Patch urgenti per Outlook, Exchange e Windows

Con i bollettini di gennaio Microsoft ha corretto due vulnerabilità, entrambe classificate critiche, sfruttabili da remoto per prendere il controllo di PC client e di server su cui gira Exchange 5.x/2000


Redmond (USA) – Dopo aver corretto in tutta fretta la pericolosa falla legata alle immagini WMF, ieri Microsoft ha pubblicato due nuovi bollettini di sicurezza che sistemano due falle “critiche” in Windows, Outlook e Exchange.

Il problema di sicurezza più serio è quello descritto nel bollettino MS06-003 , riguardante una vulnerabilità nel modo in cui Outlook ed Exchange decodificano gli allegati di posta elettronica in formato TNEF (Transport Neutral Encapsulation Format), una specifica proprietaria che consente di inviare e ricevere messaggi e-mail in formato RTF .

La falla nel codice di decodifica del TNEF può rendere vulnerabili ad attacchi remoti sia i computer client che i server: nel primo caso il vettore d’attacco è rappresentato da Outlook 2000, 2002 e 2003 e dai relativi MultiLanguage Pack; nel secondo caso è dato da Exchange 5, 5.5 e 2000. L’ultima versione di Exchange, la 2003, è invece immune dal problema.

“Un utente malintenzionato può tentare di sfruttare la vulnerabilità creando un messaggio TNEF appositamente predisposto in grado di consentire l’esecuzione di codice in modalità remota quando viene aperto un messaggio e-mail dannoso, quando ne viene visualizzata l’anteprima oppure quando il messaggio viene elaborato dal servizio Archivio informazioni di Microsoft Exchange”, ha spiegato Microsoft nel proprio bollettino. “Sfruttando questa vulnerabilità, un utente malintenzionato potrebbe assumere il pieno controllo del sistema interessato”.

Mentre nel caso dei client l’attacco necessita di una minima interazione dell’utente, nel caso del server di posta Exchange l’eventuale codice dannoso viene eseguito automaticamente: ciò potrebbe rendere questa vulnerabilità particolarmente appetibile per i creatori di worm. E’ per tale ragione che Microsoft e la comunità di esperti di sicurezza raccomandano alle aziende di applicare quanto prima la patch o, in alternativa, di filtrare gli allegati denominati Winmail.dat (contenenti le informazioni TNEF relative alla formattazione del testo).

Sebbene per Exchange 5.x il periodo di supporto gratuito sia già scaduto, Microsoft ha deciso di fare uno strappo alla regola e rendere la patch liberamente disponibile.

Il bollettino MS06-002 tratta invece una vulnerabilità nel modo in cui Windows decomprime certi tipi di font embedded contenuti nelle pagine web.

“Un utente malintenzionato potrebbe sfruttare la vulnerabilità creando un carattere Web embedded dannoso in grado di consentire l’esecuzione di codice in modalità remota se un utente visita un sito Web dannoso o visualizza un messaggio e-mail appositamente predisposto”, ha spiegato Microsoft. “Sfruttando questa vulnerabilità, un utente malintenzionato potrebbe assumere il pieno controllo del sistema interessato”.

Questa debolezza riguarda tutte le versioni di Windows, dalla 98 alle 2003.

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  • Anonimo scrive:
    MP3 e P2P
    anche il P2P contribuisce.Questo forum ne è un esempio. Infatti sono moltissimi gli utenti che manifestano con tutta naturalezza che tramite il P2P vogliono ottenere facilmente e continuamente musica e video.Beni da consumare a più non posso.
  • Anonimo scrive:
    è una questione di numeri...
    il fatto è che rispetto ai "favolosi anni XXanta" ad oggi c'è molta più produzione musicale, perché una bella fetta è effettivamente un "prodotto industriale" per intrattenimento usa e getta (niente di male in ciò.. anche i fazzoletti di carta lo sono, e sono cosa buona), e contemporaneamente è molto più facile per chiunque produrre musica.Ci sono più strumenti, più software, più disponibilità di materiale didattico.Ovviamente allargando la base dei musicisti, non si può pretendere che aumentino proporzionalmente i Mozart, I Bach, o se volete i Pink Floyd, o qualsiasi altro grande nome della musica più o meno recente.I musicisti (e la musica) di qualità ci sono, solo che sono diluiti in una massa di musicisti (e di musica) mediocre, per cui l'impresisone è che ce ne sia di meno, perché è più difficile trovarla.Quindi sono d'accordo che la percezione e l'atteggiamento verso la musica sia peggiorato, ma ciò viene controbilanciato dalla possibilità di esprimersi, seppure a livello basso, con la musica che oggi a chiunque, a diofferenza di qualche decennio fa...Ancora più in sintesi: tutto ciò è male. ma non tutto il male vien per nuocere...
  • Anonimo scrive:
    Nulla di più falso
    E' proprio grazie alla musica scaricata che ho ottenuto la conoscenza musicale che ho ora, che mi consente di emozionarmi con più generi musicali diversi.Ed anche se sono della nuova generazione, anche se siamo nel 2006, se credo che un prodotto meriti davvero di essere acquistato non esito a comprare una copia originale di un album o di un vinile.Se c'è una cosa che fa male alla musica sono i prezzi alti.Quando si decideranno i media a trattare questo argomento? E' quello il vero furto!
  • Anonimo scrive:
    parlo per me
    E dico che sono d'accordo al 100%.Da quando ho creato il primo cd di mp3 e ho calcolato quante ore di musica potevano entrarci dentro, ho cominciato a realizzare che tutti quei brani accumulati in così poco spazio, quasi perdevano spessore.Oggi quella paura si è realizzata, certo, ci si mette anche la qualità piuttosto scadente delle HIT che ci propinano, roba trita e ritrita che di certo non aiuta "l'ispirazione".Farei un discorso a parte però per chi in questo mondo ci nasce, magari per loro è diverso (?)
    • Anonimo scrive:
      Re: parlo per me
      - Scritto da: Anonimo
      E dico che sono d'accordo al 100%.

      Da quando ho creato il primo cd di mp3 e ho
      calcolato quante ore di musica potevano entrarci
      dentro, ho cominciato a realizzare che tutti quei
      brani accumulati in così poco spazio, quasi
      perdevano spessore.

      Oggi quella paura si è realizzata, certo, ci si
      mette anche la qualità piuttosto scadente delle
      HIT che ci propinano, roba trita e ritrita che di
      certo non aiuta "l'ispirazione".

