Office 2003 torna ad aprire file protetti

BigM ha posto fine ad un problema che, dallo scorso venerdì, impediva agli utenti di Office 2003 di aprire o salvare file protetti con il DRM di Microsoft

Roma – Lo scorso sabato Microsoft ha risolto un imbarazzante problema che, a partire dal giorno precedente, impediva agli utenti di Office 2003 di aprire o salvare documenti protetti con il Rights Management Service (RMS). Quest’ultima è una tecnologia di DRM che viene utilizzata soprattutto in ambito enterprise, e che permette di restringere il livello di accesso a un documento e l’uso che gli altri utenti ne possono fare.

Chi si imbatte nel problema riceve il seguente messaggio d’errore: “Unexpected error occurred. Please try again later or contact your system administrator”. Microsoft ha spiegato che, al contrario di quanto inizialmente ipotizzato da certi utenti, l’errore non ha nulla a che fare con i recenti aggiornamenti di sicurezza: la causa, molto più banale, va ricercata nella scadenza di un certificato digitale.

Microsoft ha confermato che il problema interessa tutte le applicazioni di Office 2003 utilizzate in congiunzione con RMS, tra le quali Word, Excel, PowerPoint e Outlook. Immuni invece tutte le altre versioni della celebre suite per l’ufficio di BigM.

Per riportare le cose alla normalità, Microsoft ha rilasciato tre hotfix: uno per Office 2003 e due per i viewer gratuiti di documenti Word e Excel. Tali patch possono essere scaricate dai link forniti in questo post dell’Office Sustained Engineering.

Alessandro Del Rosso

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  • . . scrive:
    Ma sono scemi?
    "le comunità dei non vedenti non andrebbero discriminate: dovrebbero pagare come tutti gli altri."Togliamo loro anche i cani guida e i segnali acustici ai semafori. dovrebbero venire travolti sulle strisce pedonali come tutti gli altri.
    • MeX scrive:
      Re: Ma sono scemi?
      non é quello il punto.É ovvio che chi ha un handicap deve essere aiutato a mitigarne gli effetti negativi, appunto per non essere discriminato.Faccio lo scivolo e l'ascensore al cinema cosí anche un ragazzo in carrozzina puó andare a vedersi un film, peró, i pop-corn, la coca-cola e il biglietto li deve pagare, altrimenti si viene a creare una discriminazione.
      • panda rossa scrive:
        Re: Ma sono scemi?
        - Scritto da: MeX
        non é quello il punto.

        É ovvio che chi ha un handicap deve essere
        aiutato a mitigarne gli effetti negativi, appunto
        per non essere
        discriminato.

