Pro/ Bowie e il copyright (2)

di Paolo De Andreis. Bowie è uno che la rete la conosce da anni, ha messo su un provider e alcuni dei siti più interessanti nel suo mondo. La sua previsione ha un senso e non è affatto drammatica. Ecco perché


Roma – David Bowie vede entro dieci anni la fine del copyright. Parlando con il NYTimes del proprio ultimo disco, la popstar inglese ha fatto capire che per gli industriali della musica e gli artisti che su questi si appoggiano ci sono ancora dieci anni per grattar via i profitti nel modo in cui sono abituati. E invita quindi a darsi una mossa per non perdere questi ultimi “anni d’oro”.

Bowie è uno che ragiona in grande, dall’alto di una carriera quasi senza paragoni sul piano musicale e industriale. E’ un personaggio che con la sua musica ha saputo conquistare appassionati in tutto il mondo, che ha prodotto una infinità di altri artisti e che conosce la rete da molti anni. Ha fondato un provider di autopromozione, ha creato un sito che ha più volte fatto rumore per le originali soluzioni grafiche. Ha quindi una competenza musicale e internettiana del tutto unica.

Se Bowie afferma che tra dieci anni il copyright avrà concluso il proprio percorso dinanzi all’incedere di una internet che ne ha corroso le fondamenta, la sua opinione va quantomeno ascoltata con rispetto.

Il punto è che il “Duca bianco”, evidentemente esaltato dall’evoluzione di una rete che ha contribuito a diffondere, non fa che descrivere uno scenario che a molti sembra essere “nelle cose” non appena si dà un occhio a tutto quello che va dal file-sharing alle tecnologie di peering, dalla diffusione dell’open-source alle maldestre manovre delle multinazionali per ingabbiare contenuti sui quali vanno perdendo il controllo.

Siamo solo agli inizi, ma sono inizi che già sconvolgono lo status quo.

L’attuale copyright ha consentito alla parte più invadente e grassa dell’industria di trasformarsi in una imponente corazzata, opulenta e capace di generare musica per le masse a ritmo battente, di creare e disfare mode, di schiacciare iniziative di assoluto interesse, da Napster in poi, di indirizzare gusti ed opinioni, di manovrare aspettative e persino di tenere surrettiziamente in vita certa stampa di settore snobbata dagli appassionati, i “clienti”.

Di certo la musica non si esaurisce in un mondo di profitti drogati da sistemi distributivi che fino all’avvento di internet hanno potuto imporre scelte e comportamenti al pubblico. Ed è proprio per questo, perché già oggi esiste musica che sfugge all’industria del copyright, che non è del futuro della musica che ci si deve preoccupare, semmai della possibile fine di un sistema inquinato, sclerotizzato e incapace di cambiare. Si va verso qualcosa di nuovo che giustifica appieno quell’aggettivo, “exciting”, che Bowie ha utilizzato. Agli autori ora l’opportunità di reinventare il rapporto con il proprio pubblico al di fuori di mediazioni spesso comode e profittevoli ma ormai obsolete.

Una parte consistente della responsabilità per una fine del copyright che si annuncia traumatica non ce l’ha Bowie, che ha probabilmente capito tutto e prima, ma proprio quell’industria musicale che ancora non s’è accorta che internet è qui per consentirci di evolvere.

Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    indipendenti chi?
    La conseguenza sarebbe un mondo in cui l'arte diverrebbe una attività "hobbistica", marginale o, nell'ipotesi più ottimistica, affidata alla lungimiranza di mecenati (con una conseguente perdita totale dell'indipendenza dell'artista).perchè secondo TE adesso sono indipendenti? ma per favore....
  • Anonimo scrive:
    E Monteverdi, Bach, Mozart, come hanno fatto?
    La musica e' nata insieme all'umanita, e se vogliamo contare solo qli ultimi cinque secoli, sono stati prodotti una miriade di capolavori da gente come Monteverdi, Bach, Mozart, Beethoven, Haendel, Purcell, Brahms che nonostante l'assenza del diritto d'autore sono riusciti ad esprimere il loro genio e a condurre quasi sempre una vita dignitosa. E la musica che l'attuale diritto d'autore protegge e' non è certo paragonabile a quella citata. Con un diritto dd'autore molto piu' labile probabilmeente ci libereremmo di tanti prodotti musicali cinematografici ecc. di infimo livello: cosa solo vantaggiosa.Comunque credo che sia necessario da una parte una tutela forte del diritto d'autore nei confronti di chi lo viola in maniera industriale (i produttori clandestini di CD e musicassette), accompagnato dalla tollerenza (o meglio liberalizzazione)nei confronti degli utenti che si scambiano musica, video, libri. Ciò per i seguenti motivi.-Chi duplica industrialmente musica (o video) sono spesso organizzazioni criminali e come tale vanno combattute, cosa che non si puo' dire per chi presta un cd all'amico.-La maggior parte della muica copiata dal privato (ma anche del software) NON corrisponde a mancate vendite, nonostante quanto dicano RIIA a BSA. Lo studente di ingegneria che collezziona versioni di Autocad, Microstation, ProEngeneering, non le avrebbe MAI potute acquistare. Potendo usufruirne di copie piratate invece diverra' un utente REGISTRATO quando avviera' una attivita' professionale.Altra questione che andrebbe modificata e' quella delle utilizzazioni libere che dovrebbero essere ampliate. Ora produrre un CD multimediale o fotocopiare una pagina di una rivista e' una specie di supplizzio. Dovrebbe essere possibile utilizzare liberamente una certa quota significativa di opere di ingegno (musica, libro, video) senza vincoli di diritto d'autore, ma con l'obbligo di citare la fonte. Una percentuale fissa (p.e. il 15%) non danneggerebbe nessuno, ma farebbe solo pubblicita' all'originale.Se passa l'attuale concezione restrittiva del diritto d'autore dovremmo considerare illegali anche le biblioteche, perche' ogni libro dato in prestito corrisponde a una mancata vendita!Infine una (pazza??!!) previsione. Anche l'analogico ha ormai una qualità eccellente e nessun meccanismo di protezione può impedire di registrare con una coppia di microfoni su un buon registratore a cassette il CD protetto da due dozzine di sistemi anticopia.
    • Anonimo scrive:
      Re: E Monteverdi, Bach, Mozart, come hanno fatto?
      - Scritto da: Massimo Giordani
      La musica e' nata insieme all'umanitavero!
      sono stati prodotti una miriade di capolavori vero!
      che nonostante l'assenza del diritto d'autore sono riusciti ad esprimere il loro genio e a condurre quasi sempre una vita dignitosa. non sempre purtroppo, molti grandissimi artisti sono morti nella completa miseria, pur non avendo vissuto una vita di sprechi... semplicemente non hanno mai avuto quattrini... per questo ritengo che il copyright, se ben usato, e' una conquista sociale e non deve essere una "palla al piede" per lo sviluppo della cultura e dell'arte.
      E la musica che l'attuale diritto
      d'autore protegge e' non è certo
      paragonabile a quella citata. in alcuni casi assolutamente no, in altri ci si e' avvicinati... non e' che tutta la musica prodotta nel '900 sia da buttare, dai...
      Con un diritto d'autore molto piu' labile probabilmente ci libereremmo di tanti prodotti di infimo livelloprobabilmente si, ma non necessariamente.
      Comunque credo che sia necessario da una
      parte una tutela forte del diritto d'autore
      nei confronti di chi lo viola in maniera
      industriale d'accordo! spesso le associazioni tipo RIAA considerano (sbagliando) alla stessa stregua chi fa della duplicazione di materiale protetto da copyright una fonte di guadagno e chi invece copia un cd di un amico. Inoltre quando contestano i dati sui materiali scaricati e non venduti, non si tiene conto che spesso capita di scaricare gli stessi brani piu' volte e che a volte si scaricano dei brani, giusto perche' di si', ma che altrimenti non si comprerebbero comunque.La tolleranza e' ovvia contro i "pirati" domestici perche'a) metterli in galera vorrebbe dire mettere in galera milioni di persone solo in Europa e altrettanti milioni in America.b) qualsiasi sistema di protezione e' prima o poi aggirabile, e piu' e' complesso piu' si alzano i costi di produzione del materiale. Se lo stesso "investimento" venisse tramutato in sconti sul materiale originale ne verrebbero vendute piu' copie.c) in alcuni casi, e Microsoft docet, avere schiere di "pirati" abituati ad usare il proprio software fanno comodo quando sono "costretti" ad aprire licenze.
    • Anonimo scrive:
      Re: E Monteverdi, Bach, Mozart, come han
      Hai ragione! Infatti la mancanza di diritto d'autore attuerà una selezione naturale dei talenti. Infatti i grandi della musica da te citati non hanno conosciuto crisi creative e per loro comporre era un esigenza spirituale prima che economica. Gli inetti, come tanti artisti famosi resi tali dallo show business, avranno difficoltà a creare musica in modo facile come invece il talento permette di fare a chi ce l'ha, e pertanto, prima che riescano a produrre un brano decente passerà molto tempo e nel frattempo per sopravvivere avranno dovuto cercarsi un altro lavoro.P.S. Per correttezza dìinformazione alcuni dei grandi da te citati, comunque pubblicavano le partiture e gli editori gli corrispondevano i compensi. Certamente non erano compensi miliardari come quelle delle Pop Stars di oggi.
  • Anonimo scrive:
    Mi fai schifo
