Non sottostimate i cyberterroristi

Lo afferma Robert Gates, per anni direttore della CIA, secondo cui un esercito di cracker sostenuti dai terroristi potrebbe creare danni incalcolabili. USA nel mirino


Washington (USA) – Con una periodicità ormai consolidata arriva dagli Stati Uniti un nuovo allarme per il terrorismo informatico, visto questa volta come perno di una eventuale azione per colpire al cuore le economie dei paesi più sviluppati, USA in testa.

Ad affermare che la minaccia è grave ed incombente è Robert Gates, ex direttore della CIA, secondo cui il cyberterrorismo si può equiparare ad un’arma di distruzione di massa per gli effetti gravissimi che certe azioni potrebbero avere.

Riferendosi al celeberrimo caso del worm ILoveYou , Gates ha spiegato che “quando un cracker adolescente nelle Filippine nel giro di una nottata può provocare 10 miliardi di dollari di danno all’economia americana diffondendo un virus, immaginate cosa potrebbe fare contro la nostra economia un attacco sofisticato e sostenuto economicamente (dai terroristi, ndr.)”.

Gates, che parlava in occasione di una conferenza sul terrorismo, ha anche confermato che sei anni fa 50 specialisti dell’intelligence statunitense tentarono un esperimento per capire quanto fosse realistico un attacco informatico contro la rete elettrica nazionale. In due giorni – ha dichiarato Gates – avevano trovato ciò che serviva per un attacco su larga scala. “Ciò di cui sto parlando – ha spiegato – è qualcosa capace di mettere in ginocchio l’economia degli Stati Uniti”.

Va detto che le parole di Gates arrivano proprio mentre a Washington si studiano nuove misure di controllo su Internet e sull’uso delle nuove tecnologie. Ad ottobre si è parlato di un sistema di monitoraggio delle chat ma ben più ampio e articolato è il dibattito in tutto il Mondo sull’impiego di nuovi sistemi di supervisione dei comportamenti dei cittadini, dalla biometria al traffico internet. Uno scenario preoccupante nel quale anche l’Europa si muove, come indicano le più recenti iniziative proprio sul fronte della conservazione dei dati di traffico .

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  • Anonimo scrive:
    Ma "inguaia" e' italiano???
  • Anonimo scrive:
    Re: SCO ex Caldera
    Oddio, io anni fa', quando non sapevo nulla di Linux (cercavo ancora di fare "c:") mi sono comprato Caldera OpenLinux (2.1 mi pare). Ti garantisco che sono stato in grado di giocare a tetris (nel vero senso della parola) mentre l'installer grafico completava l'istallazione in background per poi trovarmi di fronte ad un desktop completamente utilizzabile e configurabile anche da un ingnorantone come ero io all'epoca (il 1998 o 99 mi pare....). Il tutto senza nemmeno il reboot alla fine dell'installazione, solo un **semplice** reload del kernel e dei servizi....Un annetto dopo (circa) sono passato alla redhat 6.2 e, nonostante la maggiore conoscenza ed un'anno di esperienza, ho faticato non poco per configurare una misera stampante parallela.In sostanza: SCO si e' fatta odiare dal mondo intero, ma non disprezzate cio' che non conoscete. Le 3 distro che citi, a distanza di 5 anni, sono sicuramente piu' aggiornate ed eleganti del vecchio OpenLinux di Caldera (con kde 1) ma certe "facility" non sono ancora state realizzate e in generale non sono a prova di "ignorantone" come lo era la distro di Caldera.CiaoFabio(linux)

    Non era cattiva l'idea di una derivata
    Debian user friendly con un installer
    grafico.
    Ma comunque il vuoto e' stato colmato
    egregiamente da Mepis, Knoppix e Ubuntu.
  • Anonimo scrive:
    Re: MA C'E' ANCORA STA SCO?
    La gdf è passata a Windows 2003...
  • Anonimo scrive:
    Re: Alre due notizie dal fronte sco
    In effetti non hanno bisogno neanche di farselo pagare il brevetto (anche perchè il brevetto dovrebbe pagarlo chi guadagna con linux, ovvero nessuno), si limitano a spargere FUD sperando di tenere lontani i loro potenziali acquirenti......se solo riuscissimo ad emendare la legge europea sui brevetti potremmo circoscrivere queste tecniche di marketing ai soli stati uniti...
  • Mechano scrive:
    Re: SCO ex Caldera
    - Scritto da: Anonimo

    SCO ha deciso che era "meglio" smettere

    di vendere linux...