      Farei un discorso a parte però per chi in questo
      mondo ci nasce, magari per loro è diverso (?)Ma allora perchè non fai una cosa:fai una selezione accuratissima dei brani che ritieni di valore.Mi raccomando solo esclusivamente i brani che ritieni abbiano un alto valore artistico, e cancelli tutti gli altri, anche se ti piacciono ma sono troppo commerciali per avere un valore artistico.Poi ti imponi di ascoltare solo la selezionatissima musica che aggiornerai solo di tanto in tanto seguendo il solito criterio.Mi raccomando, non sprecare l'ascolto, ascolat la tua musica solo quando hai tempo per rialassarti. E prima di ascoltarla, indugia un po' sulla scelta dei brani, pregusta il godimento, immagina un po' il brano e poi, solo quando sei sicuro, ascoltalo. Non distrarti, spegni il cellulare e goditi il brano.Finito il brano, basta! non ascoltarne un'altro! lo sprecheresti.Magari aspetta qualche ora, oppure, meglio il giorno dopo.Aò....ma sei sicuro che tutta sta' storia sia mejo?
  • Anonimo scrive:
    Un pò ha ragione
    Lo psicologo britannico. Io sono della generazione del cavolo, nel senso che ho quasi 30 anni, e sono passato dal LP/musicasette al CD fino all'MP3 (o meglio la musica digitale, perchè non è sotto accusa il formato).... ebbene... ho una vasta collezione di CD che non ascolto più perchè mi sono impigrito e il mio bel lettore CD si è rotto... e infilarlo nellettore CD del computer e sentirmi il ronzio del lettore che ruota come se fosse un fosse un ufo non mi va.. mi devo comprare un nuovo lettore solido di Cd!!!A parte questo, in effetti avere tra le mani un album, averlo atteso, averlo acquistato e sentire il cassetto del CD che si chiude e parte la musica è una sensazione che appartiene alla mia generazione di più....Ovvio che chi ha 20 anni oggi, che è scresciuto musicalmente con gli MP3 stè cose qua non le capisce....In effetti l'abbondanza di musica, e disponibile a gratis (una componente non secondaria sul piano del "valore" dell'ascolto) rende il modo di ascoltare la musica più passivo. A volte avvio una playlist e fa tutto lei.... prima invece ogni ora dovevo alzare il sedere e cambiare il disco.... sceglierlo, e "ASCOLTARLO".... Oggi anche questo è possibile ma tendiamo ad impigrirci..... o no?Ma lo stesso si può dire dei telefonini, di Internet, degli SMS e le conseguenze emozionali, sociali e di vita che la tecnologia genera sul nostro modo di vivere.Indietro non si può andare, ma almeno lasciamo che qualcuno (lo psicologo britannico) dica la sua opinione ... che forse cela un pò di nostalgia per i bei tempi andanti!!!MG
    • Anonimo scrive:
      Re: Un pò ha ragione
      Ormai è una roba spaventosa la quantità di mp3 reperibili in rete. Ti basta andare in un sito come questo che ne hai abbastanza da farti sanguinare le orecchie!http://music.download.comSon tutti lì che vogliono fare le star e sempre meno gente vuol fare il pubblico. Andando avanti di questo passo resterò l'unico in platea ad applaudire mentre il resto del mondo sarà sul palco. Quel giorno sarete tutti lì a litigarvi il mio applauso. Sarò una persona importante senza nemmeno aver mosso un dito (evvaaiii!!). :D
  • Akiro scrive:
    questo articolo è da censura...
    secondo Bush, in quanto è una trollata :p infatti l'unica colpa degli mp3 è, al limite, quella di aver accelerato il mercato e lo scambio di informazioni (musica)...il vero problema è che la musica odierna è paragonabile a dei Jingle.sempre più facile fare canzoni orecchiabili e "veloci", in quanto le case discografiche da quando hanno scoperto il business vogliono sfruttarlo fino all'osso.E' un procedimento normale credo, ma di sicuro non molto etico, in quanto alla fin fine si basa tutto sullo spillar soldi al prossimo riducendo il lavoro che sta alle spalle del pezzo.ps. non che alcuni artisti odierni non mettano "anima" nei loro prodotti.==================================Modificato dall'autore il 12/01/2006 12.47.10
  • Anonimo scrive:
    Non Mi risulta.. Mi emoziono e come..
    Con gli mp3 non emoziona piu' la musica? ma fatemi il piacere.. Le mode cambiano, ma musica cambia, cambiano i gusti e le generazioni e cambia anche il modo di ascoltare la musica.. Con la mia scheda audio Audigy e le mie cuffie stereofoniche sento la musica in mp3 in modo divino con una stereofonia pazzesca e digitale senza alcun rumore o friuscio che poteva dare il vinile. Posso ascoltare, mixxare, editare.. tutto con un sol pc.. senza dover spendere l'equivalente di migliaia di euro se dovessi farlo con le tecniche del passato. Grazie ad internet e il formato digitale anchio povero operaio precario ho potuto ampliare la mia cultura musicale arrivando a conoscere intere discografie e brani di tutti i tempi.. dagli alphaville a nilla pizzi.. da Dr Alban a Gigi D'agostino.e chi ha detto che la musica attuale non ci emoziona piu'? chiaramente risentendo la musica del passato ogni brano porta in se un ricordo dei tempi che furono.. ma non si vive solo di ricordi. Ad esempio io 23enne E' una settimana che ascolto in loop un brano di Dottor Dag! Un Mp3 a 256 kbps Scaricato dal Web.. Un Brano che mi dà tante emozioni e che senza internet difficilmente avrei potuto ascoltare.. Con lo stipendio che prendo non riesco neanche a pagare le rate delle varie finanziarie figurati se riuscirei a comprare tanti cd per poi sentire e scovare la musica che piu' ti emoziona. Non sono mica PierSilvio.Quindi Grazie MP3 per le grandi emozioni che ci dai.*...*
    • Anonimo scrive:
      Re: Non Mi risulta.. Mi emoziono e come.
      come non darti ragione.. magari forse la qualità della musica è cambiata ma non di certo a causa del formato
    • Anonimo scrive:
      Re: Non Mi risulta.. Mi emoziono e come.
      concordo in parte con te... sono d'accordo sul fatto che certa musica non riesca più a trasmettere canzoni, ma la colpa non è dell'mp3, bensì di chi la musica la produce... ormai cani e porci stampano un disco... e la colpa è anche delle radio, visto che su miliardi di brani passano sempre i soliti 10 o 20, per un periodo che dura dei mesi...
  • Anonimo scrive:
    "...il fruitore è diventato passivo"
    Non è cosí che lo vogliono i produttori? Se fosse attivo comprerebbe di meno e soprattutto tanta monnezza nessuno la ascolterebbe. Lo stesso accade per il cinema e fra un pò un ricercatore di turno ci dirà che è colpa dei DVD o del DivX.PI, siamo seri, please.
  • Anonimo scrive:
    W il FLAC!
    (troll)....mi raccomando venitemi a trovare in galera! (vedi P.I. di ieri)
  • Anonimo scrive:
    LO STUDIO DELLA CIPPA
    Nel piu totale disaccordo con gli "studi" pubblicati mi permetto di esprimere il mio punto di vista.Ho 38 anni, un passato da dj (attività messa da parte per raggiunti limiti di età ma non solo...) e naturalmente tanta tanta passione per la musica.Venendo al dunque: appiattimento psicoemotivo a causa di iperesposizione agli mp3??? MA NON DICIAMO ERESIE!!!La musica è manovrata, sempre piu, dalle cosidette "major" da almeno 30 anni; è questo il punto su cui discutere!!L'abbassamento della qualità è dovuto alla progressiva e devastante manipolazione mediatica operata in questo settore. Anno dopo anno abbiamo generazioni sempre più ignoranti e diseducate musicalmente..Ma non è colpa loro! Ne del pc e tanto meno del mulo...Facciamo un piccolo passo indietro...Nel 1975 nacque la prima radio privata (indipendente) da li a poco fu un fiorire nell'etere di piccole emittenti "LIBERE" figlie anche delle contestazioni e "rotture" giovanili succedutesi in quel recente passato...La musica era vero fenomeno creativo ed espressione culturale che grazie anche all'indipendenza di quei "media" improvvisati riusciva tra mille difficoltà a raggiungere "l'utenza" ...Oggi invece cosa c'è?? Nulla!!I Network radiofonici trasmettono tutti la stessa roba, comandati "dall'alto", non c'è spazio per l'invenzione, tutto deve obbedire a strategie di marketing (qualitative e temporali ma sopratutto di basso profilo ed alto rendimento)...I "giovani" crescono nella piu totale ignoranza, obbligati ad ascoltare nuova immondizia costruita utilizzando "campioni" di musica passata già scadente di per sè...I "musici" d'altra parte non hanno piu le possibilità o le prospettive di guadagno del passato e si limitano a proporre cover nei locali al sabato sera...E questo sistema si autoregolamenta ed auto protegge...Una volta se un gruppo (bravo) proponeva composizioni proprie veniva ascoltato e spesso applaudito...Oggi nella maggioranza dei casi viene fischiato a prescindere perchè reo di non proporre l'ennesima cover di Vasco....Anni fa un dj poteva tentar di suonare dischi diversi...Ad oggi se fai cose differenti il locale resta vuoto e tu non guadagni (e qui sarebbe da aprire un luuungo discorso)...E' questo l'appiattimento e i colpevoli sono ancora loro: i responsabili dell'industria discografica, le loro lobby ed i politici con essi connessi.Noi gente comune siamo i fruitori finali di un prodotto troppo massificato venduto a prezzi SEMPRE estremamente alti.... Molti di noi hanno un certa età e riescono a ricordare tempi migliori (seppur non ideali)...ma i giovani contemporanei cosa possono fare?? Null'altro che scaricare cagate da tilizzare per poche ore e mafari scaricarsi a tre euro la realtiva suoneria.Santiddio che tristezza.
  • Anonimo scrive:
    Diventerete anche ciechi
    ......a furia di sentire MP3! :D :D
  • Anonimo scrive:
    Se si resta in superficie
    tutto ciò può apparire sensato.il fatto è che la sensibilità comune per un argomento così poco "analizzabile" è sempre altrove.in altre parole: di gente che compra dischi ce nè ancora tanta, di gente che a sedici anni và comprare i cd di punk nei negozietti ce n'è ancora tanta, di melomani ce nè tanti anche tra i giuovani, di gente che vaga per internet e per cartelle condivise via p2p alla ricerca di bella ce n'è tantissima, di gente che suona strumenti tradizionali ce n'è sempre più.in altre parole: non schiacciamo la realtà, non spariamo puttanate bi-dimensionali con aria da assistenti universitari.
  • carobeppe scrive:
    Anche Picasso...
    Si, si, come le arti classiche... da quando hanno inventato la carta stampata e le riproduzioni su poster nessuno apprezza più guernica di picasso, c'è troppa arte intorno a noi per far appassionare la gente all'arte :D Ma pensa te le castronerie che si devono andare a leggere...
  • Anonimo scrive:
    Mp3: perchè si, perchè no
    L'mp3 ha rivoluzionato il modo di fare e vendere musica e questo lo sanno anche i muri. La mia cultura musicale è abbastanza ampia e abbraccia diversi generi, dalla classica al metal, passando per il progressive, la leggera e via dicendo. Inanzitutto grazie al formato mp3 ho potuto conoscere diversi gruppi di cui ignoravo l'esistenza, per diversi motivi (scarsa distribuzione, poca pubblicità, scarsi se non nulli passaggi radiofonici...) e ho avuto modo di avvicinarmi a generi quasi sconosciuti. Inoltre l'mp3 ha il vantaggio della portabilità e la comodità che ne deriva è elevata. Ma non è tutto così bello. L'mp3 toglie respiro ai brani musicali, spoglia il suono, lo rende piatto. Provate ad ascoltare un mp3 (anche rippato a 320Kbps) e lo stesso album su cd e vi accorgerete della differenza... Ovviamente la sua parte la fa anche l'hardware, i dispositivi di riproduzione; un mp3 portatile non ha la stessa capacità di riprodurre la timbrica che invece possiede uno stereo o un impianto HiFi... Certo se ascoltate gentaglia come Britney Spears, Eminem vi basta anche un mp3, ma se ascoltate musica complessa, e di un certo respiro allora tutto cambia...
  • Masque scrive:
    Considerata un prodotto
    "I risultati hanno dimostrato che la musica viene ormai considerata a tutti gli effetti un prodotto, realizzato, distribuito e consumato come gli altri presenti sul mercato."non sicuramente a causa della diffusione degli mp3!!al contrario! e` l'industria discografica la prima a trattare l'arte come un mero prodotto.la diffusione della musica tramite p2p fa l'esatto contrario: la spoglia dal suo stato di "prodotto commerciale" per lasciare solamente quello che è: musica.(questo è un discorso puramente teorico, non intendo entrare nel merito di diritti d'autore e cose simili)
    • Anonimo scrive:
      Re: Considerata un prodotto
      - Scritto da: Masque
      "I risultati hanno dimostrato che la musica viene
      ormai considerata a tutti gli effetti un
      prodotto, realizzato, distribuito e consumato
      come gli altri presenti sul mercato."

      non sicuramente a causa della diffusione degli
      mp3!!
      al contrario! e` l'industria discografica la
      prima a trattare l'arte come un mero prodotto.
      la diffusione della musica tramite p2p fa
      l'esatto contrario: la spoglia dal suo stato di
      "prodotto commerciale" per lasciare solamente
      quello che è: musica.

      (questo è un discorso puramente teorico, non
      intendo entrare nel merito di diritti d'autore e
      cose simili)Quoto.
  • Sgabbio scrive:
    Se mp3 e il male, vado per gli OGG?
    Potrebbe essere la soluzione :Dscherzi a parte, quello li a detto un sacco di baggianate.Insomma grazie agli strumenti di oggni, possiamo ascoltate più musica, dove 10 anni fa era impensabile.le major hanno sempre trattato la musica come un mero oggetto commerciale, come briteni spiars, natali inbruglia, i blech ai piss ecc ecc....insomma questo pensa che la musica sia roba da Dj Francesco? Oddio... Oddio...Oddio... magari come il singolo di Loredana Lecciso.....La musica e altro... ci sono artisti bravi che non vengono mai menzionati dai grani media... dalle radio, dai giornali e dalla TV della MTV e della ALL MUSIC (eccetto qualche programma dedicato ad un determinato genere musicale). Insomma.La major si lamentano del p2p perchè temono di non riuscire più a fare guadagni facili con poco sforzo...e poi queste grandi major hanno mai fatto concorrenza tra di loro?
    • Anonimo scrive:
      Re: Se mp3 e il male, vado per gli OGG?
      Non voglio fare il bacchettone, ma OGG è il container, Vorbis il formato.Quindi vai per Vorbis... (hai mai provato il Lancer ? -
      http://homepage3.nifty.com/blacksword/index_e.htm)E` così diffuso che esistono anche autoradio che suanano i Vorbis, ma non lo dichiarano pubblicamente !Cos'è la Tompson ricatta come la MicroSoft ?Che paura hanno ?Marco Ravich
  • ABNormal scrive:
    I ragazzi hanno solo le idee chiare...
    senza guardare al 19° secolo, la musica è stata fino a poco fa un'arte: i musicisti creavano la musica, le case discografiche pubblicavano, gli ascoltatori compravano/diventavano fan.....poi accadde qualcosa....chi si ricorda lo "scandalo Milli Vanilli"? il primo gruppo di bonazze/bonazzi che si scoprì che erano l'immagine di voci altrui. All'epoca ci fu indignazione per questa truffa, ma in realtà era il prologo di una rivoluzione: le case discografiche avevano deciso di sfruttare il mondo delle note per far soldi, a tutti i costi, e come dicevano loro.da allora il mondo musicale è:le Major creano un progetto/prodotto, scritturano la band/il musicista che si adatta al progetto, l'utente finale deve cacciare soldi e zitto. Poi ora viene questo "studioso" che scopre che gli utenti considerano la "musica" solo un prodotto... embè? hanno capito solo come funziona questo gioco.Forse se avesse intervistato i fan di quelle poche band che hanno fatto, anche recentemente, musica (Nirvana una x tutte) forse scoprirebbe che non buttano i brani dopo un mesetto come può fare l'utente degli audioslaves (versione Major del genere Nirvana) o dei BlackEyedPeas...... insomma il pubblico vorrebbe musica vera, quella uscita da cuore-testa-bocca.dello.stomaco dell'artista e non quella uscita dai progetti editoriali delle Majors.Majors che poi si incazzano se il loro prodotto te lo prendi con il p2p.... ma và, và.. mi facciano il piacere...
    • Anonimo scrive:
      Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
      - Scritto da: ABNormal
      senza guardare al 19° secolo, la musica è stata
      fino a poco fa un'arte: i musicisti creavano la
      musica, le case discografiche pubblicavano, gli
      ascoltatori compravano/diventavano fan.....
      poi accadde qualcosa....chi si ricorda lo
      "scandalo Milli Vanilli"? il primo gruppo di
      bonazze/bonazzi che si scoprì che erano
      l'immagine di voci altrui. All'epoca ci fu
      indignazione per questa truffa, ma in realtà era
      il prologo di una rivoluzioneMa che rivoluzione!!! Scusa eh ma che miopia!!E' dal 1910 almeno che si mette il/la bonazzo/a a cantare anzicche' lo sgorbio di talento!!E lo si fa per soldi SOLDI SOLDI vagoni di SOLDI.Sveglia, la musica e' sempre stato un business.Che poi esistano gli artisti, in ogni campo, non toglie un fico al fatto che la musica sia un prodotto e come tale - come giustamente detto - le case discografiche lo trattano.Quello che invece possiamo dire sulla emozione personale altrui nell'ascoltare la musica e' nulla perche' delle emozioni altrui in merito non sappiamo niente e non ci resta e dare giudizi ed impressioni, che diventano cose trite e stradette sulla malvagia gioventu' e la societa' dell'usa e getta e non c'e' piu' il rispetto e le belle canzoni.Questo discorso e' VECCHIO e NOIOSO, perche' BANALE (e si sto urlando), e soprattutto estremamente soggettivo, per cui non merita farci tanti discorsi su. Ad ognuno il suo piacere per la musica, intenso o flebile che sia.
      • Sgabbio scrive:
        Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
        - Scritto da: Anonimo

        Ma che rivoluzione!!! Scusa eh ma che miopia!!
        E' dal 1910 almeno che si mette il/la bonazzo/a a
        cantare anzicche' lo sgorbio di talento!!
        E lo si fa per soldi SOLDI SOLDI vagoni di SOLDI.
        Sveglia, la musica e' sempre stato un business.Hai le prove per ciò che dici?
        Che poi esistano gli artisti, in ogni campo, non
        toglie un fico al fatto che la musica sia un
        prodotto e come tale - come giustamente detto -
        le case discografiche lo trattano.

