre in secondo piano (a volte anche in primo) il mito che l'innoivazione sia qualcosa di positivo, che le nuove tecnologie siano meglio di quelle vecchie. Con questa logica gli abiti in plastica sarebebro meglio di quelli in fibre naturali.
    • gatto sostituto scrive:
      Re: mitologia

      Nel testo c'è sempre in secondo piano (a volte
      anche in primo) il mito che l'innoivazione sia
      qualcosa di positivo, che le nuove tecnologie
      siano meglio di quelle vecchie. Con questa logica
      gli abiti in plastica sarebebro meglio di quelli
      in fibre naturali.Osservazione molto interessante. Infatti lo sostengo da sempre che innovazione non è sinonimo di miglioramento.
      • Fart Painter scrive:
        Re: mitologia

        Osservazione molto interessante. Acuta osservazione, direi. Specialmente nel settore informatico, dove spesso le nuove tecnologie non passano nemmeno il vaglio dell'utilita'.
        • gatto sostituto scrive:
          Re: mitologia

          Acuta osservazione, direi. Specialmente nel
          settore informatico, dove spesso le nuove
          tecnologie non passano nemmeno il vaglio
          dell'utilita'.Ma fanno immagine, mantengono gli stipendi del reparto marketing, e generano FUD intorno ai prodotti della concorrenza.
    • guast scrive:
      Re: mitologia
      L'innovazione può anche implicare tanti tentativi sapendo che qualcuno può andare male, ma è sempre meglio che non fare niente. Prendi la natura, è un esempio di innovazione lentissima, ma continua. Quante specia che dominavano 10 milioni di anni fa sono arrivate ai giorni nostri. un piccola percentuale.
  • erminio scrive:
    fatevi rispettare
    Ragazzi, fatevi rispettare. Alzate la voce, e se non funziona cambiate lavoro. Se siete in gamba, non rischiate niente, avete solo da guadagnarci.Se non lo siete, invece, beh... allora avete quello che vi meritate. Sopportate e non lamentatevi!Ciao!
    • Tyler Burden scrive:
      Re: fatevi rispettare
      - Scritto da: erminio
      Ragazzi, fatevi rispettare. Alzate la voce, e se
      non funziona cambiate lavoro. Se siete in gamba,
      non rischiate niente, avete solo da
      guadagnarci.gli ingegneri / informatici e figure affini sono nate per soffrire, studiano e soffrono e al lavoro devono impazzire.
      • bi biiii scrive:
        Re: fatevi rispettare

        gli ingegneri / informatici e figure affini sono
        nate per soffrire, studiano e soffrono e al
        lavoro devono
        impazzire.Potrebbe anche starmi bene ma la cosa dovrebbe avereun valore ANCHE MONETARIO.E ragazzi, mi rivolgo soprattutto ai piu' giovani,per guadagnare come una commessa non dovresteneppure saper installare uindous!La passione e' una cosa buona ma anche se coincidecon il vostro lavoro vi dovete far pagare di piu'!Ma come??!? Direte voi, con i colleghi che fanno agara a chi lo ha piu' lungo invece che sostenersi avicenda, il capo che vi fa sentire delle merdacceperche' cosi' non vi viene in mente di chiedere aumentiecc ecc ecc...Ve lo dico io, cambiate lavoro e accettate anche perquei 100 euro in piu', poi di nuovo e di nuovo finoa quando non siete soddisfatti, piantatela di farvitrattare come il ragazzino che gioca con il pcma tiratevela un po' di piu' da professionisti.E chi puo' e se la sente, via dall'Italia.
        • Max scrive:
          Re: fatevi rispettare

          E chi puo' e se la sente, via dall'Italia.Anche perché, tra non molto, cominceremo a "dialogare" a fucilate
          • bi biiii scrive:
            Re: fatevi rispettare
            - Scritto da: Max

            E chi puo' e se la sente, via dall'Italia.

            Anche perché, tra non molto, cominceremo a
            "dialogare" a fucilatePotresti essere un mio collega... :s :)
        • pino scrive:
          Re: fatevi rispettare

          Ma come??!? Direte voi, con i colleghi che fanno a
          gara a chi lo ha piu' lungo invece che sostenersi
          a
          vicenda, il capo che vi fa sentire delle merdacce
          perche' cosi' non vi viene in mente di chiedere
          aumenti
          ecc ecc ecc...Bravo esatto hai colto il PUNTO.
          E chi puo' e se la sente, via dall'Italia.Fiero e orgoglioso di essere emigrato tre anni fa e non tornero' mai piu' indietro.Potete contare sul mio voto dall'estero pero', ha ha ha...Saluti
    • Alberto Omonimo scrive:
      Re: fatevi rispettare

      non funziona cambiate lavoro. Se siete in gamba,fosse facile :-(ciaoAlberto
      • Tyler Durden scrive:
        Re: fatevi rispettare
        Spacca il culo al superiore!!!vedi se funziona!e se anche finisci in galeravitto e alloggio gratis senza far niente!
    • AMEN scrive:
      Re: fatevi rispettare
      - Scritto da: erminio
      Ragazzi, fatevi rispettare. Alzate la voce, e se
      non funziona cambiate lavoro. Hai casa? Hai una famiglia? Hai un mutuo?Meglio che stai zitto!
      • bi biiii scrive:
        Re: fatevi rispettare

