Privacy Shield, eppur si muove

L'Europa scodella la bozza di un testo che riempirà il vuoto lasciato dall'invalidazione degli accordi Safe Harbor e pubblica gli impegni degli USA a rispettarlo. Con qualche eccezione per la sorveglianza di massa a fini di sicurezza nazionale

Roma – L’Europa si mostra fermamente intenzionata a non presentarsi a mani vuote alle scadenze fissate per la formalizzazione del cosiddetto EU-US Privacy Shield, l’accordo che si sta negoziando con gli Stati Uniti per colmare il vuoto lasciato dalla storica decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che dopo 15 anni ha invalidato i controversi accordi Safe Harbor in quanto incapaci di garantire adeguate tutele rispetto ai dati dei cittadini che vengano trattati Oltreoceano.

Privacy Shield

Coloro che si attendevano l’avvento di nuovo quadro normativo entro la scadenza della fine di gennaio fissata dai garanti europei si sono inevitabilmente rassegnati a un susseguirsi di annunci: prima quello di un’ intesa informale , ora quello delle rassicurazioni scritte attese dalle autorità di Oltreoceano e del raggiungimento di un accordo sui testi che costituiranno i tasselli del quadro di riferimento per il trasferimento dei dati da parte delle multinazionali che operano negli USA.

I principi cardine sono gli stessi enunciati all’inizio di febbraio. Le aziende che impiegheranno lo EU-US Privacy Shield per certificare la propria attività saranno sottoposte a una più attenta supervisione e saranno sanzionabili qualora si dimostrino non in linea con i requisiti. Le autorità statunitensi, aspetto più importante della decisione della Corte di Giustizia alla luce delle rivelazioni del Datagate, allo stesso modo si atterranno a regole più garantiste nei confronti dei cittadini in termini di accesso ai dati , limitato alle questioni di sicurezza nazionale, e in ogni caso non assimilabile a una “sorveglianza indiscriminata o di massa”: limitazioni chiare, meccanismi di tutele e un sistema di supervisione sulle loro attività per mezzo di un Ombudsperson indipendente dovrebbero assicurare che i dati vengano trattati nel rispetto delle normative in vigore nel contesto europeo. Il cittadino che dubiti della liceità del trattamento dei propri dati potrà rivolgersi alle aziende o ai garanti del proprio paese di riferimento, che si interfaccerà con lo U.S. Department of Commerce e la Federal Trade Commission per risolvere le controversie , che in caso non vadano a buon fine saranno gestire con un sistema di arbitrato. Per assicurare che il Privacy Shield non manchi di rispecchiare un quadro legislativo, tecnologico e di mercato in continua evoluzione, ogni anno verrà sottoposto ad analisi con la collaborazione di tutti gli stakeholder, analisi i cui risultati verranno resi pubblici.

Ad esprimersi a caldo sui nuovi annunci da parte dell’Europa è l’attivista Max Schrems, che con la propria azione legale intentata in Irlanda contro Facebook ha innescato lo sgretolamento degli accordi Safe Harbor: secondo Schrems i testi pubblicati non sono che un’operazione di marketing, incapaci ancora una volta di offrire ai cittadini le necessarie tutele. Il giovane attivista sottolinea come gli USA, attraverso l’Office of the Director of National Intelligence, si riservino ancora il diritto di rastrellare dati in maniera generalizzata e di impiegarli per “individuare e contrastare certe attività da parte di potenze straniere; a fini antiterrorismo; per il controllo sulle armi; a fini di cybersicurezza; per individuare e contrastare le minacce nei confronti degli USA o di eserciti alleati; per combattere minacce criminali transnazioniali, fra cui l’aggiramento delle sanzioni”.

Gli States mostrano dunque di non voler rinunciare a queste attività, a dispetto di quanto prescritto dalla Corte di Giustizia e a dispetto delle rassicurazioni offerte oggi dalla Commissione Europea: Schrems per questo motivo prefigura un nuovo intervento da parte della giustizia del Vecchio Continente.

In ogni caso, il processo di formulazione del Privacy Shield è ancora in corso: dovrà passare l’analisi dei rappresentanti degli stati membri e dei rappresentanti dei garanti privacy riuniti nell’Article 29 Working Party e si affiancherà ai procedimenti di approvazione del cosiddetto Umbrella Agreement, che che dovrebbero delineerà le regole sulla cooperazione e sul trasferimento dei dati personali tra le forze di polizia degli stati membri UE e degli USA.

