Nuovo brevetto MS su XML

Il gigante di Redmond ha registrato un nuovo brevetto relativo ad una tecnologia basata sullo standard XML. Riprendono vigore anche le critiche già emerse con il precedente brevetto
Il gigante di Redmond ha registrato un nuovo brevetto relativo ad una tecnologia basata sullo standard XML. Riprendono vigore anche le critiche già emerse con il precedente brevetto


Redmond (USA) – Dopo la recente registrazione di un brevetto relativo ai formati di Office 2003, Microsoft si è ora garantita, in USA, la proprietà di una nuova tecnologia basata sul noto standard XML promosso dal World Wide Web Consortium ( W3C ).

Il brevetto, intitolato XML script automation , copre “sistemi, metodi e strutture di dati per inglobare, in un singolo file, script scritti in uno o più linguaggi di scripting”.

La tecnologia di Microsoft descrive un modo per delimitare, all’interno di un file XML, il codice di uno o più script attraverso elementi che, oltre a servire da separatori fra dati e codice, possono identificare ogni singolo script e consentire ad un’applicazione di eseguirne il codice tenendo conto di alcuni attributi: fra questi, il linguaggio in cui è scritto e il formato del file XML che lo contiene (ad esempio, un documento di Word o un foglio di calcolo di Excel).

La registrazione di questo nuovo brevetto accresce, soprattutto nella comunità open source, il timore che Microsoft voglia in qualche modo imbrigliare e indebolire lo standard XML. Timore che, secondo alcuni osservatori, sarebbe dovuto anche alla genericità dei metodi brevettati dal big di Redmond per i propri formati XML.

Microsoft, che afferma di essere una delle maggiori promotrici dello standard XML, si difende da queste accuse affermando che è normale, per un’azienda, “proteggere delle idee innovative”

“Se è vero che lo standard XML è di per sé libero da royalty, niente impedisce ad un’azienda di proteggere, attraverso i brevetti, una specifica implementazione software che incorpora elementi di XML”, ha detto il portavoce di Microsoft Mark Martin ribadendo un concetto già espresso lo scorso mese. “Questo non cambia nulla della natura royalty-free dello standard XML”.

Proprio in questo periodo, peraltro, sembra emergere proprio in seno al W3C una insofferenza verso quelli che vengono ritenuti paletti che potrebbero restringere di molto i confini aperti dell’XML, confini che tuttavia sono in molti, tra i grandi player industriali, a voler tracciare.

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16 02 2004
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