Occhi aperti sui dati di MSN Messenger

C'è chi tenta di approfittare della scarsa consapevolezza di molti utenti per prelevare i loro dati. Microsoft è al lavoro per fermare un fenomeno che dilaga su diversi siti

Roma – “Inserisci le tue informazione del MSN e noi ti diremo tutto quello que vuoi sapere della tua lista di contatti. Nella lista potrai vedere tutti i contatti que ti hanno eliminato o ti hanno bloccato l’accesso. Vedi in questo momento in modo sicuro quali “amici” ti hanno eliminato!!”

Recita così, in questo stentato italiano, la home page del sito CheckMessenger , un sito che in questi giorni viene segnalato da molti utenti di Punto Informatico, secondo i quali esso non solo non offre il servizio che promette ma, anzi, si appropria dei dati che vengono inseriti dagli utenti.

Scrive Andrea: “Tempo fa vedevo i miei contatti di MSN Messenger collegarsi e scollegarsi a ripetizione, ma cosa strana, tutti avevano lo stesso curioso nick che invitava a controllare chi dei tuoi contatti ti aveva bloccato… Il nick, nonchè sito web che compariva al posto del solito nome era: http://www.CheckMessenger.NET.
Passa del tempo sino a che mi ricapita di vedere nuovamente questa ondata di nick andare e venire online. Mi incuriosisco e vado a collegarmi per provare a vedere di che si trattasse. Lo provo. Inserisco user e password del mio account Messenger (ecco come fanno!) e vedo che come per magia nessun contatto della mia lista pareva avermi bloccato”.

In realtà quei dati, password ed indirizzo email, come scriveva già a febbraio Salvatore Aranzulla , non andrebbero mai forniti a chicchessia: “Chi vi assicura che non vengano memorizzati e utilizzati per compiere truffe a vostro nome? Se avete usato CheckMessenger, vi consiglio di cambiare subito la password. In secondo luogo, se inserite i vostri dati in CheckMessenger, questo vi butta fuori da Windows Live Messenger e cambia il vostro nome con l’indirizzo del suo sito Internet”.

Si chiede Mario C.: “Ho inserito i miei dati e solo dopo mi sono reso conto che non era il sito di Messenger. So che sono stato superficiale ma ora cosa rischio?”. Il punto chiave, come sottolinea anche Paolo Attivissimo , è cambiare subito la password “e in futuro – aggiunge il celebre hoax hunter – fidatevi un po’ di meno del primo sito che incontrate”, proprio come “questo servizio, che è stato ideato per raccogliere username, password e indirizzi e-mail a cui mandare pubblicità indesiderata”.

Dinanzi all’alto numero delle segnalazioni, Punto Informatico ha avvertito della situazione anche Microsoft Italia che ha spiegato come il team di MSN in Italia stia già lavorando con i colleghi di oltreoceano e con lo staff legale per indagare su questa attività . L’azienda ha anche confermato a Punto Informatico che in questo periodo attività come quelle di CheckMessenger vengono promosse anche su diversi altri siti , tutti al centro di accertamenti al momento ancora in corso.

Nel frattempo, in attesa di sapere se ci sarà una denuncia contro il sito, Microsoft invita i suoi utenti a visitare la pagina Proteggiti dal phishing e ad esercitare la massima cautela, evitando di trasmettere i propri dati MSN a siti che non facciano parte del network dell’azienda.

