Amazon ha confermato che l’interruzione dei servizi in tre data center è stato causato dall’attacco con droni. In attesa del ripristino, l’azienda di Seattle consiglia ai clienti dovrebbero spostare i workload in altre regioni AWS (Asia, Europa e Stati Uniti). Ma perché l’Iran ha colpito le infrastrutture cloud di Amazon Web Services?
Difesa anti-missile anche per i data center
Durante ogni guerra recente, i militari ha sempre preso di mira le infrastrutture critiche del nemico: ponti, ferrovie, aeroporti, raffinerie, centrali elettriche e sistemi di comunicazione. In risposta agli attacchi effettuati da Stati Uniti e Israele, l’Iran ha colpito diversi paesi del Golfo Persico. Tra i bersagli ci sono stati anche i data center di Amazon in Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Questo è il comunicato ufficiale:
Negli Emirati Arabi Uniti, due dei nostri impianti sono stati colpiti direttamente, mentre in Bahrein, un attacco con un drone in prossimità di uno dei nostri impianti ha causato danni fisici alle infrastrutture. Questi attacchi hanno causato danni strutturali, interrotto l’erogazione di energia elettrica alle nostre infrastrutture e, in alcuni casi, hanno richiesto interventi di spegnimento incendi che hanno causato ulteriori danni causati dall’acqua.
Un’agenzia di stampa iraniana ha svelato che il data center in Bahrein è stato colpito in quanto Amazon fornirebbe supporto alle attività militari e di intelligence degli Stati Uniti. Non ci sono conferme ufficiali, ma è chiaro perché i data center rappresentano uno dei bersagli preferiti.
Gli attacchi contro questi edifici possono causare l’interruzione di numerosi servizi, non solo quelli usati dagli utenti, come streaming e cloud storage. Possono paralizzare le attività di banche, agenzie governative e militari. Sui server sono conservati anche dati utilizzati per sorveglianza, navigazione dei droni e analisi in tempo reale di video e riprese satellitari.
In realtà, molti data center non appartengono alle Big Tech statunitensi, ma sono stati noleggiati a società locali. I militari iraniani hanno però colpito i tre di Amazon. In totale ci sono circa 230 data center (già attivi o in costruzione) in almeno sei paesi del Golfo Persico.
Le aziende statunitensi hanno scelto questa regione perché i prezzi di terreni ed energia sono bassi. Ma ora saranno costrette a ripensare le loro strategie. Oltre che contro gli attacchi informatici, i data center dovranno essere protetti contro droni e missili. Come ha sottolineato un esperto del settore, i data center non possono essere nascosti, ma è possibile installare sistemi di difesa aerea.