PC anti-cracker nei progetti del Pentagono

Già realizzato un hard disk capace di individuare un attacco e contrattaccare. Si stringe il cerchio sui piani per un computer... sicuro. La Difesa USA ci investe sopra 35,5 milioni di dollari. Al centro anche altre tecnologie di sicurezza
Già realizzato un hard disk capace di individuare un attacco e contrattaccare. Si stringe il cerchio sui piani per un computer... sicuro. La Difesa USA ci investe sopra 35,5 milioni di dollari. Al centro anche altre tecnologie di sicurezza


Roma – Chi avesse dubbi sulle sempre più riconoscibili intenzioni delle istituzioni e delle imprese statunitensi di pervenire al più presto ad una nuova forma di “computing” è destinato a scioglierli molto rapidamente. Il Pentagono ha infatti annunciato un investimento da 35,5 milioni di dollari in un nuovo lab informatico, uno stanziamento ufficialmente definito “per lo sviluppo di tecnologie anti-terrorismo”.

Lo stanziamento consentirà all’università Carnegie Mellon University , da cui già emana il governativo centro di sicurezza CERT , di dare nuove strutture e nuova energia al “Centre for Computer and Communications Security” (C3S) che aspettava questi fondi per partire.

Uno dei compiti fondamentali del C3S sarà quello di ideare sistemi definiti di “auto-sicurezza”: componenti per computer, come hard disk o schede di rete, capaci di difendersi da soli e difendere persino altri elementi del computer da attacchi giunti dall’esterno.

Secondo i ricercatori, uno dei vantaggi di questo genere di componenti “intelligenti” sta nel monitoraggio reciproco, nell’individuazione più rapida della possibile identità di chi attacca senza farsi notare dai firewall. Non solo, in caso di bisogno questi componenti possono auto-spegnersi per impedire a chi li ha aggrediti di portare a termine le sue operazioni…

A quanto pare un prototipo di hard disk auto-sicuro è già stato realizzato e ora partirà il testing in diversi ambienti industriali. Se l’applicazione di intelligenza artificiale risponderà come previsto il C3S investirà ulteriori risorse in questo ambito.

Ma il C3S, che diventa così non solo emanazione di ricerca della Difesa ma anche uno dei nodi centrali tra i numerosi labs dedicati all’apparato militare statunitense, si occuperà anche di altri progetti.

Tra questi si punterà allo sviluppo di nuove tecnologie di identificazione degli utenti internet, un elemento considerato essenziale per migliorare l’affidabilità dei servizi di rete e ottimizzare gli strumenti di contrasto ai cracker e più in generale ai “terroristi informatici”.

Allo studio dunque nuove forme di firma digitale, di impronta elettronica, di rilevazione della traccia dell’iride, di riconoscimento del volto e di analisi della voce. Tutti sistemi che dovrebbero in futuro trovare applicazioni presso gli utenti internet.

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10 10 2002
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