        Hai casa? Hai una famiglia? Hai un mutuo?
        Meglio che stai zitto!Vabbe' dai, s'intente "provate a cambiare senza arrendervi"
  • Bezzolone scrive:
    Articolovaporware, Dilbert è ingegnere
    Questo articolo e' pura aria fritta. Non offre e non toglie nulla alla genialita' della striscia. Non offre e non toglie nulla all'analisi sociologica dello stereotipo dell'azienda multinazionale, vero e proprio organismo tentacolare (non a caso e' fatto di uomini e donne).Dissento in due punti fondamentali:La multinazionale di informatica e' di solito la più lontana dallo stereotipo espresso da Dilbert, che e' sicuramente meglio applicabile ai settori tradizionali industriali: tobacco, oil & gas, chemicals, pharma, etc...Inoltre contiene una fondamentale mistificazione: Dilbert e' un ingegnere di R&D, non certamente un informatico.Mi spiace ma il pezzo è inconsistente.cordialmente
    • Pirullo scrive:
      Re: Articolovaporware, Dilbert è ingegnere
      Io lavoro in una multinazionale che produce software, del tutto simile (potrei dire identica) a quella descritta nel fumetto. Non so come tu possa dire che e' il tipo di azienda piu' lontano... lo sai cosa producono nell'azienda di Dilbert?La fondamentale mistificazione che citi e' assurda: Dilbert e' si' un "engineer" che viene tradotto letteralmente "ingegnere", ma essendo un "software engineer" la traduzione corretta e' proprio "informatico". Io ho la laurea in Informatica ma sul lavoro sono un "software engineer", si saranno mica sbagliati?Per finire, nelle aziende di software, R&D e' il reparto dove il software viene fatto. Ma lo sanno tutti...MahCiao
  • Aktarus scrive:
    Secondo me sei Depresso !!!
    Cubasia, non offenderti però eh ?Te lo sto dicendo SIMPATICAMENTE, davvero.Ciao a tutti
  • Gigi Pirola scrive:
    Non e' cosi'.
    Dilbert e' parodia dell'universo IT americano.L'Italia, prima di raggiungere questi livelli, dovrebbe conoscere la meritocrazia.Dopodiche' potremo anche sostiuire la faccia del nostro capo con il well-known pointy-haired-boss dilbertiano. Ma fino ad allora, la nostra realta' e' peggio.
  • the_speck scrive:
    Satira
    Cubasia, mi sei simpatico. E scrivi in bello stile. Ma (nota l'uso dell'avversativo "ma" in principio di discorso) potresti cercare di essere un po' meno satirico e un po' piu' realistico? Gli imboscati, i raccomandati, i vuoti affabulatori, in generale i "parassiti" esistono in qualsiasi agglomerato umano, ovunque, da sempre. Sottolinearlo con tanta insistenza e' inutilmente pleonastico. -- Ciao,Speck
  • Garlini Valter scrive:
    Una liberazione....
    A volte ci sono persone che in poche parole chiare, semplici, efficaci riescono a descrivere una situazione complessa rendendola comprensibile a tutti.Se a poi a questa straordinaria capacità di chi scrive si associa l'esperienza concreta di chi legge allora anche la semplice esposizione prende vita e si trasforma nel romanzo che è diventata la tua vita... non solo la tua vita, ma la vita di moltissime persone nella Nostra Povera italietta.... dove il merito e le capacità non solo non vengono prese in alcuna considerazione... ma dove addirittura vengono perseguite come gravemente dannose !E una cosa unica ancora mi consola...il muro di Berlino è caduto...... in una notte sola !
  • Loky scrive:
    Potatura dei rami
    Ma che succede quando i neo-manager dopo anni di atteggiamenti ossequiosi e proni si ritrovano senza aver fatto le esperienze necessarie per sostenere quel ruolo ?Si ritrovano allora in una posizione assai scomoda, con un livello di costo assolutamente spropozionato rispetto alla loro capacità di produrre reddito, con i colleghi capaci che anziché supportarli si limitano a rimanere seduti sulla riva del fiume .... pregustando il momento in cui vedranno passare i loro cadaveri !! Qualcuno di questi "one-minute manager" un po' più sveglio degli altri, prima dell'irreparabile, magari propone di retrocedersi a quadro trovando l'oppozione degli altri manager che considerano ciò un "pericoloso precedente"!La responsabilità maggiore di tutto ciò non é però di costoro, che sono dei "poveretti" con un "io" ipertrofico, ma della scarsa moralità della società in cui viviamo e di conseguenza del management/proprietà delle aziende.La moralità non é qualcosa per "bacchettoni" ma il prodotto di 5000 anni di progresso; anzi é la condizione necessaria per rendere sostenibile e duraturo il miglioramento delle persone e delle società in cui vivono. Serve un pensiero superiore, uno scopo superiore !!! In assenza di un continuo miglioramento il sistema periodicamente "collassa" ... e tali eventi, come noto, oltre a non essere desiderabili, non sono controllabili !!
    • gatto sostitutiv o scrive:
      Re: Potatura dei rami

      La moralità non é qualcosa per "bacchettoni" ma
      il prodotto di 5000 anni di progressoLa famosa direttiva ISO-0001, emanata allorché il padre di Cheope s'incazzò perché la piramide era venuta su storta.[img]http://m3mary.com/history/bent_pyramid_dashur.jpg[/img]
  • meglio che me lo tenga per me... scrive:
    Complimenti
    è così, è davvero così...lo capisco quando la segretaria vuole stampare i documenti in pdf, ma li vuole fronte-retro. Quando ti chiama disperata perchè sul monitor appare un messaggio "premere OK per continuare" e non sa cosa fare. Quando manca la carta nella stampante e devi correre perchè è di nuovo rotta. Quando mi chiamano perchè il cavo di rete si è staccato da solo, ma in ufficio la lan è wireless.. quando il capo non compra le licenze di office perchè sono care ma non vuole Openoffice.org perchè "non è maicrosoft quindi non è compatibile con uindous".Lo capisco quando l'enel deve staccare la corrente per due ore e gli ups da 100 euro non reggono per tutto qul tempo, quando le mail con 20 mega di allegati tornano indietro e la colpa è degli acher che le stanno telecontrollando il piccì.Quando il lunedì mattina mi sento dire "ma tu usi linuS? non puoi craccare uindous come fanno tutti, così non rimani indietro?".
    • WTF scrive:
      Re: Complimenti
      - Scritto da: meglio che me lo tenga per me...
      è così, è davvero così...
      lo capisco quando la segretaria vuole stampare i
      documenti in pdf, ma li vuole fronte-retro .
      Quando ti chiama disperata perchè sul monitor
      appare un messaggio "premere OK per continuare" e
      non sa cosa fare .mi sembra ovvio che la segretaria sia in cerca di tuoduro
    • Steulin scrive:
      Re: Complimenti