        Quello che invece possiamo dire sulla emozione
        personale altrui nell'ascoltare la musica e'
        nulla perche' delle emozioni altrui in merito non
        sappiamo niente e non ci resta e dare giudizi ed
        impressioni, che diventano cose trite e stradette
        sulla malvagia gioventu' e la societa' dell'usa e
        getta e non c'e' piu' il rispetto e le belle
        canzoni.

        Questo discorso e' VECCHIO e NOIOSO, perche'
        BANALE (e si sto urlando), e soprattutto
        estremamente soggettivo, per cui non merita farci
        tanti discorsi su. Ad ognuno il suo piacere per
        la musica, intenso o flebile che sia.ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi dire che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi si sciolgono...
        • Anonimo scrive:
          Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
          - Scritto da: Sgabbio


          - Scritto da: Anonimo




          Ma che rivoluzione!!! Scusa eh ma che miopia!!

          E' dal 1910 almeno che si mette il/la bonazzo/a
          a

          cantare anzicche' lo sgorbio di talento!!

          E lo si fa per soldi SOLDI SOLDI vagoni di
          SOLDI.

          Sveglia, la musica e' sempre stato un business.
          Hai le prove per ciò che dici?Prima provami che esisti.
          ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi dire
          che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi si
          sciolgono...Non puoi nemmeno dire che sia rumore e poi anche i giganti hanno iniziato da piccoli.
        • Anonimo scrive:
          Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
          - Scritto da: Sgabbio


          - Scritto da: Anonimo




          Ma che rivoluzione!!! Scusa eh ma che miopia!!

          E' dal 1910 almeno che si mette il/la bonazzo/a
          a

          cantare anzicche' lo sgorbio di talento!!

          E lo si fa per soldi SOLDI SOLDI vagoni di
          SOLDI.

          Sveglia, la musica e' sempre stato un business.

          Hai le prove per ciò che dici?Ne hai davvero bisogno? Attento, non ho detto che e' SOLO un business. Comuqnue se vuoi prove forse le parole INDUSTRIA discografica, PRODOTTO musicale, colonna sonora ACQUISTABILE, forse sono indicative di qualcosa, no?
          ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi dire
          che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi si
          sciolgono...Ogniuno ha i suoi gusti... senza ma, senno' non ci credi veramente che ciascuno abbia i suoi gusti..
        • Anonimo scrive:
          Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
          - Scritto da: Sgabbio
          ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi dire
          che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi si
          sciolgono...E perchè no? Quali sono i criteri di valutazione?
          • Anonimo scrive:
            Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Sgabbio

            ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi dire

            che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi si

            sciolgono...

            E perchè no? Quali sono i criteri di valutazione?Almeno 4 mesi di gruppo!! Solo dopo 4 mesi uno strimpellatore diventa musicista. Non mi dirai che in tre mesi sei musicista??! Ne servono almeno 4 o 5, per cui i gruppi che durano 3 mesi o meno non fanno musica. Direi che quattro mesi e' punto di volta nella carriera di un gruppo.
          • Anonimo scrive:
            Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
            - Scritto da: Anonimo


            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Sgabbio


            ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi dire


            che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi
            si


            sciolgono...



            E perchè no? Quali sono i criteri di
            valutazione?

            Almeno 4 mesi di gruppo!! Solo dopo 4 mesi uno
            strimpellatore diventa musicista. Non mi dirai
            che in tre mesi sei musicista??! Ne servono
            almeno 4 o 5, per cui i gruppi che durano 3 mesi
            o meno non fanno musica. Direi che quattro mesi
            e' punto di volta nella carriera di un gruppo.Io direi che non basta una vita per essere musicista
          • Anonimo scrive:
            Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo





            - Scritto da: Anonimo





            - Scritto da: Sgabbio



            ogni uno a i suoi gusti... ma non mi puoi
            dire



            che e musica, quei gruppetti che dopo 3 mesi

            si



            sciolgono...





            E perchè no? Quali sono i criteri di

            valutazione?



            Almeno 4 mesi di gruppo!! Solo dopo 4 mesi uno

            strimpellatore diventa musicista. Non mi dirai

            che in tre mesi sei musicista??! Ne servono

            almeno 4 o 5, per cui i gruppi che durano 3 mesi

            o meno non fanno musica. Direi che quattro mesi

            e' punto di volta nella carriera di un gruppo.

            Io direi che non basta una vita per essere
            musicistaChe pirlate!Se una musica piace, è sufficiente.Oppure vuoi diventare censore dei gusti altrui?
      • Anonimo scrive:
        Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.

        Ma che rivoluzione!!! Scusa eh ma che miopia!!
        E' dal 1910 almeno che si mette il/la bonazzo/a a
        cantare anzicche' lo sgorbio di talento!!
        E lo si fa per soldi SOLDI SOLDI vagoni di SOLDI.
        Sveglia, la musica e' sempre stato un business.Si anche Chopin nell '800 suonava nei circoli aristocratici francesi perchè lo pagavano bene. E si trombava tutte le varie contessine di sto cazzo, ed è risaputo che Chopin nn fosse certo un gran figo. Stesso dicasi per musicisti del calibro di Miles Davis, Bill Evans ed altri.
        Questo discorso e' VECCHIO e NOIOSO, perche'
        BANALE (e si sto urlando), e soprattutto
        estremamente soggettivo, per cui non merita farci
        tanti discorsi su. Ad ognuno il suo piacere per
        la musica, intenso o flebile che sia.Non è vero. E' ora di finirla con il giustificare l' appiattimento culturale, di cui la musica è una gran fetta, con il fatto che l' arte è soggettiva.Si d' Accordo siamo di fronte alla forma d'arte, la musica, molto più soggettiva e personale piuttosto che la pittura o qualsiasi tipo di arte visiva. Ma questo non toglie che nella musica esiste l' oggettività del pezzo. Esiste l' oggettività della qualità della registrazione, esiste l' oggettività della qualità dell' arrangiamento, ci sono libri immensi che spiegano le tecniche di arrangiamento e di armonia della musica e quello signori è materiale oggettivo, indiscutibile come il fatto che una scala maggiore è composta da tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono.La musica di oggi è un prodotto e questo è un peccato proprio perchè perde di emozione, e perde di emozione perchè oggettivamente è di qualità scadente e superficiale. Nei pezzi commerciali di oggi non c'è un minimo di stile, non c'è nulla che assomigli ad un arrangiamento ricercato ad un qualcosa che assomigli alla musica come dovrebbe essere conosiuta.Quindi non venitemi a dire che un pezzo di Christina Aguilera può suscitare le stesse emozioni di un Concerto di Chopin o di una Shine on your crazy dimond dei pink floyd o di una Sunburn dei Muse o di una Black dei Pearl Jam, o di una Giorgia on My Mind di Ray Charles (potrei continuare all' infinito). Non è artisticamente possibile concepire un pezzo del genere (Christina Aguilera e come lei tante/i altre/i) perchè è fatto male, è fatto a tavolino da uno di una major che non capisce un h di musica. Ecco come si fa la hit comerciale pop degli anni 2000 (è a mo di ricetta quindi se sapete strimpellare la tastiera e avete un computer provateci):Si prende un giro di accordi melodico (do sol fa lam), con una variazione nel ritornello (sol fa do).Si mette una melodia stupida (do do do do re re si si note tutte da un quarto di battuta a limite si sincopa un pochino per farla più hip hop) che si ripete all' inifnito sempre con variazione al ritornello (tipo sol sol la la si si si si).Ci si appiccica su un testo idiota.Si prende una drum machine gli si dice fammi un tempo in 4/4 e metti una variazione ogni 3 battute, si registra il pezzo lo si manda in radio (se avete un aggancio nelle major se no vi attaccate al piffero) e tanti coglioni dicono che soggttivamente gli suscita emozioni.Ragazzi non dite minchiate per favore la musica è qualcosa di diverso, la composizione è qualcosa che ti fa sudare le ore per permetterti di trovare soluzioni originali e stilistiche ogni volta diverse. Non è un prodotto e se lo è diventato bhè è un male perchè molti si perdono qualcosa di magnifico.
        • Sgabbio scrive:
          Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
          il primo che mi ha risposto lo ha fatto in modo orrendo."dammi la prova che te esisti"....Ma nessuno mi ha tirato fuori uno straccio di prova che e dal 1910 che si mette uno bello e un'altro che canta prestanto la sua voce....condordo con l'ultimo che ha risposto.
        • Anonimo scrive:
          Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
          - Scritto da: Anonimo

          Ma che rivoluzione!!! Scusa eh ma che miopia!!

          E' dal 1910 almeno che si mette il/la bonazzo/a
          a

          cantare anzicche' lo sgorbio di talento!!

          E lo si fa per soldi SOLDI SOLDI vagoni di
          SOLDI.

          Sveglia, la musica e' sempre stato un business.

          Si anche Chopin nell '800 suonava nei circoli
          aristocratici francesi perchè lo pagavano bene. E
          si trombava tutte le varie contessine di sto
          cazzo, ed è risaputo che Chopin nn fosse certo un
          gran figo. Stesso dicasi per musicisti del
          calibro di Miles Davis, Bill Evans ed altri.


          Questo discorso e' VECCHIO e NOIOSO, perche'

          BANALE (e si sto urlando), e soprattutto

          estremamente soggettivo, per cui non merita
          farci

          tanti discorsi su. Ad ognuno il suo piacere per

          la musica, intenso o flebile che sia.

          Non è vero. E' ora di finirla con il giustificare
          l' appiattimento culturale,Io non ho mai parlato di appiattimento culturale, non lo giustifico quindi in alcun modo visto che non ne ho mai parlato.Anzi personalmente credo che viviamo attualmente un rigoglioso momento culturale, con produzioni di ogni genere, di ogni sorta di ogni livello, in ogni arte.
          di cui la musica è
          una gran fetta, con il fatto che l' arte è
          soggettiva.
          Si d' Accordo siamo di fronte alla forma d'arte,ZZZZZAAAAAPP!!Taglio tutto quello che hai scritto perche' hai preso una strada tutta tua che non mi intesessa sviluppare.Aggiungo solo questo.Si esiste la tecnica, lo studio, la melodia.L'arte ha dei criteri oggettivi, e su questo sono d'accordo e pochissimi se ne rendono conto, divorati dal luogo comune che il bello e' soggettivo, il che e' solo parzialmente vero.Ttuttavia la percezione e il godimento artistico e' personale. Non ci sono manuali su cio' che piace a me o a te e su quanto questo mi o ti appaghi.Forse al limite indagini statistiche.In mancanza di cio', il problema di come venga percepita la musica rimane e resta soggettivo.E se non e' cosi', ti sfido a trovare il manuale sulla mia o altrui sensibilita' musicale.Ovviamente che non sia una raccolta di opinioni ed impressioni su come sia trattata la musica oggi.
          • Anonimo scrive:
            Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.