Gaia Bottà

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Fic4112 scrive:
    chi se ne frega
    solo la massa segue questa app. I più intelligenti si affidano ad altro
  • Will Do scrive:
    Bispensiero
    Affermare nella stessa frase che togliere supporto a dei dispositivi dia "alle persone modi migliori per restare in contatto con amici, famiglia e persone care" è piuttosto bizzarro...A questo, aggiungiamo il fatto che hanno la tendenza a bannare gli utenti che si collegano con client non ufficiali.
    • Bhu scrive:
      Re: Bispensiero
      E perchè non dovrebbero? I client non ufficiali per la maggior parte servivano a non pagare, ora è gratis quindi magari gli interessa meno. E poi mina la sicurezza delle conversazioni, e nessuno vuole fare figuracce in quel campo.
      • Fic4112 scrive:
        Re: Bispensiero
        AAa... perchè non sei già minato ad usarlo? Dai su.. serietà. Stai parlando di una app di FB. Tra qualche anno saranno i governi a chiedere piaceri a loro per osservare che XXXXX stai facendo con il tuo telefono.
        • Il fuddaro scrive:
          Re: Bispensiero
          - Scritto da: Fic4112
          AAa... perchè non sei già minato ad usarlo? Dai
          su.. serietà. Stai parlando di una app di FB. Tra
          qualche anno saranno i governi a chiedere piaceri
          a loro per osservare che XXXXX stai facendo con
          il tuo
          telefono.E ancora presto per potersene accorgere. Fra qualche lustro, inizieranno ad accorgersene che hanno sempre pagato, solo che in futuro il prezzo sarà salato.ps. per i più tontoloni, non parlo di aumento dei prezzi, ma del reale costo della non-privacy, che allegramente hanno sfornato in piazza è in tutte le salse. Vero brave mogliettine tutte casa e fotocamera dello smartphone?
      • panda rossa scrive:
        Re: Bispensiero
        - Scritto da: Bhu
        E perchè non dovrebbero? I client non ufficiali
        per la maggior parte servivano a non pagare, ora
        è gratisPer una volta hanno trovato la corretta contromisura.Visto che la gente ha tutto il diritto a provare a non pagare, la corretta contromisura e' proprio rendere gratuito il servizio, cosi' la gente usa il client ufficiale.
        • Max scrive:
          Re: Bispensiero
          - Scritto da: panda rossa
          Per una volta hanno trovato la corretta
          contromisura.
          Visto che la gente ha tutto il diritto a provare
          a non pagare, la corretta contromisura e' proprio
          rendere gratuito il servizio, cosi' la gente usa
          il client
          ufficiale.Ma che significa "la gente ha tutto il diritto a provare a non pagare"? Ma che diritto è?Se la app è (era) a pagamento, se la vuoi usare, paghi e basta. Che per inciso si parlava di pochi cenresimi all'anno o una tantum, e trovare escamotage per evitare di pagare cifre del genere lo trovo veramente da pezzenti....
          • panda rossa scrive:
            Re: Bispensiero
            - Scritto da: Max
            - Scritto da: panda rossa

            Per una volta hanno trovato la corretta

            contromisura.

            Visto che la gente ha tutto il diritto a
            provare

            a non pagare, la corretta contromisura e'
            proprio

            rendere gratuito il servizio, cosi' la gente
            usa

            il client

            ufficiale.

            Ma che significa "la gente ha tutto il diritto a
            provare a non pagare"? Ma che diritto
            è?Tu li hai mai superati i limiti di velocita'?
            Se la app è (era) a pagamento, se la vuoi usare,
            paghi e basta.No. Pago, oppure mi ingegno per non pagare.
            Che per inciso si parlava di pochi
            cenresimi all'anno o una tantum, e trovare
            escamotage per evitare di pagare cifre del genere
            lo trovo veramente da
            pezzenti....Io trovo da pezzenti farsi pagare pochi centesimi, invece.
          • SalvatoreGX scrive:
            Re: Bispensiero
            - Scritto da: panda rossa
            Io trovo da pezzenti farsi pagare pochi
            centesimi,
            invece.E' molto più pezzente punto informatico che mi refresha la pagina mentre sto scrivendo , facendomi perdere il testo scritto, per poter guadagnare 1 cent di pubblicità.
          • il fuddaro scrive:
            Re: Bispensiero
            - Scritto da: Max
            - Scritto da: panda rossa

            Per una volta hanno trovato la corretta

            contromisura.

            Visto che la gente ha tutto il diritto a
            provare

            a non pagare, la corretta contromisura e'
            proprio

            rendere gratuito il servizio, cosi' la gente
            usa

            il client

            ufficiale.

            Ma che significa "la gente ha tutto il diritto a
            provare a non pagare"? Ma che diritto
            è?
            Se la app è (era) a pagamento, se la vuoi usare,
            paghi e basta. Che per inciso si parlava di pochi
            cenresimi all'anno o una tantum, e trovare
            escamotage per evitare di pagare cifre del genere
            lo trovo veramente da
            pezzenti....Iniziate ad usare Telegram, al più, e trattate tutto quello che riguarda il "Mondo" facebook, per quello che è veramente. @^
      • Mr. Do scrive:
        Re: Bispensiero
        Esistono client non ufficiali anche per poter usare il servizio su sistemi non supportati ufficialmente... Come quelli che da questo momento sono aumentati di numero.Stesso discorso che si faceva per il DeCSS.
    • Luca scrive:
      Re: Bispensiero
      Non posso parlare per i symbian, ma toglieranno il supporto ad android 2.2 che è accreditato dello 0.1% sul play store (dieci a uno la maggior parte di questi sono dispositivi usati per testing) e alla 2.1 (che sul play store manco vien considerata).Gingerbread dopo tutti questi anni ancora appesta il mondo android (superando tutt'ora ICS). Direi che è il caso di cominciare a far pulizia.Retrocompatibilità è un conto, sprecar soldi un altro.
Chiudi i commenti