      E quando il semplice impiegato fa tre regolari
      richieste di acquisto, in quattro anni, vengono
      tutte archiviate con la scusa "al momento non ci
      sono soldi". Come anche quando si rompe il disco
      fisso, "costringendo" il semplice impiegato alla
      sostituzione a proprie spese per continuare a
      lavorare. E ritrovandosi, nel 2008, a lavorare
      con un "portatile" Pentium III 450, con 128mb di
      ram, senza lettore CD funzionante, senza
      batteria, senza PCMCIA, senza USB, con la
      tastiera ed il mouse interni staccati perchè
      mandano in tilt il computer (come se certi tasti
      rimanessero sempre
      premuti).
      Ma dove diamine lavori ?
    • La V scrive:
      Re: Complimenti
      - Scritto da: meglio che me lo tenga per me...
      è così, è davvero così...
      ...
      Quando ti chiama disperata perchè sul monitor
      appare un messaggio "premere OK per continuare" e
      non sa cosa fare.
      ...
      Quando il lunedì mattina mi sento dire "ma tu usi
      linuS? non puoi craccare uindous come fanno
      tutti, così non rimani
      indietro?".RESPECT! -.-/Quoto in pieno.
    • Wargames scrive:
      Re: Complimenti
      Hai dimenticato "ma come, vai giá via?". Nella tua posizione (assistente di dementi) dovresti fermarti un pó di piú. (gratis ovviamente e con 900 euro mensili di stipendio).Dementi perché nessuno pretende che la gente sappia tutto di tutto dell'informatica ma che:1) se ti viene spiegato, tu tenga a mente e impari la soluzione al problema2) non fai l'arrogante nascondendoti dietro "questo non é il mio lavoro", "ho tante cosa da fare", "ma io voglio fare cosí, mi trovi un modo" e via dicendo...
      • AlphaC scrive:
        Re: Complimenti
        questa l'ho già sentita lavori in un grosso System Integrator e te l'hanno detta mentre eri da un cliente?
      • AMEN scrive:
        Re: Complimenti
        - Scritto da: Wargames
        Dementi perché nessuno pretende che la gente
        sappia tutto di tutto dell'informatica ma
        che:
        1) se ti viene spiegato, tu tenga a mente e
        impari la soluzione al problemaScordatelo. Il cliente/utente NON vuole imparare....
        2) non fai l'arrogante nascondendoti dietro
        "questo non é il mio lavoro", "ho tante cosa da
        fare", "ma io voglio fare cosí, mi trovi un modo"
        e via dicendo...Il grande classico è : "NON funziona niente" (meglio se urlato o sgarbato), quando semplicemente manca una icona sul desktop...
    • lux1971 scrive:
      Re: Complimenti
      - Scritto da: teddybear[...]

      E quando il semplice impiegato fa tre regolari
      richieste di acquisto, in quattro anni, vengono
      tutte archiviate con la scusa "al momento non ci
      sono soldi". Come anche quando si rompe il disco
      fisso, "costringendo" il semplice impiegato alla
      sostituzione a proprie spese per continuare a
      lavorare. E ritrovandosi, nel 2008, a lavorare
      con un "portatile" Pentium III 450, con 128mb di
      ram, senza lettore CD funzionante, senza
      batteria, senza PCMCIA, senza USB, con la
      tastiera ed il mouse interni staccati perchè
      mandano in tilt il computer (come se certi tasti
      rimanessero sempre
      premuti).[...]E cambiare lavoro?Tanto lavorare per pagarti l'hardware aziendale o stare a casa a grattarti cambia poco!
      • teddybear scrive:
        Re: Complimenti
        - Scritto da: lux1971
        E cambiare lavoro?Non è facile, anzi. Come dico sempre il difficile non è passare il colloquio. Il difficile è far si che le aziende ti rispondano e ti facciano fare sto benedetto colloquio.
        Tanto lavorare per pagarti l'hardware aziendale o
        stare a casa a grattarti cambia poco!Quel "poco" si chiama "responsabilità di mantenere una famiglia". Se per te è poco, congratulazioni.
        • lux1971 scrive:
          Re: Complimenti
          - Scritto da: teddybear
          - Scritto da: lux1971


          E cambiare lavoro?

          Non è facile, anzi. Come dico sempre il difficile
          non è passare il colloquio. Il difficile è far si
          che le aziende ti rispondano e ti facciano fare
          sto benedetto
          colloquio.Affinare la ricerca dei potenziali datori di lavoro e migliorare la stesura del CV!Quando ci sono queste due "condizioni", se la ditta è interessata risponde!


          Tanto lavorare per pagarti l'hardware aziendale
          o

          stare a casa a grattarti cambia poco!