            Anzi personalmente credo che viviamo attualmente
            un rigoglioso momento culturale, con produzioni
            di ogni genere, di ogni sorta di ogni livello, in
            ogni arte.E questa è una tua opinione personale che non condivido minimamente. Soprattutto in Italia esiste da qualche anno una sensibile diminuzione di cultura. Parlo ovviamente di cultura distribuita dai mezzi mediatici ma non se parliamo di cultura non distribuita mediticamente. Il problema è che l' italiano medio non si va a cercare la cultura, ma si prende per cultura quello che gli passano in TV.
            Ttuttavia la percezione e il godimento artistico
            e' personale. Non ci sono manuali su cio' che
            piace a me o a te e su quanto questo mi o ti
            appaghi.Ovviamente è una percezione soggettiva me esiste l' estetica che è un modo oggettivo per delineare dei canoni di belezza. Il classicismo Greco aveva delineato i canoni di belezza estetica nell' armonia per cui una forma armonica è bella. Prendi i canoni di scultura per esempio.
            In mancanza di cio', il problema di come venga
            percepita la musica rimane e resta soggettivo.Non è del tutto vero. Esistono delle tecniche di armonia e composizione che ti permettono di far provare ad un ascoltatore un determinato tipo di percezione.Per esempio:Un pezzo scritto in tonalità maggiore (prendi il primo mozart) risulterà un pezzo più brillante e non cupo e susciterà nell' ascoltatore una senzazione di benessere e allegria. Un pezzo scritto in tonalità minore (prendi la 5° di Beethoven) avrà delle sonorità più cupe e susciterà nell' ascoltatore un senso di ansia o di tristezza.Allo stesso modo un pezzo lento in tonalità minore armonica susciterà nell' ascoltatore un senso ipnotico (prendi the end dei doors), mentre un pezzo lento in tonalità minore melodica sarà sicuramente un pezzo che esprimerà sentimenti di tristezza. Una persona che compone musica dovrebbe conoscere queste regole basilari ogni volta che scrive un pezzo in cui la scelta della tonalità è la parte iniziale.
            E se non e' cosi', ti sfido a trovare il manuale
            sulla mia o altrui sensibilita' musicale.Non esiste un manuale per questo la musica sia quando la ascolti che quando la suoni è questione di interpretazione. Ma fidati che chi suona e sa interpretare un pezzo sa quali emozioni far nascere in chi lo ascolta.Ovviamente a questo punto entra in gioco la soggettività che è direttamente proporzionale al tipo di sensibilità che hai per quello che il musicista sta suonando.
          • Anonimo scrive:
            Re: I ragazzi hanno solo le idee chiare.
            Sono sempre io volevo solo aggiungere delle cose che mi sono venute in mente dopo aver pubblicato il post.
            Non esiste un manuale per questo la musica sia
            quando la ascolti che quando la suoni è questione
            di interpretazione. Ma fidati che chi suona e sa
            interpretare un pezzo sa quali emozioni far
            nascere in chi lo ascolta... Per esempio la dinamica, cioè l' intensità con cui si suona un pezzo e tutte le sue variazioni, sono dei giochi di interpretazione bellissimi per chi suona. E un musicista che suona un pezzo dovrebbe sapere che se suono con un intensità bassa voglio esprimermi con dolcezza. Se suono con un Fortissimo voglio esprimermi con forza quasi urlando quello che sto dicendo.Questi giochi li puoi notare benissimo in pezzi suonati da orchestre o da band in cui l' uso della dinamica viene fatto oltre che a livello solistico anche a livello corale introducendo o togliendo strumenti alla composizione in modo che essa risulti più o meno piena e intensa.
        • Anonimo scrive:
          Devo contraddirti !

          (è a mo di ricetta quindi se sapete strimpellare
          la tastiera e avete un computer provateci):
          Si prende un giro di accordi melodico (do sol fa
          lam), con una variazione nel ritornello (sol fa
          do).Mi dispiace ma devo contraddirti: la ricetta per fare musica e' la seguente:prendi una gnocca da paura che conosca il giro:SI FA FA RE ed ecco li che il contratto e' pronto :-)PS: a parte le idiozie, concordo pienamente con quello che hai scritto !
  • Anonimo scrive:
    Critiche esagerate
    Letti i commenti, mi pare che le critiche riservate all'articolo siano eccessive.Per prima cosa non vi ho letto un'accusa agli mp3, contrariamente a quanto apparso pochi giorni fa a proposito di sordità, ma piuttosto una constatazione sull'evoluzione del gusto e dell'approccio alla musica.E soprattutto leggendolo ho ritrovato quanto pensavo da tempo, ovvero che la facilità di accesso alla canzone porti ad effettivo appiattimento nelle abitudini degli ascoltatori, in particolare i più giovani che hanno subito a disposizione tutto perdendo il gusto della ricerca e di quella sorta di feticismo che ti emozionava per aver trovato l'introvabile disco.Al contempo la possibilità per chiunque, anche in cittadine non proprio al centro del mondo, di riuscire ad ascoltare anche il più misconosciuto gruppo del belgio fiammingo, apre agli ascoltatori soluzioni inimmaginabili fino a pochi anni fa.Sono tendenze contrastanti, e l'articolo non fa che parlare di una di queste. Che c'è di male? Cos'è tutta questa critica?
    • Anonimo scrive:
      Re: Critiche esagerate
      - Scritto da: Anonimo
      Letti i commenti, mi pare che le critiche
      riservate all'articolo siano eccessive.
      E soprattutto leggendolo ho ritrovato quanto
      pensavo da tempo, ovvero che la facilità di
      accesso alla canzone porti ad effettivo
      appiattimento nelle abitudini degli ascoltatori,Impressione.
      Al contempo la possibilità per chiunque, anche in
      cittadine non proprio al centro del mondo, di
      riuscire ad ascoltare anche il più misconosciuto
      gruppo del belgio fiammingo, apre agli
      ascoltatori soluzioni inimmaginabili fino a pochi
      anni fa.Fatto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Critiche esagerate

      Per prima cosa non vi ho letto un'accusa agli
      mp3Non hai letto il titolo.
      E soprattutto leggendolo ho ritrovato quanto
      pensavo da tempo, ovvero che la facilità di
      accesso alla canzone porti ad effettivo
      appiattimento nelle abitudini degli ascoltatoriE' vero, e provato, anche l'eccesso di offerta di medicinali porta all'appiattimento dei gusti dei malati che non si farmacizzano piu' bene come un tempo.E poi l'eccesso di maglioni porta all'appiattimento della moda.
      in particolare i più giovani che hanno subito a
      disposizione tutto perdendo il gusto della
      ricerca e di quella sorta di feticismo che ti
      emozionava per aver trovato l'introvabile disco.Abbiamo perso anche il feticismo che ti emozionava per aver trovato un maglione introvabile.Ma e' tutta colpa dei giovani, quei luridi porci che non hanno voglia di fare e pensare quello che ci pare a noi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Critiche esagerate
        - Scritto da: Anonimo
        Non hai letto il titolo. ma certo che l'ho letto.è un titolo, e come tale cerca di attirare l'attenzione.niente di nuovo

        E' vero, e provato, anche l'eccesso di offerta di

        medicinali porta all'appiattimento dei gusti dei
        malati che non si farmacizzano piu' bene come un
        tempo.certo che non hai scelto la strada migliore per controbattere:proprio in ambito farmacologico sono più che provati gli stati di assuefazione!
        E poi l'eccesso di maglioni porta
        all'appiattimento della moda.
        mentre qui non ho nulla da dire, hai ragione.ma non stiamo verificando una teoria omnicomprensiva, piuttosto qualcosa che potrebbe verificarsi in talune situazioni.(e a pensarci bene, anche nella moda si ha una certa assuefazione: un anno la tendenza è per gli stivali, poi si passa alla scarpa da ginnastica... ok un pò tirata per le orecchie ...)

        in particolare i più giovani che hanno subito a

        disposizione tutto perdendo il gusto della

        ricerca e di quella sorta di feticismo che ti

        emozionava per aver trovato l'introvabile disco.
        ....

        Ma e' tutta colpa dei giovani, quei luridi porci
        che non hanno voglia di fare e pensare quello che
        ci pare a noi.
        forse mi sono espresso male io.non ce l'ho con i giovani, tutt'altro, ma certe cose sono cambiate e altre cambieranno.punto.forse per essere più convincente dovrei precisarti la mia situazione: sono giovane e fervido ascoltatore di mp3.
  • Anonimo scrive:
    + disponibilità - investimento emotivo?
    bah io invece sono fondamentalmente daccordo.la mia espierienza personale è che quando compravo tutti gli album che ascoltavo (e già allora qualcuno me lo feci copiare prima su nastro e poi su cd) ASCOLTAVO la musica ora che invece la disponibilità è tale che oltre a comprare gli album che mi piacciono di sicuro posso scaricare molto altro per provare... beh sarà complice il fatto che con il lavoro ho meno tempo ma la musica la SENTO.Non so se mi sono spiegato adesso è più un ascolto passivo rispetto a quello che avveniva prima.Non è l'mp3 in se che è un male che anzi mi ha permesso di conoscere cose che magari prima non mi sarei azzardato a comprare ma è l'eccesso di materiale.Insomma maggiore è "l'offerta di materiale" minore è l'investimento emotivo.Ma forse non tutti hanno fatto come me.. forse ho l'occhio (orecchio) più grande della pancia.
    • Megane scrive:
      Re: + disponibilità - investimento emoti
      - Scritto da: Anonimo
      bah io invece sono fondamentalmente daccordo.

      la mia espierienza personale è che quando
      compravo tutti gli album che ascoltavo (e già
      allora qualcuno me lo feci copiare prima su
      nastro e poi su cd) ASCOLTAVO la musica ora che
      invece la disponibilità è tale che oltre a
      comprare gli album che mi piacciono di sicuro
      posso scaricare molto altro per provare... beh
      sarà complice il fatto che con il lavoro ho meno
      tempo ma la musica la SENTO.

      Non so se mi sono spiegato adesso è più un
      ascolto passivo rispetto a quello che avveniva
      prima.

      Non è l'mp3 in se che è un male che anzi mi ha
      permesso di conoscere cose che magari prima non
      mi sarei azzardato a comprare ma è l'eccesso di
      materiale.

      Insomma maggiore è "l'offerta di materiale"
      minore è l'investimento emotivo.

      Ma forse non tutti hanno fatto come me.. forse ho
      l'occhio (orecchio) più grande della pancia.Sono d'accordo. Anche io prima un disco lo consumavo a furia di ascoltarlo. Adesso se da un lato con la rete ho potuto scoprire tanti gruppi di cui prima ignoravo persino l'esistenza, dall'altro la troppa abbondanza mi ha reso un pò più "superficiale" nell'ascolto, non ci perdo più le ore come prima....
    • MaurizioB scrive:
      Re: + disponibilità - investimento emoti
      - Scritto da: Anonimo
      bah io invece sono fondamentalmente daccordo.

