Non avete mai lavorato nell'IT?

di Giuseppe Cubasia - L'IT è come il sangue, non si sa com'è fatto, cosa trasporta, chi lo produce, dove va. Abbiamo solo una vaga idea di a cosa serva, eppure è indispensabile alla vita di qualsiasi impresa. Quando se ne renderanno conto?

Roma – Se davvero lavorate nell’IT vi sarà sicuramente capitato di dover spiegare a qualcuno che tipo di lavoro fate. Per me è davvero una bella impresa ed in generale me la cavo con un’espressione generica: “lavoro con i computer”. In realtà il nostro lavoro è qualcosa di molto più complesso che non la semplice “realizzazione di sequenze logiche di operazioni al fine di produrre un risultato finito” (con efficacia ed efficienza, aggiungerei).

Non vado troppo lontano se azzardo un’analogia dicendo che se l’impresa dove forniamo il nostro servizio la paragonassimo ad un mezzo di trasporto, allora l’IT sarebbe l’Ammortizzatore, ovvero la parte deputata ad evitare o ridurre al minimo l’impatto delle ruote con il terreno.
Non avete mai lavorato nell’IT se non avete avuto qualche volta l’impressione che qualcuno stia guidando l’automezzo incurante delle conseguenze delle sue azioni.
Non avete mai lavorato nell’IT se di venerdì o in prossimità delle festività, quasi sempre nel tardo pomeriggio, non avete ricevuto la visita di un “personaggio” che trafelato vi implora di trovare una soluzione al suo problema; questione di vita o di morte.
E non avete mai lavorato nell’IT se, dopo aver sgobbato 20 ore al giorno per l’intera durata delle vostre ferie/vacanze/week-end, lo stesso personaggio non vi dica, come se fosse la cosa più normale e pacifica del mondo, che ciò che avete realizzato o non serve più oppure è passato semplicemente in secondo piano.

Spesso però le cose che l’IT fa, servono e risolvono davvero situazioni “imbarazzanti” e spesso poi la soluzione “tattica”, realizzata in fretta e con fatica, risulta la soluzione vincente, quella che poi diventa lo standard in azienda di come si fanno le cose.

L’IT è cosi, è come il sangue, non si sa com’è fatto, cosa trasporta, chi lo produce, dove va, ed abbiamo solo una vaga idea di a cosa serva, eppure esso è indispensabile alla nostra vita, ovvero al Business dell’Impresa.

Come il sangue, l’IT corre a riparare le ferite che altri hanno procurato e come il sangue l’IT contiene già in sé una serie di anticorpi che permettono di far passare solo alcune cose ed altre no; è una naturale barriera alla nascita di attività ad alto effort e a basso valore aggiunto, cosa che lo rende ancora più prezioso, ed è un partner imprescindibile in tutte quelle attività in cui è necessario calcolare un ROI e valutare i rischi.

Non avete mai lavorato nell’IT se qualcuno non ne è mai entrato nella vostra stanza con un “problema” e ne sia uscito con le idee un po’ più chiare e con la consapevolezza che spesso ciò che si chiama “problema” è solo una mancanza d’organizzazione del lavoro che nessun tool potrà mai compensare.

Essere dei risolutori di problemi è di certo la missione dell’IT, fornire soluzioni è il nostro mestiere eppure la qualità maggiore che occorre possedere per fare questo lavoro appartiene a quell’insieme di fattori che si definiscono soft skills. Mi riferisco alla capacità d’intendere non quello che il nostro cliente/utente/committente dice, ma quello che pensa di averci detto!

La seguente storiella è un esempio folgorante di ciò che ci accade tutti i giorni.

Un tipo sta guidando la macchina quando, ad un certo punto, capisce di essersi perso. Avvista un signore che passa per strada, accosta al marciapiede e gli grida: “Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso ad un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz’ora e non so dove mi trovo”.
“Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un’automobile, a 44°30’18” di latitudine Nord e 18°36’20” di longitudine Est, sono le 14 e 23 primi e 35 secondi e oggi è lunedì 7 aprile 2008 e ci sono 20,3 gradi centigradi”.
“Lei è un Engineer?” – chiede quello dentro l’automobile.
“Certamente. Come fa a saperlo?”
“Perché tutto quello che mi ha detto è tecnicamente corretto, ma praticamente inutile. Infatti, non so che fare con l’informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada!”
“Lei allora deve essere un utente/cliente/committente, vero?” – risponde stizzito l’Engineer.
“Infatti, lo sono. Ma…. da che cosa l’ha capito?”
“Abbastanza facile: lei non sa dove si trova, né come ci è arrivato, né tanto meno dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema; di fatto è esattamente nella merda in cui si trovava prima che ci si incontrasse… ma adesso, per qualche strano motivo… risulta che la colpa è mia!”

