Paghi via Internet? Paghi di più

di P. Bianchi. Online il canone RAI costa di più? Ecco come un'operazione che dovrebbe essere a portata di clic viene gravata di 4mila lire, più del doppio dell'equivalente cartaceo


Web – Guardando la pubblicità oppure gli articoli su giornali e riviste non specializzate, si ha l’impressione che Internet sia il paradiso di chi non vuole spendere: accessi gratuiti (solo nel canone, ovviamente, ma questo è specificato in piccolo), servizi gratis,…e chi più ne ha più ne metta. E ti dicono anche che tutte le cose che adesso facciamo in maniera tradizionale, presto le faremo “on-line”, come fare la spesa o pagare le tasse, ovviamente a costi minori rispetto ad oggi, se non proprio gratuitamente. Ma siamo sicuri che ciò che avviene già oggi vada effettivamente in questa direzione? Qui di seguito trovate un piccolo esempio che mi è capitato di notare.

Come tutti gli anni, dopo l’ubriacatura del capodanno, arrivano le dolenti note dell’inizio dell’anno nuovo. Tra i primi impegni che ci capitano addosso ci sono i pagamenti delle tasse e dei balzelli annuali, come il bollo dell’auto… Uno di questi, certo non il più amato dagli italiani, è la tassa di possesso sugli apparecchi televisivi, familiarmente detta “Canone Rai”. Per ricordarci quest’incombenza, agli abbonati arriva una letterina contenete il bollettino di c/c postale prestampato per il corretto pagamento. Il direttore dello Sportello Abbonamenti TV del 1° Ufficio Entrate Torino, sig.ra Fernanda Maoggi, gentilmente ci invia un bollettino di c/c postale precompilato “al fine di agevolare il rinnovo dell’abbonamento TV”, nel caso fosse troppo difficile trovarne uno adatto.

Novità di quest’anno, la possibilità di pagare il tutto tramite internet (o telefono), con addebito su carta di credito, collegandosi al sito della società CON.RI.T. Finalmente un po ‘ di modernità, verrebbe da dire, dopo che quest’anno sono state riciclate anche le pubblicità che invitano a pagare il canone. Uno specchietto di riepilogo, stampato accanto al bollettino, illustra esaurientemente le varie possibilità, compreso il costo dell’operazione. Ma qui viene la sorpresa: invece di avere un costo concorrenziale con il bollettino postale, le varie operazioni sono molto più care, dato che, per esempio, pagare via Internet ha un “costo del servizio” di ben 4.000 lire, quasi il triplo di quanto ci vuole ad inviare un bollettino postale (a cui ovviamente bisogna aggiungere la spesa della connessione telefonica): alla faccia di chi dice che internet tutto è gratis o a più a buon mercato!

La CON.RI.T , interpellata in merito a questo costo aggiuntivo (il concessionario della riscossione tributi percepisce già un compenso per la sua attività dagli enti per conto dei quali riscuote in base alla normativa o tramite apposita convenzione), ha dato la colpa agli alti costi di gestione e ai prezzi imposti dai gestori delle carte di credito, affermando che il servizio risulta essere “a margine ridottissimo se non in pari”. La stessa domanda, rivolta alla RAI tramite il sito che dedica all’abbonamento, non ha invece sortito alcuna risposta. Riuscire a chiedere spiegazioni su questi costi direttamente all’Ufficio Entrate risulta difficile: nella lettera è specificato solo l’indirizzo postale, non c’è nemmeno un numero di telefono, non parliamo poi di un indirizzo e-mail o di un sito web. Evidentemente le novità “informatiche” introdotte quest’anno sono sembrate già troppe, e non si è reputato importante una velocizzazione nei rapporti con l’utente: hai visto mai che faccia domande imbarazzanti?

Pietro Bianchi

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