        Faccio lo scivolo e l'ascensore al cinema cosí
        anche un ragazzo in carrozzina puó andare a
        vedersi un film, peró, i pop-corn, la coca-cola e
        il biglietto li deve pagare, altrimenti si viene
        a creare una
        discriminazione.Chi dice niente sui pop corn e la coca cola?Pero' corrisponde al vero il fatto che in certi cinema proibiscono di portare del cibo da fuori costringendo la gente a comprare li' i pop corn e la coca cola, e questo e' altamente discriminante per quelle persone che hanno disfunzioni alimentari e devono (faccio un esempio semplice) mangiare biscotti senza glutine, che naturalmente al bar del cinema non sono in vendita.
        • MeX scrive:
          Re: Ma sono scemi?
          vero, dovrebbero prevedere la possibilitá di far portare pop-corn speciali a chi non puó mangiare il glutine... peró dovrebbe essere chiaro che non é che possono portarsi un pollo arrosto...Anzi, sai cosa, sarebbe bene obbligarli a fornire anche prodotti per chi presenta allergia alimentari
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma sono scemi?
            - Scritto da: MeX
            vero, dovrebbero prevedere la possibilitá di far
            portare pop-corn speciali a chi non puó mangiare
            il glutine... peró dovrebbe essere chiaro che non
            é che possono portarsi un pollo
            arrosto...No, devono prevedere la possibilita' di far portare pop-corn a chiunque.Perche' io devo essere costretto a dichiarare di avere una disfunzione alimentare ad una maschera di cinema per porare in sala il mio pop-corn?Io devo poterlo fare senza che mi sia richiesta alcuna motivazione.Esiste un diritto alla privacy.Per quanto riguarda il pollo arrosto, rientra nel fatto che lo spettatore non deve arrecare disturbo o fare danni alle strutture.Se uno spettatore danneggia la sala, ne risponde, sia che l'abbia sXXXXXta di arrosto, sia che abbia fatto la pipi' in luogo diverso dalla toilette.
            Anzi, sai cosa, sarebbe bene obbligarli a fornire
            anche prodotti per chi presenta allergia
            alimentariNon e' fattibile: avrebbero uno smercio molto ridotto, dei costi piu' elevati, e non coprirebbero tutte le situazioni.Sarebbe bene invece che il cinema si preoccupasse solo di vendere lo spettacolo cinematografico, e lasciasse che siano i negozi di alimentari a vendere il cibo.
          • MeX scrive:
            Re: Ma sono scemi?
            se il cinema non vendesse direttamente il cibo e permettesse a chiunque di portare quello che vuole sai come andrebbe a finire vero?Dopo due spettacoli il cinema profumerebbe come la mensa scolastica.La privacy é un diritto, se sei celiaco e non vuoi dirlo alla maschera non compri i pop-corn, l'importante é che non ti sia "imposto" di dichiarare al cinema se sei celiaco o no.Il cinema non impedisce di portarti il tuo cibo per vendere piú pop-corn, lo impedisce per evitare che la sala diventi una mensa
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma sono scemi?
            - Scritto da: MeX
            Il cinema non impedisce di portarti il tuo cibo
            per vendere piú pop-corn, lo impedisce per
            evitare che la sala diventi una
            mensaQuindi, invece di un divieto categorico generalizzato del tipo "Non si puo' portare altro cibo che quello venduto al bar", basterebbe una regolamentazione un po' piu' elastica, permettendo agli spettatori di portare del cibo proprio purche' analogo a quello venduto al bar.In altre parole, dovrei poter portare il mio pop corn, il mio gelato, la mia bottiglietta d'acqua, purche' in contenitori e quantitativi simili a quelli venduti al bar del cinema, sia per motivi di salute, sia per il piu' grezzo motivo che costano meno acquistati altrove.
  • so sempre io scrive:
    Che schifo
    I detentori dei diritti non si mettono d'accordo nemmeno su che DRM usare e i poveri non vedenti usando dei sitemi di lettura che non supportano centinaia di DRM non possono nemmeno leggersi quello che gli pare, perchè se i "Detentori" approvassero un drm unico e quasto venisse sfondato "come capita sempre" loro guadagnerebbero di meno, bene a questo punto facciamo un lettore universale che sfonda i vari DRM in modo nativo oppure sfondiamoli noi e li diamo free ai non vedenti, se "i detentori" fossero degli uomini e non delle merde, li dovrebbero regalare ai non vedenti i loro libri, vista che la percentuale è irrisoria.
    • MeX scrive:
      Re: Che schifo
      condivido che la cosa é assurda... peró non mi é chiaro perché dobbiamo "regalare" le cose ai non vedenti... se sei un muratore fai la casa gratis a un cieco?
      • iRoby scrive:
        Re: Che schifo
        Il tuo ragionamento non fa una piega...Ed è lo stesso ragionamento che fa l'industria editoriale...Però c'è una cosa che va presa in considerazione...Una volta digitalizzato un libro o un bene può essere copiato all'infinito ad un costo quasi nullo, e riprodotto su qualsiasi tipo di media digitale anche quelli appositi per i ciechi.Ma se il costo di copia è pressocchè nullo, perché non si può rinunciare a qualcuna di queste copie per qualche cieco?Se prima la diffusione gratuita di opere a categorie sfortunate, come i ciechi, si scontrava comunque con i costi della fisicità del supporto su cui erano stampate le opere letterarie, ora che si possono copiare e riprodurre a costi quasi nulli e quindi finalmente farne godere anche ai ciechi, perché è ancora difficile fare uno sforzo per queste categorie di utenti?
        • Pino scrive:
          Re: Che schifo
          - Scritto da: iRoby
          ora che si possono copiare e riprodurre a costi quasi nulliTogli il "quasi"
        • MeX scrive:
          Re: Che schifo
          perché il problema non é quanto costa fare una copia, il problema é quanto guadagno da un'opera.A nessuno é mai interessato quanto costa fare la copia di un libro, di un giornale... é sempre solo interessato quante copie VENDO e quanto ne guadagno
      • panda rossa scrive:
        Re: Che schifo
        - Scritto da: MeX
        condivido che la cosa é assurda... peró non mi é
        chiaro perché dobbiamo "regalare" le cose ai non
        vedenti... Perche' sono non vedenti.
        se sei un muratore fai la casa gratis
        a un cieco?no, ma le installazioni previste per l'elimazione di barriere architettoniche per esempio, sono detassate e non impedibili se viene fatta richeista.E nelle stazioni e' fatto obbligo di inserire la segnaletica per non vedenti anche se tu neanche te ne accorgi.E poi chi ha parlato di regalare? Qui si tratta solo di rendere fruibile l'opera in un formato accessibile ai non vedenti, il sintetizzatore vocale per esempio.
        • MeX scrive:
          Re: Che schifo
          la detassazione é una cosa, e la condivido in pieno, ma regalare le cose ai non vedenti non mi sembra giusto.
          • panda rossa scrive:
            Re: Che schifo
            - Scritto da: MeX
            la detassazione é una cosa, e la condivido in
            pieno, ma regalare le cose ai non vedenti non mi
            sembra
            giusto.E' ancora meno giusto vendere al pubblico un prodotto inserendo volutamente impedimenti per non farlo fruire ai non vedenti.
          • MeX scrive:
            Re: Che schifo
            sicuramente!Io sono contrario al DRM sia per i vedenti che per i non vedenti, il punto era prentendere le cose gratis.
    • angros scrive:
      Re: Che schifo
      Il DRM è una truffa. Punto.Non va mai comprato nulla che usi tale tecnologia, e chi la propone non va trattato meglio di un truffatore. Continuo a dire che per l' utente il DRM non offre nessun vantaggio, e che quindi chi compra materiale con DRM commette una enorme idiozia.
  • giggi scrive:
    Ciechi o orbi, i soldi non si toccano
    I soldi sono quelli che arrivano ai "detentori dei diritti"Analizziamo un po' questa frasetta: "Detentori dei diritti": non vuole dire Autore, non vuol dire Attore, non vuol dire Artista Esecutore, anche solo un suonatore di fisarmonica all'angolo della strada: vuole dire CHI DETIENE, cioe' ha in mano delle carte che dicono che lui ha diritto ad avere dei soldi E BASTAInternet li ha gia' tagliaiti fuori dematerializzando i supporti .Pazienza vantare dei diritti su un libro rilegato in pelle ed oro, machi puo' dire di avere dei diritti su una sequenza di BIT??????
  • Whishper scrive:
    Ma il problema?
    Non ho capito qual è il problema. Il DRM da quel che so (siete liberi di smentirmi) è emplicemente la crittazione di un documento elettronico sbloccabile da password. Non ci vedo nulla di ostacolo alla lettura da parte dei non vedenti. Non è che quest'ultimi se la debbano prendere con i produttori di ebook reader piuttosto che con chi critta il documento?
    • JosaFat scrive:
      Re: Ma il problema?