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  • Albegor scrive:
    Teorema Bohm-Jacopini
    Secondo me se riuscissimo ad applicare il teorema di Bohm-Jacopini ai buoni propositi dei due intervistati generando un bell'eseguibile da installare nel cervello del docente medio(cre) forse qualche risultato buono verrebbe fuori!Il problema è che non siamo macchine, ma italiani... ;)
  • Anonimo scrive:
    razzolando, razzolando!
    Molto interessante... Guarini dice cose molto sensate e condivisibili, il problema è che temo predichi bene ma razzoli piuttosto male!Se il rettore della più importante università europea denuncia cose di questa gravità e poi non è il primo a muoversi verso le istituzioni o a fare qualcosa di concreto in prima persona, IMHO c'è qualcosa di molto puzzolente dietro!
  • Anonimo scrive:
    Anziani? Enigmistica?
    Avrai anche il nome su un teorema ma sei un idiota lo stesso... insegnamo agli anziani ad usare il pc (e perchè poi dovrebbero farlo, censuriamo la settimana enigmistica?) così la loro famosa elasticità mentale permetterà loro nn solo di imparare prima di morire ma anche di insegnare ai nipotini quello che le scuole merdose italiane nn fanno. Complimenti, mi sa che jacopini era quello intelligente eh...
  • gian_di scrive:
    Condivisione del sapere (un po' OT)
    Quello che scrivo fa riferimento alle facoltà di agraria, non so se negli altri ambiti le cose migliorino, nel caso mi piacerebbe saperlo.Mi risulta che in Italia buona parte della ricerca scientifica (in ambito universitario) campa o ha campato su finanziamenti pubblici.Dov'è questa produzione? E' quasi tutto blindato, la documentazione disponibile on line è in gran parte rappresentata da liste, spesso ripetitive, di citazioni bibliografiche, oltre ai circuiti internazionali riservati delle pubblicazioni scientifiche.Non solo, ma la storia della ricerca scientifica italiana in campo agrario è costellata di nomi illustri. Qualche nome illustre a dire il vero c'è ancora. Che fine hanno fatto tutte le produzioni scientifiche, molte ormai di pubblico dominio ma ugualmente inaccessibili? Non si può pretendere che mi debba macinare 400 km per recarmi nella più vicina biblioteca universitaria o peggio imbarcarmi su un traghetto per andare a caccia di un lavoro di Berlese o di Silvestri. Costa molto fare delle scansioni di questi documenti e pubblicarli on line? In fondo si tratta di produzioni che sono state finanziate dalla collettività e come tali dovrebbero essere accessibili a tutta la collettività oggi che la rete offre questa possibilità.Naturalmente ci sono le eccezioni, ma per la maggior parte si tratta di piccole iniziative individuali di qualche docente universitario che mette a disposizione un minimo di documentazione on line peraltro non sempre di facile accessibilità. Se voglio fare una ricerca avanzata sono costretto al solito a rivolgermi alle fonti internazionali come siti del Commonwealth, di istituzioni universitarie americane, di associazioni scientifiche internazionali (dove non trovi un nome italiano manco a pagarlo a peso d'oro), per non parlare poi dei siti della FAO e dell'USDA. Molto spesso hanno motori di ricerca di facile accessibilità con possibilità talvolta di formulare combinazioni di chiavi con operatori logici.E in Italia? In italia siamo ancora al medioevo. In Italia dobbiamo sorbirci introduzioni pachidermiche di loghi e stemmini vari, fotografie di porticati e fontanili per accedere a liste di corsi universitari, di numeri di telefono e indirizzi di posta elettronica (dai quali spesso non ottieni manco risposta). Se voglio sapere cosa ha prodotto il Prof. X con il finanziamento dello Stato devo affidarmi alla sua cortesia (nel senso che si degna di risponderti via mail) oppure in alternativa attendere la pubblicazione dei risultati della sua ricerca su una rivista tecnica (naturalmente a pagamento) o sul suo libro (naturalmente a pagamento). Non pretendo certo che sia rilasciata documentazione nel pubblico dominio, mi accontenterei anche di un qualcosa che sia un pochino più esaustivo di un abstract, ma spesso non si dispone neppure di un banale abstract. Peccato, qualche esimio cervello che opera in Italia c'è ancora, qualcuno lo conosco direttamente, ma che utilità ne traggono gli italiani-contribuenti? Mah...Una volta tanto spezzo una lancia a favore degli USA e faccio tanto di cappello ai vari USDA, ARS, BARC, SEL, ecc. Se non fosse per loro e per qualche libro che acquisto di tanto in tanto sarei fermo ancora alle pappardelle studiate all'università in un'altra vita :
  • Anonimo scrive:
    Una tristezza infinita
    Ti pervade leggendo queste ovvietà. L'università Italiana ha bisogno della cura indigesta.. ha bisogno di GIUSTIZIA.Ha bisogno di ispettori, di controlli e di mandare a casa licenziati in tronco diversi professori, solo così gli altri si adegueranno e si riformerà l'università.Altrimenti finierà come deve finire.. nella cacca !
  • Anonimo scrive:
    magnifico rettore
