Più Bluetooth? Meno sicurezza

Un team israeliano sostiene che una delle tecnologie più hot del momento è vulnerabile persino più di quanto già noto. Ma i produttori puntano davvero molto sul dente blu
Un team israeliano sostiene che una delle tecnologie più hot del momento è vulnerabile persino più di quanto già noto. Ma i produttori puntano davvero molto sul dente blu


Taipei (Taiwan) – La venticinquesima edizione del Computex , fiera internazionale dell’alta tecnologia, si è conclusa all’insegna del Bluetooth . Gli analisti dell’ Industrial Economics & Knowledge Center di Taipei, ente dedicato allo studio delle tecnologie digitali, lanciano una previsione per il 2006: sarà l’anno del Bluetooth . Superato un lungo e difficile periodo di avvio, dovuto alla mancanza di vere killer-app , le applicazioni del sistema di comunicazione senza fili sviluppato da Ericsson sembrano pronte per raggiungere il mercato globale.

Bluetooth “non significa solo auricolari per il cellulare”, sottolinea Jay Marsden, ingegnere ATI : entro l’anno prossimo verranno commercializzate nuove periferiche senza fili, ideate soprattutto per videogiocatori ed amanti della musica. Aziende come Nokia, Motorola, Logitech e BenQ hanno approfittato della vetrina taiwanese per presentare prodotti a basso costo: casse audio hi-fi, dispositivi di input e sistemi di controllo remoto. Tutti resi possibili dal crollo dei prezzi che ha investito la produzione dei chip Bluetooth, quasi esclusivamente made in Taiwan . Dal 2003 fino ad oggi, il costo di un singolo circuito integrato è passato da 6.40 a 3.80 dollari. La richiesta di chip da parte di compratori internazionali, hanno dichiarato gli studiosi dello IEK, è passata da 69 milioni di pezzi nel 2003 a 264 milioni per il 2006.

Ma dall’altra parte del mondo, in un laboratorio di ricerca israeliano, due esperti di sicurezza informatica lanciano l’ennesimo allarme: Bluetooth è sempre più insicuro . Come riportato dal New Scientist , Avishai Wool e Yaniv Shaked dell’Università di Tel Aviv avrebbero sviluppato “un attacco che permette di violare qualsiasi comunicazione tra periferiche Bluetooth”. Una tecnica di cracking che utilizza un problema già noto legato al processo di pairing tra dispositivi Bluetooth. Equipaggiati di un semplice Pentium III, i due ricercatori israeliani si dicono in grado di introdursi all’interno di qualsiasi comunicazione Bluetooth in poche frazioni di secondo: “non si tratta di una teoria, ma di pura pratica”. Wool e Shaked sveleranno tutti i dettagli della nuova falla in occasione del meeting internazionale MobiSys sulle tecnologie mobili, in programma a Seattle.

La progressiva implementazione di BlueTooth nella telefonia cellulare a tutte le latitudini, unita alla lenta standardizzazione del sistema, aumenta esponenzialmente i problemi legati all’uso di questa tecnologia. Tra i molti guai causati dai numerosi ed irrisolti problemi di BlueTooth, l’esperto di sicurezza Adam Laurie ha ricordato ai lettori di Punto Informatico che ci sono seri rischi per la privacy.

Tommaso Lombardi

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05 06 2005
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