          Quel "poco" si chiama "responsabilità di
          mantenere una famiglia". Se per te è poco,
          congratulazioni.Grazie ma non vedo il problema, vuol dire che il tuo stipendio copre il mantenimento della famiglia e l'hardware aziendale e quindi non hai niente da lamentarti :)Anzi, cercano qualcuno? :)
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Complimenti
            - Scritto da: lux1971
            Affinare la ricerca dei potenziali datori di
            lavoro e migliorare la stesura del CV!
            Quando ci sono queste due "condizioni", se la
            ditta è interessata risponde!In effetti solo in un caso (il primo lavoro) ho seguito la trafila CV-colloquio. Negli altri sono andato quasi a colpo sicuro: contatto (senza CV), colloquio e assunzione. Ho cercato in modo accurato il contatto iniziale e non ho mai spedito il curriculum, presentandolo sempre di persona. Però ho avuto anche molta fortuna.
          • teddybear scrive:
            Re: Complimenti
            - Scritto da: www.aleksfalcone.org
            - Scritto da: lux1971

            Affinare la ricerca dei potenziali datori di

            lavoro e migliorare la stesura del CV!

            Quando ci sono queste due "condizioni", se la

            ditta è interessata risponde!

            In effetti solo in un caso (il primo lavoro) ho
            seguito la trafila CV-colloquio. Negli altri sono
            andato quasi a colpo sicuro: contatto (senza CV),
            colloquio e assunzione.

            Ho cercato in modo accurato il contatto iniziale
            e non ho mai spedito il curriculum, presentandolo
            sempre di persona.

            Però ho avuto anche molta fortuna.Le uniche risposte che ho avuto sono state da ditte estere. Molte mi hanno chiamato per fare un colloquio, premettendo che al momento non avevano bisogno, ma visto il CV erano interessati ad inserirmi nel loro DB di possibili futuri candidati, e ricevo regolarmente ogni mese, ogni due, ogni tre, a seconda dell'azienda, la richiesta di confermare la mia disponibilità.Nell'ultimo anno (2007) ho inviato più di seicento CV, in Italia, ma in nessun caso, per ora, ho ricevuto risposta.
          • teddybear scrive:
            Re: Complimenti
            - Scritto da: lux1971
            Affinare la ricerca dei potenziali datori di
            lavoro e migliorare la stesura del CV!All'inizio affini, poi allarghi il più possibile, visto che la prima "raffinazione" era evidentemente troppo stetta.
            Grazie ma non vedo il problema, vuol dire che il
            tuo stipendio copre il mantenimento della
            famiglia e l'hardware aziendale e quindi non hai
            niente da lamentartiHardware aziendale, si parla unicamente di tre dischi da 20gb per portatile. Per quanto io faccia molta fatica ad arrivare alla fine del mese, tre dischi usati non sono poi una cosa impossibile da acquistare.
            Anzi, cercano qualcuno? :)No, anzi. Adesso hanno fatto la cessione del ramo d'azienda verso una altra multinazionale, e le prospettive sono che "vi garantiamo che il 50% di voi, mantiene il proprio posto di lavoro da qui ad un anno".Che gentili.
    • max59 scrive:
      Re: Complimenti
      - Scritto da: meglio che me lo tenga per me...
      Quando il lunedì mattina mi sento dire "ma tu usi
      linuS? non puoi craccare uindous come fanno
      tutti, così non rimani indietro?".tanta ignoranza la giustifico solo col fatto che l'informatica è ancora una scienza giovane, quindi ci vorranno almeno 100 anni (non scherzo) perchè sia assimilata dal grande pubblico
      • B.Sc.Hns. scrive:
        Re: Complimenti
        perche' secondo te la gente la considera una scienza??a parte quelli che la studiano, gli altri credono sempre sia una roba per ragazzetti col pallino dei videogiochi..io
        sai mamma fra qualche mese mi laureo in computer science, ho gia' trovato un paio di offerte per un dottorato di ricerca..mamma
        perche' non ti trovi un lavoro serio invece di continuare a giocare col compiuter ?io
        ehm.. ok. grazie per l'incoraggiamento.(potete sostituire mamma con qualsiasi altra entita' familiare e/o amici)ps: fra poco mi laureo per vero, l'universita' me la son pagata io, lavoro contemporaneamente e vivo da solo. Tutto questo all'estero e non in Italia (ovviamente, nel bel paese mi sarebbe stato impossibile fare tutto cio').
        • Chiedo info scrive:
          Re: Complimenti
          Potrei sapre in che paese lavori,e come ti trovi?Grazie
          • B.Sc.Hns. scrive:
            Re: Complimenti
            irlanda da 4 anni e mi trovo benissimo. E' stata dura all'inizio (e non solo per la lingua) ma basta essere umili ed avere voglia di fare e i risultati non mancheranno ed in breve tempo pure :)
          • Chiedo info scrive:
            Re: Complimenti
            altra info per piacere,io una volta laureato in ingegneria informatica (mi voglio fermare alla triennale),vorrei lavorare all'estero ,però vorrei iniziare a lavorare un annetto in italia per avere oltre a un pezzo di carta anche un pò di esperienza e studiare l'inglese in modo serio (con le conoscenze scolastiche almeno IO non riesco a stare dietro a un vero inglese che parla velocissimo),in che cosa mi consigli di fare esperienza?
          • vbrother scrive:
            Re: Complimenti
            Hi, I'm going to move in Dublin within 2008, would you like to exchange your contacts with me? vbrother AT gmail DOT com and my Meteor mobile is 0851245943. Cheers!
          • vbrother scrive:
            Re: Complimenti
            Hi, I'm going to move in Dublin within 2008, would you like to exchange your contacts with me? vbrother AT gmail DOT com and my Meteor mobile is 0851245943. Cheers!
        • alias scrive:
          Re: Complimenti

