Ora vogliono il codice sorgente di Windows

Gli stati USA che continuano a perseguire Microsoft nel procedimento antitrust chiedono al giudice di vedere com'è fatto il sistema operativo dell'azienda
Gli stati USA che continuano a perseguire Microsoft nel procedimento antitrust chiedono al giudice di vedere com'è fatto il sistema operativo dell'azienda


Washington (USA) – “Microsoft non può basare la propria difesa sulla complessità del codice sorgente del proprio sistema operativo e contestualmente non consentire di vedere il codice sorgente”. Questa la tesi con cui i procuratori di quegli stati americani che ancora perseguono Microsoft nel procedimento antitrust, avendo rifiutato ogni accordo con l’azienda, si sono presentati nelle scorse ore al giudice che presiede il caso.

La mozione presentata dai procuratori chiede che si possa verificare quanto dichiarato dall’azienda, cioè che non sia tecnicamente possibile offrire una edizione di Windows priva di una serie di funzionalità, un “Windows ridotto” che secondo i procuratori consentirebbe di ovviare a molti dei problemi emersi nel corso del processo.

Il commento di Andrew Gavil, professore di leggi antitrust alla Howard University, raccolto da Newsbytes, è che “questo equivale a chiedere alla Coca Cola di fornire la loro formula. Ed è esattamente quello che Microsoft ha cercato di evitare”.

Secondo i procuratori, il giudice dovrebbe nominare anche un esperto indipendente capace di offrire “opinioni imparziali sui complessi temi altamente tecnici sollevati dalle parti”.

Si tratta in entrambi i casi di richieste che Microsoft ha respinto negli incontri con i procuratori con i quali si è cercata un’intesa. Ma va detto che le richieste stesse sembrano voler riaprire un procedimento, chiuso con la condanna di Microsoft, piuttosto che andare avanti verso l’individuazione dei “giusti rimedi” alla situazione del mercato.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

13 02 2002
Link copiato negli appunti