    Premessa antiquerela: tutte quelle che seguono sono soltanto mie opinioni personali. Nel caso che vi sentiste offesi da esse, potete ignorare il messaggio oppure suggermi diverse parti anatomiche.Questo articolo, come pure il suo autore, mi fanno pena e disgusto. Qui non si mette affatto in dubbio il sacrosanto diritto d'autore; cio` su cui si sta dibattendo e` invece il pizzo che associazioni per delinquere come la RIAA e la SIAE ci fanno pagare su opere d'intelletto non loro, che vengono in parte ridistribuiti ai soliti noti e in parte restano a loro (perche` gia`, anche i vermi che lavorano per la SIAE devono mangiare, di certo non possono andare a fare un lavoro vero).Sono soprattutto i PICCOLI autori (quelli sui quali la SIAE se la mena tanto) che trarranno enormi vantaggi quando tutti questi usurai dell'ingegno altrui se ne andranno affanculo, e quando il fenomeno della distribuzione diretta (che gia` ora fa capolino per alcuni big) dilaghera`. I piccoli autori non ricavano NULLA dalla SIAE, per loro e` unicamente un ostacolo e un fastidio.Preferisco dare dieci euro direttamente all'autore piuttosto che cinque euro all'autore e quindici euro a tutti gli sciacalli di contorno. Mi sembra cosi` ovvio. Gli unici che non possono essere d'accordo sono ovviamente gli sciacalli stessi e gli idioti; fate una bella cosa, ignorateli. Oppure ignorate me e continuate pure a comprare il vostro feticistico "supporto originale" credendo cosi` di aiutare gli autori.
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi fai schifo
      non occorreva che ti esponessi tanto con termini che alcuni potrebbero ritenere offensivi, dato che la maggior parte di persone nel forum erano d'accordo con le tue idee.anch'io sono d'accordo che SIAE, RIAA e compagnia bella speculino indebitamente sulle opere altrui. Una delle poche cose che alla SIAE dovrebbero fare (cioe' almeno controllare l'autenticita' dei brani) non la fanno (e un piccolo esempio e' Sanremo).anch'io sono d'accordo sul fatto che le major e le altre etichette pensino ad arricchire smodatamente chi ha gia' fama e denaro e non pensino ai piccoli artisti, per i quali, in effetti, le spese da onorare alla SIAE & compagnia bella diventano piu' un ostacolo che altro.anch'io sono d'accordo che una distribuzione piu' diretta limiterebbe drammaticamente i costi delle opere e favorirebbe una maggiore "meritocrazia" in campo musicale.
      Preferisco dare dieci euro direttamente
      all'autore piuttosto che cinque euro
      all'autore e quindici euro a tutti gli
      sciacalli di contorno. Mi sembra cosi`
      ovvio. lo e', e tutti quelli che amano la musica lo pensano!L'unica cosa e' che io spero che il copyright, inteso come riconoscimento attraverso ricompensa di una proprieta' intellettuale non decada. Cioe' che un domani tutta la musica sia scaricabile gratuitamente (legalmente). Il modello piu' blando di copyright che mi posso immaginare e' una sorta di "shareware" o "donationware" musicale. E' come con il calcio: e' giusto che ci sia il professionismo, e' giusto che i calciatori si dedichino interamente alla loro disciplina e che siano pagati, ma non e' giusto che abbiano degli stipendi faraonici... ci sono molti punti in comune con il mercato musicale gestito dalle majors... non ultimo quello che entrambi questi sistemi stanno collassando proprio perche' indebitamente "gonfiati" ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi fai schifo
      GREAT!...vorrei un sito che raccolga le coordinate bancarie degli artisti!
  • Anonimo scrive:
    Perfetto accordo
    "...presagendo per gli artisti come unica fonte futura di reddito la realizzazione di tour."...avevo scritto la stessa identica cosa un anno fa nel forum di mp3Italia :-))))))
  • Anonimo scrive:
    Magari mi conquisto la X rossa...
    ... ma quante cazzate! Pensa la tragedia se una come Mariah Carey non guadagnasse almeno 50 milioni di dollari per un album! Il senso dell'arte è proprio di essere puro strumento di immensi guadagni, vero? Ripeto: quante cazzate. Se c'è un campo in cui il copyright è davvero (ancora più) indifendibile, è la musica. Signor Dirittodautore.it, provi a sostituire il concetto di "hobby" con quello di "passione". Sapete tutti quanto costa una chitarra o una tastiera, vero? Sì, come un bel telefonino.Spero che il copyright affondi, e con lui le majors.
  • Anonimo scrive:
    Questa frase mi ha impressionato...
    La scomparsa di un sistema basato sulla proprietà intellettuale fa presagire una rapida scomparsa degli autori ai quali sarebbe sottratta una fondamentale fonte di reddito....credo che guadagnare meno (molto meno) rispetto ad ora non cambi molto la situazione.Chi ha qualcosa da dire realmente, i veri musicisti potranno fare un lavoro che a loro piace, soddisfare il bisogno di esprimersi che sta alla base della vocazione degli artisti, e guadagnare comunque molto di più rispetto, ad esempio, a Rubbia, premio nobel per la Fisica.in questo modo, forse, potremmo liberarci di tutti quei parassiti come i take that o i Backstreet Boys che campano più sulle capacità dio managing dei loro impresari che sulle loro *discutibili* abilità musicali.just in my opinion...
  • Anonimo scrive:
    Copyright e arte..
    Il copyright non serve a proteggere solo le forme d'arte; Esistono altri campi in cui, a mio parere, e' assolutamente irrinunciabile una protezione come quella del copyright. Software, vocabolari, enciclopedie, manuali, giornali..
  • Anonimo scrive:
    Differenza tra POTERE e DOVERE
    Il diritto d'autore è un diritto che si PUO' esercitare, non necessariamente si DEVE. Quindi se uno non è d'accordo fa a meno di vendere i propri diritti alla casa discografica e regala il tutto... e nessuno si lamenterà... Tutta questa storia dei poveri menestrelli sfruttati (ma chi BOWIE???!!!) fa semplicemente ridere.
  • Anonimo scrive:
    Ingenua difesa di una nave che affonda (speriamo)
    questo attacco alle giuste e speriamo giuste previsioni di Bowie con argomentazioni comiche (vedi quella del mecenate che toglie la libertà all'artista .... da rotolarsi dal ridere) e del tutto "fragili" non è altro che una disperata difesa di un "diritto d'autore" che tutela solo le multinazionali del disco impedendo agli artisti di produrre ciò che desiderano e imponendo al pubblico una melassa unica e indistinguibile di canzoni tutte uguali.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ingenua difesa di una nave che affonda (speriamo)