Non siete dell’IT se, quando v’accade di avere davanti questi personaggi, non vi sorprendete a girarvi per capire se dietro la vostra scrivania qualcuno non abbia per caso appeso un cartello con su scritto “Genio della Lampada”: domandare per ottenere ciò che si vuole che accada.

Se fossimo una famiglia, l’IT sarebbe la mamma, il cui scopo è quello di raggiungere la soluzione per alleviare un disagio, non certo quello di cercare le colpe; sempre paziente, sempre accomodante, sempre pronta al sacrificio personale per il bene comune, a costo di rimetterci di persona.

Chi ha lavorato in un Helpdesk sa bene di cosa sto parlando.

U. Il mio computer non funziona.
H. Perché dice questo?
U. Non stampa (perciò è la stampante che non funziona, ma qui si sta sottilizzando!), premo il tasto e non stampa.
H. Ha acceso la stampante ?
U. Penso di aver trovato il problema, grazie.

Forse l’IT è solo un bravo diagnostico, un freddo e logico Dott. House che sa come interpretare i comportamenti dei propri pazienti e che basa la sua professionalità su una Socratica certezza: “Nel lavoro come nella vita, per avere le giuste risposte, occorre solo fare le giuste domande”.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

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  • paoloholzl scrive:
    Liberi di essere ignoranti.
    Da sempre non esiste la libertà assoluta, la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri.Se scriviamo un postit e lo mettiamo in una bacheca che tutto il mondo può vedere é un'enorme responsabilità di cui l'utente medio non ha percezione.Oggi é tutto facile!Tutti sono lì ad incentivarti a scrivere tutto, le tue abitudini, le tue frequentazioni,i tuoi giudizi su tutto e sugli altri.Il tutto é vissuto come una grande libertà, ma esistono i limiti, le leggi, esiste il principio di responsabilità, esiste forse ancora la sfera privata (nostra e dei nostri amici).Grazie al social network soprattutto, gli effetti dell'ignoranza non tarderanno a farsi sentire.Mala tempora currunt!
  • Silvan scrive:
    Autolesionismo
    Come possiamo sperare che le forze dell'ordine abbiano l'incentivazione ad intervenire per proteggerci dai delinquenti se continuamente vengono vilipese, penalizzate e talvolta perseguitate da certi giudici. Chi glielo fa fare, si limiteranno ad un'azione meramente formale. Ed a noi in caso di aggressioni, furti, stupri, rapine, sfasciamenti e devastazioni durante manifestazioni varie, non resterà che "prendercela in saccoccia". Qualcuno pensa di potersi difendere da solo? Bene, se lo fa rischia fortemente la galera e il patrimonio in cause civili e penali. Auguri.
  • TheNinja scrive:
    libertà, joe, libertà...
    Joe Lametta, personaggio di fantasia come in un gioco di pensieri, che bella wikipedia, no? e msdn? quanta cultura buttata via, così... senza capire ne dove ne quando o come o perché... o forse hai ragione tu che ci vedi dalla tua porta della fantasia... nonostante wikipedia e il web, i forum e i motori di ricerca... questa libertà che neanche sappiamo a che cosa serve... già... che tra tutto questo immenso calderone non si possa ricavare niente tranne qualche lamento e qualche protesta... forse fai bene tu a startene li imprigionato nella fantasia e così ti dilegui con gli altri confodendoti tra gli scritti web... forse è vero che siamo solo qui per scrivere e quello che scrivamo è importante o almeno crediamo che lo sia... . Joe, ti posso chiamare così? Mi sono permesso di farti visita e non so se il tuo padrone è contento, non so quanti anni hai e se ricordi il tuo passato. Io la seconda guerra mondiale l'ho vista "raccontare" nei libri, in wikipedia, nella scuola ma mai nessuno si è alzato e a dichiarato che il consenso della guerra è provenuto da lui stesso, quando acclamò e quando diede persino le fedi matrimoniali per finanziarla, credevano di tornare vittoriosi... questo me lo raccontò il giornale dell'epoca, quello stesso giornale originale che oggi è nelle mie mani a vedere la verità di una pubblicità a cui il popolo ha acconsentito... forse era troppo stanco della miseria... forse ai ragione tu a startene li, come un qualunque navigatore e guardarci impassibili e amorfi di lamenti e proteste, avevamo ottenuto la libertà... eppure c'era...Joe... oggi so che ho vinto la mia libertà e anche scacciando l'autorità ma non di certo con le parole e con le scritture...