      la mia espierienza personale è che quando
      compravo tutti gli album che ascoltavo (e già
      allora qualcuno me lo feci copiare prima su
      nastro e poi su cd) ASCOLTAVO la musica ora che
      invece la disponibilità è tale che oltre a
      comprare gli album che mi piacciono di sicuro
      posso scaricare molto altro per provare... beh
      sarà complice il fatto che con il lavoro ho meno
      tempo ma la musica la SENTO.Perdona se sono pignolo, ma se dobbiamo proprio distinguere, io invertirei i due termini :-).In quanto esperienza emotiva, se dico che "ascolto" musica vuol dire che accendo lo stereo e ascolto qualche cd. Se la mia intenzione è l' «immersione» emotiva che provoca sensazioni più profonde... Allora sì che la "sento".Saluti
  • Anonimo scrive:
    AI MIEI TEMPI
    Sono un vecchio di circa 48 anni e voglio raccontarvi la mia esperienza con la musica. Ho avuto sempre una grande passione per la musica, così all'età di 5-6 anni già strimpellavo il piano. Da adolescente mi fu comprata la mia prima tastiera elettronica che confrontata a quelle di oggi faceva semplicemente ridere, aveva solo 7 strumenti e niente ritmi. Ma per me che ero già molto affascinato dalla musica elettronica voleva dire tanto. Mi divertivo a imitare i brani pop che ascoltavo per radio e successivamente per filodiffusione. Infatti la filodiffusione rappresentò il mio inizio con l'alta (si fa per dire) fedeltà. Mi fu comprato un filodiffusore stereofonico Siemens, un registratore stereo Philips che fungeva anche da amplificatore e collegando una vecchia fonovaligia stereo Philips completavo l'impianto e potevo quindi ascoltare anche i dischi. Vi faccio notare che a quel tempo non esistevano ancora le radio libere e le trasmissioni stereofoniche si potevano ascoltare solo sulla filodiffusione dalle 22 alle 23,59. Ma grazie a quel primordiale impianto stereo cominciai a capire cosa significava la musica stereofonica e cominciai pian piano a diventare un audiofilo. Il passo successivo fu un bellissimo amplificatore Sansui, un giradischi B&O, un paio di casse a sospensione pneumatica Sansui. Fu il mio ingresso nella vera Alta Fedeltà. Cominciai ad ascoltare dischi ben realizzati e ad apprezzare la dinamica delle registrazioni. Ascoltare un disco ai miei tempi era un rito simile al rito del the per i giapponesi. Bisognava estrarre l'LP dalla sua custodia di cartone e dalla busta protettiva di plastica o di carta, eliminare accuratamente la polvere dalla superficie senza che il disco si caricasse troppo di elettricità statica (infatti le cariche elettrostatiche producevano fastidiosissimi rumori durante l'ascolto). Bisognava quindi usare appositi panni antistatici, liquidi antistatici, spazzoline in fibra di carbonio, ecc. Bisognava pulire un lato del disco ed ascoltarlo (durata circa 20 minuti) poi girarlo con molta cura per non toccarlo troppo con le dita e non sporcarlo, pilire la facciata B e ascoltare i restanti 20 minuti. Ricordo ancora l'odore dei vari prodotti antistatici, l'odore del vinile, quello del cartoncino della copertina. E poi erano belle copertine, grandi, non come quelle deli attuali CD.Inutile dire che un disco anche se appena acquistato già presentava fruscii e rumoretti di ogni tipo. A quel tempo sognavo l'era del digitale, oggi rimpiango l'era dell'analogico e la mia lontana gioventù.Per farla breve, quel che ho notato, è che ai miei tempi avevo modo di apprezzare la musica non solo per come era composta e suonata, ma anche dal punto di vista del realismo audio. Avevo spesso la sensazione di essere di fronte ad un'orchestra e il realismo era elevato, molto coinvolgente.Oggi che ascolto quasi esclusivamente CD e spesso anche mp3, se debbo essere sincero, mi è sempre più difficile provare un coinvolgimento dello stesso tipo. Ho come la sensazione che malgrado i grandi passi avanti della tecnologia, il lato psicoacustico sia stato un po' trascurato. Insomma non ci si preoccupa più tanto, sia nel realizzare i dischi che gli apparecchi per ascoltarli, della sensazione che l'ascoltatore proverà. L'effetto stereofonico, che ai miei tempi era importante, oggi è abbastanza sottovalutato. La dinamica, cioè la differenza tra i suoni lievi e quelli forti, la si ritrova ancora piuttosto valida nei dischi di musica classica. mentre su quelli di musica leggera è sempre più ridotta.Oggi va di moda l'mp3, un modo per ascoltare musica spesso in cuffia, anzi, con auricolari da quattro soldi, e concetti come HI-FI e stereofonia hanno perso molta importanza. E' raro provare un certo coinvolgimento e un certo realismo nell'ascolto di CD ed mp3. Anche il classico impianto stereo è un po' passato di moda. Non si acquistano più costose casse JBL e amplificatori stereofonici di qualità. Oggi le ditte che producevano questi gioielli per audiofili si sono riciclate nella produzione dell'home teater, che poi servirebbe soprattutto per ascoltare DVD con inutili e a volte addirittura fastidiosi effetti speciali.Mi chiedo se un giorno tornerà l'Alta Fedeltà e il gusto di ascoltare buona musica come ai miei tempi.Oggi c'è la musica usa e getta. I giovani e giovanissimi acquistano l'ipod, scaricano i brani dalla rete, quelli di moda, li ascoltano per una settimana, poi diventa di moda qualche nuova canzonetta e così via. Credo che molti non sappiano neppure cosa significhi "sterofonico". Oggi si parla di bit rate, campionamenti, ecc. Oggi puoi ascoltare ore ed ore di musica premendo un tasto. Si è perso il gusto dell'ascolto e la magia di quei tempi da pionieri dell'HI-FI, di quei sogni ad occhi aperti.
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      Guarda che l'HI-FI esiste ancora, io proprio oggi vado a ritirare un lettore CD della NAD e posseggo sia LP che CD di musica dei vari artisti rock, blues ed altro del periodo d'oro della musica (anni '60-'70-'80); la verità più che altro è che oggi non si fa musica, si creano delle "cose" con il preciso impegno di guadagnare e la mia convinzione è che gli artisti di allora difficilmente avrebbero avuto molta diffusione in questo periodo :@
      • caponord100 scrive:
        Re: e quando si entrava nei negozi hi-fi
        e ti apparivano " i mostri sacri" ovvero degli splendidi registratori a bobine technics o i soliti revox con bobine da 27 cm (costo circa 80 milalire cad) che "giravano a 38 cm/sec...magari collegati ad un buon finale a valvole luxman,li si che avevi il suono vero e caldo...con tutte le sue "particolarita'"
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      Non c'è niente di peggio dei vecchi che rimpiangono i bei tempi andati (che mai sono tali) ...
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        quoto.Basta con questo luddismo di ritorno.la creatività non dipende dal mezzo con la quale è espressa.
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Non c'è niente di peggio dei vecchi che
        rimpiangono i bei tempi andati (che mai sono
        tali) ...Non è proprio così, anzi, il rituale dell'ascolto hifi descritto dall'utente che ha cominciato il post mi ha affascinato parecchio.L'evoluzione delle cose non è sempre positiva, ok per quanto riguarda ad es. la medicina, ma se guardi i rapporti umani allora... :( Oggi i rapporti umani sono digitali, sono virtuali, sono fast.Si idolatrano gli "eroi" (buffoni) del GF et similia, i valori sani non sono spariti ma sono quasi estinti, c'è tensione nell'aria, c'è rabbia, c'è paura nel prossimo.Non dico che una volta si viveva meglio, però i cuori erano senz'altro più leggeri, questo si.Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: AI MIEI TEMPI
          - Scritto da: Anonimo
          Oggi i rapporti umani sono digitali, sono
          virtuali, sono fast.
          Si idolatrano gli "eroi" (buffoni) del GF et
          similia, i valori sani non sono spariti ma sono
          quasi estinti, c'è tensione nell'aria, c'è
          rabbia, c'è paura nel prossimo.Queste stesse cose le trovi scritte nelle rubriche delle riviste del 1960... e poi 1970 e '80 e '90... "la vita moderna e' come un fast food, tutti hano fretta"... ma come, anche 40 e 50 anni fa era uguale? Che ce ne siamo dimenticati? Si, esatto. Dev'essere una fase normale della vita quella di vedere, ad un certo punto, gli anni passati con sprazzi d'oro e il presente brutto brutto perche' ancora non indorato dal tempo che tutto divora.
        • Anonimo scrive:
          Re: AI MIEI TEMPI

          L'evoluzione delle cose non è sempre positiva, ok
          per quanto riguarda ad es. la medicina, ma se
          guardi i rapporti umani allora... :(
          Oggi i rapporti umani sono digitali, sono
          virtuali, sono fast.
          Si idolatrano gli "eroi" (buffoni) del GF et
          similia, i valori sani non sono spariti ma sono
          quasi estinti, c'è tensione nell'aria, c'è
          rabbia, c'è paura nel prossimo.
          Non dico che una volta si viveva meglio, però i
          cuori erano senz'altro più leggeri, questo si.
          CiaoOgni epoca ha i suoi problemi. Taxi Driver è del 1976 e non dipinge un gran mondo (e l'informatica doveva ancora esplodere). C'erano gli stessi problemi di oggi. Se vai in qualsiasi epoca non mancano opere letterarie che criticano il modo di vivere di allora. Finchè esisterà un sistema di sfruttamento dell'uomo sull'uomo credo che bisognerà rassegnarsi a vivere così. Forse un giorno ci sarà un sistema di sfruttamento dell'uomo sui robot, ma gli scrittori hanno già previsto che si rivolteranno contro di noi e ci sottometteranno. Non si scappa. L'unica cosa è prendere la vita con leggerezza ... in questo modo qui!!http://www.barbapapa.fr/gb/game/barbaphone.htmlFaaAAaaantaAasticooo!! L'ho sempre sgolosato da piccolo, e ora è qui a portata di mouse!!La felicità esiste!! :D
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Non c'è niente di peggio dei vecchi che
        rimpiangono i bei tempi andati (che mai sono
        tali) ...qualcosa di peggio c'è: gli sputasentenze
        • Anonimo scrive:
          Re: AI MIEI TEMPI
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Non c'è niente di peggio dei vecchi che

          rimpiangono i bei tempi andati (che mai sono

          tali) ...

          qualcosa di peggio c'è: gli sputasentenzeAppunto, eccoti.
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Non c'è niente di peggio dei vecchi che
        rimpiangono i bei tempi andati (che mai sono
        tali) ...Aspetta di andare un pò avanti con gli anni va là!Un tempo ragionavo così anch'io ma ci sono momenti nella vita che li rimpiangi davvero i bei tempi andati e ti ritrovi nel luogo comune del "si stava meglio quando si stava peggio", perchè in effetti il mondo non era bello nemmeno allora, ma era maggiore la speranza nel futuro.Probabilmente non è tanto la nostalgia di quei tempi, quanto piuttosto l'idea del futuro che si aveva allora.Forse a ruota tocca un pò a tutti passare per questi stati d'animo.
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      - Scritto da: Anonimo
      Sono un vecchio di circa 48 anni[cut]
      Oggi che ascolto quasi esclusivamente CD e spesso
      anche mp3, se debbo essere sincero, mi è sempre
      più difficile provare un coinvolgimento dello
      stesso tipo[CUT]
      Oggi c'è la musica usa e getta. I giovani e
      giovanissimi acquistano l'ipod, scaricano i brani
      dalla rete, quelli di moda, li ascoltano per una
      settimana, poi diventa di moda qualche nuova
      canzonetta e così via. Credo che molti non
      sappiano neppure cosa significhi "sterofonico".
      Oggi si parla di bit rate, campionamenti, ecc.
      Oggi puoi ascoltare ore ed ore di musica premendo
      un tasto. Si è perso il gusto dell'ascolto e la
      magia di quei tempi da pionieri dell'HI-FI, di
      quei sogni ad occhi aperti.Veramente il problema non è del mezzo, ma del contenuto. Prova a compere i CD delle Deutche Grammophone, o ad ascoltrari i Pink in CD e l'emozione c'è ancora, perché c'è ancora la musica!Non mi vorrai dire che DJfrancesco, masini, Jennifer lopez.. sono musica?Prova ad ascoltare Diana Krall, o Keith Jarret, e vedrai che ascolti bene
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        Penso che molto dipenda anche dal fatto che un impianto Hi-Fi di un certo livello e` fuori portata per le tasche del 95% dei ragazzi, che poi sono quelli che comprano piu` dischi (e anche del 50% di quelli che non sono piu` ragazzi).E` innegabile comunque che molta della musica di oggi non e` al livello di quella citata in questo post...
        • Anonimo scrive:
          Re: AI MIEI TEMPI
          Il mercato dell'usato dovrebbe prosperare, però. Ormai il megaimpianto non va più di moda, in casa. Ora la gente va a caccia della miniaturizzazione. Mercatini e rivendite conto terzi che visito sono piene di amplificatori, vecchi lettori CD, piastre, giradischi, equalizzatori di una volta a prezzi molto accessibili. E non credo sia roba che si rompa facilmente ... il mio vecchio ampli Pioneer è del 1984 e funziona ancora benissimo !Saluti,Piwi
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Non mi vorrai dire che DJfrancesco, masini,
        Jennifer lopez.. sono musica?
        Prova ad ascoltare Diana Krall, o Keith Jarret, e
        vedrai che ascolti beneTutto è musica, basta che qualcuno la compri o al limite la scarichi.
    • limaro scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      Caro Amico anonimola tua lettera e' di quelle che nobilitano un forum. Perche' ti sei preso il tempo necessario per scrivere in un buon italiano, usando la punteggiatura, gli spazi, gli accapo.Perche', parlando di strumenti ed apparecchiature per fare e suonare la musica, hai parlato delle emozioni che la musica ti ha fatto vivere da giovane e, ci scommetto, ancora oggi da "vecchio", come ti definisci.Se la musica di oggi non da' piu' le emozioni che e' sacrosanto aspettarsi e' solo perche' e' piu' difficile trovare qualcosa di magico nella montagna di "prodotti" che vengono immessi sul mercato.Forse la distribuzione online potra' superare questo limite. Forse sara' possibile, un domani, comprare su internet un brano composto da un artista vero, codificato senza distorsioni psicoacustiche ed ascoltarlo sul tuo impianto ad alta fedelta', al buio, con la pelle d'oca.Forse.
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      credo che l'autore di questa discussione stia confondendo due aspetti dell'esperienza legata all'ascolto di musica.Da una parte la componente emozionale, quella legata all'emozione quasi epidermica che accompagna l'ascolto di un brano musicale.Questa è soltanto variata, ma non è scomparsa. Ascoltare un brano musicale mentre si guarda una bella donna per strada, o si osserva il sole che tramonta, o si osserva un'opera d'arte non è meno emozionante che ascoltare quel pezzo in poltrona con un'adio migliore. Si tratta di un'emozione ed un'esperienza diversa.Altra questione è quella legata alla tecnica.Se da un lato è innegabile la spropositata diffusione dei lettori mp3,dall'altro vorrei ricordare che per chi ricerca l'alta fedeltà esistono i super audio cd e dvd audio, da stereofonico l'audio è diventato a 4 canali (dolby) fino a 6-8-10 canali. il numero di frequenze registrate e riprodotte è aumentato.certo, tutte questemeaviglie costano, ma costavano molto anche gli impianti descritti dal nostalgico 48 enne. Quindi il problema non è nella tecnica. è nel modo in cui la musica viene fatta e percepita : come un prodotto da vendere e comprare.Quindi cantanti che cambiano genere e stile a seconda della moda (una volta cambiavano in funzione della storia personale..ma erano altri tempi) generi che scompaiono o diventano di nicchia.
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      Sono l'autore del post che ha aperto il thread e vorrei rispondere a quanti hanno espresso il loro parere.Io ho esposto varie questioni. Una prettamente nostalgica relativa ai tempi della mia gioventù. Un'altra relativa in modo più stretto all'ascolto della musica e alla sensazione che se ne ricava.Ora, prescindendo da qualsiasi nostalgia, debbo dire che posseggo oggi un amplificatore NAD, un ottimo letttore di CD Pioneer (che non ha paragoni con certi portatili, offre un suono caldo, corposo e ricco di sfumature), casse Bose + le vecchie Sansui.Lasciamo perdere per un attimo gli mp3 che non sono roba da audiofili a mio parere, anche se oggi hanno una qualità molto elevata.Dunque, il mio NAD è tecnicamente perfetto, quasi nessun fruscio o ronzio di fondo. Lo stesso dicasi per gli altri componenti dell'impianto.Lasciamo perdere un attimo la differenza che passa tra un CD Telarc o Deutsche Grammophone o tra un CD di Pat Metheny e uno di Pupo.La sostanza è che complessivamente, malgrado l'innegabile perfezionamento tecnologico, gli apparecchi e i supporti audio di oggi non forniscono lo stesso realismo dei migliori apparecchi dei miei tempi.Il suono è tecnicamente perfetto, ma secondo me a fronte di tanta tecnologia non corrisponde un maggiore realismo nella riproduzione della musica.Insomma apparecchi e supporti tecnicamente molto evoluti, ma l'effetto non è lo stesso degli apparecchi e supporti dei miei tempi.Ho proprio la sensazione che proprio dal punto di vista della ricerca psicoacustica non si sono dati troppo da fare.E questo probabilmente dipende anche dalle nuove esigenze del mercato. La musica è diventata molto più commerciale, per meglio dire il mondo della musica, quindi non solo ciò che viene composto, suonato, cantato, ma conseguentemente anche ciò che serve per ascoltare. E' tutto più "mordi e fuggi".Se in passato era considerato importante l'effetto stereo ed il realismo della riproduzione, oggi è certamente meno importante.Ovviamente acquistando apparecchi molto costosi e facendo anche una scelta molto accurata, perché il costo spesso non corrisponde alla qualità, è possibile ritrovare un po' delle senzazioni del passato. Quindi una buona dinamica, un buon effetto stereo, un buon realismo. Però è molto più difficile, persino acquistando apparecchi di ottima marca.Il collegamento tra il modo di ascoltare musica oggi e quello del passato cè. Perché se in passato la musica la si ascoltava nel "salotto buono" oggi si schiaffa un compact disc in un lettore e con un paio di cuffiette da quattro soldi si ascolta mentre si fanno altre cose. E' ovvio che le ditte si sono adeguate alle nuove esigenze e difficilmente producono apparecchiature e supporti da "salotto buono".Quindi non è solo nostalgia, ma c'è proprio qualcosa di concreto nella minore qualità audio che oggi è possibile trovare in giro.Addirittura tra un vecchio LP dei Pink Floyd ed il corrispondente CD (probabilmente non remastered) trovo maggiore dinamica nell'LP.Ho una cuffia di tipo chiuso Philips acquistata negli anni '70. Fantastica. Ne compro una oggi sempre Philips, tipo chiuso, non mi da' lo stesso realismo. E l'ho pagata molto di più facendo le debite proporzioni.E aggiungo che mi suona molto meglio il vecchio ampli Sansui anni '70 col suo fruscio che il nuovo NAD. Il vecchio Sansui mi dà un effetto presenza notevole. Col NAD è come ascoltare un suono molto virtuale, che si produce cioè dietro le casse e non davanti.Un paio di casse bass reflex JBL anni '70 offrivano un suono sbalorditivo. Scommetto che se le comprassi oggi resterei piuttosto deluso.Ovviamente queste sono solo mie sensazioni, può darsi pure che sono le mie orecchie a non essere più come quelle dei vent'anni :)
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Sono l'autore del post che ha aperto il thread e
        vorrei rispondere a quanti hanno espresso il loro
        parere.