    Anche perchè la sua distribuzione non
    la cagava nessuno...Non era cattiva l'idea di una derivata Debian user friendly con un installer grafico.Ma comunque il vuoto e' stato colmato egregiamente da Mepis, Knoppix e Ubuntu.--Mr. Mechano
  • Anonimo scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: Anonimo
    Comunque alcuni altri UNIX commerciali hanno
    contratti di licenza per l'utilizzo del
    codice originale a base di UNIX.
    Quindi non mi sembra impossibile il fatto
    che nel vecchio SunOS, in Solaris, AIX, Irix
    o in Xenix e OSF/1 ci siano parti di UNIX.
    Inizialmente il codice AT&T era stato
    acquistato dall'università di
    Berkeley, dal quale era nato BSD; alcuni
    anni più tardi venne fatto un lavoro
    di sostituzione del codice originario.
    In teoria Linux, non essendo concettualmente
    derivato da Unix, ma da Minix di Tanenbaum
    (che era stato scritto da zero per scopi
    didattici), non dovrebbe contenere codice
    (diciamo) AT&T.
    Le accuse di sco erano, poi, rivolte anche
    all'implementazione all'interno del codice
    sorgente di linux dei filesystem JFS e XFS,
    rispettivamente di IBM e Sgi; dei quali ne
    rivendicava addirittura la proprietà.Mai letti simili delirii.Ma quali sono le fonti da cui provengono queste cazzate?Linux non e' un derivato Minix, ma ci fu una compatibilita' nella gestione dei terminali e nel file system dato che sorgenti e alcuni documenti "draft" di Minix erano disponibili perche' erano materiale didattico comune all'universita'.JFS e XFS non sono implementazioni all'interno del codice, ma semplici moduli, e sono lavori originari e sviluppati in propio da IBM ed SGI e rilasciati opensource alla comunita' Linux.
  • Mechano scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: Anonimo

    Le lungaggini sono il fine unico di questo

    processo. Fare un po' di terrorismo per

    temporeggiare sull'avanzata di linux

    Considerato che le accuse sono "Sponsor by
    Microsoft" non la penso esattamente come
    te...Si interessante anche quando McBride parlando con aziende che stavano prendendo in considerazione Linux, di non scegliere quel sistema operativo, e neppure SCO Unix se non era necessario espressamente Unix. Insomma tutto (anche l'appena uscito Windows 2003 Server) fuorche' Linux...Un po' strana come affermazione da chi vende esclusivamente Unix e servizi annessi.E poi M$ corsa a regolarizzare le sue licenze con SCO, e Baystar (di cui Micro$oft e' azionista maggioritario) che fornisce enormi finanziamenti...Ma daaai E' palese che dietro c'e' sempre il suo zampino, quello del Dragasaccocce di Redmond (quanto mi piace quest'aggettivo!!!).--Mr. Mechano
  • FDG scrive:
    Re: Alre due notizie dal fronte sco
    - Scritto da: Alessandrox
    Con buonapace delle speranze riposte
    daMicrosoft in SCO.Hanno cambiato strategia. Ora pensano di servirsi dei brevetti. Solo, chi si sporcherà le mani? Non so se interverranno direttamente. Più comodo per loro trovare un'azienda compiacente che gli faccia il piacere di chiedere il pagamento di royalities per qualche brevetto (ridicolo) infranto da linux.
  • pikappa scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: Anonimo


    Sai che vuoldire "ONERE DELLA PROVA" ?