  • AAA scrive:
    fantasia o realtà?
    Il tecnocontrollo è stata una richiesta democratica (non democratica politica) che simboleggia la profonda paura di ciascuno, e questo ciascuno si è rivolto agli dei accontendandolo ma non facendo nessuna distinzione ed è tutto ciò che porta anche l'equità. Non ho trovato diversità tra un politico e una persona normale, appunto questo ciascuno... profondamente colpito dalle proprie paure... crediamo veramente che ci sia qualcuno al di fuori di se stessi che scacci via la pura? Strano... strana la vita... sia politico o uno dei tanti ciascuno sono stati accomunati dalla loro misera fine... caro joe, lo sai io come sento libero e sono libero? Quando sento il profumo della terra... solo li sono libero...
  • Joe Lametta scrive:
    tira dritto, amico
    La repressione è costituzionalmente incapace di durare.Oggi addebitiamo ai maghi della persuasione i mali della società occidentale, un tempo davamo la colpa al diavolo o ai nobili.Ma siamo noi, noi che cresciamo, cresciamo e cambiamo. Le nostre menti sono uscite dalla rigida prigione d'ossa e si sono fatte anche carta, bit e porte logiche ... e questo rende tutto più rapido e imprevedibile.Quelli fra noi cresciuti un po' di più e più in fretta fanno fatica a sopportare il resto della società, ma è il prezzo di ciò che siamo. Preferiresti essere un (metti tu il nome)? Non credo.Il tecnocontrollo è solo una mano che vorrebbe fermare la piena, può avere solo successi strettamente localizzati nel tempo e nello spazio, la stessa natura del progresso in corso lo manderà rapidamente in soffitta.Così, per inciso: Brutto nome, Cassandra.Cassandra = Profezia infausta che si auto-avvera.FirmatoUn hacker del pensiero.
    • Campanellin O scrive:
      Re: tira dritto, amico
      - Scritto da: Joe Lametta
      Così, per inciso: Brutto nome, Cassandra.
      Cassandra = Profezia infausta che si auto-avvera.Joe, Joe, dovresti rileggerti un po' di mitologia.Cassandra aveva semplicemente il dono di essere profeta veritiera, anche se solo di disgrazie. Ed aveva la maledizione di non essere mai creduta. Poveretta, non attribuiamogli altri poteri infausti, cosi', tanto per parlare....
      • Joe Lametta scrive:
        Re: tira dritto, amico
        Mitologicamente hai certamente ragione.E adesso, però, non mi dire che "Non fare la Cassandra" è solo un modo di dire comune adottato da chi il mito non lo conosce. È invece un segno di attualità del mito, anche se in una chiave diversa.Oggi ai profeti di sventura tutto capita meno che di non essere creduti, anche a quelli che, diversamente dal nostro (o sei tu?), profetizzano bubbole.La mia non è una critica al titolo ma un invito a ragionare sulle profezie che si auto-avverano.Chi si trova/troverà nella morsa del tecnocontrollo sarà tutt'altro che consolato dalla considerazione di essere inciampato in un breve accidente della storia, ma credo sarà così.Firmato, ma anche no(facciamo circolare le idee piuttosto che le identità)
        • AAA scrive:
          Re: tira dritto, amico
          Joe, non sottovaluterei minimamente ciò che è stato scritto sopra, sopratutto alla fine si trova una risposta importante ma molto ben nascosta e forse anche ai tuoi quesiti, alla fine le idee contano quello che contano, ma la cosa certa è che alla fine c'è sempre anche la resa dei conti delle idee e forse tutto ciò che si chiama "libertà" è il potenziale di vedere o mettere i paraocchi. A livello personale posso dire che le mie idee e anche una parte del mio buonismo o rivolgermi agli dei a contato ben poco... le idee devono circolare per saper disegnare la realtà ma la realtà è sempre cosa diversa dalle idee... Piccolo Principe, consiglierei a Joe...Mitologia=A ciò che stiamo facendo oggi, non sottovaluterei questo... per quanto sia è la storia umana che è importante... - Scritto da: Joe Lametta
          Mitologicamente hai certamente ragione.

          E adesso, però, non mi dire che "Non fare la
          Cassandra" è solo un modo di dire comune adottato
          da chi il mito non lo conosce. È invece un segno
          di attualità del mito, anche se in una chiave
          diversa.