    ormai, sento un senso di masochistico divertimento, quando vedo questa pratica, ormai diventata normale, di chiamare coloro che hanno sulle spalle le maggiori responsabilita' su determinati problemi, ad esprimere un'opinione o, peggio, a fare qualcosa di concreto, per risolvere il problema stesso...e cosi' vediamo, giudici ed avvocati, chiamati a risolvere i problemi della giustizia,dottori, a risolvere i problemi della sanita',professori ed insegnanti, a risolvere i problemi della scuola...qui abbiamo un magnifico rettore (che di magnifico ha solo il conto in banca, per il resto si distingue solo per approssimazione, incompetenza ed incapacita') che tromboneggia sui problemi dell'universita', snocciolando le solite ovvieta' e tralasciando le basi dei problemi, che, per forza di cose, lo chiamerebbero alle sue dirette responsabilita'...e' storia recente, il tentativo di arginare la cosiddetta fuga di cervelli, con degli incentivi per i ricercatori italiani all'estero per rientrare... alcuni ci sono cascati, ma dopo essere arrivati in italia, hanno visto la situazione, hanno capito la presa in giro e sono tornati da dove sono venuti.questo incompetente mi viene a parlare di graduatorie, quando, chiunque abbia frequenti l'universita', ha potuto vedere, come gli assistenti dei professori, si distingue per la lunghezza della loro lingua, per la bravita' delle loro gonne, per l'apertura delle loro cosce, per la vicinanza del grado di parentela... forse lui si riferiva a queste graduatorie... :Dper non parlare degli altri problemi dell'universita', con corsi ridicoli, professori incapaci, numero di esami esagerato ed inutile (messi li per accontentare qualche professore da sistemare, e mi parlano di graduatorie), laboratori inaccessibili, idem per le biblioteche, burocrazia da panico, con impiegati incompetenti e procedure da unione sovietica, ed altri che ora non mi vengono in mente...ed alla fine di tutto questo esci pure, assolutamente incapace di svolgere il lavoro per cui hai studiato tanto ed inutilmente.
  • Anonimo scrive:
    ... emerito ...
    Professore emerito.Emerito?Solo dalla terminologia si intuiscono le (tristi) condizione in cui si dibatte l'università italiana...
  • Anonimo scrive:
    il rimedio
    Dato un problema da voi posto, se ne fornisce la piena e definitiva soluzione:http://equo-impiego-pubblico-a-rotazione.hyperlinker.orgre-distribuire necesse est:tanto il redditoquanto il potere civicoinsito in ogni pubblico ruolosaluti, danilo
  • Anonimo scrive:
    Spinelli hai scordato di chiedere...
    Dovresti chiedere, al munifico rettore, come pensa di rimuovere l'ostacolo sociale e culturale rappresentato da quei professori universitari che, per far soldi, fanno palesi favoritismi all'interno del corpo studentesco, costringono in modo subdolo gli studenti ad acquistare i loro testi (altrimenti diventi un reietto...) e fanno ripetizioni da 50 l'ora (quando va bene) facilitando poi l'esami finale ed innalzando misteriosamente i voti...Questa domanda, invece, l'hai svicolata, e io personalmente sono deluso, visto che, se hai modo di intervistare due "capoccia" di questo ambito, le domande da fare sono palesi...Vabbe', sara' per la prossima volta...giusto...? (newbie)
    • Anonimo scrive:
      Re: Spinelli hai scordato di chiedere...
      - Scritto da:
      Dovresti chiedere, al munifico rettore, come
      pensa di rimuovere l'ostacolo sociale e culturale
      rappresentato da quei professori universitari
      che, per far soldi, fanno palesi favoritismi
      all'interno del corpo studentesco, costringono in
      modo subdolo gli studenti ad acquistare i loro
      testi (altrimenti diventi un reietto...) e fanno
      ripetizioni da 50 l'ora (quando va bene)
      facilitando poi l'esami finale ed innalzando
      misteriosamente i
      voti...
      Quoto in pieno!
      Uno studente del grande ateneo..
  • Anonimo scrive:
    Incredibile
    Ragazzi, ma se anche il rettore della più importante università europea dice 'ste cose, cosa cavolo possiamo fare??Retribuzioni ingiuste, niente trasparenza nei concorsi per ricercatori, scarsa competitività...A leggere queste parole mi sento davvero impotente... Speriamo che il governo si muova a fare qualcosa.Jack
  • Anonimo scrive:
    La mia esperienza...
    ..e' qui:http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1921710&m_id=1922225&r=PI
  • Anonimo scrive:
    La mia esperienza...
    ...di lavoratore presso l'amministrazione di uno dei maggiori Atenei italiani mi insegna che l'alfabetizzazione informatica dei nostri docenti è pressoché NULLA. incompetenza totale, non assimilano nemmeno i meccanismi elementari, vanno imboccati passo passo.la sola, quasi scontata, eccezione è rappresentata dai docenti delle facoltà matematiche, che probabilmente hanno fatto di necessità virtù.
  • skd scrive:
    Aiutateci!!!
