Un nuovo Green Pass per arginare la quarta ondata

Un nuovo Green Pass per arginare la quarta ondata

Novità in arrivo per le modalità di rilascio e per la durata della certificazione: un nuovo decreto è atteso entro la prossima settimana.
Novità in arrivo per le modalità di rilascio e per la durata della certificazione: un nuovo decreto è atteso entro la prossima settimana.

Si fa sempre più concreta l'ipotesi di un nuovo decreto firmato entro la prossima settimana, per mettere nero su bianco le contromisure da attuare al fine di contenere la quarta ondata di contagi. Prevista una revisione almeno parziale delle norme che oggi regolano l'emissione e la durata del Green Pass.

Green Pass e quarta ondata: una settimana decisiva

Troveranno quasi certamente conferma alcune delle indiscrezioni circolate di recente: tra queste, la validità della certificazione rilasciata con vaccino ridotta da dodici a nove mesi.

Molto delicata la questione relativa ai tamponi, strumento a cui ogni giorno ricorrono centinaia di migliaia di italiani non immunizzati per ottenere il documento e potersi così presentare al lavoro. Si valuta di dimezzare la durata del Green Pass emesso con quelli rapidi, da 48 a 24 ore (lasciandola a 48 ore nel caso di un molecolare). I sostenitori della linea dura chiedono invece di eliminare radicalmente questa opportunità.

Si fa inoltre strada la possibilità di veder introdotto qualcosa di simile a un lockdown selettivo per i non vaccinati, sulla falsariga di quanto già avviene in Austria: niente accesso a ristoranti, bar, cinema, teatri e altri luoghi al chiuso. Qualcuno lo ritiene uno scenario pericoloso dal punto di vista della tensione sociale, con il paese spaccato in due.

A poco più di un mese dalle festività, l'obiettivo è e dev'essere quello di scongiurare il rischio di trascorrere un altro Natale in zona rossa o in compagnia dell'autocertificazione per gli spostamenti. A stretto giro il Governo si troverà nella posizione non di certo comoda di dover stabilire in che modo farlo, attraverso l'applicazione di quali restrizioni e soprattutto a chi indirizzarle, per non rendere vani gli sforzi fin qui profusi.

Senza dubbio, tracciare una linea di demarcazione ancora più netta tra quanto è consentito ai vaccinati (o immunizzati) e quanto invece è negato a chi non si è sottoposto alla somministrazione, non mancherà di sollevare nuove polemiche e scaldare ulteriormente gli animi, nell'ambito di una discussione sul tema i cui toni hanno già più volte oltrepassato i limiti della ragione e del buon senso.

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