          Oggi ai profeti di sventura tutto capita meno che
          di non essere creduti, anche a quelli che,
          diversamente dal nostro (o sei tu?), profetizzano
          bubbole.

          La mia non è una critica al titolo ma un invito a
          ragionare sulle profezie che si
          auto-avverano.

          Chi si trova/troverà nella morsa del
          tecnocontrollo sarà tutt'altro che consolato
          dalla considerazione di essere inciampato in un
          breve accidente della storia, ma credo sarà
          così.

          Firmato, ma anche no
          (facciamo circolare le idee piuttosto che le
          identità)
    • Joe mea culpa Lametta scrive:
      Re: tira dritto, amico
      Care Cassandra,bimbe, donzelle e signore.Mea culpaMea culpaMea maxima culpaMi sono abbandonato alla filosofia, senza pensare che stavo adoperando un nome che in tante portate.Cassandra è un bellissimo nome, al di là del mito.
      • TheNinja scrive:
        Re: tira dritto, amico
        A mio parere dovresti uscire da uno schema già pre-impostato e già visto nella storia ma anche quella antica. L'azione richiede silenzio e capire sopratutto, il lamento serve ma solo per saper ascoltare se stessi e anche le proprie idee. Spero di vedere dei risultati. ^_^
  • aka oko scrive:
    Marco, non gridare...
    ma parlaci delle cose che più hai a cuore, come sempre hai fatto, fai e (immagino) farai!Non pensare che siano parole sprecate, non considerate. Mai. Ti ringrazio,oko.
    • XYZ scrive:
      Re: Marco, non gridare...
      - Scritto da: aka oko
      ma parlaci delle cose che più hai a cuore, come
      sempre hai fatto, fai e (immagino)
      farai!
      Non pensare che siano parole sprecate, non
      considerate. Mai. Ti
      ringrazio,
      oko.Quoto anche io condivido(fosse solo condividere! l'ho vista nascere, crescere e ora la sto vedendo morire!) la tesi del dott. Calamari. =)
    • Might scrive:
      Re: Marco, non gridare...
      - Scritto da: aka oko
      ma parlaci delle cose che più hai a cuore, come
      sempre hai fatto, fai e (immagino)
      farai!
      Non pensare che siano parole sprecate, non
      considerate. Mai. Ti
      ringrazio,
      oko.Sono assolutamente d'accordo.Marco, anche io ascolto i tuoi appelli da quando scrivi su PI, senza mai stancarmene. Il tuo può essere solo un messaggio sussurrato e non gridato, ma credo che questa sia una delle caratteristiche che rendono tanto potente la parola scritta, qui si parla, non si urla, si ragiona, si riflette, si impara.Potremo essere in pochi o in tanti ad ascoltarti, ma intanto ci siamo... e la parola si diffonde.Finché ci saranno accese fiaccole come la tua, l'oscurità non ci avvolgerà del tutto.
  • Piero Serio scrive:
    Joe Lametta: come parlar male delle...
    come parlar male delle indagini di polizia, facendo sembrare ignorante e squadrista il commissario di turno, quando invece lo stereotipo lanciato dal sig. Bottoni poteva andar bene 20 anni fa, ma oggi proprio non tiene.Oggi l'informatica è pane quotidiano dell'investigatore, oggi chi non ha la chiavetta usb la vede al vicino e poi se la compra, oggi tutti hanno un pc a casa, anche quelli che secondo lo Stato non lo hanno.Che poi queste persone lo vadano a raccontare a terzi è irrilevante.Che queste persone sappiano bene come funziona la politica, come vengono fatte le leggi, quali poteri ha il cittadino comune è irrilevante.Calamari è depresso, ma io credo che la sua depressione non sia l'effetto, ma la causa che spinge la politica a stringere la morsa sulla rete.Lui è depresso, ma intanto vende la sua immagine, Lui è depresso, ma intanto scrive per quotidiani come repubblica, che fanno capo a uno dei potentati economici del paese (il sig. De Benedetti, tutti lo conoscete immagino), Lui parla di hacker, ma gli hacker non si vendono ai potentati, creano software e cercano exploit per evitare che i potentati entrino via internet nelle vite della gente.Perché la rete è libera oggi ma non lo sarà domani, qualcuno che lotta c'è, qualcuno che invece di parlare di leggi fatte male crea una baia e ci mette dentro informazione, cultura, intrattenimento.La baia lotta, Calamari fa il "te lo dicevo io..." a Bottoni per un articolo a impatto pressoché zero.E io?Io sono qui, non sono un hacker, non sono un lamer, non sono un acquirente delle major per scelta, non sono un elettore per scelta, non scrivo per i potentati economici e ogni volta che posso, in rete e fuori, condivido le mie conoscenze per rendere la rete migliore.Senza farmi pagare dai potentati ;)
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Joe Lametta: come parlar male delle...

