Secondo le fonti di Reuters, SpaceX avrebbe chiesto più soldi al Dipartimento della Difesa per l’uso di Starlink. Il servizio di connessione satellitare viene sfruttato per guidare i droni kamikaze LUCAS (Low-cost Unmanned Combat Attack System) contro i bersagli in Iran. Elon Musk ha dichiarato che la notizia è falsa, confermando però la violazione dei termini contrattuali.
Il Pentagono deve usare Starshield, non Starlink
Secondo le fonti di Reuters, SpaceX avrebbe chiesto al Pentagono di pagare una somma più alta per l’uso di Starlink. Attualmente paga 5.000 dollari al mese per ogni terminale, mentre il costo dell’abbonamento è 25.000 dollari al mese per ogni terminale. Il Dipartimento della Difesa avrebbe evidenziato all’azienda di Elon Musk che questo prezzo si applica alle compagnie aeree, non ai droni LUCAS che sfruttano la connessione satellitare per una durata limitata.
Alla fine, il Pentagono avrebbe accettato di pagare quanto richiesto, ovvero 25.000 dollari al mese, circa il costo di un singolo drone LUCAS (30.000 dollari). Non è arrivata nessuna conferma ufficiale, ma un responsabile dell’acquisto dei terminali ha dichiarato che potrebbe essere scelto un altro fornitore (praticamente impossibile, visto nessuno offre una costellazione di satelliti simile a quella di SpaceX).
Dopo la pubblicazione dell’articolo di Reuters, Musk ha scritto su X che si tratta di una fake news, aggiungendo però che Starlink è un sistema per uso civile. L’azienda che produce i droni LUCAS ha violato i termini contrattuali, come già evidenziato all’inizio di marzo. Per un uso militare è disponibile la costellazione Starshield.
Anche un portavoce del Pentagono ha dichiarato che la notizia di Reuters è falsa e che prosegue la collaborazione con SpaceX. Il servizio Starlink viene utilizzato anche per la connettività dei cittadini iraniani, in quanto le autorità hanno bloccato l’accesso ad Internet tramite reti terrestri (da circa 24 ore sembra in fase di ripristino).