      Mmm.. non ti dice nulla Kindle 2? Con il suo software di sintesi vocale?Chi non vuole consentire la fruizione di libri ai non vedenti non sono certo i produttori di apparati per la lettura di ebook.
      • Whishper scrive:
        Re: Ma il problema?
        So cos'è Kinle. So che la ver. 2 ha un software di sintesi vocale. Mi manca solo il nesso. Come premesso nel post, non sono un ESPERTO, ergo non dare per scontato cose che per te lo sono...Ho solo bisogno che tu mi dica che legame c'è fra un sw di sintesi vocale e il DRM
        • JosaFat scrive:
          Re: Ma il problema?
          La questione non è tanto il DRM, da quanto mi pare di capire dall'articolo. Ma la richiesta da parte dei "detentori dei diritti" di non facilitare norme e sistemi che potrebbero aiutare i non vedenti, perché a loro potrebbe sgonfiare il portafoglio.Kindle 2 con il suo sistema di sintesi vocale avrebbe consentito di usare un ebook reader, con tutti i suoi vantaggi, la sua portabilità e - perché no? - il suo store, anche a chi non può vedere. E per timore di far perdere clientela a chi produce audiolibri, il supporto è stato fatto togliere dalle major. I produttori di dispositivi non hanno carta bianca nel loro lavoro, purtroppo
          • Whishper scrive:
            Re: Ma il problema?
            Purtroppo non so che risponderti. Ho riletto l'articolo 2 volte, ma non si capisce un tubo. Perché PI si è concentrato sulla polemica, ma si è dimenticato di dire che cavolo c'era scritto in quella cavolo di proposta.Di audiolibri nell'articolo non si parla.Per una volta (opinione formata leggendo ESCLUSIVAMENTE quanto riportato da PI) secondo me i detentori dei diritti hanno ragione: anche i non vendenti devono pagare per accedere a opere protette, proprio come i vedenti.Adesso però vado a leggermi la proposta, per vedere se si capisce qualcosa di +...
          • JosaFat scrive:
            Re: Ma il problema?
            Certo, sarebbe meglio che la proposta fosse meglio dettagliata nell'articolo. Un problema che però sarebbe giusto tener conto, sulla questione di far pagare o meno i non vedenti, è questa: che se una cosa è gratuita, sarà facilmente reperibile, grazie al P2P, mentre quando è a pagamento viene ristretta la sua circolazione (perché l'editore non vuole più pubblicare l'opera, perché non vuole farne un'edizione digitale, eccetera). A fronte di questa scarsità indotta da questioni economiche, ecco che per me ha senso eliminare la tutela del copyright, perché in questo caso fallisce il suo scopo, anzi non conviene a nessuno, a parte quei pochi autori pubblicati anche per ciechi.
  • Sapere Libero scrive:
    Beata ingenuità
    MPAA e RIAA che hanno descritto uno scenario apocalittico di smantellamento dell'intera struttura globale della tutela dei detentori dei diritti. Beata ingenuità.Continuano a illudersi di poter ritornare al monopolio del sapere che hanno gestito nel secolo scorso.Non si rendono conto che Internet diffonde il sapere privandolo del suo supporto materiale, supporto che nell'era pre-Internet era proprio il mezzo con cui il sapere stesso veniva controllato. Ma ora è tutto diverso e devono rassegnarsi.--Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.George Bernard Shaw
    • MeX scrive:
      Re: Beata ingenuità
      se pensi che l'informazione si controlla con "il mezzo" sei fuori strada...Una volta il mezzo era orale, e controllavi l'informazione controllando le persone.Poi il mezzo é diventato la carta, e controllavi l'informazione controllando l'editoriaOra il mezzo é internet, basta controllare internet per controllare l'informazione
      • Pino scrive:
        Re: Beata ingenuità
        - Scritto da: MeX
        "basta controllare internet"LOL
      • ebook scrive:
        Re: Beata ingenuità

        Ora il mezzo è Internet, basta controllare
        Internet per controllare l'informazioneInternet non è controllabile per sua natura, a meno di non chiuderlo definitivamente.La strada verso al Liberazione della Cultura è ormai tracciata.
        • MeX scrive:
          Re: Beata ingenuità

          Internet non è controllabile per sua natura, a
          meno di non chiuderlo
          definitivamente.giustissimo, ma le persone sono controllabili nell'utilizzo di internet
          La strada verso al Liberazione della Cultura è
          ormai
          tracciata.per chi é tecnologicamente piú capace, gli altri usano il mezzo limitatamente, e si fanno facilmente influenzare da campagne di demonizzazione
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