      Lui è depresso, ma intanto vende la sua immagine, Lui è depresso, ma intanto scrive per quotidiani come repubblica, che fanno capo a uno dei potentati economici del paese.Ma sei sicuro che stai parlando del "Calamari" giusto, quello che scrive qui ?Posti per favore un link ad uno dei suoi articoli su "Repubblica"?Forse te li sei sognati.
    • XYZ scrive:
      Re: Joe Lametta: come parlar male delle...
      - Scritto da: Piero Serio
      come parlar male delle indagini di polizia,
      facendo sembrare ignorante e squadrista il
      commissario di turno, quando invece lo stereotipo
      lanciato dal sig. Bottoni poteva andar bene 20
      anni fa, ma oggi proprio non
      tiene.

      Oggi l'informatica è pane quotidiano
      dell'investigatore, oggi chi non ha la chiavetta
      usb la vede al vicino e poi se la compra, oggi
      tutti hanno un pc a casa, anche quelli che
      secondo lo Stato non lo
      hanno.

      Che poi queste persone lo vadano a raccontare a
      terzi è
      irrilevante.
      Che queste persone sappiano bene come funziona la
      politica, come vengono fatte le leggi, quali
      poteri ha il cittadino comune è
      irrilevante.

      Calamari è depresso, ma io credo che la sua
      depressione non sia l'effetto, ma la causa che
      spinge la politica a stringere la morsa sulla
      rete.
      Lui è depresso, ma intanto vende la sua immagine,
      Lui è depresso, ma intanto scrive per quotidiani
      come repubblica, che fanno capo a uno dei
      potentati economici del paese (il sig. De
      Benedetti, tutti lo conoscete immagino), Lui
      parla di hacker, ma gli hacker non si vendono ai
      potentati, creano software e cercano exploit per
      evitare che i potentati entrino via internet
      nelle vite della
      gente.

      Perché la rete è libera oggi ma non lo sarà
      domani, qualcuno che lotta c'è, qualcuno che
      invece di parlare di leggi fatte male crea una
      baia e ci mette dentro informazione, cultura,
      intrattenimento.
      La baia lotta, Calamari fa il "te lo dicevo
      io..." a Bottoni per un articolo a impatto
      pressoché
      zero.


      E io?
      Io sono qui, non sono un hacker, non sono un
      lamer, non sono un acquirente delle major per
      scelta, non sono un elettore per scelta, non
      scrivo per i potentati economici e ogni volta che
      posso, in rete e fuori, condivido le mie
      conoscenze per rendere la rete
      migliore.

      Senza farmi pagare dai potentati ;)Beh, Quoto gran parte del discorso, specie quello rilevante alla "Baia".. Ma non posso che quotare anche il filo logico che tiene il discorso di Calamari, riflessione oggi più che mai NECESSARIA, visto il cattivo vento in arrivo da Nord.Prendiamola come una "riflessione motivante", La giusta marcia per iniziare ad essere un po piu concreti. :)
    • Capo Testa che Cuoce scrive:
      Re: Joe Lametta: come parlar male delle...
      - Scritto da: Piero Serio
      E io?
      Io sono qui, non sono un hacker, non sono un
      lamer, non sono un acquirente delle major per
      scelta, non sono un elettore per scelta, non
      scrivo per i potentati economici e ogni volta che
      posso, in rete e fuori, condivido le mie
      conoscenze per rendere la rete
      migliore.

