Hey Gemini, metti la colonna sonora a quello che sto guardando.
Si è in palestra, e parte qualcosa di energico. Si guarda il tramonto, e parte qualcosa di calmo. Si cammina in città, e parte qualcosa di ritmato. Gli occhiali vedono, Gemini interpreta e Spotify suona.
È la funzionalità trovata nel codice di Spotify v9.1.66.1259, stringhe che rivelano come l’app si stia preparando per gli occhiali Android XR con un’integrazione profonda con Gemini di Google.
Spotify sugli occhiali Android XR: Gemini crea playlist basate su ciò che si vede
Le stringhe indicano tre funzionalità: controllo della riproduzione tramite voce, creazione di playlist con prompt vocali, e, la più sorprendente, scoperta musicale basata sul contesto visivo. La fotocamera degli occhiali vede l’ambiente. Gemini lo analizza, e Spotify sceglie la musica.
Non pensiamo normalmente alla musica come qualcosa che si adatta a ciò che vediamo. Ma ha senso, la musica che si vuole in palestra è diversa da quella che si desidera ascoltare, magari in tarda serata, distesi sul divano. La differenza è che fino a oggi spettava all’utente scegliere, cercare la playlist, aprire l’app, scrollare. Con gli occhiali Android XR, l’ambiente diventa il prompt.
È Gemini a rendere possibile tutto questo, la fotocamera fornisce il contesto visivo, il modello linguistico lo interpreta, Spotify lo traduce in musica.
Google prevede di vendere 2 milioni di occhiali Android XR quest’anno tra Xreal Aura e altri dispositivi in arrivo. Spotify si posiziona come early adopter della piattaforma. L’integrazione con Gemini è fondamentale: sugli occhiali, dove non c’è schermo grande, la voce e il contesto ambientale sono l’interfaccia principale.
Resta da vedere se la funzionalità funziona bene nella pratica, se Gemini capisce davvero la differenza tra una palestra e un tramonto, e se la musica che sceglie è effettivamente quella giusta. Ma l’idea potrebbe far vendere sia gli occhiali che l’abbonamento a Spotify.