Online i biglietti fantasma delle FS

Ne parla un lettore che racconta come sia difficile far passare per vero e valido un biglietto comprato sul pubblicizzatissimo servizio online delle Ferrovie


Roma – Spett. redazione di PI, da vostro aficionado lettore vi scrivo per segnalarvi l’ultima disavventura con i servizi internet delle Ferrovie dello Stato. Non vi parlerò dell’ormai gettonato trenitalia.com , già oggetto di critiche, sia per i problemi rilevati da più parti sia per la totale mancanza di compatibilità con gli standard WAI o più in generale mancanza di webusability.

Vi parlerò, invece, di un sito poco gettonato della galassia FS:
www.abbonamenti.fs-on-line.it .
Su questo sito è possibile acquistare abbonamenti mensili, che vengono comodamente recapitati al proprio domicilio, senza far code inutili in stazione! Un servizio 10 e lode: l’abbonamento è recapitato in posta prioritaria direttamente a casa, senza nessun costo aggiuntivo e in un tempo molto contenuto (3-4 giorni lavorativi). Un servizio sul quale le FF.SS. hanno speso molto: cartelloni pubblicitari nelle stazioni, a bordo dei treni ed anche sulle facciate degli stessi.

Purtroppo il servizio ha riscosso un basso consenso. Faccio un esempio: fra il numero di serie del mio abbonamento mese di aprile e quello mese di maggio (emessi a un mese di distanza l’uno dall’altro) ci sono solo 280 numeri. Non so se questi 280 abbonamenti venduti in un mese si riferiscano all’intero territorio nazionale o alla sola Lombardia (in quanto il servizio dipende dalle “direzioni regionali” delle FF.SS.). Comunque a fronte della imponente campagna pubblicitaria, il consenso raccolto è veramente basso. Mi auguro che anche altri pendolari optino per questo servizio che è veramente ineccepibile, anche se.

“Anche se”, c’è un piccolo problema off-line. Infatti, non so per quale balzano motivo – ma un motivo ci sarà – gli abbonamenti acquistati su internet sono stampati con una grafica totalmente differente da quelli che si acquistano in biglietteria. Ed è così che quando io mi presento sul treno col mio abbonamento acquistato on line, i controllori non sono in grado di riconoscerlo. C’è chi se lo legge tutto, c’è chi chiede che cos’è, c’è chi esclama “non l’avevo mai visto” o “è nuovo!”; c’è poi chi lo buca (pensando che bucandolo ha compiuto il proprio lavoro), c’è chi lo gira e lo rigira sbuffando…

Nessuno mi ha obiettato nulla – ad onor del vero – ma non è “simpatico” che il controllore impieghi 3 minuti ogni volta per controllare il tuo abbonamento quando normalmente ci impiega 3 secondi! Non è altresì simpatico che la gente seduta accanto a te, ti guardi “come uno che voleva fare il furbo”. Una volta, un mio amico che viaggiava con me, mi ha chiesto: “Ma l’abbonamento te lo sei fatto te con Publisher?”

A quanto pare le FF.SS. non hanno speso una lira in formazione: nessuno ha spiegato ai controllori o agli addetti di biglietteria che l’abbonamento su internet è fatto in quel modo. E’ ormai un anno che compro l’abbonamento su internet e nulla è cambiato. Tuttora i controllori non riconoscono gli abbonamenti on-line (fanno eccezione quelli che incontrano me o gli altri 279 tizi abbastanza di frequente).

Vi assicuro la cosa è abbastanza irritante. Spero che le FF.SS. intervengano stampando l’abbonamento on line con la stessa grafica di quelli acquistati in stazione, ovvero spieghino ai proprio personale che esiste un tipo di abbonamento on line, stampato con una certa grafica e così via. Sinceramente, mi eviterebbe fastidi inutili.

Cordiali saluti,
Lettera Firmata

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  • Anonimo scrive:
    inutile
    Senza controlli, nè sanzioni specifiche, qualsiasi lodevole idea non serve a bloccare un bel niente...
    • Anonimo scrive:
      Re: inutile
      Questa è una direttiva: ora tocca ai singoli stati adeguarsi formulando leggi, spingendo all'autoregolamentazione, effettuando gli opportuni controlli.Aspettiamo qualche tempo e vediamo come i "nostri" si muoveranno in proposito
      • Anonimo scrive:
        Re: inutile
        tra l'altro, erano attesi sin dal 30 giugno 2002 i primi codici deontologici per regolamentare settori delicatissimi quali Internet, direct marketing che hanno pesanti ricadute proprio sul mondo delle TLC...Se non ricordo male il garante per la privacy aveva annunciato in un comunicato apparso sulla newsletter del 29 aprile 2002, l'imminente pubblicazione in G.U. di un provvedimento su questo tema...qualcuno sa c che fine abbia fatto ???Grazie
  • Anonimo scrive:
    era ora
    e' ora ... sensibilizziamo i sistemisti del cavolo a settare a modo i loro smtp server.non se ne puo' piu' ..
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