      l'idea di questa nave, che ora sta affondando, all'inizio era giusta, solo che poi e' stata usata malissimo.Il punto e' che se questa nave affondera', ci sara' bisogno di una nave simile, ma gestita meglio.nessuno vuole ingenuamente salvare una nave che e' stata gestita in questo modo, non preoccuparti!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ingenua difesa di una nave che affonda (speriamo)
      Porca paletta!!!Scusatemi ma quando leggo certe bestialità non riesco propio a trattenermi...Ma chi, dico CHI, ti ha detto che si impedisce agli artisti di produrre ciò che desiderano????Sono liberissimi, loro come tutti quelli che artisti ancora non sono ma lo diverranno o proveranno a divenirlo!Nessuno ha mai puntato una pistola alla testa di un cantante per costringerlo a firmare un contratto miliardario dove chi rischia il flop è solo la casa discografica (l'artista si paga in anticipo comunque, se poi vende lo si paga di più).E le proposte al pubblico non possono essere altro che quello che vende... perchè ci puoi provare una volta, due o tre ma alla fine se i soldini che escono non tornano devi per forza cambiare cavallo.Ma a te, che anche quanto a gusti musicali mi sembri un bel po' snob, certo questo non interessa.E allora dimmi un po' che musica ascolti e vedrai che il 50% almeno della tua musica è di grandi etichette... delle quali ci si ricorda solo quando si critica.Comunque ricordati che il diritto d'autore è un diritto che si PUO' esercitare, non necessariamente si DEVE. Quindi se uno non è d'accordo fa a meno di vendere i propri diritti alla casa discografica e regala il tutto... e nessuno si lamenterà... - Scritto da: Tinto
      questo attacco alle giuste e speriamo giuste
      previsioni di Bowie con argomentazioni
      comiche (vedi quella del mecenate che toglie
      la libertà all'artista .... da rotolarsi dal
      ridere) e del tutto "fragili" non è altro
      che una disperata difesa di un "diritto
      d'autore" che tutela solo le multinazionali
      del disco impedendo agli artisti di produrre
      ciò che desiderano e imponendo al pubblico
      una melassa unica e indistinguibile di
      canzoni tutte uguali.
  • Anonimo scrive:
    facciamo un po' il punto...
    l'arte e' sempre esistita e non morira' senza il copyright...penso anche che TUTTI siano felici se le "popstar" non andranno via in limousine...penso anche che alla SIAE sia tutto un magna magna. porto un esempio: c'e' una famosa band italiana che era composta da due personaggi, ha avuto molto successo, poi uno dei due ha lasciato e ora la band continua ad avere discreto successo... un musicista di mia conoscenza che lavora per una casa italiana mi ha detto che il personaggio che ha lasciato questa band continua a prendere dalla SIAE piu' di un miliardo all'anno solo per i diritti dei dischi vecchi (in cui per altro lui faceva poco o niente) piu' il resto che raccatta in giro :) mica male eh...bene, io sono contrario a tutto cio', il copyright puo' anche finire, ma deve esserci una forma di riconoscimento (anche economico) di chi produce arte o quant'altro. Tutti possono iniziare a suonare per hobby in garage, ma se pensate che gruppi tipo U2, Pink Floyd, Beatles, Dream Theater o qualsiasi altra band di una certa caratura sarebbero potuti diventare cio' che sono SENZA qualcosa simile al copyright, vi sbagliate di grosso!!!Se pensate che la musica del futuro sara' solo da prelevare gratis su qualche clone di napster, beh, presto ci ritroveremo con gruppi talmente scarsi di tecnica e idee da far paura. Anche ora mancano NUOVI artisti di rilievo, ma e' colpa delle major che non hanno promosso dei nuovi talenti. QUI puo' venire in aiuto il file-sharing, per fare conoscere gente nuova attraverso un canale cosi' immediato...cosi com'e' siamo d'accordo che non ci piace, ma di qualcosa simile al copyright c'e' bisogno se vogliamo una certa qualita' nel futuro.Faccio un esempio: se le auto inquinano, non e' che sono sbagliate le auto e che bisogna abolirle, e' sbagliata la propulsione... meditate gente!
    • Anonimo scrive:
      Re: facciamo un po' il punto...
      la tecnica non sono i soldi a farla ....
      • Anonimo scrive:
        Re: facciamo un po' il punto...
        pero' per esempio Yngwie Malmsteen suona la chitarra anche 8 ore al giorno per essere bravo com'e', piu' diversi mesi all'anno va in tournee... idem immagino lo facciano altri mostri della musica... Mi e' bastato assistere all'esibizione dei G3 (Satriani + Steve Vai grandi chitarristi, non c'entra col G8!!!) per capire che la confidenza che hanno certe persone con lo strumento che suonano puo' essere sviluppata SOLO con una dedizione totale.ERGO i soldi non fanno la tecnica, ma permettono all'artista di vivere SOLO SUONANDO, studiando la musica e cercando nuove idee e nuove sonorita', e quindi aumentando anche la tecnica.Ve lo vedreste un musicista suonare 5 ore dopo che ha lavorato per 8 in fabbrica, oppure finito il turno prende l'aereo, vola per 4 ore, fa un concerto e poi alle 7 di mattina ritorna per il turno in fabbrica!!! Certo che se voi come modelli di musicisti avete in mente le meteore latino americane, i dj delle discoteche o qualche gruppetto punk scassone che suona per i locali, per forza che il copyright vi sembra una bestemmia!!! sarei d'accordo anch'io!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: facciamo un po' il punto...
          credo che guadagnare, che so duecento o trecento milioni all'anno invece di miliardi possa consentire di sopravvivere bene lo stesso senza dover andare a lavorare in fabbrica.
  • Anonimo scrive:
    Ma perche' l'arte deve essere lavoro full time?
    Forse proprio abbattendo il diritto d'autore potranno essere artisti solo chi sente di voler creare qualcosa, non chi viene lanciato da case discografiche, case editrici etc.Forse solo eliminando il diritto d'autore avremo solo autori bravi e che campano della propria arte.Onestamente spero in un futuro dove il diritto d'autore esista ma sia riconoscibile solo all'autore e non alle varie sanguisughe che gli girano attorno (appunto: case editrici, case discografiche, etc): un bene per l'autore, un bene per chi "compra" la sua arte per goderne.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma perche' l'arte deve essere lavoro full time?