    e se il codice SCO e'liberamente

    redistribuibile (enon vedo che problemi

    possaportare a Linux) NON credi che la

    probabilita' che sia all'internodi
    tutti gli

    altri UNIX commerciali sia la medesima
    di

    Linux?
    Comunque alcuni altri UNIX commerciali hanno
    contratti di licenza per l'utilizzo del
    codice originale a base di UNIX.
    Quindi non mi sembra impossibile il fatto
    che nel vecchio SunOS, in Solaris, AIX, Irix
    o in Xenix e OSF/1 ci siano parti di UNIX.
    Inizialmente il codice AT&T era stato
    acquistato dall'università di
    Berkeley, dal quale era nato BSD; alcuni
    anni più tardi venne fatto un lavoro
    di sostituzione del codice originario.e rilasciato 4.3BSD Lite, la base degli attuali *BSD
    In teoria Linux, non essendo concettualmente
    derivato da Unix, ma da Minix di Tanenbaum
    (che era stato scritto da zero per scopi
    didattici), non dovrebbe contenere codice
    (diciamo) AT&T.In verità Linux è stato scritto completamente da zero pur traendo ispirazione da minix e utilizzando alcune sue parti, come ad esemplio il filesystem, almeno nelle release 0.XQuesto perchè Torvalds inziò a studiare sistemi operativi dal libro di Tanembaun contenente il codice sorgente di minix (creazione dello stesso Tanembaun)
    Le accuse di sco erano, poi, rivolte anche
    all'implementazione all'interno del codice
    sorgente di linux dei filesystem JFS e XFS,
    rispettivamente di IBM e Sgi; dei quali ne
    rivendicava addirittura la proprietà.E queste sono ancora + deliranti
  • Anonimo scrive:
    Re: SCO ex Caldera
    - Scritto da: Anonimo
    infatti non distribuisce più linux da
    un po' di tempo...
    questa domanda era stata posta all'inizio
    del procedimento giudiziario, così
    SCO ha deciso che era "meglio" smettere di
    vendere linux...Anche perchè la sua distribuzione non la cagava nessuno...
  • Anonimo scrive:
    Re: boh non so se sia un bene

    Sai che vuoldire "ONERE DELLA PROVA" ?
    e se il codice SCO e'liberamente
    redistribuibile (enon vedo che problemi
    possaportare a Linux) NON credi che la
    probabilita' che sia all'internodi tutti gli
    altri UNIX commerciali sia la medesima di
    Linux?Comunque alcuni altri UNIX commerciali hanno contratti di licenza per l'utilizzo del codice originale a base di UNIX.Quindi non mi sembra impossibile il fatto che nel vecchio SunOS, in Solaris, AIX, Irix o in Xenix e OSF/1 ci siano parti di UNIX.Inizialmente il codice AT&T era stato acquistato dall'università di Berkeley, dal quale era nato BSD; alcuni anni più tardi venne fatto un lavoro di sostituzione del codice originario.In teoria Linux, non essendo concettualmente derivato da Unix, ma da Minix di Tanenbaum (che era stato scritto da zero per scopi didattici), non dovrebbe contenere codice (diciamo) AT&T.Le accuse di sco erano, poi, rivolte anche all'implementazione all'interno del codice sorgente di linux dei filesystem JFS e XFS, rispettivamente di IBM e Sgi; dei quali ne rivendicava addirittura la proprietà.
  • Anonimo scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: Anonimo



    E comunque per valutare se lo abbiano
    fatto

    o meno, basta riflettere sulle
    lungaggini

    che sembrano affliggere il processo, e
    che

    potrebbero indicare una
    difficoltà a

    sostanziare gli argomenti in modo
    credibile

    da parte di alcuni.