    Vi prego aiutateci, salvate la NS Università... quella degli Studi di Messina. Ancora lo stesso Rettore, le stesse schifezze... politica, aiuti, strette di mano... sorrisi e favori. C'hanno invaso, niente meritocrazia, niente efficienza... pochi lavoratori decenti e pochi cervelli assoggettati al potere di quattro ex-nobili e quattro arricchiti che si tengono stretta la loro poltrona.Vogliamo lavorare x bene, lavorare con efficienza e non essere rallentati dall'ignoranza e dalla politica della raccomandazione. E' facile continuare a chiedere il solito posto di lavoro x il figlio in cambio del solito voto... brrr...Aiutateci. Mandate ispettori, controlli... ma non comprabili, come al solito, parlo di gente seria!Massoneria: Associazione di Mutuo Appoggio...
  • kaos scrive:
    Prof al tappeto
    A parte il fatto che le università europee ci sono dai tempi classici, e non dal medioevo...Ma a voi sembra normale che i grandi problemi siano:- quanto è presente microzozz- a che posto siamo in una classifica di Shangai?A me sembra che il problema principale delle università si trovi nelle aule e, per la precisione, dietro le cattedre.Quanti sono i professori che favoriscono una vera crescita dei suoi studenti? Quanti sono quelli che stimolano l'avere idee proprie e, di conseguenza, la vera ricerca?Se nel cammino universitario s'incontrano solo prof che ti fanno studiare sui propri libri e che vogliono che tu gli ripeta quello che vogliono sentirsi dire, dov'è la crescita? Dov'è la necessità di un percorso universitario?L'università oggi è un proseguo del liceo, che ha la stessa valenza. Se vuoi fare qualcosa di serio, non basta più, devi farti il master dopo. E, dato che l'uni non è gratis, e visto che sono gli studenti a pagare e a fare sacrifici, non mi sembra una cosa corretta.Insomma, forse l'intervistato aveva ragione, il modello attuale è quello medioevale, dove la chiesa ti diceva cosa studiare e come studiare. Niente a che fare col simposio e con l'apertura mentale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Prof al tappeto
      Quoto.:'(
    • aghost scrive:
      Re: Prof al tappeto
      senza voler fare di tutta l'erba un fascio, credo che il problema sia proprio strutturale-culturale. Tralasciando il fatto che anche le università sono dominate da corporazioni-baronie eccetera eccetera, il problema è che nel nostro paese non c'è un vero controllo sulla qualità dell'insegnamento.Diventano "professori" cani e porci, solo per il fatto di essere riusciti a laurearsi.Ma insegnare è un'arte, una professione a sè, non basta assolutamente che uno conosca a menadito la sua materia. Un genio di matematica può essere allo stesso tempo un pessimo insegnante.La scuola forgia le nuove generazioni, la classe dirigente del domani, se va male la scuola va male tutto il paese.
      • Anonimo scrive:
        Re: Prof al tappeto
        - Scritto da: aghost
        Un genio di matematica può essere
        allo stesso tempo un pessimo
        insegnante.Si vede che non sai come vanno le cose: un professore (o ricercatore) universitario non deve essere solo un insegnante, ma anche, e soprattutto, un buon ricercatore.Posso assicurarti che, alla lunga, è molto che insegna male e ricerca bene che l'opposto. Se oggi fanno la stessa lezione, ma il primo la fa meglio, tra ventanni uno farà sempre la stessa ezione stantia, l'altro si sarà via via aggiornato.
        • aghost scrive:
          Re: Prof al tappeto
          potrei risponderti con una battuta del grande Longanesi: "tutto quello che NON so, l'ho imparato a scuola" :DIn ongi caso, sarà come dici ma la tua teoria non mi convince. Parlo non solo di prof. universitari, ma anche e soprattutto di insegnanti delle elementari, delle medie e superiori, che sono quelli che dovrebbero FORMARE l'alunno. Se uno arriva all'università già con lo spirito "svaccato", con poca passione per lo studio e insomma con una forma mentis "sbagliata", non ci sono santi. Ti parlo anche per esperienza personale: ricordo benissimo che c'erano professori che ti facevano odiare la letteratura, o la storia, altri che ti trasmettevano interesse ed entusiasmo. Chi controlla se gli insegnanti sanno fare bene gli insegnanti?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 marzo 2007 10.41-----------------------------------------------------------
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto
            - Scritto da: aghost
            In ongi caso, sarà come dici ma la tua teoria non
            mi convince. Parlo non solo di prof.
            universitari, ma anche e soprattutto di
            insegnanti delle elementari, delle medie e
            superiori, che sono quelli che dovrebbero FORMARE
            l'alunno.Qua però mi cambi le carte in tavola: all'univ si suppone che lo studente voglia formarsi, se non vuole sono cavoli suoi.
            Se uno arriva all'università già con lo
            spirito "svaccato", con poca passione per lo
            studio e insomma con una forma mentis
            "sbagliata", non ci sono santi.
            Mica detto che sia un buon ricercatore: molti prof sono brocchi sia nell'una che nell'altra specialità.