      forse tu non sai quanto ci si mette a fare un disco di qualita'... solo di sala di registrazione puo' andare via piu' di un mese come ridere... se suoni per hobby e hai un altro lavoro, dimmi se e' possibile che l'"hobby" ti porti via un mese di lavoro...guarda che io non sto parlando dell'ultima sculettatrice latino-americana per quest'estate o dei gruppi pseudo-punk-rock-commerciali che per loro stessa ammissione scrivono e registrano un disco in due giorni, con un singolo orecchiabile, e cento canzoni tutte uguali che durano mezzo minuto...sto parlando di gente seria, compositori moderni... questi NON possono suonare per hobby, METTETEVELO IN TESTA!!!
  • Anonimo scrive:
    veramente eccitante!
    non vedo l'ora.... (magari fosse vero)che questi cazzo di palloni gonfiati che vivonodi aria fritta (copyright e diritto d'autore) si sgonfino e inizino a guadagnare il pane per le loro azioni
  • Anonimo scrive:
    interessante: un rischio.
    gli esecutori rischiano di venir pagati meglio, più spesso e di più di chi ha ideato ciò che eseguono in continuazione.questo non è buono.ci penserò.credevo che avrei gettato fuoco sopra queste affermazioni ... e invece mi vedo costretto a ripensarci.
  • Anonimo scrive:
    Facciamo presente che:
    -Gli artisti dalle vendite degli album guadagnano veramente poco, a volte sono addirittura stipendiati dall'etichetta.Il grosso dei soldi va ad ingrassare i soliti manager/dirigenti/avvocati delle etichette, patologicamente avidi e viscidi.-I diritti vengono pagati anche ogni volta che una canzone viene suonata da altri (il famoso elenco siae), sia dal vivo, che da un Dj, o a una festa pubblica, inserita in uno spot, in un film, etc... quindi le fonti di guadagno non mancano.-Le radio pagano la siae una tantum l'anno, e questi soldi vengono ridistribuiti agli artisti in base ai dischi venduti... con questo sistema c'è gente che campa dignitosamente con 2 singoli pubblicati negli anni 80.-Ma dove ca@@o sta scritto che gli artisti devono girare in limousine, esser ricchi, avere ville, etc..... DOVE CAZZO STA SCRITTO????Il copyright non è morto, ma lo sarà presto se non si adeguano ai tempi.... avvocati e sbirri manderanno in galera qualche sfortunato, ma il fenomeno non morirà... a meno di arrivare all'inquisizione!!!
  • Anonimo scrive:
    guardate la storia
    non mi sembra che in nessun periodo della storia dell'uomo, nemmeneo quando la cultura era "free", sia mai venuta a mancare la letteratura o la musica. quanti bravi musicisti ci sono al mondo e quanti di loro diventano miliardari? vorrà dire che faremo a meno di madonna e delle spice girls....
  • Anonimo scrive:
    SIAE - MAgna Magna
    Onestamente non mi preoccupa la fine del copyright, in un mondo dove questi favolosi Autori non sono altro che panciuti signori che scrivono sigle per programmi televisivi e campano di rendita per chissa' quanti anni.Non mi fanno pena i signori della SIAE che non si sa quanti soldi sottraggono dal giro per arricchire le tasche dei soliti signori.Non mi piace questo sistema, e piuttosto preferisco che non ci sia.La musica non morira', non morira' l'arte, semplicemente i cantanti non avranno piu' le ville o le belle macchine o i castelli, andranno in giro con la Punto vivranno in Ville normali e la piscina sara' solo un po' piu' piccola.Non facciamo sempre i finti tonti: possibile che nessuno si sia accorto che si suona da chissa' quanti mila anni e il talento con i soldi non c'ha mai azzeccato molto.Per strada, nelle metropolitane, ci sono certi fenomeni che non guadagnano una lira di diritti, eppure sono bravi, e allora perche' nessuno si preoccupa anche per loro?No loro non sono nel giro della borghesia musicale, dove nonsi protegge la musica, l'arte, si protegge un Elite di Panciuti signori che guadagnano solo per aver fatto la sigletta di una trasmissione televisiva...e giu' Magna MagnaOperaio due figli a carico che giustamente vogliono ascoltare tutti i dischi di Britney, e Shakira, etc. etc....la scelta e' 25 euro al negozio (dove l'artista guadagna 1 euro o poco piu') o per strada a 5 euro.Io mi oppongo e scarico il mio bell'mp3, faccio un cd a mio figlio e spendo 1 Euro. Poi se il CD merita magari me lo compro con i saldi, o via catalogo.......ma non do soldi ne' agli sporchi detetori del Potere, ne' alla Mafia per strada che con la musica e l'arte non c'entra nienteE se il cantante mi da le sue coordinate bancarie giuro che il bonifico da 1 Euro glielo faccio volentieri, bypassando tutta la spazzatura arroccata dietro la parola Arte ma, lasciatemi passare il francesismo, e' solo Shit!!!Non prendeteci piu' in giro per favore
    • Anonimo scrive:
      e vaiii
      leggendo il tuo commento mi sono commosso da tanta schiettezza.grazie per aver detto delle cose sensate che concordo pienamente.se vieni a sapere le coordinate bancarie fammele sapereciao
  • Anonimo scrive:
    Per la fine del copyright
    Precursori sono quelli che dicono cose che i più non vogliono sentire e non possono vedere. Il copyright è morto e sepolto. Si apriranno nuovi mondi e nuovi mercati in cui gli autori verranno rispettati e a loro verrà dato il giusto per la propria creazione. Limitare la possibilità di inventare nuovi mondi mascherandosi dietro regole vecchie è inutile. Tanto basta solo aspettare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per la fine del copyright
      - Scritto da: Divinus Dominus
      Precursori sono quelli che dicono cose che i
      più non vogliono sentire e non possono
      vedere. Il copyright è morto e sepolto. Si
      apriranno nuovi mondi e nuovi mercati in cui
      gli autori verranno rispettati e a loro
      verrà dato il giusto per la propria
      creazione. Limitare la possibilità di
      inventare nuovi mondi mascherandosi dietro
      regole vecchie è inutile. Tanto basta solo
      aspettare.L'evoluzione é inevitabile ed inarrestabile....Basta guardare la storia e non riusciremmo neanche a contare gli episodi in cui la "naturale" evoluzione ha "cilindrato" chi ha cercato di arrestarla!!!!!Saluti.
