Sono trascorse solo un paio di settimane dall’attacco ai freezer dei supermercati che ha colpito la Francia: è appena accaduto lo stesso in Belgio, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia ed Estonia. I report stanno ancora arrivando, non è da escludere che ci siano anche altri territori coinvolti, per ora l’Italia sembra esclusa. La dinamica è la stessa della volta scorsa, con le temperature degli impianti innalzate fino a 50 °C, portando rapidamente al decongelamento degli alimenti e trasformando i prodotti conservati in un’enorme quantità di spazzatura, da buttare.
Un altro attacco ai freezer dei supermercati
Ancora una volta, è accaduto durante l’orario di chiusura, quando un intervento tecnico richiede inevitabilmente più tempo. Stando a quanto emerso, questa volta sarebbero stati presi di mira i punti vendita delle catene Ahold Delhaize, ICA, Musgrave Group, Carrefour e Coop. I responsabili delle strutture raccontano di essersi messi al lavoro già durante la notte per cercare di salvare quanto possibile, non appena è scattato l’allarme: Abbiamo lavorato tutta la notte e per tutta la mattina, per scollegare dalla rete le unità interessate
.
Non è chiara la matrice dell’azione. Le indagini sono ancora in corso anche per chiarire le responsabilità dell’attacco francese di metà ottobre. È da confermare anche la causa del problema, cosa abbia consentito di eseguire la violazione, quasi certamente sfruttando una vulnerabilità di qualche componente connesso per il controllo da remoto degli impianti.
Sabcobel, un produttore belga di refrigeratori, ha fatto sapere che per metterli definitivamente al sicuro sarà necessario intervenire con una modifica fisica
, senza aggiungere altri dettagli. Potrebbe dunque non essere sufficiente un aggiornamento del firmware in dotazione. Per il momento, l’unico metodo a disposizione per proteggerli è collegarli alla rete attraverso un network sicuro. Questo avvalora l’ipotesi di una compromissione messa a segno sfruttando una qualche criticità di natura software.