Mentre in America Waymo gira per San Francisco senza autista e la Cina testa i robotaxi nelle sue megalopoli, l’Europa è rimasta in disparte a guardare. Adesso NVIDIA e Bolt, la piattaforma di rideshare estone che opera in oltre 45 Paesi, soprattutto europei, vogliono cambiare le cose.
La collaborazione annunciata alla GTC 2026 punta a portare i robotaxi sulle strade europee, sfruttando la tecnologia NVIDIA e i dati di guida reali della flotta Bolt. Nessuna data è stata ancora annunciata, quindi probabilmente siamo lontani, ma almeno è un inizio
NVIDIA porta la guida autonoma in Europa con i dati della flotta Bolt
In pratica, Bolt userà diverse tecnologie di NVIDIA per addestrare i suoi veicoli autonomi. NVIDIA Cosmos servirà a raccogliere, organizzare e ampliare i dati di guida, NVIDIA Omniverse per creare copie virtuali delle strade reali. Il modello NVIDIA Alpamayo addestrerà l’AI a guidare in modo sicuro, adattandosi alle condizioni delle città europee. Infine, i veicoli integreranno NVIDIA Drive Hyperion, la piattaforma hardware e software che gestisce la guida autonoma.
Il valore strategico dell’accordo sta nei dati. I sistemi di guida autonoma americani e cinesi sono addestrati su strade americane e cinesi, assetto urbano, comportamenti degli automobilisti e infrastrutture molto diversi da quelli europei. La flotta Bolt genera dati di guida reali in città europee ogni giorno, e quei dati sono esattamente ciò che serve per addestrare un’AI che sappia muoversi a Tallinn come a Barcellona.
Le aziende promettono che i dati della flotta rispetteranno gli standard GDPR, un requisito non negoziabile in Europa, e che forniranno accesso open source a università europee e piccole e medie imprese.
Le fondamenta sono posate
Bolt non parte proprio da zero nel settore autonomo, a fine 2025 aveva già annunciato una partnership con Pony.ai e Stellantis. NVIDIA, dal canto suo, fornisce già la piattaforma hardware e software che alimenta diversi programmi di guida autonoma nel mondo.
Per il momento non è stata comunicata alcuna data per il lancio dei robotaxi. Ma l’infrastruttura tecnologica, i dati di addestramento e le partnership industriali ora ci sono. Quello che manca è la regolamentazione europea, che potrebbe rivelarsi l’ostacolo più lento da superare.