  • Anonimo scrive:
    il copyright SERVE per il futuro
    il copyright e' si' diverso dalla proprieta' intellettuale, ma dovrebbe servire per tutelarla.Io mi auguro che il mercato venga finalmente incontro ai consumatori anziche' aggredirli e spennarli, in modo da poter riconsiderare il copyright stesso per quello che e': il contributo economico per il sostentamento di chi produce un'opera. In questi anni purtroppo le etichette sono servite piu' per arricchire sempre piu' i "divi" che non per lanciare nuovi talenti. Il copyright infatti dovrebbe servire per dare lavoro a chi intende intraprendere qualche arte a tempo pieno. E' molto strano come diverse persone di sinistra (che si ritiene indebitamente la culla della cultura) pur di fare le spilorce non si rendano conto che l'arte per molte persone non puo' essere un hobby... chi eredita una fortuna e si mette a scrivere poesie o dipingere quadri puo' campare (a parte che anche tele e colori costano eccome!), ma chi per esempio suona e deve comprarsi strumentazioni che costano un occhio della testa purtroppo dei soldi ha bisogno come del pane. P.es. per registrare un disco serve moooolto tempo, una strumentazione di ottimo livello e una sala prove il cui affitto costa carissimo, ragion per cui se non si ha un minimo contratto con una casa discografica, o non si vendono semplici "demo" o biglietti dei concerti non si fa niente. E se non hai un disco all'attivo nessuno ti vuole... un bel circolo vizioso... questo parlando di artisti seri... non e' da commentare il fatto che negli ultimi anni le major della musica abbiano preferito lanciarsi su fenomeni da baraccone tettemunite o su scabrose boyband...Nell'altro articolo il signor Andreis esalta Bowie come una persona intelligentissima e degna del massimo rispetto; beh, onestamente date le sue stesse dichiarazioni non faccio le stesse deduzioni... se fosse intelligente cercherebbe di proporre soluzioni che permettano di "mantenere in vita" gli artisti del futuro (ho scritto "mantenere in vita", non rolls-royce e villa con piscina). E se almeno avesse buon gusto starebbe zitto visto che lui ha fatto i triliardi con questo sistema dei copyright. Se le major avessero cambiato direzione coltivando il vivaio anziche' rimpinguendo le casse dei (molto) presunti campioni ora Bowie non terrebbe la cresta cosi' alta.
    • Anonimo scrive:
      Re: il copyright SERVE per il futuro
      Bravo, condivido pienamente. Probabilmente chi scrive contro il copyright non conosce nulla dei meccanismi lavorativi per fare un disco.Per un prodotto decente servono decine di milioni, chi me li da', la banca? ah ah :-(
      • Anonimo scrive:
        Re: il copyright SERVE per il futuro
        - Scritto da: simapero
        Bravo, condivido pienamente. Probabilmente
        chi scrive contro il copyright non conosce
        nulla dei meccanismi lavorativi per fare un
        disco.
        Per un prodotto decente servono decine di
        milioni, chi me li da', la banca? ah ah :-(io voglio aprire una societa'e fare soldi...ma non ho una lira...(anzi un euro)i soldi chi me li da', la banca ?certo...e se non me li da'...mi metto a lavorare...risparmio e quando ho i soldi faccio quello che volevo fare...rischiando di mio...perche' non vai in giro a fare concerti o a lavorare nei locali...metti da parte i soldi e quando ne hai abbastanza ti fai il cd ?se non ricordo male una volta si faceva la gavetta...oggi i personaggi si creano...e questo deve finire....prendi i deejay...non e'che nascono cosi'...molti partono dalle feste di compleanno...e crescono...passano alle discoteche...alle radio...e cosi'via...fino a fare qualche cd...e non e'che diventano tutti famosi...si perdono anche x strada...forse perche'alla fine non erano cosi'bravi o per tanti altri motivi.Per non parlare di tutti quelli che non hanno alle spalle una casa che sponsorizza...come fanno a vivere ? forse lavorano...e la sera suonano o cantano nei locali nelle manifestazioni, e si fanno i cd da soli...e se li vendono anche da soli ?cosa sono questi artisti di serie B ?e poi non e'neanche detto che ci sia bisogno di fare il cd...metti su un sito le tue canzoni e le vendi 1euro a canzone....saranno gli utenti a farsi il cd...se magari gli metti anche la copertina...si stampano anche quella...se invece vuoi proprio farti un cd evita di mettere 2 o 3 canzoni belle e le altre tanto per riempire....personalmente credo che la pacchia sia finita...non compro un cd da non so'quanto...e anche se ne comprassi uno probabilmente non riuscirei ad ascoltarlo a casa anche se ho 5 lettori cd...tra pc,psx,psx2,dvd...che lo compro a fare ?orami ascolto la radio in macchina mentre vado al lavoro....i miei soldi ve li potete scordare se le case discografiche non cambiano "musica"...
      • Anonimo scrive:
        Re: il copyright SERVE per il futuro
        - Scritto da: simapero
        Bravo, condivido pienamente. Probabilmente
        chi scrive contro il copyright non conosce
        nulla dei meccanismi lavorativi per fare un
        disco.
        Per un prodotto decente servono decine di
        milioni, chi me li da', la banca? ah ah :-(Ecco, si, a mio avviso hai centrato il problema.Un *prodotto* non e' un'opera d'arte, di solito...
  • Anonimo scrive:
    E gli altri ... s'attakkano ...
    Si : gente come l'abbiamo vista in questo decennio, che vien su solo per far soldi con musica spazzatura, non merita di sopravviere nel mondo della musica. Campi incolti ce ne sono tanti, buon lavoro.Chi ha le palle ne uscirà vivo, vedrete !
    • Anonimo scrive:
      Re: E gli altri ... s'attakkano ...
      Piwi scrisse:
      Si : gente come l'abbiamo vista in questo
      decennio, che vien su solo per far soldi con
      musica spazzatura, non merita di sopravviere
      nel mondo della musica. Campi incolti ce ne sono
      tanti, buon lavoro.
      Chi ha le palle ne uscirà vivo, vedrete !Ma non capisci che la musica è solo un esempio?Se si estingue il copyright, come faranno gli scrittori? pensi che qualcuno scriva per la gloria???
      • Anonimo scrive:
        Re: E gli altri ... s'attakkano ...