      Senza farmi pagare dai potentati ;)questo è il motivo per cui la storia si ripete: fare le rivoluzioni d'azione senza passare per le vie politiche e legali non funziona.e ogni tiranno passato per quelle sale lo sa bene.una botta in testa e intanto una legge che lo rende giusto.tu continua a fare l'hacker, intanto ti renderanno politicamente un criminale.quello che tu consideri irrilevante è invece proprio ciò che ti soffocherà e ti farà vivere nascostamente.
      • XYZ scrive:
        Re: Joe Lametta: come parlar male delle...

        questo è il motivo per cui la storia si ripete:
        fare le rivoluzioni d'azione senza passare per le
        vie politiche e legali non
        funziona.Au Contraire. Sono oggi più che mai dell'idea che una delle caratteristiche più importanti acquisite dalle società occidentali, comprendendo anche parte del mondo arabo, giappone e (naturalmente) Cina è esattamente quella di "lavorare" sulla leva della sensibilizzazione del cittadino per scoraggiare ogni forma di "politica" non standardizzata e controllabile. In poche parole: Fai pure associazione, fai pure causa, fai pure politica, Il tuo risultato sarà sempre e comunque circoscritto.Come?Inibendo la libertà di associazione, grazie ad un sistema che non favorisce la condivisione dell' informazione e che basa l'orientamento politico su moltissimi elementi frastagliati che si identificano non grazie agli ideali che propongono ma grazie alle "idee" che al momento elaborano. Ma che, incredibilmente, fanno capo a due semplici elementi: La Sinistra e la Destra. Opportunamente riproposte nelle loro molteplici e svariate forme.Morti Che Camminano Insomma.Basta guardarsi un pò attorno per rendersene conto:1. La SoapOpera politica a cui siamo ogni giorno unilateralmente sottoposti e che nasce e muore nel suo proprio contesto, di rado lanciando validi argomenti di discussione (talvolta persino cercando di soffocare le problematiche con le chiacchiere riguardanti ad esse) e che nel 99.9% è tenuta (o mantenuta) da figuri che sicuramente starebbero meglio in televisione che in politica. 2. L'Incapacità (Imposta), malgrado l'alta informatizzazione del nostro paese (chi non ha un cellulare o un pc a casa?) di riuscire a creare una linea di aggregazione tra l'utenza e la relativa influenza che questo comporterebbe nell'intero mercato (telefonia, file sharing, libertà di espressione, autoregolamentazione nei contenuti).Inutile dire che l'autocensura, intrapresa dai mezzi di informazione a riguardo, (non si parla ne male ne bene rispetto ad una cosa ad alto risvolto sociale, semplicemente non se ne parla!) è uno dei mostri oscurantisti di più facile riconoscimento nel frastagliato quadro del media(censurato) italiano. 3. La Norma "Salva/Killa-Blog", di cui tanto si parla, non è altro che un mezzo "carino" ed eticamente pulito per uniformare i concetti descritti al punto superiore con quelli del mondo del blogging e dell informazione nell unico canale "libero" attualmente esistente in italia: INTERNET.4. Le politiche dei prezzi(assolutamente oltraggiosi se confrontati con quelli della media europea) e dei costi(per loro irrisori, visti i ricavi) che stanno progressivamente adottando le telco, sia per internet, ma soprattutto per il mondo "mobile", l'ostruzionismo che viene "unilateralmente" fatto da TUTTE le compagnie telefoniche(attraverso la proibitiva politica dei prezzi/quantità di dati) nel dare una connessione Internet Mobile (dove il "minimo sindacale" sarebbe una flat), ad ogni apparecchio. Loro lo chiamano sviluppo, a me sembra più un "aperto atto oscurantista".Chi stà su Internet da qualche anno (almeno 10 per notare la differenza) lo sà. Sà come è cambiata la rete nel frattempo e sà quali sono stati i fattori scatenanti di certe correnti di pensiero, quelli che hanno alimentato certi interessi da parte dei media e quelli che alimentano altri importanti interessi potenzialmente lesivi, alla libertà del cittadino (e non solo della privacy quindi), come mai prima d'ora.Tutta le belle storielle sull'IP unico, la carta di identità con l'impronta o peggio il dna, il decreto filosarcosino, la censura/autocensura (o persecuzione per ideale, sotto minaccia per giunta) nei blog e nei siti, la repressione della libera condivisione (con la scusa della pirateria), la politica dei tagli alla scuola (si anche questa ci metto in mezzo! E per ovvi motivi), l'affermazione di una cultura del perbenismo che accetterebbe qualunque "tirannata" in cambio di facili promesse presentate con un sorriso(riusciamo a trasformare anche la speranza in una colpa.. bello no?), la reticenza nel cambiamento/rinnovamento/smantellamento di alcune strutture organizzative oramai diventate (agli ATTI, non a PAROLE) inutili (e potrei riferirmi alla S.I.A.E. come alla struttura stessa della politica italiana, non che farebbe molta differenza in quanto a fondamento di ideali, Oggiogiorno.).Non sono altro, a mio parere, che Sintomi CERTI di una problematica che attanaglia la società Italiana, che se economicamente è messa male, in tutto il resto signori, è messa certamente PEGGIO.Vi basta come introduzione alla mia "Humble Opinion"?
        • tardi per fare il log scrive:
          Re: Joe Lametta: come parlar male delle...
          quoto,proprio un bel post....da immolare per la qualità espressiva :)
          • MegaJock scrive:
            Re: Joe Lametta: come parlar male delle...
            - Scritto da: tardi per fare il log
            quoto,
            proprio un bel post....da immolare per la qualità
            espressiva
            :)"da immolare per la qualità espressiva"IMMOLARE? Vuol dire che intendi dargli fuoco su di un altare mentre tu balli intorno urlando "UNGA BUNGA" come i selvaggi di Cannon Fodder? (rotfl)Tutte le bestie girano su PI.
          • Drummer scrive:
            Re: Joe Lametta: come parlar male delle...
            :-)Io non mi sarei permesso di dirgli niente, per netiquette, ma avevo notato anch'io questo orrore.
          • XYZ scrive:
            Re: Joe Lametta: come parlar male delle...
            - Scritto da: Drummer
            :-)
            Io non mi sarei permesso di dirgli niente, per
            netiquette, ma avevo notato anch'io questo
            orrore.Felicissimo di vedere come il mio post, seppur poco accurato, scritto in fretta e furia "a metà" di una faticosissima giornata di lavoro NON abbia avuto il riscontro che speravo... ufff... 1 post a favore e 2 OT... Quanto vorrei quei gran bei "constructive flame" stile IRC late 90's che duravano notti intere! Quello si che era esercitare la libertà di pensiero! Tra una ca**ata e l'altra :D\Eh tu! Si proprio tu! che stai leggendo, di cosa pensi! dillo ora! :D
      • Piero Serio scrive:
        Re: Joe Lametta: come parlar male delle...