            Ti parlo anche per esperienza personale: ricordo
            benissimo che c'erano professori che ti facevano
            odiare la letteratura, o la storia, altri che ti
            trasmettevano interesse ed entusiasmo. Chi
            controlla se gli insegnanti sanno fare bene gli
            insegnanti?
            Nessuno, ma hai di nuovo cambiato il sistema di riferimento. All'università dovresti essere maturo, visto che ci vai per tua scelta, e non esiste che un professore "ti faccia odiare" una materia. Anche studiare per conto proprio, nonostante un insegnante poco capace, deve far parte della mentalità universitaria. Che poi molti studenti siano parcheggiati nell'ateneo a far passare il tempo prima di diventare disoccupati è vero, ma irrilevante.
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto
            Secondo me invece è la qualità media degli studenti e il troppo lassismo del sistema:se si buttassero fuori dall'università chi non raggiunge un numero minimo di crediti annui e si impedisse di risostenere lo stesso esame per più di tre volte, vedreste tutti come la qualità del laureato finale ne gioverebbe.Avremmo finalmente un sistema meritocratico dove alla laurea ci arriva chi ha le capacità richieste, non chi ha la perseveranza di aspettare il voto favorevole o la spintina giusta per andare avanti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto
            - Scritto da:
            Secondo me invece è la qualità media degli
            studenti e il troppo lassismo del
            sistema:
            se si buttassero fuori dall'università chi non
            raggiunge un numero minimo di crediti annui e si
            impedisse di risostenere lo stesso esame per più
            di tre volte, vedreste tutti come la qualità del
            laureato finale ne
            gioverebbe.
            Avremmo finalmente un sistema meritocratico dove
            alla laurea ci arriva chi ha le capacità
            richieste, non chi ha la perseveranza di
            aspettare il voto favorevole o la spintina giusta
            per andare
            avanti.Perchè escudere chi riesce a dare un esame al 4 tentativo? E perchè escludere chi riesce a dare i crediti necessari con un semestre o un anno di ritardo?Per la mia esperienza, se riesco a dare un esame al primo appello dimentico facilmente gran parte delle cose che non metterò in pratica.Se sono costretto a ripeterlo più volte (ci sono esami ed esami...) mi rimane molto di più in testa.Un esame di uno studente non dimostra quanto lo studente sappia *veramente* di quella materia.
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto
            innanzitutto volevo dire una cosa: il rettore dell'universita' "La Sapienza" predica bene ma razzola male. Si lamenta della quantita' di soldi che lo stato da all'universita'. Bene..sono anche daccordo, ma sentirmi dire queste cose da un tizio che ha buttato DUECENTOMILAEURO al cesso per fare un "restyling" tanto orrendo quanto inutile del LOGO e del NOME della sapienza (che ora e' "Sapienza" e non piu' "La Sapienza") mi sembra un po' un assurdo. L'universita' e' con le pezze al culo? beh la colpa e' anche di sprechi di denaro come questi, che servono solamente ad arricchire gli amichetti del rettore con i _nostri_ soldi.per il resto i problemi dell'universita' sono i seguenti:1) totale mancanza di capacita' di studio da parte degli studenti che si iscrivono al primo anno di universita' e che, dato che sono molti, costringono il livello dei corsi di laurea ad abbassarsi drasticamente rispetto al passato. La cosa tragica e' che questo e' un problema a cui l'universita' in se non puo' far fronte, dato che la colpa e' della SCUOLA. E per "scuola" non intendo solamente i professori (di cui molti approfittano del loro contratto a tempo indeterminato per non fare assolutamente un cazzo, sicuri che non potranno _mai_ essere cacciati), ma anche gli studenti che se ne sbattono allegramente di qualsiasi "input" che la scuola da loro. Dei "genitori" che sono iper apprensivi nei confronti dei loro figli e accusano la scuola e combattono contro gli insegnanti se sono troppo severi o se richiedono che gli studenti studino (appunto) di piu'.2) incapacita' di insegnare (o solamente mancanza di voglia) di parte dei professori universitari3) lentezza esasperante con la quale vengono assunti nuovi e giovani professori (mi e' capitato di avere ricercatori che tengono corsi molto piu' interessanti degli stessi corsi tenuti da professori ordinari)4) l'atteggiamento con il quale gli studenti vanno agli esami.. della serie: "ce provo, se non ce riesco ce riprovo, prima o poi l'esame lo passo a culo" (per carita' non ho niente contro chi viene bocciato agli esami, ma c'e' gente che si presenta agli esami con una conoscenza scarsissima dell'argomento e punta al 18 .. ed e' una cosa che sinceramente mi fa schifo. Ma c'e' anche chi si lamenta della difficolta' dei corsi e PRETENDE di passare gli esami non studiando un cazzo, accusando i prof. di essere degli stronzi.5) menefreghismo da parte della societa' che non pone nessuna fiducia nel sistema universitario. E per "societa'" intendo anche la classe politica, che non capisce che se un paese non PRODUCE cultura e innovazione scientifica (non automobili) e' destinato inesorabilmente a CROLLAREe cosi' via..un'unica cosa funziona abbastanza bene: il costo dell'universita' per uno studente italiano non e' troppo elevato. Ho compagni di corso che pagano di tasse meno di 100 euro e ricevono borse anche da 3000 euro (se non di piu') sia per il reddito basso che per meriti di studio. Dite quello che vi pare, ma non che l'universita' "costa". Perche' se uno la voglia ce l'ha ce la fa.Comunque di professori validi e motivati ce ne sono, e lo stesso vale per gli studenti. Ma il numero di questi e' decisamente in calo (o almeno cosi' mi sembra)ciaop.s. scusate se ci sono errori di ortografia, sto di fretta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto


            Perchè escudere chi riesce a dare un esame al 4
            tentativo? E perchè escludere chi riesce a dare i
            crediti necessari con un semestre o un anno di
            ritardo?Se ci fosse spazio, risorse, aule, professori, soldi e laboratori per tutti niente da obiettare.Visto che invece la situazione è molto diversa (e sommamente critica, considerato il sovraffollamento delle maggiori Università italiane) l'idea di una selezione del tipo descritto non mi sembra del tutto peregrina. Sicuramente si taglierebbero fuori dei buoni elementi, ma secondo me si tratterebbe di poche eccezioni in un mare di scaldasedie parcheggiati in università a discapito di chi ha veramente voglia di studiare.My two centsG
          • Uby scrive:
            Re: Prof al tappeto
            - Scritto da:
            Se ci fosse spazio, risorse, aule, professori,
            soldi e laboratori per tutti niente da
            obiettare.

            Visto che invece la situazione è molto diversa (e
            sommamente critica, considerato il
            sovraffollamento delle maggiori Università
            italiane) l'idea di una selezione del tipo
            descritto non mi sembra del tutto peregrina.
            Sicuramente si taglierebbero fuori dei buoni
            elementi, ma secondo me si tratterebbe di poche
            eccezioni in un mare di scaldasedie parcheggiati
            in università a discapito di chi ha veramente
            voglia di
            studiare.