          ps: fra poco mi laureo per vero, l'universita' me
          la son pagata io, lavoro contemporaneamente e
          vivo da solo. Tutto questo all'estero e non in
          Italia (ovviamente, nel bel paese mi sarebbe
          stato impossibile fare tutto
          cio').parole d'oro... in itaGlia il dottorato di ricerca è solo un 'parcheggio' triennale in fuga dalla disoccupazione (passata) e verso la disoccupazione (futura)...
          • B.Sc.Hns. scrive:
            Re: Complimenti
            in ogni paese europeo, in irlanda come in uk come in germania, come in repubblica ceca, ecc... (tranne che in italia ovviamente, e non so di spagna/portogallo e pochi altri) per accedere ad un dottorato di ricerca devi semplicemente fare un colloquio con chi offre il posto, non un superconcorso. Se _VALI_ ti assumono e ti valorizzano (meritrocrazia) e ti prendi il tuo PhD comodamente, vieni pagato bene (in UK per esempio si va dalle 18000 alle 40000 sterline annue, perche' dipende dall'esperienza che uno ha, e non a Londra cmq dove pagano molto di piu') ed hai anche possibilita' di estendere il mandato e diventare un fellow researcher (un ricercatore fulltime) presso la stessa struttura. Voglio ricordare che il titolo di Dottore in tutto il mondo (tranne che in Italia ovviamente) e' riservato esclusivamente a chi ha un titolo di studio di liv 10 (secondo gli standard europei) e cioe' un PhD, tutti gli altri anche con la laurea completa (che si chiama Bachelor Honours Degree) si continuano a chiamare Mr. o Mrs. o Miss. e non Dr. (o Dott. in italiano) !! meditate gente meditate :)
          • alias scrive:
            Re: Complimenti
            - Scritto da: B.Sc.Hns.
            in ogni paese europeo, in irlanda come in uk come
            in germania, come in repubblica ceca, ecc...
            (tranne che in italia ovviamente, e non so di
            spagna/portogallo e pochi altri) per accedere ad
            un dottorato di ricerca devi semplicemente fare
            un colloquio con chi offre il posto, non un
            superconcorso. Se _VALI_ ti assumono e ti
            valorizzano (meritrocrazia) e ti prendi il tuo
            PhD comodamente, vieni pagato bene (in UK per
            esempio si va dalle 18000 alle 40000 sterline
            annue, perche' dipende dall'esperienza che uno
            ha, e non a Londra cmq dove pagano molto di piu')
            ed hai anche possibilita' di estendere il mandato
            e diventare un fellow researcher (un ricercatore
            fulltime) presso la stessa struttura.


            Voglio ricordare che il titolo di Dottore in
            tutto il mondo (tranne che in Italia ovviamente)
            e' riservato esclusivamente a chi ha un titolo di
            studio di liv 10 (secondo gli standard europei) e
            cioe' un PhD, tutti gli altri anche con la laurea
            completa (che si chiama Bachelor Honours Degree)
            si continuano a chiamare Mr. o Mrs. o Miss. e non
            Dr. (o Dott. in italiano) !!


            meditate gente meditate :)in italia stiamo a 900 euro/mese, pensa che l'assegno di ricerca viene 'tagliato' per pagare i contributi ma l'inps non ti riconosce nemmeno un giorno di lavoro per quei 3 anni, per loro sei disoccupato...
          • B.Sc.Hns. scrive:
            Re: Complimenti
            e che non lo so ... :)un mio caro amico ha fatto il dottorato in fisica e veniva pagato sta miseria, ora e' ricercatore presso l'INFM (fisica della materia) e prende la bellezza di 1200 euro al mese.. ma siamo pazzi??? io non faccio il ricercatore e prendo piu' del doppio di quella cifra (netti) con un costo della vita che e' pari a quello del mio amico.. :|
        • max59 scrive:
          Re: Complimenti
          - Scritto da: B.Sc.Hns.
          perche' secondo te la gente la considera una
          scienza??

          ps: fra poco mi laureo per vero, l'universita' me
          la son pagata io, lavoro contemporaneamente e
          vivo da solo. Tutto questo all'estero e non in
          Italia (ovviamente, nel bel paese mi sarebbe
          stato impossibile fare tutto
          cio').sbagli ad andartene, alla prima recessione il paradiso finisce anche all'esterooppure hai una mentalità europea e anche dall'estero contribuisci ad un sindacato informatici on line
    • ma anche no dai scrive:
      Re: Complimenti
      sottoscrivo in pieno, è cosi' anche qui.secondo me una soluzione c'è: prendiamola per gioco!tanto noi tecnici/sviluppatori non siamo dirigenti e non abbiamo responsabilità dirigenziale. se succedono dei casini ci vanno di mezzo loro!noi glielo ricordiamo ogni tanto e scommetto che iniziano a muoversi tormentati dagli incubi
      • teddybear scrive:
        Re: Complimenti
        - Scritto da: ma anche no dai
        tanto noi tecnici/sviluppatori non siamo
        dirigenti e non abbiamo responsabilità
        dirigenziale. se succedono dei casini ci vanno di
        mezzo loro!Dici? Cinque anni fa eravamo 102. Con 21 managers, ed un direttore.Ora siamo in 42, con 26 managers e due direttori. I managers sono sempre gli stessi, sono aumentati. Abbiamo assunto un altro direttore. Ma i tecnici se ne sono andati, sono stati licenziati e sostituiti da consulenti, quando sono stati sostituiti, in genere il lavoro è stato spalmato su altri colleghi. Oddio, spalmato è una parola grossa. Si spalma il lavoro di una persona su altre tre. Se invece prendi il lavoro di tre persone e lo dai ad una soltanto... si dice "accumulare".
        • Fart Painter scrive:
          Re: Complimenti