        questo è il motivo per cui la storia si ripete:
        fare le rivoluzioni d'azione senza passare per le
        vie politiche e legali non
        funziona.

        e ogni tiranno passato per quelle sale lo sa bene.

        una botta in testa e intanto una legge che lo
        rende
        giusto.

        tu continua a fare l'hacker, intanto ti
        renderanno politicamente un
        criminale.


        quello che tu consideri irrilevante è invece
        proprio ciò che ti soffocherà e ti farà vivere
        nascostamente.Ma io, capo, non sono un hacker :)
  • Ebolo scrive:
    Stranezze umane
    Una vecchia canzone italiana recitava:"Vendendo i vostri dati per un paio di infradito orrende....".Come è andata avanti la tecnologia è ora andato avanti anche il modo di reperire quei dati, non ti danno nemmeno più le infradito... sei tu meschino cittadino della rete che regali i tuoi dati perchè è giusto farlo e perchè così rivedi vecchi amici o le persone che hai perso durante le tortuose anse della vita...Mi viene da dire "Il dado è tratto"... ma spero vivamente di sbagliarmi ma fra facebook, la casa bianca che riscrive pezzi di storia e sistemi sempre più intelligenti per il tracciamento delle persone credo che per avere un minimo di privacy dovremmo rinunciare alle nostre vite e trasferirci in qualche igloo a fare buchi nel ghiaccio per mangiare...Saluti, Ebolo.
  • emmeesse scrive:
    Che fare?
    Sempre con questa domanda, voi vecchi Leninisti ;-)Ma che fare e' semplice.Continuate a fare quello che avete sempre fatto.Continuate ad usare il cervello e parlare, comunicare, raccontare...Sgolati Cassandra.Ma questa volta quello che dici e' stato udito.E che dire a Joe Lametta?Bentornato, se mai sei stato via.
    • MegaJock scrive:
      Re: Che fare?
      - Scritto da: emmeesse
      Sempre con questa domanda, voi vecchi Leninisti
      ;-)
      Era il giornale clandestino di Fontamara, nerd.
      • emmeesse scrive:
        Re: Che fare?
        Che fare? fu scritto da Lenin tra la fine del 1901 e l'inizio del 1902, nella primavera di quellanno egli scrisse la prefazione. Il libro uscì ai primi di marzo, per la casa editrice Dietz di Stoccarda.Circa trenta anni prima di Silone.Sono un nerd, ma con la laurea in lettere.
  • Juppiter scrive:
    Marco, non essere così pessimista
    E' un problema immenso anche per loro. Ingabbiare milioni di persone e miliardi di miliardi di bit equivale a cercare comunque un ago in un pagliaio, e comunque scoppieranno prima di riuscirci.L' importante per noi è non mollare mai e difendere la nostra privacy con ogni bit, legale e non legale quando la loro "legalità" diventa violazione dei diritti delle persone e della Costituzione.Meglio vivere nell' underground che nella loro melmosa ovatta soffocante.
    • 3my78 scrive:
      Re: Marco, non essere così pessimista
      - Scritto da: Juppiter
      E' un problema immenso anche per loro. Ingabbiare
      milioni di persone e miliardi di miliardi di bit
      equivale a cercare comunque un ago in un
      pagliaio, e comunque scoppieranno prima di
      riuscirci.
      L' importante per noi è non mollare mai e
      difendere la nostra privacy con ogni bit, legale
      e non legale quando la loro "legalità" diventa
      violazione dei diritti delle persone e della
      Costituzione.
      Meglio vivere nell' underground che nella loro