        Se si estingue il copyright, come faranno
        gli scrittori? pensi che qualcuno scriva per
        la gloria???Una volta c'era chi lo faceva ed il risultato era tutt'altro che disprezzabile.E l'autore non finiva per chiudersi in una torre dorata.
        • Anonimo scrive:
          Re: E gli altri ... s'attakkano ...
          - Scritto da: John Doe

          Se si estingue il copyright, come faranno

          gli scrittori? pensi che qualcuno scriva
          per

          la gloria???

          Una volta c'era chi lo faceva ed il
          risultato era tutt'altro che disprezzabile.
          E l'autore non finiva per chiudersi in una
          torre dorata.Shakespeare, Ben Jonson, Marlowe e gli autori elisabettiani scrivevano dei copioni che potevano essere manipolati e ristrutturati dall'intera compagnia. Solo Ben Jonson si preoccupo' di dare alle stampe una raccolta delle sue opere da lui curati. Molti dei testi che noi consideriamo sacri hanno una origine assai problematica. Comunque l'assenza del diritto d'autore non ha impedito la nascita di Omero, Virgilio, Goethe, Dante.
      • Anonimo scrive:
        Re: E gli altri ... s'attakkano ...
        - Scritto da: Hamlet
        Piwi scrisse:

        Si : gente come l'abbiamo vista in questo

        decennio, che vien su solo per far soldi
        con
        musica spazzatura, non merita di
        sopravviere
        nel mondo della musica. Campi
        incolti ce ne sono
        tanti, buon lavoro.

        Chi ha le palle ne uscirà vivo, vedrete !

        Ma non capisci che la musica è solo un
        esempio?
        Se si estingue il copyright, come faranno
        gli scrittori? pensi che qualcuno scriva per
        la gloria???Una volta non si scriveva forse per la gloria?E poi, se l'arte è espressione di idee, a che livello artistico si può arrivare se uno scrive e crea per i soldi?
      • Anonimo scrive:
        Re: E gli altri ... s'attakkano ...

        Se si estingue il copyright, come faranno
        gli scrittori? pensi che qualcuno scriva per
        la gloria???....ci risiamo!te "arte" proprio non sai cosa è!non la prendere come un attacco personale!ma da quello che dici credo di capire che non sai cosa sia pordurre un'opera d'arte ed eessere artista....non c'è un fine (come il guadagno ad esempio) che muove un'artista a _CREARE_!se c'è.... semplicemente non è arte, e probabilmente è spazzatura, quindi.... tanto meglio coltivare i campi!la maggiorparte di sedicenti artisti, prova a sfruttare il sistema attuale per alzare soldi senza troppa fatica.....per la gloria?certo!ovvero: per qualcosa che non è neanche spiegabile a parole perche non è alla portata della mente razionale, e le _mie_ sono mosse principalemte dalla mente razionale ....altrimenti sarei uno scrittore! no?poi ha messo in mezzo gli scrittori....ti sei fregato dasolo, perché se creare musica implica il possesso a almeno l'uso di macchine costose.... scivere un libro....che anzi: neanche libro sarebbe....tutti possono scrivere un romanzo e metterlo sotto gli occhi di tutto il mondo....chi comincia?tu no?non farlo!non sei obbilgato!ma se vuoi scrivere scrivi (e chiaro che nn ci mangi.... ma insomma! la volgliamo far finita! di arte non si vive.... e quindi: lavorare! e creare!)questo legame si sta rompendo.... esono convinto che sarà un bel distillato!
  • Anonimo scrive:
    copyright != proprieta' intellettuale
    dimostrazione di cio' e' il copyleft della gpl ad esempio, che riconosce la proprieta' intellettuale ma non limita la possibilita' di copia. Non e' un discorso filosofico ma prettamente pratico, che lo si ritenga giusto o sbagliato sta di fatto che con l'avvento dei supporti digitali il diritto d'autore (che poi all'atto pratico e' il diritto di editore) non ha piu' senso;esso e' nato piu' o meno con l'invenzione della stampa dato che prima i libri si scrivevano a mano e quindi essendo tutti sullo stesso piano in quanto a possibilita' di produrre i suddetti libri non aveva senso parlare di copyright;poi con l'avvento della stampa chi poteva permettersi le macchine del caso si trovava a poter produrre libri su scala enormemente maggiore della maggior parte delle persone e quindi e' nato il copyright. Be' ora le cose sono tornate nella stessa situazione in cui erano antecedentemente alla stampa, vi piace? non vi piace? E' comunque cosi' e nessuno ci puo' far nulla, il copyright e' moribondo e Bowie ha solo preso atto di questa lapalissiana verita', ne stanno solo ritardando la morte.
    • Anonimo scrive:
      lucida analisi di z2
      ...ne stanno ritardando la morte?gli brucia!....hai proprio ragione... tant'è che non so cosa aggiungere! ;-)ah!ecco:al copy left e all'opensorce avevo pensato anche io quando ho letto: "...per gli artisti come unica fonte futura di reddito la realizzazione di tour."essendo una fonte di guadagno per un programmatore opensource fornire assistenza e organizzare corsi sul suo stesso programa...è inevitabile che un artista bravo farà molte date in giro per il mondo e la gente (avendo risparmiato soldi sui CD) li possa spendere andando ad un suo concerto che è pur sempre un'esperienza unica, per cui può valere spendere 30 o 40 euro...siamo di fronte, in effetti, a qualcosa di molto più grosso di quanto si pensa, proprio dell'entità dell'invenzione della stampa....non come al solito siamo stupidi!secoli fa la musica se la poteva permettere solo poteva avere un'orchestra in casa o andare ad un concerto....poi i vari supporti di registrazione hanno mercificato l'arte....ma perché la musica è quello che si sente attraverso un apprato di riproduzione? ne è solo un'imitazione.... ma ci siamo abituati a sentire i gracchianti grammofoni, eccitati da questa bellissima novità, che i lungimiranti discografici in fascie ci pubblicizzavano come grande invenzione.....poi è arrivata l'alta-fedeltà e il digitale...molto + fedele all'originale, ma pur sempre una copia (certo con gli strumenti elettrici ed elettronici non ha poi così troppo senso distinguere originale da riproduzione, visto che entrambi i suoni alla fine sono prodotti da na membrana che, immersa in un campo elettromagnetico modulato dalla musica, vibra e produce quello che il nostro cervello "crede" essere musica....ora il digitale, la copressione il mondo cablato e il file sharing sta ponendo questa nuova grave questione....miei cari discografci:sieti proprio stupidi!si poteva immaginare 20 o30 anni fa!ma voi: bravi! quanto costa un CD?adesso beccatevi le conseguenze!piangete!avete voluto ingrassare....cominciate ad imparare ad usare zappa e vanga che presto la musica ce la facciamo da soli!il mondo cambia....tutto fluisce miei cari e come siete passati qui.... ve ne andate pure!bye byeeeee!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: lucida analisi di z2
        aggiungerei che le cause che portano a questo tipo di rivoluzioni in genere forniscono anche gli strumenti per instaurare il nuovo modello , nella fattispecie venendo meno la vendita del grezzo prodotto si puntera' sulla vendita del servizio, vedi concerti come giustamente hai sottolineato. Facendo un esempio parallelo esistono libri sotto gpl come "appunti di informatica libera" quindi liberamente scaricabili dalla rete ma esistono anche progetti come gnutemberg che si prefigge di catalogare le tipografie/copisterie che stampano e VENDONO tale opera insieme ad altre; questo perche' non viene venduta l'opera di per se' ma il servizio di stampa e rilegatura; stessa cosa si potrebbe ipotizzare per la musica: l'autore del caso mette su un suo sito da dove e' sia possibile scaricare gli mp3 che ordinare online il CD a pochissimi euro + spese di spedizione, l'acquirente sarebbe invogliato a comprare il CD per diversi motivi tra cui la superiore qualita' rispetto agli mp3, il fatto di ritrovarsi il CD bello e pronto senza doversi mettere a masterizzare e a scaricarsi tutto dalla rete, e infine il bassissimo costo dovuto al fatto che chi vende ha pochissime spese con un tale modello di distribuzione. Sulla base di quanto sopra si puo' ipotizzare che nascerebbero portali specializzati nel catalogare i siti degli artisti in questione, magari con recensioni e quant'altro, questo taglierebbe fuori tutta la macchina publicitaria e di marketing che ora contribuisce ad elevare in modo spropositato i prezzi dei CD.Se ve lo steste chiedendo....no non ho fumato nulla e' solo la mia personale visione della faccenda :o)
        • Anonimo scrive:
          Re: lucida analisi di z2 + againstIP
          [cut]
          questo taglierebbe fuori tutta
          la macchina publicitaria e di marketing che
          ora contribuisce ad elevare in modo
          spropositato i prezzi dei CD.pff pff mwoahahahahahaha AHAHA ahahAHA AHHAAH! HA! correttissimo. evvviva la morte del marketing. non vedo l'ora.
          Se ve lo steste chiedendo....no non ho
          fumato nulla e' solo la mia personale
          visione della faccenda :o)una visione altamente condivisibile.aggiungo una cosuccia. non so se si deve fare o se mi cassano, ma un po' di motivi per cui la proprietà intellettuale va secondo me considerata come abuso la si può trovare qui:http://danny.oz.au/free-software/advocacy/against_IP.htmlbuona lettura a chi ci ha voglia. e speriamo che fra dieci anni il copyright sia solo un amaro ricordo.teo
    • Anonimo scrive:
      Re: copyright != proprieta' intellettuale
      Non scrivere != dubito che l'autore del pezzo conosca il C...dubito che l'autore del pezzo conosca...dubito che l'autore...dubito...:-)
    • Anonimo scrive:
      Re: copyright != proprieta' intellettuale