          Dici? Cinque anni fa eravamo 102. Con 21
          managers, ed un
          direttore.
          Ora siamo in 42, con 26 managers e due direttori.Gosh!!Vivo all'estero, e queste cifre fanno rabbrividire.Ne si davvero sicuro? Noi siamo in 9000 ma non penso che ci siano cosi' tanti manager! Siete in un rapporto inferiore di 1 a 2.Mi viene in mente un episodio di qualche anno fa: l'azienda ha bisogno di una fornitura meccanica.Ci vengono consigliate delle aziende in grado di soddisfare questa fornitura. Una di queste e' italiana.Siccome parlo italiano, mi hanno incaricato di seguire la faccenda e tenere i contatti, eventualmente recandomi in Italia a far visita all'azienda fornitrice (era una fornitura piuttosto imporante).Mi sono recato parecchie volte in Italia. La cosa che mi ha colpito maggiormente era l'altissimo numero di dirigenti.In Italia, inoltre, sembra che ci sia una legge che prevede sgravi fiscali per l'acquisto di auto aziendali. Praticamente tutti i dirigenti avevano l'auto aziendale (tedesca, non diciamo le marche), e la usavano per scopi personali.I dipendenti che ho visto, facevano tutti i pendolari, e percorrevano ogni giorno anche grandi distanze. Non erano forniti di macchina aziendale e l'azienda non aveva un patrimonio immobiliare: io, per esempio, vivo in una casa (110 mq) messa a disposizione della mia azienda, a cui pago regolarmente l'affitto. Questa cosa non sembra possibile in Italia.Morale della favola: ci accordiamo per la fornitura. L'azienda italiana ha quindi effettuato le lavorazioni meccaniche richieste, ma.... non sapeva come trasportarle!!Non avevano uno straccio di camion/tir/quant'altro per poter inviarci, come da contratto, le parti richieste.Erano pieni di macchine di grossa cilindrata, totalmente inutili (ho assistito a telefonate - capisco l'italiano, non tutti i dirigenti erano informati di questo - di persone che si accordavano con la moglie per l'uso della macchina aziendale) ma non avevano i mezzi di trasporto necessari per svolgere il loro lavoro. Ero senza parole.Mi chiedo come mai in Italia sia possibile questa situazione: sgravi fiscali per acquistare l'auto al dirigente ma non il furgoncino/furgone/autocarro/TIR.Mi chiedo come mai in Italia non ci sia una legge che agevoli l'azienda per l'acquisto di case ed alloggi da mettere a disposizione dei dipendenti. Sicuramente l'economia italiana ne gioverebbe molto di piu' che non sgravare un inutile Cayenne...
          • Fart Painter scrive:
            Re: Complimenti

            L'Italia è una repubblica fondata sul "favore".Ho sempre detto che l'Italia e' una repubblica fondata sul "privilegio".A qualunque livello: c'e' gente che si vanta di non aver fatto il militare grazie a questa conoscenza, che ha ottenuto il posto di lavoro grazie a quest'altra e cosi' via.Ovviamente, piu' sali di livello, piu' il "privilegio" e' grande. Cmq e' una cosa radicata nel pensiero italiano.Onestamente non mi vanterei assolutamente di aver avuto privilegi grazie a conoscenze. Ma forse perche' non mi e' mai capitato.Tutto sommato e' un altro motivo che, anni fa, mi ha fatto decidere di vivere all'estero. O forse perche' non conosco nessuno cosi' altolocato da darmi una spinta...Saluti ed in bocca al lupo
    • pippo scrive:
      Re: Complimenti

      E quando il semplice impiegato fa tre regolari
      richieste di acquisto, in quattro anni, vengono
      tutte archiviate con la scusa "al momento non ci
      sono soldi". Come anche quando si rompe il disco
      fisso, "costringendo" il semplice impiegato alla
      sostituzione a proprie spese per continuare a
      lavorare. E ritrovandosi, nel 2008, a lavorare
      con un "portatile" Pentium III 450, con 128mb di
      ram, senza lettore CD funzionante, senza
      batteria, senza PCMCIA, senza USB, con la
      tastiera ed il mouse interni staccati perchè
      mandano in tilt il computer (come se certi tasti
      rimanessero sempre
      premuti). :o ma è per stimolare la tua creatività :D
    • AMEN scrive:
      Re: Complimenti
      - Scritto da: teddybear
      Questa è la situazione dell'IT in Italia. Dipende
      tutto dal grado di funzionalità della tua
      lingua.A me proposero di fare un cluster (sottolineando, nella richista, la questione "performance") con 3 pc pentium II 400 solo 2 anni fa e mezzo fa.....
    • pacionet scrive:
      Re: Complimenti

      Oppure quando il tuo capo, che non è anglofono,
      dopo l'installazione di una nuova stampante,
      preme il pulsante PRINT, vede che gli chiede
      "copies", lui interpreta come "numero di pagine",
      si mette a contare le pagine del documento ... e
      scrive
      120.
      Bloccando di fatto l'uso della stampante per una
      intera giornata, ed arrivato alla quinta risma di
      carta, dice "non pensavo che 120 pagine fossero
      così tante", abbandonando a se stessa la coda di
      stampa, buttando via quando già stampato e
      lasciando la suddetta stampante con i led
      lampeggianti...Questa e' da Nobel ... sto piangendo dalle risate.
      Questa è la situazione dell'IT in Italia. Dipende
      tutto dal grado di funzionalità della tua
      lingua.Purtroppo e' vero.
  • picchiatello scrive:
    La penso diversamente...
    Il mio pensiero e che in molti settori produttivi, il sentore delle persone che lavorano e' che piu' passa il tempo indipendetemente dalla azioni ( giuste od errate) che essi fanno o propongono il loro lavoro sarà sempre meno appagante sia in termini qualitativi ( stipendio avanzamenti) che quantitativi ( lavorare troppo o troppo poco).Percio' lo status quo e' visto come qualcosa di altamente favorevole anzi qualcosa da propagare a tutti i livelli ai nuovi arrivati siano essi inferiori o superiori; questo nelle grandi realtà; nelle piccole ho paura che ci sia talmente tanto lavoro in nero , sottopagato o co.co.pro che qualsiasi analisi volta a migliorare il "lavoro" resti purtroppo totalmente teorica, anzi un qualcosa da espellere a priori visto che le ditte durano pochi anni.
    • fisso sul posto scrive:
      Re: La penso diversamente...