      melmosa ovatta
      soffocante.Come non darti ragione.http://3my78.blogspot.com/
      • MegaJock scrive:
        Re: Marco, non essere così pessimista
        Del tuo blogghetto da quattro soldi pieno di castronerie non interessa nulla a nessuno. A parte qualche sfigato che pensa "ZOMG! Allora se sono uno sfigato è colpa di qualche cospirazione! NON SONO IO CHE SONO UN RIFIUTO UMANO!"
        • 01234 scrive:
          Re: Marco, non essere così pessimista
          .....forse OT?....ps: ZONG????
          • Brenji Ahiai scrive:
            Re: Marco, non essere così pessimista
            zOMG: esagerazione di OMG, originata penso in america per quando uno scrive velocemente sulla tastiera. Stupore immenso si potrebbe dire. Simile a !!!1111!! (terminare la frase in modo da darle grande enfasi).Riguardo al problema del tecnocontrollo, non appena usciranno bambole (e bamboli) abbastanza sofisticati, sarà troppo tardi per scappare (rotfl)
    • z f k scrive:
      Re: Marco, non essere così pessimista
      - Scritto da: Juppiter
      E' un problema immenso anche per loro. Ingabbiare
      milioni di persone e miliardi di miliardi di bit
      equivale a cercare comunque un ago in un
      pagliaio, e comunque scoppieranno prima di
      riuscirci.LOLscusa, ma una volta che hai accesso ai dati, ti basta una macchina abbastanza potente e sw abbastanza efficiente e hai il tuo bel dossier con i grafici e le estrapolazioni future.L'unica sarebbe crittografare tutto, a quel punto il fattore tempo da impiegare diventerebbe preponderanteCYA
    • Capo Testa che Cuoce scrive:
      Re: Marco, non essere così pessimista
      si chiama realismo, non pessimismo.e il titolo di questa rubrica ci sia di monito.sta tornando tutto, e noi lasciamo che sia.
      • Ricky scrive:
        Re: Marco, non essere così pessimista
        E' tipico degli ottimisti NON vedere la realta' per quelloche e'.I pessimisti invece ci riescono ma vengono definiti "pessimisti" proprio dagli "ottimisti" per questo.Fico eh?Invece vengono definiti "catastrofisti" i pessimisti piu' estremi :)Ma a volte ci azzeccano pure loro...Come il detto "a pensar male...".In sunto,qui la questione e' "chi si arrende e' perduto".Male..al solito andiamo alla meno peggio per sopravvivere invece di fare scelte coraggiose per CAMBIARE LE TENDENZE.Oggi abbiamo una cosa che ci unisce QUASI tutti, ed e' internet.I blog, sopratutto quelli famosi e visitati in massa, possono fare da collettore.Co vuole pero' la VOLONTA' di agire, di concertarsi e di prendere decisioni che possono costarci sacrifici.L'esempio di NON COMPRARE e' lamptante...se non compero , LORO se la fanno sotto MA ANCHE no, magari resistono e licenziano nel mentre, proprio per farci sentire delle cacche e per costringerci a desistere.Qui e' una GUERRA, guerra per i nostri diritti, per la nostra privacy, per una giustizia DECENTE e non prezzolata o massacrata da poteri forti.Certo e' che con l'attuale governo abbiamo ben poche speranze di cavarcela, viste le premesse...Qui dobbiamo decidere cosa fare,o affrontare il problema per quello che e' , oppure far finta di nietne come al solito sperando che "qualcosa accada, qualcuno agisca".Preferisco essere io l'artefice del cambiamento, non aspettare che qualcuno si muova al posto mio.E voi?
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