Numonyx è tutta di Micron

C'è movimento nel settore dei chip di memoria. Scontato il beneplacito di Intel che possiede buona parte dell'azienda. Incerto il destino del reparto memorie di ST Microelectronic
C'è movimento nel settore dei chip di memoria. Scontato il beneplacito di Intel che possiede buona parte dell'azienda. Incerto il destino del reparto memorie di ST Microelectronic

Micron Technology e Numonyx hanno appena annunciato il raggiungimento di un accordo, in rispetto al quale la prima acquisirà la seconda in una operazione dal valore complessivo stimato di 1,27 miliardi di dollari. Con questa mossa Micron rafforza la propria posizione di produttore di memorie ed estende il suo portfolio di prodotti alle memorie NOR flash .

Sin qui Micron aveva infatti prodotto memorie DRAM volatili e chip NAND flash per lo storage dei dati su computer (con i dischi SSD) e dispositivi portatili. I chip NOR flash hanno la stessa caratteristica di non-volatilità della registrazione delle informazioni propria delle NAND flash, ma mentre queste ultime sono indicate per fornire alte prestazioni in lettura e scrittura le NOR flash sono caratterizzate da una velocità di lettura molto superiore.

Le NOR flash sono impiegate soprattutto in cellulari e smartphone, e in quanto a forniture ai produttori Numonyx è stato – secondo gli analisti – il protagonista numero uno dell’enorme mercato per tutto l’anno 2009. L’acquisizione permette dunque a Micron di posizionarsi come fornitore a tutto tondo nel campo delle memorie (NAND, NOR e DRAM) in maniera non dissimile da quanto sono già in grado di fare i leader del settore (Samsung in primis).

NOR flash a parte, con l’acquisizione di Numonyx (che dovrà passare lo scrutinio delle autorità di controllo statunitensi) porta in casa di Micron anche le competenze necessarie a giocare da leader nel nuovo, promettente orizzonte commerciale delle memorie a variazione di fase, chip con latenze tipiche delle DRAM e caratteristiche di non-volatilità molto superiori alle NAND flash attuali.

È stata proprio Numonyx infatti a presentare un recente prototipo di memoria PCM da 64 Megabyte, con la produzione industriale della nuova tecnologia prevista già per quest’anno. Per quanto riguarda la posizione di Intel nell’accordo (il chipmaker detiene il 45 per cento di Numonyx), le speculazioni parlano di un vero e proprio ruolo da “intermediario” visti anche i buoni rapporti di collaborazione già intrattenuti con Micron.

A margine della vicenda, va presa in considerazione la posizione di un altro socio (ormai ex-socio) di Numonyx: ST Microelectronics . L’azienda franco-italiana, infatti, aveva riversato all’interno della società molte delle sue competenze e delle sue risorse dedicate alle memorie, in particolare anche quelle localizzate in Lombardia e in Sicilia. Stando a quanto dichiarato in un comunicato, ora l’azienda sembra intenzionata a uscire definitivamente dal settore: incertezza sul destino degli asset coinvolti nell’operazione.

Alfonso Maruccia

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10 02 2010
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