        Io ho esposto varie questioni. Una prettamente
        nostalgica relativa ai tempi della mia gioventù.
        Un'altra relativa in modo più stretto all'ascolto
        della musica e alla sensazione che se ne ricava.Sono un povero vecchio di 43 anni.Ascolto sia musica di 30 anni fa che musica di oggi.E' vero che una volta era un rito alscoltare musica, ma solo perchè ascoltare la musica scelta personalmente, costava assi di più.E' vero invece che in ogni decade c'è sempre chi parla dei famosi BTA (i Bei Tempi Andati) come se fossero un luogo assoluto del tempo mentre invece è sempre relativo all'età del soggetto.E' vero che forse molti ascoltano distrattamente un sacco di musica con lettori mp3... embè? Perchè una volta non c'era gente che ascoltava distrattamente la radio?E poi anche se fosse vero?La musica è soggettiva, c'è chi ascolta rapito chi no, chi ascola un sacco di roba e chi poca e selezionata.La qualità della musica non cambia. Cambiano i mezzi i modi di fruirne i modi di produrla distribuirla e quant'altro.Che poi ci siano brani che stufano dopo 10 ascolti, che importa? L'importante è che a qualcuno piacciano.
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Sono l'autore del post che ha aperto il thread e
        vorrei rispondere a quanti hanno espresso il loro
        parere.

        Io ho esposto varie questioni. Una prettamente
        nostalgica relativa ai tempi della mia gioventù.
        Un'altra relativa in modo più stretto all'ascolto
        della musica e alla sensazione che se ne ricava.

        Ora, prescindendo da qualsiasi nostalgia, debbo
        dire che posseggo oggi un amplificatore NAD, un
        ottimo letttore di CD Pioneer (che non ha
        paragoni con certi portatili, offre un suono
        caldo, corposo e ricco di sfumature), casse Bose
        + le vecchie Sansui.

        Lasciamo perdere per un attimo gli mp3 che non
        sono roba da audiofili a mio parere, anche se
        oggi hanno una qualità molto elevata.

        Dunque, il mio NAD è tecnicamente perfetto, quasi
        nessun fruscio o ronzio di fondo. Lo stesso
        dicasi per gli altri componenti dell'impianto.

        Lasciamo perdere un attimo la differenza che
        passa tra un CD Telarc o Deutsche Grammophone o
        tra un CD di Pat Metheny e uno di Pupo.

        La sostanza è che complessivamente, malgrado
        l'innegabile perfezionamento tecnologico, gli
        apparecchi e i supporti audio di oggi non
        forniscono lo stesso realismo dei migliori
        apparecchi dei miei tempi.

        Il suono è tecnicamente perfetto, ma secondo me a
        fronte di tanta tecnologia non corrisponde un
        maggiore realismo nella riproduzione della
        musica.

        Insomma apparecchi e supporti tecnicamente molto
        evoluti, ma l'effetto non è lo stesso degli
        apparecchi e supporti dei miei tempi.

        Ho proprio la sensazione che proprio dal punto di
        vista della ricerca psicoacustica non si sono
        dati troppo da fare.

        E questo probabilmente dipende anche dalle nuove
        esigenze del mercato. La musica è diventata molto
        più commerciale, per meglio dire il mondo della
        musica, quindi non solo ciò che viene composto,
        suonato, cantato, ma conseguentemente anche ciò
        che serve per ascoltare. E' tutto più "mordi e
        fuggi".

        Se in passato era considerato importante
        l'effetto stereo ed il realismo della
        riproduzione, oggi è certamente meno importante.

        Ovviamente acquistando apparecchi molto costosi e
        facendo anche una scelta molto accurata, perché
        il costo spesso non corrisponde alla qualità, è
        possibile ritrovare un po' delle senzazioni del
        passato. Quindi una buona dinamica, un buon
        effetto stereo, un buon realismo. Però è molto
        più difficile, persino acquistando apparecchi di
        ottima marca.

        Il collegamento tra il modo di ascoltare musica
        oggi e quello del passato cè. Perché se in
        passato la musica la si ascoltava nel "salotto
        buono" oggi si schiaffa un compact disc in un
        lettore e con un paio di cuffiette da quattro
        soldi si ascolta mentre si fanno altre cose. E'
        ovvio che le ditte si sono adeguate alle nuove
        esigenze e difficilmente producono
        apparecchiature e supporti da "salotto buono".

        Quindi non è solo nostalgia, ma c'è proprio
        qualcosa di concreto nella minore qualità audio
        che oggi è possibile trovare in giro.

        Addirittura tra un vecchio LP dei Pink Floyd ed
        il corrispondente CD (probabilmente non
        remastered) trovo maggiore dinamica nell'LP.

        Ho una cuffia di tipo chiuso Philips acquistata
        negli anni '70. Fantastica. Ne compro una oggi
        sempre Philips, tipo chiuso, non mi da' lo stesso
        realismo. E l'ho pagata molto di più facendo le
        debite proporzioni.

        E aggiungo che mi suona molto meglio il vecchio
        ampli Sansui anni '70 col suo fruscio che il
        nuovo NAD. Il vecchio Sansui mi dà un effetto
        presenza notevole. Col NAD è come ascoltare un
        suono molto virtuale, che si produce cioè dietro
        le casse e non davanti.

        Un paio di casse bass reflex JBL anni '70
        offrivano un suono sbalorditivo. Scommetto che se
        le comprassi oggi resterei piuttosto deluso.

        Ovviamente queste sono solo mie sensazioni, può
        darsi pure che sono le mie orecchie a non essere
        più come quelle dei vent'anni :)Tutto molto bello, però le sensazioni sono soggettive e pertanto opinabili.Cosa rimane di oggettivo nella qualità della musica? Assolutamente nulla.E allora?Allora goditela. Se non ti piace Britney Spear, chettefrega se a qualcuno piace?
        • MaurizioB scrive:
          Re: AI MIEI TEMPI
          - Scritto da: Anonimo
          Cosa rimane di oggettivo nella qualità della
          musica? Assolutamente nulla.

          E allora?
          Allora goditela. Se non ti piace Britney Spear,
          chettefrega se a qualcuno piace?Giusto ma opinabile.Su grandi scale possiamo raggiungere livelli di valutazione vicini all'oggettività.È innegabile che la qualità di dj francesco, britney spears o dei blue è zero in confronto a quella di Mozart, Jarrett, Haydn, Mehldau, Davis, Stravinsky, Pink Floyd, Scriabin e via dicendo...Non è questione di gusti: qualunque persona con un minimo di cervello e una decente cultura musicale (che è quello che aumenta il valore di "oggettività" nel metro di paragone) può dirti lo stesso.Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      - Scritto da: Anonimo
      Sono un vecchio di circa 48 anniIo ne ho 44, ma siamo li...
      A quel tempo sognavo l'era del
      digitale, oggi rimpiango l'era dell'analogico e
      la mia lontana gioventù.No: rimpiangi solo la tua gioventu`.Tutto qui, fattelo dire da un tuo coetaneo.Tutto il resto e` fuffa, soliti rimpianti "Ah, allora si che si stava bene...".Non si stava bene.I dischi (vinile) costavano un pacco di soldi, tanto quanto i CD ora.I dischi (vinile) si rovinavano in fretta, i CD (e gli mp3) no.Le musicassette (che termine desueto!) avevano una qualita` audio da schifo, molto ma MOLTO peggiore degli mp3. E si rovinavano in fretta, gli mp3 no.La qualita` dei ricevitori (e delle trasmittenti) FM era cosi` scarsa che non e` neppure paragonabile ad uno streaming shoutcast a 32 kbps.Il costo di un buon impianto hi-fi era spropositato, ed aveva caratteristiche di molto inferiori a quelle di un qualsiasi impiatto compatto odierno, che epr giunta costa di meno in assoluto, senza dover attualizzare con l'inflazione.Chiaro, eravamo adolescenti, questa e` l'unica cosa che e` meglio, quindi rimpiangiamo la nostra gioventu`.
      • Anonimo scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI
        - Scritto da: Anonimo
        Il costo di un buon impianto hi-fi era
        spropositato, ed aveva caratteristiche di molto
        inferiori a quelle di un qualsiasi impiatto
        compatto odierno, che epr giunta costa di meno in
        assoluto, senza dover attualizzare con
        l'inflazione.Ciao,io ho 28 anni dunque non sono un vecchio bavoso come voi :) però questa cosa sui compatti che dici è del tutto sbagliata.I compatti hanno un suono non paragonabile agli Hi-fi, semplicemente perché alla gran massa non importa neanche di avere un suono di alta fedeltà.Anche gli HI-FI di adesso hanno componentistica più scadente rispetto a 20 anni fa, perché la richiesta è minore e dunque per mantenere nei limiti i prezzi devono risparmiare su qualcosa. Un mio amico che mette mano a questi "cosi" per ripararli mi fece vedere la differenza nella qualità dei componenti far due hi-fi, uno di metà anni 80 e l'altro molto recente (è già con problemi), e la differenza (anche come "peso") era notevole.Ma soprattutto, uno che se ne intende, riesce a farti sentire la grossa differenza di qualità del suono che c'è fra i due impianti (che uno non allenato non recepisce pienamente al primo ascolto, anche se la differenza viene notata) .Il discorso è più generale ed extra musica, una volta si comprava "l'oggetto" (hi-fi, macchina fotografica, ecc) che era costoso perché di alta qualità e fatto per durare nel tempo. Oggi si compra "l'oggettino" perché è innovativo tecnologicamente, magari un po' meno costoso all'inizio, che però non ha lunga durata (e di questo molti nemmeno ne sono coscienti).Non è una questione di giovani o meno, perché conosco persone di 50 anni che se non hanno l'ultimo cellulare si sentono inadeguati, o che fanno foto orripilanti con macchinette digitali che costano un patrimonio e dopo due anni valgono 1/3. La qualità e la sua durata nel tempo non è più al centro dell'interesse del consumatore, è stata soppiantata dall'innovazione tecnologica spesso fine a se' stessa.Carlo
      • TADsince1995 scrive:
        Re: AI MIEI TEMPI