            My two cents
            GMi sembra assurdo che io mi iscriva, paghi le tasse e poi venga cacciato secondo dei criteri "discutibili".Vorrei ricordare che i ripetenti e i fuori corso pagano le tasse come gli studenti in corso, non seguono lezioni e danno esami "gratis".Meglio allora mettere le facoltà a numero chiuso e istituire dei test di ammissione (come già si fa in alcune facoltà) sarebbe più equo. In questo modo tu puoi provare ad essere ammesso quante volte ti pare e piace.
          • Fabi3tto scrive:
            Re: Prof al tappeto
            Quello che mi sembra il compromesso migliore e` quello che avviene in altri paesi, anche in quelli che rispetto a noi sono considerati "emergenti".In un paesino come la Lettonia (mi viene in mente perche` ho amici li`) l'universita` e` GRATIS: paga tutto lo stato, ci entra chi vuole, ma se non passi un esame per 3 volte consecutive vieni cacciato.Il bello e` che non devi aspettare 6mesi per ridare un esame come succede ad esempio qui a Milano, ma puoi riprepararti tutti i mesi.Quindi c'e` una forte selezione in ingresso e arriva alla laurea solo chi e` stato in grado di rimanere al passo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Prof al tappeto

          Si vede che non sai come vanno le cose: un
          professore (o ricercatore) universitario non deve
          essere solo un insegnante, ma anche, e
          soprattutto, un buon
          ricercatore.Non sono proprio d'accordo.Professore RicercatoreUn professore universitario deve essere un ottimo comunicatore / divulgatore. Un buon ricercatore deve essere una punta nel suo campo, ma non gli si richiede necessariamente una buona capacità oratoria.Confondere come fai tu che dici "professore (o ricercatore)" per me già evidenzia la causa del problema: cioè il mettere dietro a una cattedra ricercatori piú abituati a stare davanti ad una scrivania o dietro un pc anziché gente che sia in grado di affrontare, coinvolgere, motivare una classe piena di ragazzi senza necessariamente aver scoperto chissà quale lemma o teorema.Ancora mi ricordo grigi figuri che senza un briciolo di tono né di entusiasmo venivano a Ingegneria a fare le esercitazioni o sostituvano il prof: bravi nel loro campo, pubblicazioni a iosa, ci mancherebbe, ma a dir poco soporiferi e coinvolgenti come la Corazzata Potemkin....