      propongono il loro lavoro sarà sempre meno
      appagante sia in termini qualitativi ( stipendio
      avanzamenti) che quantitativi ( lavorare troppo o
      troppo
      poco).ma possibile che nessuno, né in questo articolo né in altri, si preoccupi dello stato mentale di chi lavora?nell'articolo si parla di un collega che non ti risponde neanche per cose banali, ma uno così dovrebbe stare in cura psichiatrica a casa. ok, è la norma, ma allora ci preoccupiamo più dei canili pubblici che dei posti di lavoro? è come comprare un cane di razza, bellissimo etc poi metterlo alla catena in cortile e portagli solo da mangiare.animali, non uomini, meglio disoccupati, a casa con la mamma, senza figa, e con le flebo mensili ... il mondo del lavoro è il terzo mondo della società civile.
    • tizio incognito scrive:
      Re: La penso diversamente...
      come si dice appunto nei libri di Dilbert:al lavoratore bisogna dare abbastanza stimoli perche' abbia un po' di entusiasmo per lavorare di piu', magari con straordinari non pagati, ma non troppi perche' se gli si da' troppa autostima andra' in cerca di un posto di lavoro migliore.
      inferiori o superiori; questo nelle grandi
      realtà; nelle piccole ho paura che ci sia
      talmente tanto lavoro in nero , sottopagato o
      co.co.pro che qualsiasi analisi volta a
      migliorare il "lavoro" resti purtroppo totalmente
      teorica, anzi un qualcosa da espellere a priori
      visto che le ditte durano pochi
      anni.questo non lo capisconon mi pare proprio che le ditte piccole durino pochi anni, anzi come si sa sono la colonna portante dell'industria italiana.nelle ditte piccole, spesso a conduzione famigliare, 10-20 dipendenti, non c'e' molto tempo per cazzeggiare, e non ci sarebbe posto per persone, come ne ho viste in grandi aziende o come vediamo tutti tra gli statali, che passano la giornata a svicolare il lavoro o riescono a non fare mai niente senza che nessuno se ne accorga.e' vero pero' che l'innovazione quasi non esiste. il fatto e' che in genere si e' in pochi, il lavoro e' tanto, e o non c'e' il tempo materiale di fare ricerca, o non si vuole investire in persone che facciano solo ricerca.e infatti non bisogna dimenticare che gran parte delle industrie italiane sono nate (come le cinesi) copiando roba di altri.
      • Wargames scrive:
        Re: La penso diversamente...
        Eccoqui che sbagli.Tanto lavoro + Poca gente -
        SI ASSUME ALTRA GENTEInvece no, guai, straordinari e gratis a manetta finché uno si rompe o trova di meglio. Cosí l'azienda perde pure la persona d'esperienza e deve ricominciare con un'altra e peredere tempo a istruirla sempre sperando che sia adatta.
        • AranBanjo scrive:
          Re: La penso diversamente...
          Sarà, ma io non ho mail lavorato gratis...
        • Cell scrive:
          Re: La penso diversamente...
          Neanche io ho mai lavorato gratis. Mi è capitato che le ore (2 in tutto) siano state pagate come le ordinarie, ma poi ho smesso (con le straordinarie, e anche con quell'azienda).Ciao
        • Disgraziato scrive:
          Re: La penso diversamente...
          - Scritto da: Wargames
          Eccoqui che sbagli.

          Tanto lavoro + Poca gente -
          SI ASSUME ALTRA GENTE

          Invece no, guai, straordinari e gratis a manetta
          finché uno si rompe o trova di meglio. Cosí
          l'azienda perde pure la persona d'esperienza e
          deve ricominciare con un'altra e peredere tempo a
          istruirla sempre sperando che sia
          adatta.E se il lavoro cala? Non lo puoi licenziare altrimenti arrivano i simpaticissimi sindacalisti a romperti il culo e 90 volte su 100 perdi la causa, per non parlare dei costi che sei costretto ad affrontare solo per fare il contratto e dei contributi. Molte piccole aziende non possono permetterselo
        • Paolo McMail scrive:
          Re: La penso diversamente...
          - Scritto da: Wargames
          Eccoqui che sbagli.

          Tanto lavoro + Poca gente -
          SI ASSUME ALTRA GENTE

          Invece no, guai, straordinari e gratis a manetta
          finché uno si rompe o trova di meglio. Cosí
          l'azienda perde pure la persona d'esperienza e
          deve ricominciare con un'altra e peredere tempo a
          istruirla sempre sperando che sia
          adatta.Il problema è che se assumono altra gente DIMINUISCE il guadagno, poi come fanno poveretti ...
      • picchiatello scrive:
        Re: La penso diversamente...
        - Scritto da: tizio incognito
        questo non lo capisco
        non mi pare proprio che le ditte piccole durino
        pochi anni, anzi come si sa sono la colonna
        portante dell'industria
        italiana.
        nelle ditte piccole, spesso a conduzione
        famigliare, 10-20 dipendenti, non c'e' molto
        tempo per cazzeggiare, e non ci sarebbe posto per
        persone, come ne ho viste in grandi aziende o
        come vediamo tutti tra gli statali, che passano
        la giornata a svicolare il lavoro o riescono a
        non fare mai niente senza che nessuno se ne
        accorga.Beh ' dalle mie esperienze nelle piccole aziende ( industriali- servizi) c'e' un titolare 70-80 enne che fa lavorare e manda avanti la baracca i figli che lavorano in azienda di cui l'unica preoccupazione e': "quale auto mi compro quest'anno" ?.Il resto poi si tratta di "collaboratori" assunti sempre piu' in apprendistato, co.co.pro ed a termine , anche perhce' giustamente il mercato e' quello che e' ed un piccolo imprenditore ( giustamente) non ha alcuna intenzione di fare il passo piu' lungo della gamba.
        e infatti non bisogna dimenticare che gran parte
        delle industrie italiane sono nate (come le
        cinesi) copiando roba di
        altri.Beh' non direi inizialmente negli anni '50 avevano comunque dei buoni tecnici e dei buoni dirigenti facciamo alcuni esempi : Olivetti , Piaggio, Marzotto che addirittura costruivano case per i propri dipendenti avendo un prodotto semi-avanzato ma comunque in grado di reggere pienamente il mercato mondiale.Il problema odierno e' le aziende private di grandi dimensioni oggi in Italia hanno assunto un vizio tutto statale di "sperpero" per cui il piu' incapace dei dirigenti viene sempre premiato, per cui un prodotto per quanto scadente sia viene venduto, dove non innovare pensare al passato sono dei valori.
        • pippo scrive:
          Re: La penso diversamente...