        Il costo di un buon impianto hi-fi era
        spropositato, ed aveva caratteristiche di molto
        inferiori a quelle di un qualsiasi impiatto
        compatto odiernoOh mio Dio... Perdonami, ma questa è eresia. I compattoni tutti led e colori che si comprano oggi sono quasi tutti delle emerite schifezze. Ogni volta che vado da Euronics e li vedo mi vengono i brividi solo a vedere la scritta "Hi-Fi" accanto a uno scatolone di plastica tutto lucette da 500 o 600 euro o giù di lì, che magari dentro avrà un DAC da pochi euro e una meccanica costruita in cina... Se dobbiamo proprio parlare di Hi Fi serio, con 600 euro forse riesci a comprare un metro di cavo Sigma Retro della Monster Cable. Come può mai un lettore CD di un compatto suonare come un Audiomeca Mephisto che, da solo, costa 7000 euro? Ma senza andare troppo in alto, basta un Cambridge Audio, con circa 500 euro ti porti a casa un lettore CD con un ottimo rapporto qualità/prezzo. I compatti vanno bene solo come regalo di Natale per ragazzi per ascoltarsi Ligabue o Britney Spears...Consiglio una passeggiata su www.tnt-audio.com ...L' HiFi oggi esiste eccome. Solo che, come ogni cosa, è stato massificato, quindi chi oggi vuole ascoltare musica come Dio comanda, deve avere la consapevolezza di volere un impianto stereo ad alta fedeltà. E' successo un po' come i computer, prima per comprarlo lo sceglievi e andavi in un negozio di computer, oggi compri il cassone Acer al supermarket... Però se vuoi puoi anche costruirtelo da solo.TAD
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      Il problema non sono gli mp3, sono le persone che ascoltano m**da e la reputano musica, che siccome hanno sentito qualcosa alla radio credono che sia quello sia il meglio solo perchè le ascoltano anche gli altri. Il fatto è che le radio, e soprattutto MTV!!!, piazzano sempre le stesse cose, lo fanno solo perchè sono spinte dalle case discografiche, quindi gli artisti famosi sono diventati quelli che le case discografiche promuovono, non quelli che meritano. Chissà perchè non vedete mai gli AC-DC, raramente vedete i Metallica su MTV...eppure sono pietre miliari, sono seguitissimi, hanno fatto successo in un tempo in cui questi interessi economici non erano così forti e ora, nonostante abbiano un seguito impressionante, non vengono nemmeno più nominati, se non per quella schifo di cosa che si chiama gossip(=farsi gli affari degli altri)...sapete com'è, il contratto di hilary duff costa un po meno di quello di una band già famosa...e poi lei ha un bel culo...ognuno è libero di fare quello che vuole, ma aprite gli occhi...non diamo la colpa a un formato musicale se un tempo si seguivano le emozioni e ora si segue la massa...ragionate con la vostra testa!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: AI MIEI TEMPI
      Ciao, ti capisco ma mi sembra che tu abbia ceduto alla nostalgia, un pericolo che qualche volta inizio a correre anche io che ho 32 anni ma al quale mi sottraggo facendo dei raffronti razionali. La dinamica e la spazialità del suono hanno fatto notevoli passi avanti, è naturale che le tecniche di incisione e di equalizzazione siano più progredite, sarebbe strano il contrario, e il digitale garantisce una corretta riproduzione delle medesime. La cultura dell'alta fedeltà esiste ancora, ma come non era un fenomeno di massa 20-30 anni fa (ma quanta gente aveva a casa il giradischi di "Selezione"??) anche oggi molti si accontentano di un iPod, delle casse della Creative o di un semplice Mini Hi-Fi per sentire la musica, tutti dispositivi che nel tempo sono notevolmente migliorarti in fedeltà.La tecnologia cambia più rapidamente delle persone. Oggi disponiamo di mezzi che anche solo 10 anni fa sarebbero stati pura fantascienza e la musica ne è stata rivoluzionata, non tanto nella qualità (che ha raggiunto il picco col CD) ma nelle forme di distribuzione e fruizione, e comunque la maggior parte dei fruitori sono "casual listeners" che si mirano ad un target minimo dato da una serie di fattori costanti quali rapporto qualità/prezzo, domanda/offerta etc.
  • The_GEZ scrive:
    MP3 = Diavolo !
    Ciao a Tutti !Eh, si ... hanno proprio ragione gli MP3 fanno diventare apatici ed i lettori MP3 sordi, è vero ! Me lo ha dddetttto mio cugggino !!!!! "L'accessibilità alla musica ormai è intesa come qualcosa di dovuto, e non richiede più un impegno emotivo associato con la capacità di apprezzamento" Spero che questo tizio si sia fatto pagre MOOOLTO per dire queste cose dato che ci fa la figura del malato di mente ... "Nel 19esimo secolo la musica veniva considerata uno strumento prezioso, uno strumento di comunicazione fondamentale per l'uomo. Il salto tecnologico negli ultimi vent'anni ha provocato molti cambiamenti nell'esperienza musicale e nel suo valore", Eccolo qua ! Si stava meglio quando si stava peggio !Insomma, il problema sta tutto nel fatto che ormai la gente riesce ad ascoltare musica senza troppe difficolta, bravo, bene, ha proprio centrato il problema !In effetti in seconda analisi la questione è proprio questa, infatti ora la gente riesce ad avere a disposizione molta più musica di quanta ne avesse anche pochi anni fa, ed è quindi più facile fare confronti e scelte, forse è di questo che ha paura il nostro eminente pissicologo.
    • Anonimo scrive:
      Re: MP3 = Diavolo !
      guarda che non ha tutti i torti .... il piattume della scena musicale mondiale attuale e' dovuto ad una richiesta di mercato. Oggi e' difficile che un gruppo si lanci in sperimentazioni perche' sa che avrebbe ( commercialmente ) vita breve.Da quant'e' che non si vede un gruppo serio che introduce qualcosa di "realmente" innovativo ?il modello che funziona oggi e' quello della musica da consumo, BUM BUM BUM 2 mesi e poi ciao.Di certo gli mp3 non sono la sola causa pero' il fatto di avere tonnellate di musica a disposizione rende relativamente meno importante il bene che hai tra le mani.esempietto banale: se hai tra le mani 1000 euro, spendere 10 euro e' nulla, se hai tra le mani 15 euro, spendere 10 euro puo' essere un problema ...Carlo
      • The_GEZ scrive:
        Re: MP3 = Diavolo !
        Ciao Anonimo !
        guarda che non ha tutti i torti .... il piattumeNo, no .. li ha proprio tutti ...
        della scena musicale mondiale attuale e' dovuto
        ad una richiesta di mercato. Oggi e' difficileAppunto, quindi della major, ovvero gli AVVERSARI dell' MP3, se hai capito cosa intendo ...
        che un gruppo si lanci in sperimentazioni perche'
        sa che avrebbe ( commercialmente ) vita breve.
        Da quant'e' che non si vede un gruppo serio che
        introduce qualcosa di "realmente" innovativo ?Nel "mondo dell' MP3" ovvero il P2P si, ci sono ed esistono proprio perche esiste la possibilita fare circolare la loro musica.
        Di certo gli mp3 non sono la sola causa pero' il
        fatto di avere tonnellate di musica a
        disposizione rende relativamente meno importante
        il bene che hai tra le mani.Ovvero tu preferiresti avere poca musica a disposizione, e se poi questa poca non ti piace ?
        esempietto banale:
        se hai tra le mani 1000 euro, spendere 10 euro
        e' nulla, se hai tra le mani 15 euro, spendere 10
        euro puo' essere un problema ...?????????????????????????????????????????Eh ?Che cavolo dici, è proprio grazie all' MP3 che tu potrai dare un valore a quei 15 euro (che per la cornaca NON BASTANO per comperare un CD) evitando di frea acquisti a "scatola" chiusa.Certo essndo disponibile molta più musica ci saranno anche molte stronzate, e allora, basta ignorarle, mica sei obbligato a cperare sempre le stesse cose ... come vorrebbero le case discografiche.==================================Modificato dall'autore il 12/01/2006 11.50.47
  • CoD scrive:
    Quest'uomo ha ragione
    Torniamo al 19 secolo!Ora: dove diavolo ho messo il mio cilindro.....:D
  • Anonimo scrive:
    Scemenze
    Sono sempre le solite scemenze.Questo signor North si è mai guardato intorno? E se si è guardato intorno, non è riuscito a vedere il livello di qualità della musica di oggi?Tutta questa graziosa varietà di artisti mediocri e improvvisati che fanno urlare le ragazzine, questa è la causa della presunta apatia di cui stiamo parlando.Sono canzoni "usa e getta", che una volta ascoltate due o tre volte non piacciono più. Canzoni costruite sui soliti quattro accordi, col ritornello di 8 battute e un paio di strofe da 16.Questo è il vero problema...
    • Anonimo scrive:
      Re: Scemenze
      - Scritto da: Anonimo
      Sono sempre le solite scemenze.

      Questo signor North si è mai guardato intorno? E
      se si è guardato intorno, non è riuscito a vedere
      il livello di qualità della musica di oggi?

      Tutta questa graziosa varietà di artisti mediocri
      e improvvisati che fanno urlare le ragazzine,
      questa è la causa della presunta apatia di cui
      stiamo parlando.Appunto "presunta". Stiamo parlando delle impressioni di un tipo sulla nostra emozione musicale.Questo è il vero problema...
      • Anonimo scrive:
        Re: Scemenze


        Tutta questa graziosa varietà di artisti
        mediocri

        e improvvisati che fanno urlare le ragazzine,

        questa è la causa della presunta apatia di cui

        stiamo parlando.

        Appunto "presunta". Stiamo parlando delle
        impressioni di un tipo sulla nostra emozione
        musicale.

        Questo è il vero problema...Sostanzialmente e' il solito tentativo di "colpevolizzare" gli mp3, il P2P e via dicendo.
  • Anonimo scrive:
    [SEMI-OT] dipende...
    Io continuo a segnalare "La Malavita" dei Baustelle, godibile, direi, anche in mp3.(probabilmente "Il corvo Joe" senza mp3 sarebbe rimasto patrimonio di pochissimi... così come i pezzi per pianoforte di Gurdjieff e la divina tromba di Marsalis)
    • Anonimo scrive:
      Re: [SEMI-OT] dipende...
      ops, dimenticavo Uri Caine, ma è l'ora tarda
    • berlin scrive:
      Re: [SEMI-OT] dipende...