    Le lungaggini sono il fine unico di questo
    processo. Fare un po' di terrorismo per
    temporeggiare sull'avanzata di linuxConsiderato che le accuse sono "Sponsor by Microsoft" non la penso esattamente come te...
  • Anonimo scrive:
    SCO ex Caldera
    Vorrei solo ricordare che Caldera quando ha acquisito SCO ha distribuito la sua versione di linux per circa un anno. Ma la cosa interessante e' che lo ha fatto con tutti i crismi, cioè rispettando la GPL. Ora mi chiedo, come puo' SCO distribuire Linux con licenza GPL e poi sostenere che è una sua proprietà intellettuale???? Come puo' prima distribuire i sorgenti e poi dire che questi non devono essere visibili???
    • Mechano scrive:
      Re: SCO ex Caldera
      - Scritto da: Anonimo
      Vorrei solo ricordare che Caldera quando ha
      acquisito SCO ha distribuito la sua versione
      di linux per circa un anno. Ma la cosa
      interessante e' che lo ha fatto con tutti i
      crismi, cioè rispettando la GPL. Ora
      mi chiedo, come puo' SCO distribuire Linux
      con licenza GPL e poi sostenere che è
      una sua proprietà intellettuale????
      Come puo' prima distribuire i sorgenti e poi
      dire che questi non devono essere
      visibili??? Allora disse di non essersi accorta che all'interno c'era codice copiato dai suoi Unix.Sara' vero se si e' limitata ad una semplice personalizzazione del desktop e impacchettamento di una distro qualsiasi. Ma la cosa comunque mi fa ridere abbastanza.--Mr. Mechano
    • Anonimo scrive:
      Re: SCO ex Caldera
      infatti non distribuisce più linux da un po' di tempo...questa domanda era stata posta all'inizio del procedimento giudiziario, così SCO ha deciso che era "meglio" smettere di vendere linux...ciao, teo
  • Alessandrox scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: Anonimo
    e beh, più chiaro di così?
    Oramai lo hanno capito pure gli aztechi che
    linux è un ottimo plagio
    a questo punto la fsf potrà fare leva
    solo su questo documento, ma se gli
    andrà male sarà la fine per il
    pinguinoSai che vuoldire "ONERE DELLA PROVA" ?e se il codice SCO e'liberamente redistribuibile (enon vedo che problemi possaportare a Linux) NON credi che la probabilita' che sia all'internodi tutti gli altri UNIX commerciali sia la medesima di Linux?MA prima di scrivere li volete accendere quei 3 neuroni che vi ritrovate?
  • Alessandrox scrive:
    Re: Allora è tutto vero?
    - Scritto da: pikappa
    - Scritto da: Anonimo

    [...]fornisce agli sviluppatori il
    diritto

    di ridistribuire buona parte del codice
    alla

    base dello Unix di SCO Group.[...]

    Mi pare che il mondo linux si stia
    scavando

    la fossa da solo... :|
    appunto a questi commenti mi riferivo quanto
    dicevo che questa notizia potesse essere
    strumentalizzata a piacereNo e per dei semplici motivi:1) questo non dimostra nulla: di fatto fino ad ora di codice SCO in Linux non ce n'e' eanche nelcaso bisogna vedere quale ein che misura.2) Seanche ci fosse Linux NON rischierebbe nulla (basta leggere i termini dilicenza)3) Gli unici arischiare sarebbero i singoli sviluppatori e nemmeno tanto.Inoltre quelcodice (liberamente redistribuibile) non vedo perche' debba essere perforza soloin Linux... diciamoche laTOTALITA' degli UNIX non SCO in circolazione avrebbe lastessa probabilita' di avere codice SCO...
  • Alessandrox scrive:
    Re: Alre due notizie dal fronte sco
    Se continua cosi' va a finire che SCO se la compra per 4 soldi una delle aziende incriminate ... cosi'si chiude definitivamente sta storia e tante altre che potenzialmente potrebbero nascere.Con buonapace delle speranze riposte daMicrosoft in SCO.- Scritto da: cla
    La prima è relativamente normale, i
    topi abbandonano la nave che affonda:

    "Thomas P. Raimondi Jr., president and CEO
    of MTI Technology Corp., has resigned as a
    director of The SCO Group"

    (fonte yahoo finance:
    biz.yahoo.com/prnews/041124/law013_1.html )

    La seconda è più divertente:

    "Daimler states that this motion (quella di
    SCO ...) is so ridiculous that Judge Chabot
    should not only deny it, but also order SCO
    to pay the cost of preparing the opposition
    memo"

    (fonte scofacts:
    scofacts.org/daimler-update.html )

    Saluti
    Cla!
  • Anonimo scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: pikappa
    ovvero "confermare" che all'interno di linux
    vi è codice copiato da UNIX.e beh, più chiaro di così? Oramai lo hanno capito pure gli aztechi che linux è un ottimo plagioa questo punto la fsf potrà fare leva solo su questo documento, ma se gli andrà male sarà la fine per il pinguino
  • pikappa scrive:
    Re: Allora è tutto vero?
    - Scritto da: Anonimo
    [...]fornisce agli sviluppatori il diritto
    di ridistribuire buona parte del codice alla
    base dello Unix di SCO Group.[...]