          Posso assicurarti che, alla lunga, è molto che
          insegna male e ricerca bene che l'opposto. Se
          oggi fanno la stessa lezione, ma il primo la fa
          meglio, tra ventanni uno farà sempre la stessa
          ezione stantia, l'altro si sarà via via
          aggiornato.Suppongo che ti sia mangiato qualche pezzo, comunque se ho capito bene anche qui non sono d'accordo.Non credo che ci voglia chissà che aggiornamento ad insegnare Analisi o Fisica, ma la capacità di interessare i ragazzi a trasporre nel mondo reale concetti che possono sembrare astratti. Questa è la missione del professore: fare didattica. Poi per gli argomenti piú avanzati avrai pure ragione, ma il problema oggi come oggi in Italia sta prima, a livello di insegnamento di base.Che la ricerca la facciano gli scienziati, e l'insegnamento i professori. Vi pare ?SalutiG
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto
            Quoto in parte.Non è indispensabile che un prof sia un ricercatore, ma risulta imperativo che si tenga aggiornato. Spesso ci si trova con insegnamenti obsoleti di due anni prima :
          • Anonimo scrive:
            Re: Prof al tappeto
            Se non lo aveste capito nell'universita' (che e` diversa dalla scuola), dove si insegna lo stato dell'arte delle varie materie, essere aggiornati significa fare ricerca. Non esiste l'una senza l'altra. Un bravo docente e' in genere anche un bravo ricercatore, anche se puo` non essere altrettanto vero il contrario.
      • gian_di scrive:
        Re: Prof al tappeto
        - Scritto da: aghost
        senza voler fare di tutta l'erba un fascio, credo
        che il problema sia proprio
        strutturale-culturale. Tralasciando il fatto che
        anche le università sono dominate da
        corporazioni-baronie eccetera eccetera, il
        problema è che nel nostro paese non c'è un vero
        controllo sulla qualità
        dell'insegnamento.

        Diventano "professori" cani e porci, solo per il
        fatto di essere riusciti a
        laurearsi.
        Ma insegnare è un'arte, una professione a sè, non
        basta assolutamente che uno conosca a menadito la
        sua materia. Un genio di matematica può essere
        allo stesso tempo un pessimo
        insegnante.

        La scuola forgia le nuove generazioni, la classe
        dirigente del domani, se va male la scuola va
        male tutto il
        paese.L'università non è proprio una scuola. La fase di apprendimento si ferma nella formazione scolastica, all'università devi essere perfettamente autonomo. Trovo deprimente che uno studente universitario debba sentirsi coinvolto o che debba studiarsi a memoria la pappardella propinata a lezione per superare l'esame. Quando andavo all'università mi preoccupavo molto di come spiegasse il professore. Mi interessava di più disporre dei contenuti delle sue lezioni e di poterli verificare e confrontare con quanto pubblicato nella letteratura.Si presume che chi frequenta corsi universitari sia in possesso di quelle abilità linguistiche e logico-matematiche che gli permettano di essere perfettamente autonomo e apprendere con i propri mezzi (libri) e utilizzando le risorse disponibili all'università (laboratori, esercitazioni, lezioni, biblioteca, pubblicazioni, ecc.). Se uno studente universitario deve dipendere da un professore per "apprendere" un concetto forse è il caso che si accontenti del diploma e si cerchi un lavoro.Se poi un professore aggiornato e competente ha anche doti di capacità comunicativa ben venga. E' un punto in più a suo merito.
  • Anonimo scrive:
    Universtà al Tappeto
    Non è che avete messo un filtro automatico per i post con la parola tappeto nel subject?
    • Anonimo scrive:
      Re: Universtà al Tappeto
      evidentemente no....
      • MarioLC scrive:
        Re: Universtà al Tappeto
        Il 'Tappetatore' ha colpito ancora. Ormai è una piaga sociale. Invito PI a occuparsi di questo annoso problema con un bell'articolo al più presto possibile.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 marzo 2007 00.49-----------------------------------------------------------
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