      Io continuo a segnalare "La Malavita" dei
      Baustelle, godibile, direi, anche in mp3.Concordo sui Baustelle (su tutti Il romantico a milano).Goditi anche gli svedesi (e le svedesi) Strip Squad: http://www.stripsquad.sePuoi scaricare dal sito l'album quasi per intero, a comprarlo costa 6 ? (+1 di spedizione) di cui 0.5 in beneficienza e sono 8 canzoncine che ne vale veramente la pena. Chiaro, minimale e fresco. Consiglio ai meno poliglotti di dare un'occhiata ai testi (in inglese) che sono... meritano.Sono 2 settimane che non ascolto altro che questi 2 dischi.Segnalo anche Gravenhurst: "Fires in distant buildings", acustico cupo e magico; o Wir Sind Helden "Von hier an blind", mainstreameggiante e veramente ironico, ma io sono germanofilo.Via, contribuiamo all'hype di gente che se lo merita, mica sempre i soliti ClapYourHandsSayYeah o Sufjan Stevens (peraltro godibilissimi).Grazie a internet e la diffusione di mp3 (e cose come lastfm e myspace e bittorrent - btbeat, ad esempio - ed il mulo e l'infinità d'indieblog e le radio in streaming e ...) l'indie è esploso da 3-4 anni a questa parte e un sacco di gruppi si lanciano autonomamente, perché il passaparola internettiano (che è alimentato dalla musica gratis) li porta ad essere conosciuti da un pubblico molto più vasto di prima. Loro, i dischi che devono vendere, li vendono anche se girano mp3 truffaldini, perché li mettono a 10 euro, un prezzo equo. E chi vive lontano dai grandi centri e non può andare regolarmente a concerti e festival e comprare dischi in negozi forniti accede lo stesso alla produzione dei gruppi che gli piacciono.Berlin==================================Modificato dall'autore il 12/01/2006 2.09.31
  • Anonimo scrive:
    Per l'autore dell'articolo
    Potresti gentilmente postare il titolo della ricerca di Adrian North citata? l'ho cercato altrove senza trovarlo. grazie.
  • Anonimo scrive:
    Questo studio è una ca*ata pazzesca
    (seguono 3 ore di applausi)
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo studio è una ca*ata pazzesca
      - Scritto da: Anonimo
      (seguono 3 ore di applausi)Aggiungo altre due ore di osanna.E inoltre:"I risultati hanno dimostrato che la musica viene ormai considerata a tutti gli effetti un prodotto, realizzato, distribuito e consumato come gli altri presenti sul mercato."Infatti e' proprio questo, non solo, ma anche." "...Insomma, il nostro rapporto quotidiano con la musica può essere complesso e sofisticato, ma non è più necessariamente caratterizzato da un profondo coinvolgimento emotivo", ha aggiunto North. "North dice cosi' perche' conosce il coinvolgimento emotivo di tutti quelli che in questo secolo ascoltano musica (notoriamente misurabile). E', insomma, particolarmente esperto, e non si basa su sue sensazioni o particolari idiosincrasie verso l'odierno panorama musicale, e non e' un nostalgico a cui hanno dato un microfono, ci conosce davvero tutti, uno a uno.:)
  • Pisky scrive:
    ERRORE Incredibile
    Appena ho letto il titolo del post sono rabbrividito. Peggio mi sono sentito a leggere l'articolo.Voglio dire: se oggi le persone considerano la musica un prodotto, non e' certo della tecnologia ma è perché sono le aziende a volerlo! Qualche anno fa facevo il dj, e certi periodi rimanevo schifato di come le canzoni fossero davvero trattate come comuni oggetti di consumo: più volte riutilizzate (immancabili le ciclice riesumazioni delle canzoni anni 70 e 80), copiate tra di loro (forse alcuni ricorderanno i Bamble Bee...), pubblicate a bizzeffe per morire dopo pochi mesi. Spesso dietro nomi diversi si celavano gli stessi produttori, gli stessi autori, e cosi' via (dj Ross avrà pubblicato canzoni con più di 5 nomi e cantanti diversi).Non che la musica pop sia messa meglio... basta ascoltare Natalie Imbruglia, tanto per citarne una.Quindi non possono certo venire a dire che sono le persone a trattare la musica come oggetto... è una stronzata immane!
    • Anonimo scrive:
      Re: ERRORE Incredibile
      - Scritto da: Pisky
      (forse alcuni ricorderanno i Bamble
      Bee...),tu no, visto che l hai scritto male !!! :D
      • Anonimo scrive:
        Re: ERRORE Incredibile
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Pisky

        (forse alcuni ricorderanno i Bamble

        Bee...),


        tu no, visto che l hai scritto male !!! :Dcome'era ... Bumble?
      • Pisky scrive:
        Re: ERRORE Incredibile
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Pisky

        (forse alcuni ricorderanno i Bamble

        Bee...),


        tu no, visto che l hai scritto male !!! :DPuo' darsi... "Bamble" sono sicuro sia giusto, forse la seconda parte era solo "B". Comunque parlo di quel simil-gruppo fine anni 90, non anni 70
  • TPK scrive:
    La colpa non e' degli mp3...
    e' di Britney Spears!
    • Anonimo scrive:
      Re: La colpa non e' degli mp3...
      - Scritto da: TPK
      e' di Britney Spears!Ok, è una battuta, ma secondo me il punto è proprio questo...Queste multinazionali della musica ormai hanno il domino assoluto del mercato discografico, e ci impongono le loro produzioni commerciali di scarsa qualità.Il solito luogo comune: non ci sono più le canzoni di una volta... In parte è vero. E vogliamo parlare dell'hip hop o delle altre americanate? Per carità, a qualcuno possono anche piacere, ma assolutamente non hanno mai fatto parte della nostra cultura! E' un segno dello strapotere delle grandi case discografiche.
      • TPK scrive:
        Re: La colpa non e' degli mp3...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: TPK

        e' di Britney Spears!

        Ok, è una battuta, ma secondo me il punto è
        proprio questo...
        Infatti non era proprio una battuta...
        • Anonimo scrive:
          Re: La colpa non e' degli mp3...
          - Scritto da: TPK

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: TPK


          e' di Britney Spears!



          Ok, è una battuta, ma secondo me il punto è

          proprio questo...



          Infatti non era proprio una battuta...va là che ti è andata bene trolùn!
      • berlin scrive:
        Re: La colpa non e' degli mp3...

        Queste multinazionali della musica ormai hanno il
        domino assoluto del mercato discografico, e ci
        impongono le loro produzioni commerciali di
        scarsa qualità.Ci sono i canali 'alternativi' dove di buona musica, credimi, ce n'è eccome, e per tutti gusti e generi. Solo non passa per mtv, non per radio deejay, non la trovi nei concerti negli stadi, non viene invitata a primo maggio o live aid, e, problema fondamentale, non accede alla grande distribuzione, ovvero "in tutti i negozi".Nell' "indie" trovi rap, elettronica, industrial, blues, rock'n'roll, folk, etnica, cantautorale, nuova acustica, metal, punk, pop, classica, tutto. E di gente brava. E' un mondo insospettabile se "ti capita di guardare mtv" o top of the pops. Ma esiste.
        Il solito luogo comune: non ci sono più le
        canzoni di una volta... In parte è vero. No, è falso! Di musica ce n'è tantissima, e anche di musica di qualità. Il fatto che non passi per radio105 non significa che non esista!
        vogliamo parlare dell'hip hop o delle altre
        americanate? Per carità, a qualcuno possono anche
        piacere, ma assolutamente non hanno mai fatto
        parte della nostra cultura! E' un segno dello
        strapotere delle grandi case discografiche.Conseguenza dello strapotere dei mass media, che decidono di cosa si parla e di cosa no, ovvero cosa esiste e cosa no: le major hanno conquistato i mass media (e perforza: sono loro stessi) e si possono così permettere di massimizzare gli utili e non la qualità artistica. Di qui lobbismo, diritti d'autore scippati agli artisti, prezzi alti ecc.Ma se cerchi un po', trovi tutto quello di cui le tue orecchie potranno mai aver bisogno. Anche in italia.Grazie ad internet, anche. Vuoi una guida a caso?http://indiefordummies.blogspot.com/2005/12/music-blog-top-100-album-2005-blogs.htmlSe ne è parlato anche un po' più in là: http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1261690&tid=1261533&p=1&r=PI#1261690Berlin
        • Anonimo scrive:
          Re: La colpa non e' degli mp3...
          sottoscrivo.di musica bella ce ne molta, se ne trova molta.pero non si trova nei negozi ne in tele ( chi la vede) ne alla radio.accendete il cervello!
          • Anonimo scrive:
            Re: La colpa non e' degli mp3...
            - Scritto da: Anonimo
            sottoscrivo.
            di musica bella ce ne molta, se ne trova molta.
            pero non si trova nei negozi ne in tele ( chi la
            vede) ne alla radio.

            accendete il cervello!Non si trova nei negozi, quindi non è diffusa.Non è diffusa, quindi viene ascoltata da pochi.Viene ascoltata da pochi, quindi quando accendo la radio sento britney spears...Lo so che la musica bella esiste, ma una volta almeno si trovava in vendita. Adesso in vendita ci sono solo delle trovate commerciali.
          • Anonimo scrive:
            Re: La colpa non e' degli mp3...
            - Scritto da: Anonimo
            sottoscrivo.
            di musica bella ce ne molta, se ne trova molta.
            pero non si trova nei negozi ne in tele ( chi la
            vede) ne alla radio.
            si trova su internet...quindi secondo me gli mp3 rappresentano + una speranza che una minaccia.
        • Anonimo scrive:
          Re: La colpa non e' degli mp3...
          - Scritto da: berlin

          Queste multinazionali della musica ormai hanno
          il

          domino assoluto del mercato discografico, e ci

          impongono le loro produzioni commerciali di

          scarsa qualità.

          Ci sono i canali 'alternativi' dove di buona
          musica, credimi, ce n'è eccome, e per tutti gusti
          e generi. Solo non passa per mtv, non per radio
          deejay, non la trovi nei concerti negli stadi,
          non viene invitata a primo maggio o live aid, e,
          problema fondamentale, non accede alla grande
          distribuzione, ovvero "in tutti i negozi".
          Nell' "indie" trovi rap, elettronica, industrial,
          blues, rock'n'roll, folk, etnica, cantautorale,
          nuova acustica, metal, punk, pop, classica,
          tutto. E di gente brava. E' un mondo
          insospettabile se "ti capita di guardare mtv" o
          top of the pops. Ma esiste.Ma è proprio quello il problema! Sono canali "alternativi"!Il punto non è che non esiste la buona musica, ma che non è più distribuita.
        • Anonimo scrive:
          Re: La colpa non e' degli mp3...
          per mtv, non per radio
          deejay, non la trovi nei concerti negli stadi,
          non viene invitata a primo maggio o live aid, e,
          problema fondamentale, non accede alla grande
          distribuzione, ovvero "in tutti i negozi".Pensa che una volta passava proprio per Radio DJ e MTV... ormai dalla fine degli anni 90 e' cambiato tutto... le radio non pagano nemmeno piu' la musica ma la ricevono gratis dalle major per preferirla ad altre canzoni e vengono pure pagate...Quando su radio dj non fanno pubblicita' o non parlano, fanno questo tipo di musica qua:))
      • Anonimo scrive:
        Re: La colpa non e' degli mp3...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: TPK

        e' di Britney Spears!

        Ok, è una battuta, ma secondo me il punto è
        proprio questo...

        Queste multinazionali della musica ormai hanno il
        domino assoluto del mercato discografico, e ci
        impongono le loro produzioni commerciali di
        scarsa qualità.
        Il solito luogo comune: non ci sono più le
        canzoni di una volta... In parte è vero. E
        vogliamo parlare dell'hip hop o delle altre
        americanate? Per carità, a qualcuno possono anche
        piacere, ma assolutamente non hanno mai fatto
        parte della nostra cultura!Molte delle cose che fanno parte della nostra cultura nacquero come produzioni mirate ad ottenere un largo successo di pubblico, per VENDERE vendere vendere.Adeso hip hop e altre cose sono entrate a far parte della nostra cultura, cosi' come mascherarsi ad Halloween.La cultura cambia.
        E' un segno dello
        strapotere delle grandi case discografiche.Bella scoperta. Piu' interessante e' che ce le hanno sempre propinate e che tu ora i successi del passato li consideri bei classici della cultura.Quindi non solo strapotere ma anche strasuccesso.
        • Megane scrive:
          Re: La colpa non e' degli mp3...
          Diciamo che l'mp3 e l'abbondanza che è derivata da internet è un'arma a doppio taglio. A seconda della nostra volontà, voglia di scoprire, o come hanno giustamente detto altri pigrizia, si può trovare dell'ottima musica, oppure possiamo scaricarci tutte le cagatine commerciali che sentiamo distrattamente in tv per il semplice fatto di poterlo fare, ma che poi gettiamo nel dimenticatoio in quattro e quattr'otto. Insomma come al solito dipende da noi, è inutile prendersela con le "solite" major. E' vero che buona parte della musica commerciale sta diventando spazzatura, ma finchè c'è tanta gente che la compra per fare UNZ UNZ in macchina, oppure a nessuno viene da vomitare quando tanti brani degli anni '70 vengono ridotti a ritornelli in discoteca, è inutile lamentarsi. Quello che credo si possa fare è valorizzare la musica buona che c'è (poi certo, ognuno ha la sua idea di "musica buona"), vagando per la rete ed informandosi, provando, ascoltando. :)
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