    Mi pare che il mondo linux si stia scavando
    la fossa da solo... :|appunto a questi commenti mi riferivo quanto dicevo che questa notizia potesse essere strumentalizzata a piacere
  • Anonimo scrive:
    Allora è tutto vero?
    [...]fornisce agli sviluppatori il diritto di ridistribuire buona parte del codice alla base dello Unix di SCO Group.[...]Mi pare che il mondo linux si stia scavando la fossa da solo... :|
  • Anonimo scrive:
    Re: boh non so se sia un bene


    E comunque per valutare se lo abbiano fatto
    o meno, basta riflettere sulle lungaggini
    che sembrano affliggere il processo, e che
    potrebbero indicare una difficoltà a
    sostanziare gli argomenti in modo credibile
    da parte di alcuni.
    Le lungaggini sono il fine unico di questo processo. Fare un po' di terrorismo per temporeggiare sull'avanzata di linux
  • Anonimo scrive:
    Che pazienza
  • Anonimo scrive:
    Re: boh non so se sia un bene
    - Scritto da: Anonimo
    Finalmente arriva la fine dei programmatori
    mercenari e l'avvento dei programmatori
    volontari e dell'open source, ormai siamo
    solo che agli sgoccioli.e invece io spero che i programmatori possano essere mercenari ma sviluppare open source!Con questi brevetti e copyright si incasinano pure loro... il copyleft e' _molto_ piu' comodo per gli sviluppatori ed anche (se se ne accorgessero) per le aziende. E' controproducente solo per gli avvocati...
  • cla scrive:
    Alre due notizie dal fronte sco
    La prima è relativamente normale, i topi abbandonano la nave che affonda:"Thomas P. Raimondi Jr., president and CEO of MTI Technology Corp., has resigned as a director of The SCO Group"(fonte yahoo finance: http://biz.yahoo.com/prnews/041124/law013_1.html)La seconda è più divertente:"Daimler states that this motion (quella di SCO ...) is so ridiculous that Judge Chabot should not only deny it, but also order SCO to pay the cost of preparing the opposition memo"(fonte scofacts: http://scofacts.org/daimler-update.html )SalutiCla!
  • Anonimo scrive:
    Re: MA C'E' ANCORA STA SCO?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    No, c'è anche un articolo di

    punto-informatico a proposito

    prova a telefonare e vedi quello che ti
    dicono...
    ti risponde una signorina dove testuali
    parole
    "noi se vuole abbiamo soluzioni linux redhat
    ad
    un buon prezzo"Mi sembra coerente: se sono padroni di Linux possono vendere qualsiasi distro gli piaccia, sono tutte loro.Domani, magari, venderanno Debian, direi 666 euro per una licenza e facciamo 300 euro aggiuntivi per ogni utente in più oltre root e non se ne parli più.
  • Anonimo scrive:
    Re: MA C'E' ANCORA STA SCO?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    No, c'è anche un articolo di

    punto-informatico a proposito

    prova a telefonare e vedi quello che ti
    dicono...
    ti risponde una signorina dove testuali
    parole
    "noi se vuole abbiamo soluzioni linux redhat
    ad
    un buon prezzo"Però come fanno allora a mantenere il contratto di assisetenza con la GDF che è passata a SCO?Comunque l'articolo era questo:http://punto-informatico.it/p.asp?i=49638
  • Anonimo scrive:
    Re: MA C'E' ANCORA STA SCO?
    - Scritto da: Anonimo
    No, c'è anche un articolo di
    punto-informatico a propositoprova a telefonare e vedi quello che ti dicono...ti risponde una signorina dove testuali parole"noi se vuole abbiamo soluzioni linux redhat adun buon prezzo"
  • Anonimo scrive:
    Re: MA C'E' ANCORA STA SCO?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Non sono ancora falliti?

    E' da un pò che non ne sentivo

    parlare di sta SCO e ho pensato che

    finalmente si eran tolti dalle palle.

    be la filiale italiana è andata out
    mi pare
    :)No, c'è anche un articolo di punto-informatico a proposito
  • Anonimo scrive:
    Re: MA C'E' ANCORA STA SCO?
    - Scritto da: Anonimo
    Non sono ancora falliti?
    E' da un pò che non ne sentivo
    parlare di sta SCO e ho pensato che
    finalmente si eran tolti dalle palle.be la filiale italiana è andata out mi pare:)
  • Anonimo scrive:
    MA C'E' ANCORA STA SCO?
    Non sono ancora falliti?E' da un pò che non ne sentivo parlare di sta SCO e ho pensato che finalmente si eran tolti dalle palle.
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