          Il problema odierno e' le aziende private di
          grandi dimensioni oggi in Italia hanno assunto
          un vizio tutto statale di "sperpero" per cui il
          piu' incapace dei dirigenti viene sempre
          premiato, per cui un prodotto per quanto scadente
          sia viene venduto, dove non innovare pensare al
          passato sono dei
          valori.Stai forse pensando 500 o vespa ? :D
          • picchiatello scrive:
            Re: La penso diversamente...
            - Scritto da: pippo
            Stai forse pensando 500 o vespa ? :DNon e' solo una questione di prodotto e' anche una questione di consapevolezza Brand "interno"; anni fa sapevi che entrando in determinate aziende facevi un determinato percorso di crescita e di sicurezza, oggigiorno se entri nelle stesse aziende ( se non gia' chiuse) fai una de-evoluzione.
    • giona54 scrive:
      Re: La penso diversamente...
      - Scritto da: picchiatello
      Il mio pensiero e che in molti settori
      produttivi, il sentore delle persone che lavorano
      e' che piu' passa il tempo indipendetemente dalla
      azioni ( giuste od errate) che essi fanno o
      propongono il loro lavoro sarà sempre meno
      appagante sia in termini qualitativi ( stipendio
      avanzamenti) che quantitativi ( lavorare troppo o
      troppo
      poco).
      Percio' lo status quo e' visto come qualcosa di
      altamente favorevole anzi qualcosa da propagare a
      tutti i livelli ai nuovi arrivati siano essi
      inferiori o superiori; questo nelle grandi
      realtà; nelle piccole ho paura che ci sia
      talmente tanto lavoro in nero , sottopagato o
      co.co.pro che qualsiasi analisi volta a
      migliorare il "lavoro" resti purtroppo totalmente
      teorica, anzi un qualcosa da espellere a priori
      visto che le ditte durano pochi
      anni.
      • giona54 scrive:
        Re: La penso diversamente...
        quoto tutto il messaggio di PICCHIATELLO!l'articolo è vermente simpatico e mi riporta indietro a quando giravo per grossi clienti e grandi compagnie di imformatica!
    • max59 scrive:
      Re: La penso diversamente...
      - Scritto da: picchiatello
      Il mio pensiero e che in molti settori
      produttivi, il sentore delle persone che lavorano
      e' che piu' passa il tempo indipendetemente dalla
      azioni ( giuste od errate) che essi fanno o
      propongono il loro lavoro sarà sempre meno
      appagante sia in termini qualitativi ( stipendio
      avanzamenti) che quantitativi ( lavorare troppo o
      troppo
      poco).
      Percio' lo status quo e' visto come qualcosa di
      altamente favorevole anzi qualcosa da propagare a
      tutti i livelli ai nuovi arrivati siano essi
      inferiori o superiori; questo nelle grandi
      realtà; nelle piccole ho paura che ci sia
      talmente tanto lavoro in nero , sottopagato o
      co.co.pro che qualsiasi analisi volta a
      migliorare il "lavoro" resti purtroppo totalmente
      teorica, anzi un qualcosa da espellere a priori
      visto che le ditte durano pochi
      anni.ecco perchè un sindacato sarebbe necessario per difendere la propria professionalità da questo mobbing reciproco
      • picchiatello scrive:
        Re: La penso diversamente...
        - Scritto da: max59

        ecco perchè un sindacato sarebbe necessario per
        difendere la propria professionalità da questo
        mobbing
        reciprocoin base alla mia piccola pluriennale e pluriaziendale esperienza i sindacalisti oggigiorno peggiorano solo le cose: danno acqua solo al loro mulino, sono intoccabili e portano avanti i loro raccomandati. Un buon dirigente fa il lavoro di 100 sindacalisti in metà tempo e che naturalmente i "buoni" dirigenti non esistono contano solo quelli che raggiungono il budget "traghettando" la nave.
        • max59 scrive:
          Re: La penso diversamente...
          - Scritto da: picchiatello
          - Scritto da: max59




          ecco perchè un sindacato sarebbe necessario per

          difendere la propria professionalità da questo

          mobbing

          reciproco

          in base alla mia piccola pluriennale e
          pluriaziendale esperienza i sindacalisti
          oggigiorno peggiorano solo le cose: danno acqua
          solo al loro mulino, sono intoccabili e portano
          avanti i loro raccomandati. Un buon dirigente fa
          il lavoro di 100 sindacalisti in metà tempo e che
          naturalmente i "buoni" dirigenti non esistono
          contano solo quelli che raggiungono il budget
          "traghettando" la
          nave.infatti ci vorrebbe un sindacato di informatici creato on line magari con l'appoggio territoriale dei linux group
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