      dimostrazione di cio' e' il copyleft della
      gpl ad esempio, che riconosce la proprieta'
      intellettuale ma non limita la possibilita'
      di copia. Non e' un discorso filosofico ma
      prettamente pratico, che lo si ritenga
      giusto o sbagliato sta di fatto che con
      l'avvento dei supporti digitali il diritto
      d'autore (che poi all'atto pratico e' il
      diritto di editore) non ha piu' senso;esso
      e' nato piu' o meno con l'invenzione della
      stampa dato che prima i libri si scrivevano
      a mano e quindi essendo tutti sullo stesso
      piano in quanto a possibilita' di produrre i
      suddetti libri non aveva senso parlare di
      copyright;
      poi con l'avvento della stampa chi poteva
      permettersi le macchine del caso si trovava
      a poter produrre libri su scala enormemente
      maggiore della maggior parte delle persone e
      quindi e' nato il copyright. Be' ora le cose
      sono tornate nella stessa situazione in cui
      erano antecedentemente alla stampa, vi
      piace? non vi piace? E' comunque cosi' e
      nessuno ci puo' far nulla, il copyright e'
      moribondo e Bowie ha solo preso atto di
      questa lapalissiana verita', ne stanno solo
      ritardando la morte.complimenti per il commento condivido al 100%solo una sola osservazionecon internet paghi la connessione, paghi la connessione xchè trovi dei contenuti. Non dovrebbero essere le compagnie delle comunicazioni a garantire questi contenuti?Che siano alla fine queste ultime ad ereditare (future fusioni?) l'industria dell'intrattenimento?
  • Anonimo scrive:
    Non è così tragico...
    1) gli artisti si esibiscono ancora dal vivo. E se la musica è buona unbiglietto lo si paga un bel pacco di soldi ma ne vale la pena.2) provate a vedere di dischi a 12 euro e a metterci musica di qualitàmigliore. Vedrete che la gente li comprerà.Per tutti gli "artisti" che escono alla ribalta, magari mettendo inmostra tette e culo dimenandosi sulla melodia di un singolo che non valenulla è inevitabile sparire. Insomma, smette di prendere per il culo iconsumatori, costretti a pagare un cd oltre 20 euro e a comprare musicadi scarsa qualità.
  • Anonimo scrive:
    saro' breve
    con il sistema attuale del copyright campano benissimo gli interessati e bene i loro parenti siano questi Artisti o merde.forse in futuro, se avra' ragione Bowie avremo meno Artisti ma ancor meno merde.
  • Anonimo scrive:
    l'arte "hobbistica" ?
    Magari!
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